03 giugno 2026

Microrecensione #263-270: Saga di Harry Potter di J. K. Rowling.

Luglio 2023 - Gennaio 2026: Saga di Harry Potter di J. K. Rowling.

Ed ecco che, finalmente, dopo 3 lunghi anni, questo post vede la luce!

Ancora non mi spiego perché non avessi letto questi libri quando sono usciti, negli anni 2000, quando probabilmente avrei avuto l'età giusta per godermeli. Li ho mancati di un soffio all'epoca, e poi, che scuse presentare? Sono stata probabilmente travolta da altro. Ad ogni modo, grazie probabilmente a T. e alle seconde occasioni che a volte ci offrono i figli, posso ora annunciare di aver finalmente rimediato, e di sentirmi finalmente al passo con il resto dell'umanità sulla questione HP. 

È, lo ammetto, una bella sensazione.

Non sto neanche a microrecensire i libri, tanti fiumi di inchiostro sono già stati spesi sull'argomento e sulla loro autrice. A me i libri sono piaciuti moltissimo, e il loro successo parla da solo della loro universalità, e di come una bella storia, scritta bene, con dei bei personaggi e una trama intelligente e avvincente, sia in fin dei conti apprezzata da tanti se non da tutti, grandi e piccini, il che, a sua volta, ravviva un poco quel briciolo di fiducia nell'umanità che mi rimane, cosa di cui francamente, al momento, ho sicuramente molto bisogno. Mi limito quindi a tracciare il mio personale percorso con la saga, lasciando a chi non l'ha ancora letta, e già in età della ragione, l'imperativo di farlo al più presto, e a chi ne fosse già stato fan, il diritto di prendermi in giro per il ritardo. Ad ogni modo, ora sono dei vostri, alla faccia di quei babbani che ancora si ostinano a vivere nell'ignoranza! Anche se, in fondo in fondo, forse quasi invidio chi ha ancora davanti a sé tutti i libri da leggere...

Per fortuna che c'è A., e con lei, fra poco, una scusa per ricominciare daccapo!

Harry Potter e la pietra filosofale (in italiano): Estate 2023, letto ad alta voce a T. (7 anni), principalmente in barca durante una crocierina estiva con nonni nell'Alto Adriatico. Galeotto fu il tema del campo Lupetti di quell'anno: siamo entrambi catturati nel vortice HP.

Harry Potter e la camera dei segreti (in italiano): Autunno 2023 , letto ad alta voce a T. (8 anni) e a tutto il resto della famiglia, per lo più in auto, per passare quel tempo infinito di strada che separa Losanna da Venezia, e poi Venezia da Losanna.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (in italiano): Autunno 2024, letto ad alta voce una pagina io e una pagina T. (9 anni), prima di andare a dormire. Usato spudoratamente come esca per indurre T. a leggere qualcosa di diverso dai fumetti, ma ad essere onesta non mi pare abbia davvero funzionato, al di là dei libri di HP...

Harry Potter et la Coupe de feu (in francese): Autunno 2025. Trovato usato alla fiera del libro di Romainmôtier per 4 CHF, come lasciarlo lì? Mi guardava dallo scatolone, ricordandomi che la strada verso la conoscenza era ancora lunga... e così, per la prima volta, mi son messa a leggerlo da sola, senza poter condividere con nessuno scoperte, colpi di scena, e domande sempre più profonde. Così facendo, però, ho fatto voglia a T. (10 anni), che ha finito per rubarmelo, e leggerselo, finalmente, anche lui da solo, avidamente, la sera prima di dormire, la mattina prima di uscire per andare a scuola, il mercoledì pomeriggio sul divano, dopo aver finito i compiti.

Harry Potter et l'Ordre du Phénix (in francese): Autunno 2025. Perché dopo il quarto libro, come si può fermarsi? Preso quindi in prestito in biblioteca subito dopo aver finito il libro precedente. Continua un po' di confusione, nella mia testa, come quando leggevo Harry Potter et la Coupe de feu, tra i vari termini e nomi di personaggi in italiano/francese, esacerbata dal carattere più introverso e riflessivo del quinto libro rispetto ai precedenti. Ad ogni modo, me lo sono goduto, testimoni sono le notti in cui ho spento la luce molto tardi, per sapere come andassero a finire quell'accozzaglia di sogni e visioni. Nel frattempo, T. ha continuato la lettura del quarto libro.

Harry Potter et le Prince de sang-mêlé (in francese): Autunno 2025. A due libri dalla fine, finito il quinto libro mi precipito in biblioteca, dove per fortuna il sesto libro è sullo scaffale. Non sono però l'unica a fargli la tira quel giorno: una compagna di classe di T. ce l'ha a casa, ma è quasi alla fine, e vorrebbe portarsi avanti proprio in quella mezz'oretta in cui siamo lì in biblioteca insieme. A malincuore, glielo concedo, dando prova di una magnanimità inaudita (a mio parere) e posticipo così l'inizio di una lettura velocissima e instancabile che accompagna Harry nel suo viaggio alla scoperta di molti accadimenti passati. Senza molta originalità aggiungerò che forse questo è uno dei volumi più emozionanti della collezione.

Harry Potter e i Doni della Morte (in italiano): complice il periodo del'anno, chiedo l'ultimo tomo della saga a Babbo Natale, in comunella con T. che chiede invece il quinto e il sesto, così da poter completare la collezione. Si vede che ci siamo comportati bene nel 2025 e Babbo Natale esaudisce le nostre richieste. Ciliegina sulla torta: durante le vacanze natalizie sono colta da un'influenza come non mi capitava da decenni, il che mi consente di passare qualche giorno completamente spiaggiata a letto, e di leggere così, d'un fiato, anche l'ultimo libro. Lacrime sono state versate in più punti, un grande finale.

Harry Potter e la maledizione dell'erede (in italiano): In effetti a Babbo Natale avevo chiesto anche questo, nell'entusiasmo della saga volevo essere sicura di avere tutte le informazioni possibili. Dopo un inizio un po' stentato, in realtà devo dire che mi è piaciuta pure questa appendice, anche se a T. , che ha appena finito il settimo libro, ho consigliato di aspettare un po'.

12 febbraio 2026

Microrecensione #262: "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini

 09/01/2026 - 16/01/2026 "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini.

Ricevuto per il compleanno, "Sotto mentite spoglie" mi ha fatto compagnia in un lungo weekend di inizio gennaio, inaspettatamente passato in giro per l'Europa. 

In giro per motivi tristi, ho preso autobus, treni, aerei, taxi e probabilmente anche qualche altro mezzo di locomozione. Un giallo di Manzini, in un contesto così, è davvero perfetto: un formato piccino, ideale per il viaggio, un giallo appassionante, ma non troppo angoscioso da aggiungere pensieri cattivi a quelli già non troppo allegri che si hanno quando si va ai funerali e si viaggia da soli, dei personaggi familiari a cui aggrapparsi come a una roccia. E questa Aosta d'inverno, che bene si è sposata con il paesaggio olandese fuori dai vari finestrini, imbiancato e gelato, di questo inizio 2026. 


10 febbraio 2026

Microrecensione #261: "Un gruista in paradiso" di A. Paasilinna.

 07/12/2025 - 24/12/2025 "Un gruista in Paradiso" di A. Paasilinna.

Ancora mi stupisco che ci siano libri di Paasilinna che non ho letto, ma per fortuna io non li cerco e loro saltano fuori così all'improvviso, quando ne ho bisogno, e mi fanno una sorpresa. Simpatico come sempre, un libro né troppo pesante né troppo leggero, in realtà. Uno di quei libri in cui bisogna sospende il giudizio sulle cose assurde che succedono, e si è ricompensati da un coinvolgimento disarmante con fatti e avventure straordinarie, divine, e allo tempo umane e familiari. "Un gruista in Paradiso" è proprio questo, un libro capace di una riflessione poetica su Dio e sul bisogno umano di un rapporto con Dio, mentre, tra le stesse righe, ci si ritrova appassionati alle vicende dell'amico del nostro gruista, l'imprenditore incallito Torsti Rahikainen.


05 febbraio 2026

Microrecensione #260: "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi

 19/08/2025 - 20/09/2025  "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi.

Non pensavo un saggio potesse essere così triste, e invece. 

Parlare di politiche della casa e del turismo a Venezia può fare davvero male. Apprezzatissima la prima parte del libro, una ricostruzione storica della situazione alloggi e del turismo a Venezia fino al periodo contemporaneo/dopo guerra, ho trovato, forse un po' anche inevitabilmente, da veneziana, la seconda parte un po' raffazzonata, in un tentativo non molto riuscito di mettere ordine a un sentimento diffuso, a un'accozzaglia di idee e rimostranze che fanno parte del bagaglio standard della venezianità, o per lo meno della mia. 

L'autrice infatti veneziana non è, ed è quindi anche interessante realizzare come argomenti, situazioni, realtà che per te sono scontate, quotidiane, e forse anche un po' fini a se stesse nella loro negatività, possano invece essere soggetto di studi e di addirittura di mezzo libro.

Chissà, forse mi aspettavo, nella parte più contemporanea del saggio, un po' più di intraprendenza. Mi aspettavo forse un elenco di esempi virtuosi, da prendere a modello, magari presi da altri luoghi o da altre situazioni assimilabili, quando invece l'autrice si è limitata, forse anche giustamente nel limite del suo ruolo, a specchiare semplicemente il modo corrente di fare e di pensare dei Veneziani, che è anche il mio, per carità, che è quello di lamentarsi tanto, esporre i vari problemi, le contraddizioni che ci portano tutti all'inattività, senza proporre nulla che possa migliorare la situazione, neanche  di pochissimo, in nessun aspetto del dramma sfaccettato che la città sta vivendo, umano, commerciale, economico.

A mia discolpa, sul perché non la scriva io, questa seconda parte immaginaria del libro: io da Venezia me ne sono andata, e ho l'impressione che in questi ultimi 20 anni le cose siano comunque cambiate parecchio, e mi siano sfuggite da sotto l'occhio, sia le realtà senza più redenzione, sia le realtà positive, perché anche a Venezia, anche adesso, ci sono cose che funzionano meglio di altre, come ci sono cose che non funzionano strutturalmente. Se pensate che questo libro dia una panoramica anche su questo aspetto che guarda al futuro, ecco, rimarrete delusi, e in generale, il libro vi lascerà l'amaro in bocca di come questa nostra città sia stata venduta, non sia stata capita, sia stata rovinata sostanzialmente da quando dominare l'Adriatico e parte del Mediterraneo non è più stato così in voga. Non ci siamo saputi reinventare, e per questo ci siamo venduti al miglior offerente, che era e continua ad essere ora, il turista mangia città. Come invertire la marea? Il libro non dà alcuno spiraglio di speranza né prova a dipingere alcuna alternativa, ma contribuisce sicuramente al montare dell'indignazione. Che serva da stimolante a idee e da motore di cambiamento. 

03 febbraio 2026

Microrecensione #259: "Tu sei qui" di D. Nicholls

 09/08/2025-15/08/2025 "Tu sei qui" di D. Nicholls 

Essendo estate, di nuovo ho preso in prestito qualcosa di leggero, leggerissimo, tra gli scaffali, questa volta, dei miei suoceri, durante queste nostre peregrinazioni estive. Dopo aver declinato alcune interessanti proposte di romanzi su radici storiche furlane, ho consciamente scelto questo romanzo inglese e moderno pensando che fosse più leggero e spensierato, un romanzo rosa dalla quarta di copertina, genere di lettura di cui, lo ammetto, ho bisogno,di tanto in tanto. Il romanzo in effetti lo era, rosa, e leggero, e all'inizio me ne volevo addirittura lamentare, che fosse troppo rosa e troppo leggero e non facesse per me. Poi ho dovuto ammettere che l'avevo scelto esattamente per questi motivi, e che in fondo, il libro era scritto bene, scorrevole, a tratti divertente, quindi sono andata avanti. Lo consiglio? Se volete leggere un romanzo rosa, leggero, e molto British, sia nei paesaggi, personaggi, nel meteo, e nell'humour, sì. Altrimenti, forse un romanzo storico friulano potrebbe fare più al caso vostro, libro al quale mi dedicherò sicuramente e di cui vi farò presto sapere. 

29 gennaio 2026

Microrecensione #258: "L'isola dei pirati" di M. Crichton

21/07/2025 - 31/07/2025 "L'isola dei pirati" di M. Crichton.

Dopo un libro impegnativo e in lingua straniera, mi sono rifugiata nello scaffale "best seller estivi" di casa in montagna, dove non si rimane mai delusi. Millantato sulla quarta di copertina come il libro evento (postumo) di Crichton, io qualche dubbio che sia suo ce l'ho. Costruzione semplice, personaggi semplici, trama semplice, senza brutte sorprese (né particolarmente belle eh), è un libro di storie di pirati come potrebbe averlo scritto chiunque abbia un poco studiato come si scrivono i libri con dentro storie di pirati. Per questo, bisogna dargli atto, funge la sua funzione di libro da relax estivo alla perfezione. Che se quest'anno non si fanno vacanze straordinarie, si può sempre approfittare della letteratura d'evasione per visitare la Giamaica del '600, per far saltare in aria qualche polveriera spagnola, fare una scazzottata in qualche taverna caraibica e malfamata, e per seppellire un tesoro in qualche isolotto atlantico sperduto, e, ça va sans le dire, non segnato su nessuna mappa...

27 gennaio 2026

Microrecensione #256 e #257: "Les Particules élémentaires" e "La possibilité d'une île" e di M. Houllebecq

? - ? "Les Particules élémentaires" e 
05/07/2025-19/07/2025 "La possibilité d'une île" di M. Houllebecq.

Mi apprestavo a scrivere la microrecensione di "La possibilité d'une île", quando ecco che mi rendo conto, che in quanto seguito (nella sua versione sdrucciola) non necessariamente consequente a "Les Particules élémentaires" dello stesso autore, dovevo aver scritto da qualche parte la recensione anche di quello. Invece no, l'ho letto qualche manciata di mesi (anni?) fa, e, amaramente, non trovo tra queste pagine la corrispondente microrecensione. Di quanti libri ho dimenticato di lasciare traccia? E perché proprio di questo, bellissimo e straziante, uno di quei libri che dopo averlo finito ci si chiede: ma come avevo fatto fino ad ora, senza aver letto questo libro? 

Ecco, questa sarà la mia microrecensione per entrambi. Leggeteli. Il cuore ne uscirà appesantito, il cervello pure, ma in fondo, sarete fieri di questa vostra umanità che ha saputo produrre storie, visioni, posso chiamarla poesia?, come ne potete leggere qui.

Fantascienza e iperrealismo si fondono in questi due racconti, che appunto, nulla hanno a che fare l'uno con l'altro, ma che suggerisco leggere nel giusto ordine, forse per entrare nella forma mentis dell'autore, per capirne i meccanismi, riuscire a rimanerne affascinanti senza esserne solo spaventati, o per lo meno non troppo. 
Perché prepararsi al domani, secondo Houllebecq, fa davvero paura, ma sapere la nostra umanità capace di questa proiezione, di questa onestà e di questa maestria nel trasferirla su carta, riscalda il cuore in mezzo al freddo glaciale che ci aspetta. 
E in fin dei conti, io per prima, non aspettavo certo Houllebecq per sapere che se c'è qualcosa che alla fin fine potrà salvarci tutti, non potrà che venire da un'isola