01 febbraio 2017

Sul finire di un pranzo qualsiasi

Tu cachi
mangiando caco,
mio macaco.
 
Io non caco
da quando fui a Macao
e non ti portai meco.


Piccola poesiola nonsense ispirata da alcuni fatti, storici e non. 
E magari anche da questo libro, che aspetta timido sullo scaffale di essere letto.
"Nel nonsense la parola è alla prova del nulla", ne dice l'autore. 
Bello, bellissimo, giochiamo!

30 gennaio 2017

Microrecensione #120: "Bellezza e tristezza" di Y. Kawabata

14/01/2017 - 20/01/2017  "Bellezza e tristezza" di Y. Kawabata. Un altro romanzo della serie di quelli trovati inaspettatamente nei meandri del mio Kindle. Questa volta, invece di rifugiarmi in drammi casalinghi di facile immedesimazione di un'autrice italiana (vedi microrecensione precedente), ho optato per i drammi lontani, cerimoniosi e totali di un premio Nobel giapponese.
E in quanto a drammi, non sono rimasta di certo delusa.
Atmosfere sottili e delicate come disegni su un kimono, notti afose, giardini di pietra, tombe centenarie, i fili del passato e del presente che si intrecciano nel dolore di una storia d'amore sterile e pericolosa...magari per il prossimo libro punto a qualcosa di più leggerino, va.
Mi sento però di consigliare davvero la lettura di questo "Bellezza e tristezza" se siete pronti e motivati per una nippo-tragedia di tutto rispetto.

25 gennaio 2017

La lunga filastrocca invernale della disoccupazione

Lago di ghiaccio, lago d'argento
Monti baciati da neve e da vento
Nuvole d'oro al tramonto del sole
Cieli dipinti di rose e di viole

Lago di neve, lago d'inverno
Onde appuntite, fermate in eterno
O almeno fin quando sarà sotto zero 
Freddo tagliente che ghiaccia il pensiero.

Chiudo finestre, il freddo è fuori
Insieme al vento, la neve, i dolori
Dentro è calduccio, si bevon tisane
Si balla la musica, si mangia del pane.

C'è chi comincia a camminare,
Chi cerca un modo di lavorare
Chi di lavorar per oggi ha finito
Ma è il suo mestiere, in fondo è un marito.

Lago di ghiaccio, lago di argento
In questo gelo tu sembri contento
Splendi, rifulgi di luce dorata
Ogni fiocco di neve è cipria di fata

Io guardo fuori e gioisco con te
Mi sento a casa anche senza il bidet
Devo soltanto trovare che fare
Ora che vivo a miglia dal mare

Gli annunci ricercano sol l'eccellente
Io sono brava, ma in tutto e in niente
Qui mi ritrovo senza contatti
Senza conoscere, soltanto i fatti

Ed in Elvezia, in Olanda, in Italia
Non è il curriculum che ammalia,
Non è la lettera di motivazioni
A crederlo sono soltanto i coglioni.

Vedremo se Inverno porterà novità
Se il vento di bise le idee chiarirà
Se una startup, un'azienda o un negozio
Mi impedirà di cadere nell'ozio.

Che sia forse meglio sedersi un istante
Sceglier che fare, una cosa fra tante:
Che sia fermarsi a raccogliere un fiore?
Sì, ma col titolo di gran dottore.

Ma per il fiore è troppo presto,
Può esser questo un buon pretesto:
In questo inverno col lago che ghiaccia
Trovare un lavoro che mi piaccia.

Per ora fa freddo, il lago è bianco
E allora son qui china sul banco
Tra annunci, civvì, e pugni sui denti
A mimetizzarmi tra gli studenti.

Ma il tempo è scaduto! devo scappare
L'erede al nido a prelevare.
Quest'ora è l'impiego delle mie ore
Difficile averne uno migliore,

Vedremo se il prossimo regge il confronto
ricerca sul mondo, o far di conto?
Vedremo se il prossimo regge il duello
che crescere insieme è proprio bello.