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11 agosto 2019

Un mese.

È in un mese che ho imparato che si ha il secondo figlio quando si è pronte per un livello successivo di tutto. Si allatta il primo figlio con calma e concentrazione, così si impara ad allattare davvero con il cuore, e per fortuna non si scorda, un po' come andare in bicicletta, perché l'allattamento del secondo, quello sì è la vera sfida. In un mese la piccola A. ha mangiato mentre io, tra le tante attività e in ordine di difficoltà:
- leggevo un libro a T.
- vestivo T.
- cercavo di fare in modo che T., saltante sul divano a fianco a noi, non cadesse sopra A.
- costruivo camion di Lego

- gonfiavo e giocavo con un palloncino
- leggevo un libro a T. mentre nella stanza altre persone parlavano (d'altro)
E non sarebbe così importante se in questo primo periodo non si allattasse così tanto - cosa che invece avevo scordato.

Così l'ultima poppata della sera, quella fatta nella penombra, quando T. ormai dorme, e A. mangia per inerzia, con gli occhi chiusi e il respiro già lento, con Subirotamic seduto accanto a noi a farci compagnia, nel silenzio o nel rumore rassicurante di pioggia dei temporali di queste serate d'estate, ecco, quella, è uno dei momenti più belli di questo ultimo mese.
C'è stata tutta una giornata per rincorrersi, tra giochi, poppate, libri, pisolini, pranzi, cene, e discussione e domande e "perché", e ora siamo solo io e la mia bimba, nel nostro nido, e da qui io prendo le forze per la giornata che verrà domani, e lei quelle per tutta la vita che le corre incontro.


14 novembre 2016

Pensieri profondi.

Mentre allatto, la sera, faccio pensieri strani. Sarà la penombra, sarà il rumore della città, del palazzo, attutito dal buio, il corpo che si svuota, la testa anche. Per esempio, l'altro giorno pensavo che è davvero strano che la parola "copia" non cambi di genere a seconda del genere dell'oggetto a cui si riferisce. Capisco che la copia di una chiave sia femminile, ma la copia di un libro - pensavo - dovrebbe essere maschile.
Chissà se in qualche lingua del mondo è così - pensavo.

Di solito, nel momento stesso in cui esco dalla cameretta, gli strani pensieri da allattamento svaniscono, si dissolvono nella sera che al di qua della porta è appena cominciata.
A volte invece, come in questo caso, rimangono.
Forse perché sono estremamente profondi - penso.
Forse.