19/08/2025 - 20/09/2025 "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi.
Non pensavo un saggio potesse essere così triste, e invece.
Parlare di politiche della casa e del turismo a Venezia può fare davvero male. Apprezzatissima la prima parte del libro, una ricostruzione storica della situazione alloggi e del turismo a Venezia fino al periodo contemporaneo/dopo guerra, ho trovato, forse un po' anche inevitabilmente, da veneziana, la seconda parte un po' raffazzonata, in un tentativo non molto riuscito di mettere ordine a un sentimento diffuso, a un'accozzaglia di idee e rimostranze che fanno parte del bagaglio standard della venezianità, o per lo meno della mia.
L'autrice infatti veneziana non è, ed è quindi anche interessante realizzare come argomenti, situazioni, realtà che per te sono scontate, quotidiane, e forse anche un po' fini a se stesse nella loro negatività, possano invece essere soggetto di studi e di addirittura di mezzo libro.
Chissà, forse mi aspettavo, nella parte più contemporanea del saggio, un po' più di intraprendenza. Mi aspettavo forse un elenco di esempi virtuosi, da prendere a modello, magari presi da altri luoghi o da altre situazioni assimilabili, quando invece l'autrice si è limitata, forse anche giustamente nel limite del suo ruolo, a specchiare semplicemente il modo corrente di fare e di pensare dei Veneziani, che è anche il mio, per carità, che è quello di lamentarsi tanto, esporre i vari problemi, le contraddizioni che ci portano tutti all'inattività, senza proporre nulla che possa migliorare la situazione, neanche di pochissimo, in nessun aspetto del dramma sfaccettato che la città sta vivendo, umano, commerciale, economico.
A mia discolpa, sul perché non la scriva io, questa seconda parte immaginaria del libro: io da Venezia me ne sono andata, e ho l'impressione che in questi ultimi 20 anni le cose siano comunque cambiate parecchio, e mi siano sfuggite da sotto l'occhio, sia le realtà senza più redenzione, sia le realtà positive, perché anche a Venezia, anche adesso, ci sono cose che funzionano meglio di altre, come ci sono cose che non funzionano strutturalmente. Se pensate che questo libro dia una panoramica anche su questo aspetto che guarda al futuro, ecco, rimarrete delusi, e in generale, il libro vi lascerà l'amaro in bocca di come questa nostra città sia stata venduta, non sia stata capita, sia stata rovinata sostanzialmente da quando dominare l'Adriatico e parte del Mediterraneo non è più stato così in voga. Non ci siamo saputi reinventare, e per questo ci siamo venduti al miglior offerente, che era e continua ad essere ora, il turista mangia città. Come invertire la marea? Il libro non dà alcuno spiraglio di speranza né prova a dipingere alcuna alternativa, ma contribuisce sicuramente al montare dell'indignazione. Che serva da stimolante a idee e da motore di cambiamento.