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03 giugno 2026

Microrecensione #263-270: Saga di Harry Potter di J. K. Rowling.

Luglio 2023 - Gennaio 2026: Saga di Harry Potter di J. K. Rowling.

Ed ecco che, finalmente, dopo 3 lunghi anni, questo post vede la luce!

Ancora non mi spiego perché non avessi letto questi libri quando sono usciti, negli anni 2000, quando probabilmente avrei avuto l'età giusta per godermeli. Li ho mancati di un soffio all'epoca, e poi, che scuse presentare? Sono stata probabilmente travolta da altro. Ad ogni modo, grazie probabilmente a T. e alle seconde occasioni che a volte ci offrono i figli, posso ora annunciare di aver finalmente rimediato, e di sentirmi finalmente al passo con il resto dell'umanità sulla questione HP. 

È, lo ammetto, una bella sensazione.

Non sto neanche a microrecensire i libri, tanti fiumi di inchiostro sono già stati spesi sull'argomento e sulla loro autrice. A me i libri sono piaciuti moltissimo, e il loro successo parla da solo della loro universalità, e di come una bella storia, scritta bene, con dei bei personaggi e una trama intelligente e avvincente, sia in fin dei conti apprezzata da tanti se non da tutti, grandi e piccini, il che, a sua volta, ravviva un poco quel briciolo di fiducia nell'umanità che mi rimane, cosa di cui francamente, al momento, ho sicuramente molto bisogno. Mi limito quindi a tracciare il mio personale percorso con la saga, lasciando a chi non l'ha ancora letta, e già in età della ragione, l'imperativo di farlo al più presto, e a chi ne fosse già stato fan, il diritto di prendermi in giro per il ritardo. Ad ogni modo, ora sono dei vostri, alla faccia di quei babbani che ancora si ostinano a vivere nell'ignoranza! Anche se, in fondo in fondo, forse quasi invidio chi ha ancora davanti a sé tutti i libri da leggere...

Per fortuna che c'è A., e con lei, fra poco, una scusa per ricominciare daccapo!

Harry Potter e la pietra filosofale (in italiano): Estate 2023, letto ad alta voce a T. (7 anni), principalmente in barca durante una crocierina estiva con nonni nell'Alto Adriatico. Galeotto fu il tema del campo Lupetti di quell'anno: siamo entrambi catturati nel vortice HP.

Harry Potter e la camera dei segreti (in italiano): Autunno 2023 , letto ad alta voce a T. (8 anni) e a tutto il resto della famiglia, per lo più in auto, per passare quel tempo infinito di strada che separa Losanna da Venezia, e poi Venezia da Losanna.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (in italiano): Autunno 2024, letto ad alta voce una pagina io e una pagina T. (9 anni), prima di andare a dormire. Usato spudoratamente come esca per indurre T. a leggere qualcosa di diverso dai fumetti, ma ad essere onesta non mi pare abbia davvero funzionato, al di là dei libri di HP...

Harry Potter et la Coupe de feu (in francese): Autunno 2025. Trovato usato alla fiera del libro di Romainmôtier per 4 CHF, come lasciarlo lì? Mi guardava dallo scatolone, ricordandomi che la strada verso la conoscenza era ancora lunga... e così, per la prima volta, mi son messa a leggerlo da sola, senza poter condividere con nessuno scoperte, colpi di scena, e domande sempre più profonde. Così facendo, però, ho fatto voglia a T. (10 anni), che ha finito per rubarmelo, e leggerselo, finalmente, anche lui da solo, avidamente, la sera prima di dormire, la mattina prima di uscire per andare a scuola, il mercoledì pomeriggio sul divano, dopo aver finito i compiti.

Harry Potter et l'Ordre du Phénix (in francese): Autunno 2025. Perché dopo il quarto libro, come si può fermarsi? Preso quindi in prestito in biblioteca subito dopo aver finito il libro precedente. Continua un po' di confusione, nella mia testa, come quando leggevo Harry Potter et la Coupe de feu, tra i vari termini e nomi di personaggi in italiano/francese, esacerbata dal carattere più introverso e riflessivo del quinto libro rispetto ai precedenti. Ad ogni modo, me lo sono goduto, testimoni sono le notti in cui ho spento la luce molto tardi, per sapere come andassero a finire quell'accozzaglia di sogni e visioni. Nel frattempo, T. ha continuato la lettura del quarto libro.

Harry Potter et le Prince de sang-mêlé (in francese): Autunno 2025. A due libri dalla fine, finito il quinto libro mi precipito in biblioteca, dove per fortuna il sesto libro è sullo scaffale. Non sono però l'unica a fargli la tira quel giorno: una compagna di classe di T. ce l'ha a casa, ma è quasi alla fine, e vorrebbe portarsi avanti proprio in quella mezz'oretta in cui siamo lì in biblioteca insieme. A malincuore, glielo concedo, dando prova di una magnanimità inaudita (a mio parere) e posticipo così l'inizio di una lettura velocissima e instancabile che accompagna Harry nel suo viaggio alla scoperta di molti accadimenti passati. Senza molta originalità aggiungerò che forse questo è uno dei volumi più emozionanti della collezione.

Harry Potter e i Doni della Morte (in italiano): complice il periodo del'anno, chiedo l'ultimo tomo della saga a Babbo Natale, in comunella con T. che chiede invece il quinto e il sesto, così da poter completare la collezione. Si vede che ci siamo comportati bene nel 2025 e Babbo Natale esaudisce le nostre richieste. Ciliegina sulla torta: durante le vacanze natalizie sono colta da un'influenza come non mi capitava da decenni, il che mi consente di passare qualche giorno completamente spiaggiata a letto, e di leggere così, d'un fiato, anche l'ultimo libro. Lacrime sono state versate in più punti, un grande finale.

Harry Potter e la maledizione dell'erede (in italiano): In effetti a Babbo Natale avevo chiesto anche questo, nell'entusiasmo della saga volevo essere sicura di avere tutte le informazioni possibili. Dopo un inizio un po' stentato, in realtà devo dire che mi è piaciuta pure questa appendice, anche se a T. , che ha appena finito il settimo libro, ho consigliato di aspettare un po'.

12 febbraio 2026

Microrecensione #262: "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini

 09/01/2026 - 16/01/2026 "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini.

Ricevuto per il compleanno, "Sotto mentite spoglie" mi ha fatto compagnia in un lungo weekend di inizio gennaio, inaspettatamente passato in giro per l'Europa. 

In giro per motivi tristi, ho preso autobus, treni, aerei, taxi e probabilmente anche qualche altro mezzo di locomozione. Un giallo di Manzini, in un contesto così, è davvero perfetto: un formato piccino, ideale per il viaggio, un giallo appassionante, ma non troppo angoscioso da aggiungere pensieri cattivi a quelli già non troppo allegri che si hanno quando si va ai funerali e si viaggia da soli, dei personaggi familiari a cui aggrapparsi come a una roccia. E questa Aosta d'inverno, che bene si è sposata con il paesaggio olandese fuori dai vari finestrini, imbiancato e gelato, di questo inizio 2026. 


10 febbraio 2026

Microrecensione #261: "Un gruista in paradiso" di A. Paasilinna.

 07/12/2025 - 24/12/2025 "Un gruista in Paradiso" di A. Paasilinna.

Ancora mi stupisco che ci siano libri di Paasilinna che non ho letto, ma per fortuna io non li cerco e loro saltano fuori così all'improvviso, quando ne ho bisogno, e mi fanno una sorpresa. Simpatico come sempre, un libro né troppo pesante né troppo leggero, in realtà. Uno di quei libri in cui bisogna sospende il giudizio sulle cose assurde che succedono, e si è ricompensati da un coinvolgimento disarmante con fatti e avventure straordinarie, divine, e allo tempo umane e familiari. "Un gruista in Paradiso" è proprio questo, un libro capace di una riflessione poetica su Dio e sul bisogno umano di un rapporto con Dio, mentre, tra le stesse righe, ci si ritrova appassionati alle vicende dell'amico del nostro gruista, l'imprenditore incallito Torsti Rahikainen.


05 febbraio 2026

Microrecensione #260: "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi

 19/08/2025 - 20/09/2025  "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi.

Non pensavo un saggio potesse essere così triste, e invece. 

Parlare di politiche della casa e del turismo a Venezia può fare davvero male. Apprezzatissima la prima parte del libro, una ricostruzione storica della situazione alloggi e del turismo a Venezia fino al periodo contemporaneo/dopo guerra, ho trovato, forse un po' anche inevitabilmente, da veneziana, la seconda parte un po' raffazzonata, in un tentativo non molto riuscito di mettere ordine a un sentimento diffuso, a un'accozzaglia di idee e rimostranze che fanno parte del bagaglio standard della venezianità, o per lo meno della mia. 

L'autrice infatti veneziana non è, ed è quindi anche interessante realizzare come argomenti, situazioni, realtà che per te sono scontate, quotidiane, e forse anche un po' fini a se stesse nella loro negatività, possano invece essere soggetto di studi e di addirittura di mezzo libro.

Chissà, forse mi aspettavo, nella parte più contemporanea del saggio, un po' più di intraprendenza. Mi aspettavo forse un elenco di esempi virtuosi, da prendere a modello, magari presi da altri luoghi o da altre situazioni assimilabili, quando invece l'autrice si è limitata, forse anche giustamente nel limite del suo ruolo, a specchiare semplicemente il modo corrente di fare e di pensare dei Veneziani, che è anche il mio, per carità, che è quello di lamentarsi tanto, esporre i vari problemi, le contraddizioni che ci portano tutti all'inattività, senza proporre nulla che possa migliorare la situazione, neanche  di pochissimo, in nessun aspetto del dramma sfaccettato che la città sta vivendo, umano, commerciale, economico.

A mia discolpa, sul perché non la scriva io, questa seconda parte immaginaria del libro: io da Venezia me ne sono andata, e ho l'impressione che in questi ultimi 20 anni le cose siano comunque cambiate parecchio, e mi siano sfuggite da sotto l'occhio, sia le realtà senza più redenzione, sia le realtà positive, perché anche a Venezia, anche adesso, ci sono cose che funzionano meglio di altre, come ci sono cose che non funzionano strutturalmente. Se pensate che questo libro dia una panoramica anche su questo aspetto che guarda al futuro, ecco, rimarrete delusi, e in generale, il libro vi lascerà l'amaro in bocca di come questa nostra città sia stata venduta, non sia stata capita, sia stata rovinata sostanzialmente da quando dominare l'Adriatico e parte del Mediterraneo non è più stato così in voga. Non ci siamo saputi reinventare, e per questo ci siamo venduti al miglior offerente, che era e continua ad essere ora, il turista mangia città. Come invertire la marea? Il libro non dà alcuno spiraglio di speranza né prova a dipingere alcuna alternativa, ma contribuisce sicuramente al montare dell'indignazione. Che serva da stimolante a idee e da motore di cambiamento. 

03 febbraio 2026

Microrecensione #259: "Tu sei qui" di D. Nicholls

 09/08/2025-15/08/2025 "Tu sei qui" di D. Nicholls 

Essendo estate, di nuovo ho preso in prestito qualcosa di leggero, leggerissimo, tra gli scaffali, questa volta, dei miei suoceri, durante queste nostre peregrinazioni estive. Dopo aver declinato alcune interessanti proposte di romanzi su radici storiche furlane, ho consciamente scelto questo romanzo inglese e moderno pensando che fosse più leggero e spensierato, un romanzo rosa dalla quarta di copertina, genere di lettura di cui, lo ammetto, ho bisogno,di tanto in tanto. Il romanzo in effetti lo era, rosa, e leggero, e all'inizio me ne volevo addirittura lamentare, che fosse troppo rosa e troppo leggero e non facesse per me. Poi ho dovuto ammettere che l'avevo scelto esattamente per questi motivi, e che in fondo, il libro era scritto bene, scorrevole, a tratti divertente, quindi sono andata avanti. Lo consiglio? Se volete leggere un romanzo rosa, leggero, e molto British, sia nei paesaggi, personaggi, nel meteo, e nell'humour, sì. Altrimenti, forse un romanzo storico friulano potrebbe fare più al caso vostro, libro al quale mi dedicherò sicuramente e di cui vi farò presto sapere. 

29 gennaio 2026

Microrecensione #258: "L'isola dei pirati" di M. Crichton

21/07/2025 - 31/07/2025 "L'isola dei pirati" di M. Crichton.

Dopo un libro impegnativo e in lingua straniera, mi sono rifugiata nello scaffale "best seller estivi" di casa in montagna, dove non si rimane mai delusi. Millantato sulla quarta di copertina come il libro evento (postumo) di Crichton, io qualche dubbio che sia suo ce l'ho. Costruzione semplice, personaggi semplici, trama semplice, senza brutte sorprese (né particolarmente belle eh), è un libro di storie di pirati come potrebbe averlo scritto chiunque abbia un poco studiato come si scrivono i libri con dentro storie di pirati. Per questo, bisogna dargli atto, funge la sua funzione di libro da relax estivo alla perfezione. Che se quest'anno non si fanno vacanze straordinarie, si può sempre approfittare della letteratura d'evasione per visitare la Giamaica del '600, per far saltare in aria qualche polveriera spagnola, fare una scazzottata in qualche taverna caraibica e malfamata, e per seppellire un tesoro in qualche isolotto atlantico sperduto, e, ça va sans le dire, non segnato su nessuna mappa...

27 gennaio 2026

Microrecensione #256 e #257: "Les Particules élémentaires" e "La possibilité d'une île" e di M. Houllebecq

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05/07/2025-19/07/2025 "La possibilité d'une île" di M. Houllebecq.

Mi apprestavo a scrivere la microrecensione di "La possibilité d'une île", quando ecco che mi rendo conto, che in quanto seguito (nella sua versione sdrucciola) non necessariamente consequente a "Les Particules élémentaires" dello stesso autore, dovevo aver scritto da qualche parte la recensione anche di quello. Invece no, l'ho letto qualche manciata di mesi (anni?) fa, e, amaramente, non trovo tra queste pagine la corrispondente microrecensione. Di quanti libri ho dimenticato di lasciare traccia? E perché proprio di questo, bellissimo e straziante, uno di quei libri che dopo averlo finito ci si chiede: ma come avevo fatto fino ad ora, senza aver letto questo libro? 

Ecco, questa sarà la mia microrecensione per entrambi. Leggeteli. Il cuore ne uscirà appesantito, il cervello pure, ma in fondo, sarete fieri di questa vostra umanità che ha saputo produrre storie, visioni, posso chiamarla poesia?, come ne potete leggere qui.

Fantascienza e iperrealismo si fondono in questi due racconti, che appunto, nulla hanno a che fare l'uno con l'altro, ma che suggerisco leggere nel giusto ordine, forse per entrare nella forma mentis dell'autore, per capirne i meccanismi, riuscire a rimanerne affascinanti senza esserne solo spaventati, o per lo meno non troppo. 
Perché prepararsi al domani, secondo Houllebecq, fa davvero paura, ma sapere la nostra umanità capace di questa proiezione, di questa onestà e di questa maestria nel trasferirla su carta, riscalda il cuore in mezzo al freddo glaciale che ci aspetta. 
E in fin dei conti, io per prima, non aspettavo certo Houllebecq per sapere che se c'è qualcosa che alla fin fine potrà salvarci tutti, non potrà che venire da un'isola

17 settembre 2025

Microrecensione # 255: "La Biologie pour les Nuls" di O. Dautel e J.-Y. Nogret

 30/04/2025 - 06/06/2025 "La Biologie pour les Nuls" di O. Dautel e J.-Y. Nogret.

Da quando ho concluso gli studi, se mai gli studi si possono concludere... Ricominciamo. Da quando ho concluso gli studi ufficiali, che dopo il dottorato le scartoffie da rincorrere sono finite, in Fisica, mi sono accorta della Biologia. Forse perché sono diventata mamma? Forse perché crescendo e invecchiando mi sono abituata, o meglio, ho cominciato ad accettare, cose, e perché no, scienze, meno esatte? Non lo so, ma questa fetta enorme di sapere umano, tanto studiata da frotte di studenti e studentesse, da cui forse proprio per questo, o per mancanza di esposizione, sono sempre fuggita, ha cominciato ad incuriosirmi. O forse ho solo cominciato davvero a vergognarmi della mia sconfinata ignoranza in materia...

Ad ogni modo, da un po' avevo chiesto in giro a amici e conoscenti suggerimenti di libri di Biologia con cui iniziare un percorso di avvicinamento. Non troppo accademici, per poter essere approcciati da una come me, ma neanche troppo banali o riduttivi, da risultare noiosi o incompleti. Non avevo ricevuto nessun consiglio. 

Così, forte di un po' di tempo a disposizione, e una fornita biblioteca di quartiere, mi sono dedicata del tempo a scegliere qualcosa da cui iniziare. E la scelta è stata in effetti facile. Non avevo mai letto né considerato questa serie ormai famosa dei "...pour les Nuls", analoga della serie italiana "...for Dummies", ma dalla quarta di copertina, e da qualche occhiata alle pagine e alla struttura dei capitoli, mi è sembrata proprio fare al caso mio. 

Il formato non è comodo da leggere a letto (troppo grande e pesante!), ma il contenuto, in effetti, era proprio quello che cercavo. In questa edizione Francese, la biologia è spiegata soprattutto nell'ottica dell'evoluzione della vita sulla terra, dalle prime cellule alle piante e animali come li conosciamo. Mi manca ancora qualche capitolo, e ho qualche sezione sicuramente da rivedere per capirla meglio, intanto il libro l'ho restituito alla biblioteca, dopo un prestito allungato di qualche settimana, ma lo riprenderò presto.

L'approccio mi è tanto piaciuto che ho invece già comprato l'edizione inglese, "Biology for Dummies" di R. Fester Kratz, che mi pare invece prendere più il taglio dal punto di vista della micorbiologia e dei vari meccanismi cellulari. Vi farò sapere, ma ora capisco perché questa serie abbia così successo: l''ho trovata davvero un ottimo modo per cominciare a infarinarsi con una materia o un argomento che non si ha mai davvero studiato a scuola e che invece, perché no? Gli studi, davvero, non finiscono mai...

10 settembre 2025

Microrecensione #254: "The Miniaturist" di J. Burton

 28/04/2025 - 06/05/2025 "The Miniaturist" di J. Burton

Avevo bisogno di un libro che fosse leggero: nel formato, da mettere in zaino e portare in giro facilmente, in questi giorni post-operatori di pochi spostamenti e molte attese, e nel contenuto, per una voglia di romanzo e di storie che ti trasportano altrove, perché, a volte, si ha voglia di viaggiare anche quando non si può. 

Così passando in biblioteca a riportare un libro di ricette di Dragon Ball (?? a volte mi diverto a pensare a cosa mai pensi chi vede la lista dei libri che prendo in prestito... spero che a controllare i miei prestiti non sia solo l'intelligenza artificiale, di questi tempi, non si sa mai, ma che una persona in carne ed ossa, si possa fare, onestamente, due risate), ecco selezionato dallo scaffale di libri in lingua inglese questo librino dal taglio cinematografico.

Motivo principale per averlo selezionato: il formato tascabile, e il fatto che è ambientato ad Amsterdam intorno al '600, che, bisogna ammetterlo, è spesso una buona ambientazione per storie di ogni tipo.

Dopo un inizio forse un po' lento, confermo l'impressione avuta dal semplice soppesare il libro e rimirarne la copertina. Per fortuna, nessuna sorpresa: una storia avvincente, qualche colpo di scena, un'eroina assolutamente anacronistica con cui ci si relaziona facilmente, un po' di magia, la Compagnia delle Indie, una tensione tra donne che poi si rivela provvidenziale complicità, un uomo di casa burbero dal passato e presente misteriosi, la domenica a messa, un parto in casa, etc etc, avete capito il genere. Romanzo in costume godibilissimo e che ha risposto perfettamente alle mie esigenze del momento. Ma se cercate un capolavoro della letteratura, o delle grandi verità, ecco, cercate pure altrove.

03 settembre 2025

Microrecensione #253: "Yellowface" di R. F. Kuang

 22/04/2025 - 26/04/2025 "Yellowface" di R. F. Kuang

Essere in convalescenza, ha anche i suoi lati positivi. Improvvisamente, c'è il tempo di cucinare, di fare qualche lavoretto, e qualche chiacchiera, vicina o lontana. E addirittura, tra amiche, c'è il tempo di scambiarsi consigli di lettura, cosa che non avveniva da molto.

Così, libro consigliato, libro recuperato e presto libro letto, che chi ha tempo non aspetti le notti per leggere, ma legga quando può: sul divano, in terrazza, su una panchina, sotto il sole o sotto la pioggia. In questo periodo di deambulazione difficile, le attese sono all'ordine del giorno, e i libri i miei migliori amici.

Trovato facilmente in biblioteca in lingua originale (inglese), un libro così ... moderno, non l'avevo mai letto. Un thriller editoriale nel vero senso della parola, che parla di Twitter, in cui leggiamo email, e in cui leggiamo di drammi virtuali ripercuotersi e intrecciarsi con drammi umani e realissimi. Un'ambientazione che di primo acchito suona strana, quasi fuori luogo per la carta stampata, ma a cui ormai forse farei meglio a rassegnarmi, ed ad abituarmi, perché questo è, in una qualche misura, il mondo che abitiamo. Ma è un libro che parla anche di ambizione, di radici, di legami, di essere dentro o fuori una comunità, di lavoro, e della linea sottilissima che a volte divide creatività, appropriazione, e successo. Ed è un libro, devo dire, riuscitissimo, con una protagonista  di un'umanità dipinta perfettamente, nella sua fragilità, nei suoi errori, nella sua follia, e nel suo dramma legato indissolubilmente al destino segnato dalle prime pagine della storia. Ed è forse, soprattutto, un thriller, costruito perfettamente per farvi divorare le pagine una dietro l'altra, credo mai un lavoro di copy editing sia stato seguito con cotanta palpitazione. Vi ho avvertito.


23 maggio 2025

Microrecensione #252: "Alma" di F. Manzon

15/04/2025 - 19/04/2025 "Alma" di F. Manzon

Vincitore del premio Campiello 2024, l'avevo chiesto a Babbo Natale perché avevo letto che parlava di Trieste. Non ne sapevo altro. E che sorpresa!

Dopo una serie di libri piacevoli, per carità, sono stata così contenta di leggere un libro bello, bellissimo, dalla trama, ai personaggi, alle semplici parole. Un libro di guerra, di famiglia, e di amore, come tutti i grandi libri, d'altronde, non se ne scampa. Una guerra che tendiamo a dimenticare, o a voler mettere in parte, una famiglia che riassume 50 anni di Storia, un amore magari non spettacolare, ma umano, ferito, profondo. Un libro di luoghi a cui sono affezionata, per una ragione o per un'altra: Trieste, le isole croate con l'Adriatico scintillante intorno, i Balcani, con le sue capitali piene di Storia e di cemento, i suoi fiumi verdi, i ponti che cadono sotto le bombe.

Per fortuna ero in convalescenza, con tanto tempo da passare orizzontale, perché è un libro difficile da posare sul comodino. Un vero lusso leggerlo durante il giorno, con un caffé a fianco, aspettando di guarire. 

20 maggio 2025

Microrecensione #251: "Orgoglio e pregiudizio" di J. Austen.

 10/04/2025 - 14/04/2025 "Orgoglio e pregiudizio" di J. Austen.

Il mio primo audiolibro! Onestamente non riesco ad immaginare, per come è fatto il mio quotidiano,  una situazione diversa in cui ascoltare un libro se non essere spiaggiati per qualche giorno su un letto d'ospedale, ma dato che appunto, in questi giorni, ero proprio spiaggiata su un letto d'ospedale, devo dire che mi sono goduta appieno il lusso di chiudere gli occhi e di avere qualcuno là, sempre disponibile a raccontarti una storia. Ammetto anche di essermi addormentata parecchio, tra un capitolo e l'altro, un ballo, un té, e alcuni passaggi sono sicura di averli ascoltati più di una volta, ma immagino sia normale, tra audiolibri e antidolorifici? 

Oltre ad essere stato veramente comodo avere un audiolibro in questi giorni sospesi, la scelta del libro in sé è stata fortunata: coinvolgente ma non troppo, senza dubbio di piacevole ascolto, non foriero di cattivi pensieri o ombre a intaccare un già instabile umore ospedaliero. Un libro neutro, un vero e proprio passatempo, e letto soprattutto per cultura generale, che alla veneranda età di -anta anni, ancora non avevo letto niente di Jane Austen. Si poteva? Apparentemente no, così sono corsa ai ripari. 

Non posso dire di essermi appassionata al genere, ma ho apprezzato di poter leggere pensieri e esperienze di prima mano sull'argomento. Soprattutto ho apprezzato lo spirito ironico dell'autrice su persone e avvenimenti, capace di trasmettere sorrisi e sguardi complici tra le righe, contagiosi a distanza di 200 anni e pure attraverso i suoni tristi e alieni di un ospedale.




07 maggio 2025

Microrecensione #250: "Storia della bambina perduta" di E. Ferrante

 21/03/2025 - 29/03/2025 "Storia della bambina perduta" di E. Ferrante.

Preso in prestito alla biblioteca, e letto di fretta, un po' perché un libro in prestito ha sempre una scadenza, un po' perché è per me momento di chiusure, e un libro con una storia così ingombrante è un libro che non voglio avere in sospeso. E sicuramente anche un po' perché la scrittura ti costringe alla fretta, non ti lascia tregua, inanellando pagina dopo pagina drammi familiari, sociali, politici, individuali, collettivi, drammi su drammi, tensioni, morti ammazzati e lotte interiori, che non si può far altro che precipitarsi a finirlo.

E finalmente ci sono arrivata, a queste ultime pagine. La storia è più o meno conclusa, e io sono soddisfatta: soddisfatta di aver letto l'intera saga (qui, qui, e qui i volumi precedenti), soddisfatta perché in effetti la scrittura, il ritmo, la costruzione del romanzo è davvero fatta bene, ma soddisfatta, forse soprattutto, di poter finalmente chiudere con questa storia e tirare un sospiro di sollievo. 

In realtà la saga la consiglio, ma solo se non avete altri pensieri per la testa che coinvolgano lavoro, diventare grandi, carriere, vocazioni (o mancanza di), figli, salute, famiglia, sradicamento e o attaccamento da e ai luoghi, politica in generale, e la lista potrebbe continuare ancora per molto. Se già ne avete di vostri, di pensieri, fatevi un favore, leggete altro, e tenete questa saga per un momento in cui siete felici e appagati, e in cui volete tirarvi un po' giù l'anima con un libro appassionante (perché sì, esistono anche quei momenti). 

30 aprile 2025

Microrecensione #249 : "L'imperfetta meraviglia" di A. De Carlo

 10/03/2025 - 19/03/2025 "L'imperfetta meraviglia" di A. De Carlo

Trovare libri in italiano nelle biblioteche pubbliche francofone dà sempre un gusto particolare, così, ero entrata per una cosa, mi sono distratta, e ho preso in prestito anche questo, ricordando vagamente che in un tempo passato qualcosa di quest'autore mi fosse piaciuto. Probabilmente il tempo passato era però così remoto, ma così remoto, da non avere alcuna influenza sul presente. A dir la verità, dubito che anche alle medie si possa apprezzare un libro così. Forse gli altri libri gli erano venuti meglio? Questo, mi dispiace darne un giudizio così perentorio, ma bene non gli è proprio venuto. Banale nei personaggi, nelle riflessioni, nelle divagazioni, nelle descrizioni delle relazioni, banale nella scrittura e nella costruzione della storia. La trama, mi ha ricordato, vagamente, quella di quest'altro libro letto di recente, e ripensandoci, è difficile identificare cos'abbia quest'ultimo, che l'"L'imperfetta meraviglia" non ha, ma il risultato è, ahimé, senza paragoni. 

Se volete un romanzo leggero, che mischi una crisi di una quarantenne sognatrice e una rockstar dal passato dannato e ribelle, che viene a patti con l'età, si dà una calmata, e riscopre cos'è una relazione vera dopo tante ex-mogli... ecco, vi consiglio senza ombra di dubbio il romanzo Hornby.


23 aprile 2025

Microrecensione #248 : "Capodanno in giallo" di Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami.

 04/03/2025 - 08/03/2025 "Capodanno in giallo" di Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami.

Un libro leggero in tutti i sensi, formato piccino, comprato usato in una bancarella a Venezia per 3 euro, mi ha accompagnata in un viaggio di lavoro tra Losanna e Londra. Cominciato nei ritagli di tempo in aeroporto, e finito in treno la sera del ritorno, è un libretto senza troppe pretese, un esercizio di scrittura degli autori costruito a tavolino, in cui ciascuno ha fatto vivere al suo protagonista un piccolo giallo ambientato, appunto, a Capodanno. Perfetto per una lettura spezzettata e poco impegnata come può essere quella durante un viaggio di pochi giorni tra un ufficio e l'altro. Alcuni racconti mi sono piaciuti di più, per i personaggi che già conoscevo e che mi stavano già simpatici, alcuni di meno, quello dell'Aykol non mi è piaciuto per nulla!, ma questo è il bello dei racconti brevi: finiscono presto, nel bene e nel male. Lo stesso forse si può dire anche dei viaggi di lavoro, che nel bene e nel male, grazie a Dio, sono brevi anche quelli. 



16 aprile 2025

Microrecensione #247 : "Tatà" di V. Perrin

 16/02/2025 - 26/02/2025 "Tatà" di V. Perrin.

Una tappa veneziana mi ha finalmente permesso di riappropiarmi di questo regalo ricevuto a Natale, a cui spesso pensavo dalla Svizzera, e che sapevo stare ad aspettarmi in bella mostra là, sugli scaffali nuovi, al buio. 

L'intreccio della storia è abbastanza sorprendente, intrigante all'inizio, appassionante a metà, un po' troppo forzato e artificioso verso la fine, quando tutto precipita e sia storia che personaggi sembrano prendere tratti esagerati, rispetto al ritmo più studiato e controllato della prima parte del romanzo. 

Un peccato, ma per fortuna questo tornado finale non è stato abbastanza per guastare totalmente il libro, che ho trovato nel complesso godibilissimo, una lettura "leggera" (se non siete turbati dalla sua aria da libro noir), e se non altro per la protagonista alle soglie dei quaranta, nelle cui riflessioni e pensieri e reazioni, ci si identifica facilmente. 

Probabilmente avrei dovuto leggerlo in lingua originale, in francese, ma ... c'est la vie! 



09 aprile 2025

Microrecensione #246: "LMVDM - La mia vita disegnata male" di Gipi

 15/02/2025 - 16/02/2025 "LMVDM - La mia vita disegnata male" di Gipi.

Regalo tardivo e graditissimo di compleanno, come si è detto al momento dello spacchettamento, purtroppo o perfortuna, "le graphic novel si leggono sempre di un fiato".

Così é stato anche per questa. Un'estetica riconoscibilissima, una storia triste triste triste,  ma che come ogni storia raccontata bene, ha dentro tutti i paesaggi, tutti gli intrecci, tutti i personaggi, e tutti i finali del mondo.

02 aprile 2025

Microrecensione #245 : "Storia di chi fugge e di chi resta" di E. Ferrante.

 01/02/2025 - 07/02/2025 "Storia di chi fugge e di chi resta" di E. Ferrante.

Dopo aver letto il primo e il secondo volume, non ho potuto far altro che continuare la saga. Un lato positivo di questi libri dal successo universale è che si trovano relativamente facilmente anche nelle biblioteche fuori patria, e pure in lingua originale!

Così, un sabato pomeriggio grigio, sono passata per la biblioteca centrale della città, che purtroppo in quella di quartiere è più difficile trovare libri in idiomi vari, e me ne sono uscita con il volume sotto braccio. Ormai scemato l'entusiasmo per la serie che me ne avrebbe fatto acquistare i volumi, rimane comunque la curiosità di sapere come continuerà e soprattutto come andrà a finire questa storia, e la consapevolezza che, ad ogni modo, la scrittura è innegabilmente ben studiata. 

Questo terzo volume, a tratti un po' noioso e prevedibile, come ormai sono lo diventati i personaggi, si è comunque fatto leggere in fretta. Subirotamic, nonostante del libro né dell'intera serie non abbia letto una riga, è riuscito a suo modo, di riflesso e per mio sentito dire, a farne la migliore microrecensione: un polpettone. 

Una descrizione perfetta, a mio avviso, perché in effetti, dopo lo slancio del primo libro e la creazione ad arte di personaggi e universo, ora non resta altro che far passare quest'universo attraverso gli anni e le vicende di un'Italia dal dopoguerra in poi, con tutti gli avvicendamenti politici e sociali del caso. Personaggi noti, vicende note, il risultato è appunto a tratti noioso e prevedibile, ma, come in effetti il polpettone, ancora godibile e gustoso. 

E dato che non di solo polpettone vive questa lettrice, ogni tanto, per carità, lo si può mangiare pure con soddisfazione.

Ancora un libro per terminare la serie: lo leggerò volentieri. Fossero ancora due o tre, ecco, probabilmente lascerei qualche fetta sul piatto. 

05 febbraio 2025

Microrecensione #244: "Il desiderio di Dio" di D. Baddiel

 07/01/2025 - 24/01/2025 - "Il desiderio di Dio" di D. Baddiel.

Babbo Natale l'ha portato alla mia mamma, e Babbo Natale glielo ha rubato poco dopo per leggerlo, dato che la mamma lo aveva già finito, questo libro sottile.

Un libro sottile, infatti, che parla però, come si può immaginare dal titolo, di un tema grande, e vasto, e universale. 

Un tema così grande, e così vasto, e così universale, che vederlo racchiuso in un libro così piccolo, potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Quello che ho apprezzato, è che l'autore se ne rende conto, e non ha troppe pretese. È un libro serissimo scritto da un comico intelligente, un lungo monologo, che offre un punto di vista, quello dell'autore, per lui scontato, e per il lettore? Chissà, non per forza. I passaggi, logici o meno logici, saranno giudicati da ciascuno nel segreto del proprio divano, del proprio letto, sulle rive del proprio comodino.

Peccato per la traduzione, in qualche tratto un po' stonata nella sua scolasticità, il libro è ad ogni modo divertente e di piacevole lettura, e di sicuro porta a qualche riflessione, ad oguno la sua. L'universalità della domanda, e, appunto, del desiderio di Dio, rimane, anche alla fine del piccolo saggio, un bellissimo mistero, e la sua necessità di per sé certo non aiuta a schierarsi per l'una o per l'altra fazione, se davvero alla fin fine esistono fazioni contrapposte.

29 gennaio 2025

Microrecensione #243: "Storia del nuovo cognome" di E. Ferrante

 01/01/2025 - 03/01/2025 "Storia del nuovo cognome" di E. Ferrante.

Secondo capitolo della saga, dopo "L'amica geniale". L'avevo chiesto a Babbo Natale per continuare la lettura, ma mi era stato negato perché a Babbo Natale non era piaciuto quanto il primo. "Te lo farai pestare". E chi sono io per contraddire Babbo Natale? Me lo sono fatto prestare. E che dire? Aveva ragione Babbo Natale? Il romanzo l'ho letto di un fiato per ragioni logistiche (non volevo espatriare con il libro in prestito) quindi brutto brutto non l'ho trovato. Le protagoniste, ora non più bambine, si raccontano negli anni dai 16 ai 20 e qualcosa, anni difficili, anni di decisioni, di fortune e sfortune, le prime che segnano davvero la vita. Forse per questo i comportamenti tratteggiati ad arte nel capitolo sull'infanzia, sono in questo esacerbati e portati allo stremo, come lo sono i sentimenti in quegli anni, amplificati, eccessivi. Ed è forse questo eccesso, questa ripetitività se non prevedibilità, non delle situazioni, ma delle azioni e reazioni, dei pensieri e degli eccessi dell'una e dell'altra protagonista, che, lo devo ammettere, ha frenato un po' anche a me l'entusiasmo.

E allora, aveva ragione Babbo Natale? Ovvio, avevate dubbi?

Forse per questo non continuerò la saga? Giammai. Ma magari anche i prossimi, me li faccio prestare.