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17 marzo 2025

Una mia certa idea di integrità, ovvero, dei buchi alle orecchie e di altre cicatrici.

Da piccola non ho fatto i buchi alle orecchie. Non era nella tradizione familiare, la mia mamma non li aveva, e a me, sinceramente, non è neanche mai passato per la mente di farli. Col passare degli anni ho visto le mie amiche farsi i buchi, le ho accompagnate a fare il secondo, il terzo buco nelle varie farmacie o oreficerie veneziane, ma neppure in quei frangenti mi è mai sfiorata l'idea che quella fosse una cosa per me. 

Neanche in quello strano periodo di idee campate per aria che è l'adolescenza e la prima gioventù, il pensiero mi ha mai toccata. Anzi, man mano che crescevo, una mia certa idea di integrità si faceva più definita, per cui una persona integra e tutta di un pezzo come quella che volevo essere, o diventare, non aveva certo tatuaggi, o orecchini, o trucchi, a snaturarne la forma e il suo essere originale. 

Sono passati alcuni anni da quei tempi strampalati, e questa mia certa idea di integrità è cresciuta con me. È cresciuta quando ho ricominciato a mangiare la carne dopo 10 anni, mediando la mia idea di integrità e la mia idea di famiglia, di condivisione, di educazione. È cresciuta quando ho cominciato a fare delle cose sul serio: partire, tornare, lasciare, prendere, fare progetti, impegnarsi per questi progetti, ma forse, e soprattutto, fare progetti insieme ad altre persone, che in quanto portatrici di altre certe loro idee di integrità, ha implicato inevitabilmente un certo grado di flessibilità, caratteristica non contemplata nella mia originale idea di integrità.

Eppure, è probabilmente per questa mia certa idea di integrità che non ho voluto fare anestesie quando i miei bimbi sono venuti al mondo, per presentarmi a loro com'ero, onestamente, dal primo istante. Non me ne sono mai pentita. 

Poi ho deciso di sostituire dei pezzettini di me con titanio, ceramica, ed altri materiali vari, ed è stata una piccola rivelazione: ero sempre io, nonostante tutto.

Per alcune cose della vita ci sono un prima e un dopo molto definiti, ma con il passare del tempo i contorni tendono a sfumare. Per fortuna ci sono le cicatrici a ricordarci che il tempo, e i giorni, non sono tutti uguali. Il giorno del titano è stato uno di questi spartiacque, e una cosa che mi ha insegnato è che alla fine, con o senza titanio, rimaniamo sempre noi. Non ci definiscono, ma scandiscono la nostra storia, e contribuiscono a raccontarla.

E allora, come ho una pancia morbida a scandire il prima e il dopo T. e A., come ho una lunga cicatrice a scandire il prima e il dopo titanio, perché non farsi i buchi alle orecchie, cicatrici di una scelta assolutamente non necessaria, fatta solo e puramente per avere qualcosa di bello e luccicante a cui pensare la mattina, un pensiero allegro in più?

Mi fa sorridere pensare di averci messo 40 anni a formulare questo pensiero, a prendere il coraggio a due mani, e la mia idea di integrità sotto braccio, e a farmi fare i buchi alle orecchie.

Mi fa sorridere anche che questa mia decisione sia più o meno contemporanea a quella delle coetanee di mia figlia, cinquenni, che cominciano a farsi i buchi. Probabilmente loro non li fanno con la mia stessa confusione in testa, ma molto più lucidamente: hanno in mente il luccichio dei gioielli e una scintilla di estetica rudimentale, instintiva e bellissima, puramente ed esclusivamente per loro stesse.

Sarebbe così bello se riusciressero, con questo gesto, a portarsi dietro un pezzettino di questa estetica e di questa loro gioia scintillante per tutta la vita: glielo auguro di cuore.

Per quanto mi riguarda, non solo non mi sono, a distanza di un anno, ancora pentita della mia scelta dei buchi alle orecchie, ma addirittura ho deciso che presto avrò altro titanio e ceramica ad aiutarmi a continuare questo mio percorso arzigogolato.

Perché fin qua è stato un bel percorso, cicatrici di ogni sorta e dimensione incluse. 


27 settembre 2022

Un anno in gamba

È passato un anno da questa foto, l'ultima foto della mia gamba intera, così com'era. Dopo la foto, ne hanno cambiato un pezzo, e un po' come per tutti i "grandi eventi", matrimoni, gravidanze, nascite, per alcuni mesi, prima e dopo, sembrava che il mondo intero gravitasse solo intorno a quello, una monotonia di pensieri che anche nelle situazioni più allegre, dopo un po', annoia, figuratevi se il pensiero è un pezzo di titanio da martellare nel femore. Ma il tempo passa, e i pensieri con lui, e se per altri "grandi eventi" custodisco gelosamente almeno qualche foto e qualche ricordo,  a questo, a dir la verità, non ci penso più. Non me lo ricordo, di avere un pezzo non mio, non mi viene in mente, mi dimentico del titanio e della cicatrice, della quale  a volte mi chiedono, se la vedono, sulla spiaggia, o i dottori, o i controlli di sicurezza dell’aeroporto, allertati dal metal detector, e io sono sorpresa, quasi non so perché sia lì, quasi mi arrestano. 

Allora, buon primo compleanno, gamba nuova. Il fatto che non mi ricordi spesso di te, prendilo come un complimento. E tutta la memoria che non è occupata da pensieri su di te, che sia di buon auspicio, e che si riempia di piccole e grandi avventure in cui, grazie a te, continuerò a cacciarmi.

02 maggio 2019

In Sicilia

Era da tanto che non lasciavo la terraferma per un'isola che non fosse la Gran Bretagna. Un'isola che sa di isola, di mare, di pescherecci e di catene arrugginite dal sale. Un'isola di coste alte sul mare, dorate, ma anche sabbiose e battute dal vento, come fossimo ancora a Texel, o quasi.

Invece ora viviamo in mezzo, sul bordo di un lago che a volte quasi ci si dimentica che non è salato, ma non lo è, e un po' di mare ci voleva.
Un po' di mare, di cannoli, di pistacchi, e di insalate di arance.

Ed è il nostro primo viaggio in quattro, o in tre e mezzo, diciamo, e anche quello ci voleva.

Eccovi quindi un po' di foto, perché dai viaggi si portano a casa quelle, oltre alle avventure, che poi, in tre e mezzo, cominciano davvero a moltiplicarsi, e se poi ci si mette di mezzo un vulcano...

Attesa aeroportuale.

Aci Trezza

Etna, passeggiata dal Rifugio Citelli.

La Norma, a Acireale.

Il mare di Aci Castello.

Saracinesca di Siracusa.

Il mare di Marzamemi.

Verso Ragusa Ibla.

Ragusa Ibla, la piazza.

L'Orecchio di Dionisio, Siracusa.

 



Etna, a spasso fra i crateri del 2002.