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25 gennaio 2017

La lunga filastrocca invernale della disoccupazione

Lago di ghiaccio, lago d'argento
Monti baciati da neve e da vento
Nuvole d'oro al tramonto del sole
Cieli dipinti di rose e di viole

Lago di neve, lago d'inverno
Onde appuntite, fermate in eterno
O almeno fin quando sarà sotto zero 
Freddo tagliente che ghiaccia il pensiero.

Chiudo finestre, il freddo è fuori
Insieme al vento, la neve, i dolori
Dentro è calduccio, si bevon tisane
Si balla la musica, si mangia del pane.

C'è chi comincia a camminare,
Chi cerca un modo di lavorare
Chi di lavorar per oggi ha finito
Ma è il suo mestiere, in fondo è un marito.

Lago di ghiaccio, lago di argento
In questo gelo tu sembri contento
Splendi, rifulgi di luce dorata
Ogni fiocco di neve è cipria di fata

Io guardo fuori e gioisco con te
Mi sento a casa anche senza il bidet
Devo soltanto trovare che fare
Ora che vivo a miglia dal mare

Gli annunci ricercano sol l'eccellente
Io sono brava, ma in tutto e in niente
Qui mi ritrovo senza contatti
Senza conoscere, soltanto i fatti

Ed in Elvezia, in Olanda, in Italia
Non è il curriculum che ammalia,
Non è la lettera di motivazioni
A crederlo sono soltanto i coglioni.

Vedremo se Inverno porterà novità
Se il vento di bise le idee chiarirà
Se una startup, un'azienda o un negozio
Mi impedirà di cadere nell'ozio.

Che sia forse meglio sedersi un istante
Sceglier che fare, una cosa fra tante:
Che sia fermarsi a raccogliere un fiore?
Sì, ma col titolo di gran dottore.

Ma per il fiore è troppo presto,
Può esser questo un buon pretesto:
In questo inverno col lago che ghiaccia
Trovare un lavoro che mi piaccia.

Per ora fa freddo, il lago è bianco
E allora son qui china sul banco
Tra annunci, civvì, e pugni sui denti
A mimetizzarmi tra gli studenti.

Ma il tempo è scaduto! devo scappare
L'erede al nido a prelevare.
Quest'ora è l'impiego delle mie ore
Difficile averne uno migliore,

Vedremo se il prossimo regge il confronto
ricerca sul mondo, o far di conto?
Vedremo se il prossimo regge il duello
che crescere insieme è proprio bello.

02 giugno 2015

La bici blu

Ho venduto la mia prima bicicletta olandese. 
Quella con il contropedale, pesante, blu, che mi ha fatto arrancare contro vento il primo anno sull'Isola. L'avevo poi tenuta per gli ospiti, miei o del dipartimento, per utenti occasionali, persone che passavano di qui.
C'è chi le ha voluto bene, cambiando camere d'aria, tirando freni, chi l'ha semplicemente usata, ma una bici, si sa, per qualcuno è solo un mezzo.
Ora l'ho venduta, a una ricercatrice CinesAmericana di passaggio, che la terrà per tre mesi e poi chissà, saranno fatti suoi.
Io l'ho venduta per cominciare a fare spazio, nel garage, nella mia testa.

Oggi l'Isola è bizzosa: è il 2 giugno, sono ancora 10 gradi, qui, vento forza 8, pioggia, grandine che ti sferza la pelle, ma la guardo con occhio differente dal solito.
C'è una prospettiva di partenza, nell'aria, per questo inizio a fare spazio.
C'è una prospettiva di cambiamento, in questa aria di mare scaraventata qui dal vento, per questo inizio a liberarmi di quello che ormai non serve più.

E la bici blu è la prima cosa a regalarmi il suo vuoto.
Ho probabilmente ancora molti mesi qui, ma ho bisogno di iniziare a fare spazio, per tutto quello che verrà, in garage, in casa, nella mia vita. 
Altrimenti, non ci  potrà essere partenza, né cambiamento.
D'altronde su quest'Isola, come su tutte le altre Isole del mondo, lo spazio è un bene preziosissimo, senza il quale, semplicemente, il futuro non ci sta.

15 febbraio 2014

Minuscoli drammi quotidiani/18: Burrasche

In questi giorni di Sole pallido, e stagione incerta, soffia invece lungo la strada di casa un vento gagliardo.
E' determinato ad arricciare non solo il mare al di là della diga,

Waddenzee, oggi.
ma anche tutti quei piccoli mari di pioggia al di qua.


Pozzanghere in burrasca, insomma, con onde a infrangersi potenti sull'asfalto e sui bordi del pascolo diga.
Per fortuna noi si sta sul lato opposto, dalla parte asciutta della strada.

13 gennaio 2014

Minuscoli drammi quotidiani/16: La spiaggia che non c'è.

Il minuscolo dramma si compie veloce, in un colpo d'occhio, quando da un mese (e due tempeste) manchi dalla spiaggia, approfitti di una splendida domenica di Gennaio per andartene un po' a zonzo in bicicletta per l'Isola, passi laghi luccicanti come questo:

Laghi, sulla via della spiaggia.
 arrivi finalmente al mare, agitato e verde e bianco

Mare del Nord.
per scoprire che le due tempeste di Dicembre hanno mangiato via l'Isola, e sulla costa, dove prima una dolce discesa di sabbia ti accompagnava in acqua, v'è ora un gradino di sabbia, alto quasi quanto me medesima (vedi foto qui sotto), piccolo baratro tra la strada e la "nuova" spiaggia.

Me medesima, a misura del baratro. Ombra e fotocredits: Subirotamic.
Ancora davanti al baratro, scruto la strada, lassù.
Dove siete andati, miliardi di granellini?
Qui sull'Isola, ci mancate molto.
Ci tenevamo a farvelo sapere.

05 dicembre 2013

Diario dalla tempesta di Sinterklaas

ore 9 - si va al lavoro a piedi. Vento sostenuto in crescere. Previsioni pessime.
 
ore 14 - passeggiata con colleghi fino al porto del traghetto. Vento misurato all'Istituto forza 8/9 raffiche 10/12. Il traghetto aspetta circa un'ora tra i marosi prima di azzardare la manovra per attraccare sull'Isola. Gli spruzzi salati delle onde sferzano la faccia e fanno male. Si cammina, ma a fatica.
La situazione nel pomeriggio. foto dal giornale dell'Isola.

 ore 14.30 - buio completo causa nube obscura e minacciosa.


ore 14.50 - grandine mista a nevischio lava il vetro della finestra dell'ufficio dal sale che il mare ci ha schiantato tutto il giorno.

ore 15.10 - schiarita, ma il vento non molla.

ore 19 - rientro a piedi dal lavoro. Raffiche pericolose. Mi aggrappo al Subirotamic per raggiungere sani e salvi l'ambita dimora.
Una manciata di minuti di strada, e già non si vede l'ora di arrivare.
Pecore scomparse. Forse volate via? TUTTE?

ore 19.06 - Arrivo a casa. Serrette in giardino scoperchiate. Coperchi a pochi metri. Vetro esterno della finestra (per fortuna a doppio vetro) della cucina completamente rotto. Probabilmente un ramo, o forse, ma sì, forse è stato Sinterklaas, che non trovando il camino ha cercato di entrare per di lì per consegnare i suoi regali, prima di lasciare l'Isola.

ore 22.00 - Speriamo sia riuscito a partire, il Sinterklaas, che il ferry per la terraferma è fermo da un po', causa vento e acqua alta, e già si prevedono problemi anche per domani.
Acqua alta, come in tutte le Isole in cui io abiti. Qui vedete in verde, il livello mareale previsto regolarmente, in blu quello misurato alla stazione del mio Istituto, in rosso la previsione a partire dalle misure. Come vedete, acqua alta.
Ora provo ad andare in camera, a controllare se ci sono dei regali nei calzini. 
Se lo trovo di là poi so già cosa offrirgli, sarà pane, formaggio, mandarini e un bicchiere di vino, che se è sempre andato bene, il menù, alla signora Befana, son sicura andrà bene anche a lui.

Il vento, ad ogni modo, ancora ulula forte.


28 ottobre 2013

Dodici Beaufort

Giusto per dovere di cronaca, ecco il vento di oggi qui sull'Isola misurato dalla stazione meteo del mio Istituto.
In basso, in rosso, le ore.
A sinistra, la scala blu, è in metri al secondo, a destra, quella verdina, in Beaufort.
La linea blu è la velocità del vento media in non so che intervallo di tempo, mentre i puntini rossi sono i massimi istantanei.
La media ha toccato un massimo di 11 Bft (fortunale) intorno alle 10, con raffiche ben oltre i 12 Bft (uragano, nonché limite massimo della scala) per circa due ore.
Domani, andrà meglio.


25 ottobre 2013

Minuscoli drammi quotidiani/14: Lunedì.

Questo non sarà un post di protesta contro tutti i Lunedì, contro l'inizio della settimana, contro la sveglia, contro il pranzo portato da casa in un tapperware, contro le otto ore davanti a un computer a digitare Scienza, no. 
Questo è un preciso post di protesta contro un preciso Lunedì, il prossimo, in cui le previsioni del vento danno forza 10 (91 km/h) raffiche 11 (116 km/h).
Come vedete qui di seguito, sfumature di vento violablucobalto rare anche per l'Isola.


E io quindi protesto, perché c'è troppo vento pure per l'aquilone, che poi, anche se non volassi via appesa a quel filo sottilissimo, anche se riuscissi a trovare un modo di ancorarmi alla sabbia della spiaggia, non potrei andarci in spiaggia, perché, mannaggia, è Lunedì.

13 giugno 2013

Io e il Mar (RossoMarrone)

Sabato scorso, approfittando della pessima giornata (vedere foto qui a lato, ore 14 circa, per la cronaca), si è deciso: è proprio arrivato il momento del primo bagno nel Mare del Nord!
E così, l'audace gruppetto di oceanografi, armato di tanta, tanta buona volontà, ma soprattutto, io, armata della nuova mutina smanicata da nuoto 3mm appena acquistata, nonché di maglia copri muta in neoprene a manica lunga, ha effettuato il primo tuffo della stagione.
Praticamente, è stato come andare a sciare, visti i tempi di vestizione e svestizione, se poi si guarda la temperatura, le codizioni atmosferiche, e il vento affrontati, pure.
Per di più, il mare era un brodo (freddo però, una specie di gazpacho?) di alghette rossomarroni, costantemente frustate dai tentacoli di grandi meduse trasparenti, eleganti, leggere.

A dirla così, non pare un gran sabato, invece, assicuro, è stato divertentissimo. E bello.
Che dire, a volte, il freddo, le onde che si rompono nel vento, l'acqua brulicante di vita marroncina e argentea proprio  non bastano a rovinare il fatto di essere tu sola, corpicino piccolo, puntolino di neoprene, a sguazzare in questo Mare grande, che abbraccia l'Isola, e con lei il Mondo intero.

06 maggio 2013

Mai sempre.

Mai, mai, mai affezionarsi alle cose materiali, dice il saggio.
Una lezione che non mi è riuscita di imparare neppure questa volta, quando tutto sembrava perduto, soprattutto il mio cappello preferito.
Io, lo ammetto, posseggo svariati cappelli, ma insomma, vivendo qui al Nord li indosso da Settembre a Maggio e quindi, un pochino, me li merito pure: c'è quello regalatomi per il compleanno da un'amica, quello che era un travestimento da serpente, ed ora è solo il mio cappello verde; c'è quello fatto a ferri dalla mamma di un'altra amica, quello cucito e progettato da un'altra mamma di un'altra amica ancora.
Due provengono in qualche modo da mio fratello, uno è di mio papà, ed un altro, beh, un altro è semplicemente mio da sempre.
Uno è un po' cappello, e un po' sciarpa e poi c'è lui. 
Soffice soffice, ma così fitto da lasciare fuori anche il vento dell'Isola: è tessuto al telaio su di un'isola differente, lontana, un'isola d'alta quota appoggiata nel lago Titicaca.
Ecco lui, al quale mai e poi mai ci si sarebbe dovuti affezionare, di punto in bianco, s'è perduto.

Stavo quasi per riconoscere la mia debolezza e abbandonarmi alla disperazione quando l'Ufficio Oggetti Smarriti del ferry mi ha rivelato, su di un asettico tavolo, quel grumetto di lana marrone, che solo io potevo salutare con un sorriso così grande.
Giubilo, gaudio!
Morale: cappello ritrovato, lezione non imparata, presa di coscienza superifciale del fatto che davvero non bisognerebbe mai, mai e poi mai affezionarsi a una cosa come un cappello.
Mai.
Mai sempre.

29 novembre 2012

L'aquilone da borsetta

Prima di trasferirmi sull'Isola, devo essere onesta, non mi era mai capitato.
Da quando son qui produco, e con una certa frequenza, un rifiuto che mi è nuovo: il filo d'aquilone sfibrato, spezzato, strappato, stanco dal vento.
Eh già, non siamo solo noi umani, quindi, a sentirlo!
Mi son allora data all'uncinetto estremo, addirittura volante, e ho raccolto tutti questi fili in un aquilone da borsetta, nuvola bizzosa e leggera, che volteggerà d'ora in poi nelle mie borse, zaini, e valigie.

Oh cielo, che stile la foderina azzurro cielo (che c'è, ma non si vede)!
Per il momento, i bottoni sono anch'essi un riciclìo, perline geometriche e spagnole, ma la caccia al vero bottone è aperta: dove posso trovare due piccoli Soli di legno?
E a proposito, se sapete, dove posso trovarne uno di grande, e caldo, e acceso?
Avevo intenzione di appuntarlo nel cielo, che qui è da un po' che non si vede.

25 settembre 2012

Windguru e le sue sfumature purpuree

Io non conoscevo questo sito, windguru, prima di venire ad abitare sull'Isola. 
Ci trovi le previsioni del vento e delle onde, nelle zone costiere.
Ieri, in orario di rientro dal lavoro, per la mia Isola dava:



Se non sapete immaginarvi cosa vogliano dire quel colore purpureo, e quei numerini tra il 6 e il 9, vi aiuto. 
Il vento proveniva da Sud, Sud-Ovest, e la strada dal mio ufficio a casa è perfettamente in direzione Nord-Est. Ah, quasi dimenticavo, e pioveva.
Risultato:
davanti
dietro
Morale: se su windguru vedete qualcosa dal rosa in su, non uscite dall'ufficio. Se in più piove, allora avete sbagliato ad uscire di casa, quella mattina! 
Anche se, bisogna ammetterlo, le ferite da pioggia orizzontale sono una cosa che solo noi isolani, pochi e fortunati, possiamo sfoggiare...

07 maggio 2012

Teoria d'Estate

Lo so, lo so che è ancora inizio Maggio, ma qui il comune dell'Isola ha deciso che sì, dal Primo Maggio ci si può approssimativamente considerare in Estate, o almeno nella parte dell'anno che va sotto il nome di "bella stagione", e sì, l'audace sportivo insulare è pronto per passare dalla piscina coperta, ora dominio esclusivo e privilegiato del turista profumatamente pagante, a quella all'aperto.
Chi, io? No no no, non sono pronta, mi aggiro ancora con sciarpa e cappello di lana, e se me li fossi ricordati, avrei pure i guanti...non è possibile che io nuoti all'aperto!

Ma sulla sentenza del comune non si discute.

Così, oggi, 7 Maggio 2012, ho inaugurato la mia personale stagione estiva di allenamenti in piscina outdoor.

Temperatura dell'aria: 11 gradi Celsius.
Temperatura dell'acqua: 25 gradi Celsius. 
Vento: 4 Bft, 23 km/h.
Risultato: freddo.

Morale: la mia teoria d'Estate è diversa, e migliore, di quella che hanno i messi comunali quassù.

Ed ora vado a prepararmi la borsa dell'acqua calda, tanto per inaugurare quest'anticipo d'Estate.
Salute!


 

14 marzo 2012

Minuscoli drammi quotidiani/5

E' che ieri sono andata per un solo, singolissimo giorno a lavorare a A'dam, ed ecco, improvvisamente, mi son resa conto che la frase "Faccio il dottorato in Olanda" potrebbe avere un suono molto diverso da questo belare di agnellini appena nati, da questo fruscio di fiori che sbocciano, di gemme che si argentano, di vento, di mare, di nebbia e di sabbia. 

Potrebbe suonare come ad A'dam, e allora, tutto questo idillio primaverile dell'Isola, me lo godrei, credo, semplicemente, di più.

Certo, forse è stata solo l'impressione di un singolissimo giorno.
Forse, se stessi dall'altra parte, questo idillio primaverile dell'Isola, mica lo vedrei.
Forse, forse.

03 febbraio 2012

2011 Cuba/1: si parte (probabilmente miliardarie)!

Vento ventaccio, oggi, che il mio zaino, nonostante le dimensioni ridottissime, faceva da vela, e mi strattonava a destra e a manca, per farmi perdere il ferry.
Ma ce l'ho fatta, ho lasciato l'Isola, primo passo verso la successiva. 
Tramonto rosa indaco grigio su mare agitato, a salutarmi.
Per la mia partenza e la sua, J. mi ha regalato un ciondolo da collana portafortuna, che in realtà è un fossile, recuperato in non so quale scatola di un suo amico geologo.
Io son stata onesta: le ho promesso che se vale un miliardo, faremo a metà.

01 febbraio 2012

Buon Anno!

Buon inizio 2012 a tutti, signore e signori. 
Con un mesetto di ritardo, ma ce l'ho fatta anche io a riprendere (quasi) tutte le fila della mia vita olandese.
Un mese di ritardo, sì, ma son giustificata!
Aspettavo, per un buon post inaugural-celebrativo, una sera d'inverno. Non potevo scrivere di buoni propositi, di futuri, senza il rumore del vento, il freddo cristallo che  ti ghiaccia la punta del naso. Non potevo proprio scrivere nulla senza aver prima pedalato nella neve croccante, quella che fa quel rumore, sotto le ruote, quel rumore che è come il rumore del silenzio, di un'isola tutta raccolta intorno alle luci calde dei salotti, al di là del vetro. 
Un'isola sulla quale hai la netta sensazione che tu sia l'unico essere ciclante ad andarsene a zonzo, ed è buio, e c'è il vento, e alla fine te lo chiedi pure tu perché mai tu sia da questa parte, di quei vetri.
Ieri è  stato tutto questo.
Quindi oggi, che son dalla parte giusta, da quella calda, posso finalmente inaugurare il mio personale anno bloggeristico: via!
Stagione strana nel suo complesso, in ogni caso, questa: a dicembre me ne sono migrata a Sud, in un altro Stato, ed è stato l'estate che non è stata. 
Poi il ritorno in Patria, senza neve, dove il Natale era l'unica traccia d'Inverno. Qui in Isola, fino a ieri, era così caldo che la mia salvia e il mio prezzemolo, che usualmente razzolano all'aperto davanti alla porta, ancora avevano foglie rigogliose e non accennavano a nessun letargo stagionale.
Insomma, questo gelo stordisce, ma rincuora.
Magari metterà in ordine le troppe idee che si son accumulate  fino ad ora: una Cuba che è ormai distante, ma che non dimentico, viaggi, persone nuove, vecchi amici e colleghi ipotetici, mari blu a sovrapporsi a sciate  sulla neve finta e sull'asfalto. 
Finalmente è arrivato il tempo di poltrona e coperta, per far sedimentare il caos, per raccogliere storie e per raccontarle.

Proposito uno, quindi, per quest'anno ancora giovanissimo: scrivere di più, scrivere meglio. Stavolta gli altri li mantengo in forma privata, che a non tutti interessano le mie personali paturnie. 
A tutti auguro invece un buonissimo anno bisestile, gentile pubblico, che poi, gli auguri di buon anno fatti il primo di Febbraio son più preziosi, e chissà, magari valgono di più.