20 febbraio 2017

Minuscoli drammi quotidiani/46: Uotzapp

Vabbè, alla fine ho ceduto. 
Sul fronte Facebook ancora resisto, ma alla fine, dopo più di 7 anni di espatrio, ho scaricato questa benedetta WhatsApp, complice l'isolamento elvetico, la mia condizione di genitrice a tempo pieno e il mio bisogno di conoscere gli appuntamenti più imperdibili del momento (al parco). 
Non so se lo sapete, ma questa simpatica app, dopo aver sbirciato tra i vostri contatti e avervi mostrato tutti gli amici whatsapp-muniti, ha poi l'ardire di suggerire quali, tra le persone da voi contattate più di frequente, non sono ancora parte del club e dovrebbero quindi sollecitamente essere invitati.

Ecco le prime tre persone con cui ho contatti frequenti e che non hanno ancora WhatsApp:
- mio fratello
- mia mamma
- il tizio del negozio dove abbiamo ordinato il divano

Santa polenta, dobbiamo smetterla di cambiare casa e comprare mobili.

16 febbraio 2017

Microrecensione #122: "Viaggio alle Incoronate" di H. Kitzmüller

21/01/2017 - 14/02/2017 "Viaggio alle Incoronate" di H. Kitzmüller. Una volta superato lo shock iniziale, e cioè che il suddetto viaggio del'autore non è in barca a vela, ma a motore - mon Dieu! -, e il libro non parla solo di mare e di isole, mi è piaciuto leggere questi appunti un po' sparpagliati di un viaggio che è più nella storia di una famiglia e della sua terra Friulana, che alle Incoronate. Che le Incoronate sono solo una parentesi nella vita travagliata del nonno, un'idea di libertà, di felicità, in una vita che sembra condannata a non essere felice mai. Di mezzo ci sono gli Austriaci, gli Italiani, i Tedeschi, i codici d'onore, la famiglia, nel bene e nel male.
Il viaggio alle Incoronate dell'autore non è che un tributo al passato, a quella natura superba e quegli attimi di felicità, dai quali, anche se brevissimi, si può imparare ad attingere lentamente, isola dopo isola, baia dopo baia, per continuare ad assaporarne il ricordo.

13 febbraio 2017

Minuscoli drammi quotidiani/45: Le mutande.

Più in un ottica di riuso e riciclo che di risparmio, in questo periodo sto raccattando in giro per la città molta mobilia di seconda mano, figlia raminga di traslochi e divorzi.
È una scusa, anche, per continuare a esplorare la città, di vederne le viscera, gli interni, in periferia, in alto dove nevica mentre a casa nostra piove, in basso a bordo lago, in centro, tra un tram, un parco giochi che non conoscevo o un nuovo scorcio sui monti intorno.

Così, l'ultimo arrivo è un bizzarro mobiletto piramidale. Come si direbbe qui: très original.
Un pezzo di mobilia tanto amato dal gatto della giovane e simpatica proprietaria losannese, quanto odiato dal fidanzato e presto convivente della suddetta. Detto fatto, il mobile è arrivato a casa nostra, ancora semivuota, e quindi aperta a oggetti straordinari e di dubbia utilità come quest'ultimo.
Bizzarro sarà anche il mobiletto, ma ancora più bizzarro - diciamo così - è stato il momento in cui, togliendo ad uno ad uno i cassetti piramidali per pulirli per bene, mi sono vista comparire, negli oscuri meandri piramidali, 4 paia di mutande di pizzo nero.
Pulite, per fortuna.
E per fortuna pure che la precedente proprietaria - qui a momenti per riprendersi le sue mutande - era simpatica, e alla notizia del ritrovamento, sforzandosi di sfoderare il suo italiano migliore imparato ai tempi dell'Erasmus a Firenze, ha risposto con un bellissimo ODDIO VOGLIO SPARIRE. Pas de soucis, ma chérie, pas de soucis...