03 febbraio 2026

Microrecensione #259: "Tu sei qui" di D. Nicholls

 09/08/2025-15/08/2025 "Tu sei qui" di D. Nicholls 

Essendo estate, di nuovo ho preso in prestito qualcosa di leggero, leggerissimo, tra gli scaffali, questa volta, dei miei suoceri, durante queste nostre peregrinazioni estive. Dopo aver declinato alcune interessanti proposte di romanzi su radici storiche furlane, ho consciamente scelto questo romanzo inglese e moderno pensando che fosse più leggero e spensierato, un romanzo rosa dalla quarta di copertina, genere di lettura di cui, lo ammetto, ho bisogno,di tanto in tanto. Il romanzo in effetti lo era, rosa, e leggero, e all'inizio me ne volevo addirittura lamentare, che fosse troppo rosa e troppo leggero e non facesse per me. Poi ho dovuto ammettere che l'avevo scelto esattamente per questi motivi, e che in fondo, il libro era scritto bene, scorrevole, a tratti divertente, quindi sono andata avanti. Lo consiglio? Se volete leggere un romanzo rosa, leggero, e molto British, sia nei paesaggi, personaggi, nel meteo, e nell'humour, sì. Altrimenti, forse un romanzo storico friulano potrebbe fare più al caso vostro, libro al quale mi dedicherò sicuramente e di cui vi farò presto sapere. 

29 gennaio 2026

Microrecensione #258: "L'isola dei pirati" di M. Crichton

21/07/2025 - 31/07/2025 "L'isola dei pirati" di M. Crichton.

Dopo un libro impegnativo e in lingua straniera, mi sono rifugiata nello scaffale "best seller estivi" di casa in montagna, dove non si rimane mai delusi. Millantato sulla quarta di copertina come il libro evento (postumo) di Crichton, io qualche dubbio che sia suo ce l'ho. Costruzione semplice, personaggi semplici, trama semplice, senza brutte sorprese (né particolarmente belle eh), è un libro di storie di pirati come potrebbe averlo scritto chiunque abbia un poco studiato come si scrivono i libri con dentro storie di pirati. Per questo, bisogna dargli atto, funge la sua funzione di libro da relax estivo alla perfezione. Che se quest'anno non si fanno vacanze straordinarie, si può sempre approfittare della letteratura d'evasione per visitare la Giamaica del '600, per far saltare in aria qualche polveriera spagnola, fare una scazzottata in qualche taverna caraibica e malfamata, e per seppellire un tesoro in qualche isolotto atlantico sperduto, e, ça va sans le dire, non segnato su nessuna mappa...

27 gennaio 2026

Microrecensione #256 e #257: "Les Particules élémentaires" e "La possibilité d'une île" e di M. Houllebecq

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05/07/2025-19/07/2025 "La possibilité d'une île" di M. Houllebecq.

Mi apprestavo a scrivere la microrecensione di "La possibilité d'une île", quando ecco che mi rendo conto, che in quanto seguito (nella sua versione sdrucciola) non necessariamente consequente a "Les Particules élémentaires" dello stesso autore, dovevo aver scritto da qualche parte la recensione anche di quello. Invece no, l'ho letto qualche manciata di mesi (anni?) fa, e, amaramente, non trovo tra queste pagine la corrispondente microrecensione. Di quanti libri ho dimenticato di lasciare traccia? E perché proprio di questo, bellissimo e straziante, uno di quei libri che dopo averlo finito ci si chiede: ma come avevo fatto fino ad ora, senza aver letto questo libro? 

Ecco, questa sarà la mia microrecensione per entrambi. Leggeteli. Il cuore ne uscirà appesantito, il cervello pure, ma in fondo, sarete fieri di questa vostra umanità che ha saputo produrre storie, visioni, posso chiamarla poesia?, come ne potete leggere qui.

Fantascienza e iperrealismo si fondono in questi due racconti, che appunto, nulla hanno a che fare l'uno con l'altro, ma che suggerisco leggere nel giusto ordine, forse per entrare nella forma mentis dell'autore, per capirne i meccanismi, riuscire a rimanerne affascinanti senza esserne solo spaventati, o per lo meno non troppo. 
Perché prepararsi al domani, secondo Houllebecq, fa davvero paura, ma sapere la nostra umanità capace di questa proiezione, di questa onestà e di questa maestria nel trasferirla su carta, riscalda il cuore in mezzo al freddo glaciale che ci aspetta. 
E in fin dei conti, io per prima, non aspettavo certo Houllebecq per sapere che se c'è qualcosa che alla fin fine potrà salvarci tutti, non potrà che venire da un'isola