13 novembre 2020

Minuscoli drammi /62: Cracker

Quando dopo 10 mesi in cui chiunque (me compresa), in qualsiasi occasione, si prodiga a raccomandarti come lavarti le mani, soffiarti il naso, tossire, tua figlia, vedendo suo fratello soffiarsi il naso con un fazzoletto, decide di non essere da meno, nonostante la giovane età, e comincia a soffiarsi il naso con un cracker.


10 novembre 2020

Fragola e cioccolato

Il tempo passa, in fretta o no, ma passa, ed è così che ci siamo ritrovati, Subitoramic ed io, un lunedì mattina di pioggia e di ottobre, a decidere che basta, il seggiolone ad occupare mezza cucina non  serviva più, che si poteva passare a qualcosa di più agile, adatto a una bimba ormai "grande", ma che soprattutto non occupasse tre quarti dell'appartamento, che in aria di confinamento, si sa, ogni centimetro quadrato è prezioso.

Ma davanti al modello prescelto per l'acquisto, il dramma: prendere quello marrone e azzurro - un accostamento a dir poco azzardato, se non proprio sbagliato - o prendere quello marrone e rosa - e condannare così sicuramente la nostra secondogenita a un'infanzia di principesse e a un futuro di oppressione?

Essere genitori è anche questo: prendere decisioni velocemente, sotto pressione, quando pure la diretta interessata è evidentemente completamente disinteressata all'annosa questione, questione però che senza alcun dubbio avrà ripercussioni sull'intera vita dell'infante. 

E vada per il marrone e rosa, perché il marrone e azzurro era proprio inguardabile.

Così, quando all'uscita della scuola cerco di prevenire il certo disappunto del primogenito alla vista di quel cosetto dai colori discutibili installato in cucina, e per giunta al posto a tavola vicino al suo, due occhi entusiasti capovolgono in un secondo la situazione: "Marrone e rosa? Bello, mamma! Fragola e cioccolato!"

Quanto ho da imparare, quanto vorrei averli io, questi occhi magici, capaci di vedere le fragole e il cioccolato anche nel più brutto dei seggioloni.

Le notizie del giorno non sarebbero poi così tristi, anzi, forse metterebbero perfino di buon umore, quasi come il nostro nuovo seggiolone, che adesso, pensandolo un gelato d'estate, mi sembra semplicemente bellissimo.






04 novembre 2020

Microrecensione #175: "Je ferai de toi un homme heureux" di A. B. Ragde

 02/02/2020 - 04/10/2020 "Je ferai de toi un homme heureux" di A. B. Ragde.

Spinta da un abbastanza immotivato furore di lettura in francese, mi sono finalmente decisa a finire questo strano libro, letto a singhiozzo, trascinato per tanti mesi sul comodino. Un libro preso lo scorso anno da una scatolone sulle scale di casa, una scatolone di libri che la mia vicina liberava al mondo (per liberarsene lei). Ed è un libro senza una storia vera e propria, racconta le vite che si incrociano in un condominio di un'incerta cittadina norvegese negli anni '60. Dipinge una fotografia dell'epoca, e alla fin fine l'ho trovato interessante.

Il libro si apre con l'immagine dei campanelli, ogni targhetta un cognome, ogni cognome un capitolo, una famiglia, degli equilibri, degli squilibri. Le vite sono soprattutto vite di donne, a casa, chi più occupata, chi meno, di bimbi sperduti, di venditori porta a porta. Qualche uomo qui e là, buono solo a fare incidenti con la moto o a uccidere ratti con il gas dei tubi di scarico. O ad essere reso felice, più o meno...