12 febbraio 2026

Microrecensione #262: "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini

 09/01/2026 - 16/01/2026 "Sotto mentite spoglie" di A. Manzini.

Ricevuto per il compleanno, "Sotto mentite spoglie" mi ha fatto compagnia in un lungo weekend di inizio gennaio, inaspettatamente passato in giro per l'Europa. 

In giro per motivi tristi, ho preso autobus, treni, aerei, taxi e probabilmente anche qualche altro mezzo di locomozione. Un giallo di Manzini, in un contesto così, è davvero perfetto: un formato piccino, ideale per il viaggio, un giallo appassionante, ma non troppo angoscioso da aggiungere pensieri cattivi a quelli già non troppo allegri che si hanno quando si va ai funerali e si viaggia da soli, dei personaggi familiari a cui aggrapparsi come a una roccia. E questa Aosta d'inverno, che bene si è sposata con il paesaggio olandese fuori dai vari finestrini, imbiancato e gelato, di questo inizio 2026. 


10 febbraio 2026

Microrecensione #261: "Un gruista in paradiso" di A. Paasilinna.

 07/12/2025 - 24/12/2025 "Un gruista in Paradiso" di A. Paasilinna.

Ancora mi stupisco che ci siano libri di Paasilinna che non ho letto, ma per fortuna io non li cerco e loro saltano fuori così all'improvviso, quando ne ho bisogno, e mi fanno una sorpresa. Simpatico come sempre, un libro né troppo pesante né troppo leggero, in realtà. Uno di quei libri in cui bisogna sospende il giudizio sulle cose assurde che succedono, e si è ricompensati da un coinvolgimento disarmante con fatti e avventure straordinarie, divine, e allo tempo umane e familiari. "Un gruista in Paradiso" è proprio questo, un libro capace di una riflessione poetica su Dio e sul bisogno umano di un rapporto con Dio, mentre, tra le stesse righe, ci si ritrova appassionati alle vicende dell'amico del nostro gruista, l'imprenditore incallito Torsti Rahikainen.


05 febbraio 2026

Microrecensione #260: "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi

 19/08/2025 - 20/09/2025  "La bonifica umana: Venezia dall'esodo al turismo" di C. Zanardi.

Non pensavo un saggio potesse essere così triste, e invece. 

Parlare di politiche della casa e del turismo a Venezia può fare davvero male. Apprezzatissima la prima parte del libro, una ricostruzione storica della situazione alloggi e del turismo a Venezia fino al periodo contemporaneo/dopo guerra, ho trovato, forse un po' anche inevitabilmente, da veneziana, la seconda parte un po' raffazzonata, in un tentativo non molto riuscito di mettere ordine a un sentimento diffuso, a un'accozzaglia di idee e rimostranze che fanno parte del bagaglio standard della venezianità, o per lo meno della mia. 

L'autrice infatti veneziana non è, ed è quindi anche interessante realizzare come argomenti, situazioni, realtà che per te sono scontate, quotidiane, e forse anche un po' fini a se stesse nella loro negatività, possano invece essere soggetto di studi e di addirittura di mezzo libro.

Chissà, forse mi aspettavo, nella parte più contemporanea del saggio, un po' più di intraprendenza. Mi aspettavo forse un elenco di esempi virtuosi, da prendere a modello, magari presi da altri luoghi o da altre situazioni assimilabili, quando invece l'autrice si è limitata, forse anche giustamente nel limite del suo ruolo, a specchiare semplicemente il modo corrente di fare e di pensare dei Veneziani, che è anche il mio, per carità, che è quello di lamentarsi tanto, esporre i vari problemi, le contraddizioni che ci portano tutti all'inattività, senza proporre nulla che possa migliorare la situazione, neanche  di pochissimo, in nessun aspetto del dramma sfaccettato che la città sta vivendo, umano, commerciale, economico.

A mia discolpa, sul perché non la scriva io, questa seconda parte immaginaria del libro: io da Venezia me ne sono andata, e ho l'impressione che in questi ultimi 20 anni le cose siano comunque cambiate parecchio, e mi siano sfuggite da sotto l'occhio, sia le realtà senza più redenzione, sia le realtà positive, perché anche a Venezia, anche adesso, ci sono cose che funzionano meglio di altre, come ci sono cose che non funzionano strutturalmente. Se pensate che questo libro dia una panoramica anche su questo aspetto che guarda al futuro, ecco, rimarrete delusi, e in generale, il libro vi lascerà l'amaro in bocca di come questa nostra città sia stata venduta, non sia stata capita, sia stata rovinata sostanzialmente da quando dominare l'Adriatico e parte del Mediterraneo non è più stato così in voga. Non ci siamo saputi reinventare, e per questo ci siamo venduti al miglior offerente, che era e continua ad essere ora, il turista mangia città. Come invertire la marea? Il libro non dà alcuno spiraglio di speranza né prova a dipingere alcuna alternativa, ma contribuisce sicuramente al montare dell'indignazione. Che serva da stimolante a idee e da motore di cambiamento.