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23 aprile 2025

Microrecensione #248 : "Capodanno in giallo" di Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami.

 04/03/2025 - 08/03/2025 "Capodanno in giallo" di Aykol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami.

Un libro leggero in tutti i sensi, formato piccino, comprato usato in una bancarella a Venezia per 3 euro, mi ha accompagnata in un viaggio di lavoro tra Losanna e Londra. Cominciato nei ritagli di tempo in aeroporto, e finito in treno la sera del ritorno, è un libretto senza troppe pretese, un esercizio di scrittura degli autori costruito a tavolino, in cui ciascuno ha fatto vivere al suo protagonista un piccolo giallo ambientato, appunto, a Capodanno. Perfetto per una lettura spezzettata e poco impegnata come può essere quella durante un viaggio di pochi giorni tra un ufficio e l'altro. Alcuni racconti mi sono piaciuti di più, per i personaggi che già conoscevo e che mi stavano già simpatici, alcuni di meno, quello dell'Aykol non mi è piaciuto per nulla!, ma questo è il bello dei racconti brevi: finiscono presto, nel bene e nel male. Lo stesso forse si può dire anche dei viaggi di lavoro, che nel bene e nel male, grazie a Dio, sono brevi anche quelli. 



26 febbraio 2019

Microrecensione #154: "La costola di Adamo" di A. Manzini

25/01/2019 - 03/02/2019 "La costola di Adamo" di A. Manzini. 
Continuano per me le indagini di Rocco Schiavone, questa volta invischiato in un caso di quasi femminicidio aostiano. Un vicequestore po' Robin Hood, un po' più buono di quello che mi aspettavo, ma va bene così. Sia la storia che tutti i personaggi sono sempre costruiti, e raccontati, in modo piacevolissimo. Prova ne è il fatto che in autobus, la mattina presto, andando al lavoro, sono l'unica a mettermi ridere così forte (e sì, è un giallo che parla di un orrido delitto, ma a tratti è davvero difficile trattenere le risate).

19 febbraio 2019

Microrecensione #153: "Pista nera" di A. Manzini

13/1/2019 - 24/01/2019 "Pista nera" di A. Manzini.
Dopo aver letto per primo l'ultimo della serie, eccomi a ripercorrere, questa volta in ordine cronologico, le avventure del vicequestore Rocco Schiavone, partendo dall'inizio, dal primo omicidio su cui investigare ad Aosta, dopo il trasferimento da Roma.
Un giallo perfetto da leggere in questa stagione invernale, spolverata di neve qua e là, circondati da montagne e da sciatori, perché in fondo Aosta è solo un passo al di là di questi bei monti di nuvole e ghiaccio.

16 aprile 2018

Microrecensione #140: "Rossa è la neve – Delia Fischer indaga" di M. Piffaretti

11/03/2018 - 04/04/2018 "Rossa è la neve – Delia Fischer indaga" di M. Piffaretti.
Quest'anno,  per il compleanno, mio marito mi ha regalato due libri di autori svizzeri, per cominciare a calarmi nella cultura del nostro attuale Paese di adozione, che male non fa. Svizzeri ticinesi, per la precisione, così da poterli leggere in originale, senza la mediazione della traduzione, e pure goderseli un po'.  "Rossa è la neve" è il primo dei due libri, ed è un giallo, classicissimo, ambientato a Bellinzona e dintorni.
La storia cattura, i personaggi sono potenzialmente interessanti, l'ambientazione, geografica e storica, mi ha se non altro incuriosito e informato su delle cose della Svizzera che non sapevo (vedi la voce wikipedia sui Verdingkinder). 
Purtroppo però la scrittura è pedante, ecco, questa è la parola, come frutto di un esercizio del tipo: Bene ragazzi, ora che avete imparato che cos'è un libro giallo, scrivete un libro giallo. 
Alle medie.
Tutte le frasi, i pensieri, iniziano e finiscono come da manuale, coronati da una scelta di aggettivi classici, situazioni classiche, azioni e reazioni classiche.
Sono onesta, la trama del giallo mi è davvero piaciuta, ma seguirla attraverso queste righe di frasi fatte e pensieri e logica ritriti è stato un po' difficoltoso, a tratti davvero imbarazzante.

20 aprile 2017

Microrecensione #125: "A Venetian Reckoning" di D. Leon

30/03/2017 - 10/04/2017 "A Venetian Reckoning" di D. Leon. 
Dopo averne ripetutamente sentito parlare, ho finalmente letto uno di questi gialli di Donna Leon, ambientati in una Venezia così realistica da non essere neppure tradotti in italiano, onde evitare il più possibile il pubblico lagunare e le sue eventuali lamentele.
Da leggere se amate i gialli e se amate Venezia. 
Io i gialli li amo a momenti, perché poi faccio tardi la sera per leggere come vanno a finire, e la mattina dopo non voglio più alzarmi.
Venezia la amo a momenti pure lei, perché è bella, ma complicata.
Camminare per fondamenta e calli a caccia di assassini, quindi, può pericolosamente portare a una notte lunghissima, sia per il commissario in questione, sia per me.
Credo leggerò anche gli altri libri della serie, ma con calma, a piccole dosi.