08 marzo 2018

Microrecensione #138: "Oblivion: Stories" di D. F. Wallace

20/10/2017 - 21/02/2018 "Oblivion: Stories" di D. F. Wallace
Mi son detta, perché no? Un libro di racconti di lunghezza media, che non li leggo mai.
Mi son detta, perché no? Un libro in inglese difficle, che vuoi che sia, meglio leggere gli originali di questi autori visionari e cervellotici.
E dopo il primo racconto mi son detta, perché no? Dei racconti che non finiscono e ti lasciano in sospeso senza capirne né capo né coda, perché no? Li ho sempre evitati, magari per una volta me li faccio piacere, no?

Ecco, uno arriva a una certa età che non dovrebbe più cadere in questi tranelli. Ci sono motivazioni ben consolidate che rispondono perfettamente a tutti questi "perché no?".
Rispettivamente: perché preferisco i romanzi lunghi o le storie molto brevi, perché se uno scrive cervellotico in inglese io semplicemente non lo riesco a seguire, e perché mi fa arrabbiare. Punto.
 
Mettere le proprie certezze in discussione è segno di maturità, mi pare di aver capito. 
C'ho provato, le ho riconfermate, le mie certezze, e almeno per un po' adesso ho il diritto di non discuterle più e di leggere solo libri che non mi infastidiscono.
Poi voi magari ne avete di diverse, di certezze, e allora questo libro vi piacerà tantissimo e io ve lo auguro con tutto il cuore.

01 marzo 2018

Microrecensione #137: "Il liberatore dei popoli oppressi" di A. Paasilinna

24/01/2018 - 05/02/2018 "Il liberatore dei popoli oppressi" di A. Paasilinna.
Cade a fagiolo, in tempo d'elezioni, il sempreverde argomento delle labili differenze tra destra e sinistra rivisitato in chiave Paasilinniana.
Un libro spassoso come sempre, seppur nella tragicità dello sforzo del nostro volenteroso eroe, solo e votato alla salvezza di tutti i popoli oppressi.

Ce la farà? La risposta è ovvia, se vogliamo banale. 
Invece, le mille situazioni in cui il nostro protagonista incapperà e i personaggi stravaganti che incontrerà, quelli, banali, mai.
 
Andiamo dal giornalista statunitense alcolizzato e relegato a inviato in un fantomatico Paese dell'America Latina, in cui sventa colpi di stato a colpi di inedia, all'esperto russo di pinguini in crisi coniugale, ad una sventurata aquila d'appartamento propensa al bicchierino.
Dicevo, banali, i personaggi, quello mai.

07 febbraio 2018

Microrecensione #136: "Siamo buoni se siamo buoni" di P. Nori

18/01/2018 - 23/01/2018 "Siamo buoni se siamo buoni" di P. Nori.
Che questo a mio memoria è il primo libro di Paolo Nori che leggo, che è strano perché a me lui piace molto ma per una ragione o per un'altra chissà, comunque, che io mi ricordi, è il primo libro intero di Paolo Nori che leggo e mentre lo leggevo pensavo, hai voglia, un libro intero scritto da Paolo Nori, non so se arriverò alla fine, che una frase è bellissima, un raccontino divertente, ma un libro intero, un libro intero è diverso, che non è mica come una frase che l'hai letta e poi subito è finita, non è mica come un racconto, è un libro intero, che dopo 100 frasi di Paolo Nori magari mi son stufata di Paolo Nori, che ci vuole anche una storia vagamente interessante per leggere un libro intero, non solo di Paolo Nori, così, un libro intero in generale. E tutto questo lo pensavo mentre continuavo a leggere il libro di Paolo Nori, e frase dopo frase pensavo, eh però ci vuole anche una bella storia, aspetta che leggo anche il dopo, e pian pianino, alla fine, oltre a tutte le frasi belle di Paolo Nori, che per carità, belle, son belle, ma questi son gusti miei, che li dovete prendere con le pinze, comunque, dicevo, oltre a tutte le sue frasi, alla fine, c'era pure una bella storia.


[Tentativo di meta-micro-recensione, perdonatemi]