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26 luglio 2017

Acqua, acque.

Ho fatto un bimbo la cui prima parola a piene sillabe è stata AC-QUA.
Ho fatto un bimbo a cui piace contemplarla, l'acqua, ma anche tuffarvici, toccarla, berla, chiamarla per nome.
Da qualcuno deve pur aver preso questa voglia di riempirsi di blu, di onde, di sale.
Da in alto a sinistra, in senso orario: il lago Lemano; il Mar di Sardegna; il Golfo di Genova; la Rada di Alghero; e il Mare Adriatico.


02 ottobre 2015

Un oggi di questi

Ecco le giornate in cui speravo, in questi tempi a casa dal lavoro.
Tempi di pancia a palla, ma con ancora voglia di pedalare un po', di sgranchirsi all'aperto, di vagabondare per l'Isola, di arrivare al mare.





Prima che questa luce d'oro della sera arrivi troppo presto di pomeriggio, prima che ci siano cose più importanti da fare che arrivare in cima alle dune, e vedere il tramonto, il sole arancio tuffarsi nel mare argento, e bianco, le nuvole dipinte, la spiaggia ormai vuota, di sabbia fredda, nuda.

Sembra impossibile che presto ci saranno cose più importanti e più belle di queste a tenerci occupati, ma se diamo retta alle cose che si dicono, pare proprio che sarà così.
E allora, al mare, meglio andarci oggi.

07 luglio 2015

Di Isola in Isola...

Si è andati, di Isola in Isola, in vacanza, dal Mare del Nord al Mediterraneo, in Sardegna, che il primo giorno, quasi, la differenza non si notava, vento forte da Ovest, la sabbia bagnata, le onde arrabbiate a rompersi a riva, schiumando.

Spiaggia di Piscinas.
Ma in vacanza, si sa, è tutto diverso. Sarà stato il sale nell'aria, a cui qui al Nord non siamo più abituati, il sale del Mediterraneo, cristallino e prepotente, che tira sulla pelle, che pizzica la lingua. O sarà stato perché in vacanza basta un'ora, e tutto cambia. Non ci sono mesi di grigio, ci sono solo attimi di tempesta, e attimi di Sole, di verde, di blu.
 
Belvedere a Nebida.
Cala Domestica, indecisa tra la tempesta e il Sole.
Poi l'Estate ha preso il sopravvento, e non ci sono stati più dubbi. Solo spiagge di quarzi scolpiti dal mare, arrotondati, resi quasi soffici dalle onde, e pomeriggi a guardarne i chicchi, anche solo una manciata è sufficiente.
 
Paleospiaggia di Is Aruttas.
Che poi, ti volti un attimo dall'orizzonte marino, e ci son spighe che già abbagliano,
 
Alle spalle della spiaggia di Mari Ermi.
o villaggetti votivi, che son votivi da tremila anni, passando via via da una divinità all'altra, dall'Acqua, la Madre Terra, fino ad arrivare a San Salvatore. Che in fondo a una scala ripida la cripta con il pozzo sacro ancora c'è, e chissà fra mille anni, quale dio ci berrà.
 
Villaggio di San Salvatore.
Ho anche imparato che in questa Sardegna si può viaggiare nel tempo, e quando fuori c'è un Sole rovente, che solo gli ulivi riescono a tenere un po' in là, si può entrare in un nuraghe, e guardare il mondo proprio come lo vedevano tremila anni fa, da dentro le stesse pietre, sotto lo stesso Sole rovente, e pensare che l'Estate, in tutto questo tempo, non è poi cambiata così tanto.

 
Nuraghe a S. Cristina, da dentro a fuori.
Oppure si può volare, in cima a una scogliera sul mare, e respirare così forte che il sale brucia in gola.

 
Me medesima, su scogliera nei pressi di Argentiera.

Ci son poi i colori, d'Estate, che d'Inverno non ho mai capito dove vadano, o chi se li porti via.
 
Bosa, porta numero 43.
E la frescura delle grotte sul mare, con quel loro mistero, quell'odore, quei loro disegni, sculture, rumorini di gocce.

 
Ingresso della Grotta di Nettuno.

E il Mare, che abbraccia la Terra, sempre, e la accarezza, e le fa compagnia, anche quando è difficile, anche quando il Sole tramonta, anche quando il Sole gocciola fatica e caldo, lui la rinfresca con il suo blu smeraldo.
 
Veduta di Capo Caccia dalla cima del Monte Timidone.
 
Vicino alla spiaggia di Cala del Porticciolo, tramonto.
 

Arrivo alla spiaggia di Cala Luna, dal sentiero.
Tutto per quella riga di costa dove si incontrano, Mare e Terra, dove si baciano, dove stanno insieme e passano un'Estate così, a rincorrersi, quasi banale, anche loro sotto un ombrellone, di una banalità così semplice e pulita, bellissima.
 
Spiaggia di Cala Luna.
Un posto speciale, insomma, quest'Isola di Sardegna.
E il nostro primo Mare in tre.
Non poteva che essere straordinariamente azzurro.
 
Spiaggia nel Parco Naturale di Biderosa.
 

17 novembre 2013

Il bel giardino inglese

Eccomi di ritorno dal mio penultimo viaggio di questo 2013 pieno di voli, e chilometri, e miglia nautiche, e strada, e Strada, in generale.
L'ultimo sarà fra un mesetto, per tornare a casa, al profumo di Natale.

Londra l'ho camminata solo per trovarci degli amici, per ricoprirla di chiacchiere, per guardarle le luci, da uno dei suoi ponti, la sera.
Ho spiato i dinosauri, un lunedì mattina, ma chissà se loro mi hanno visto, in mezzo a tutta quella confusione.

Poi l'ho lasciata, e risalendo il fiume mi son immersa nella campagna inglese, a cui l' Autunno assolato ha regalato i suoi colori migliori.
Ero lì per lavoro, ma questa è un'altra storia, di politica, di soldi, d'Europa, di mare, e chissà, forse anche di scienza e di futuro. Ve la racconterò con calma un'altra volta, lo prometto, ma oggi è domenica, e quel che voglio raccontarvi son solo quelle sfumature di rosso, quelle colline dolci e quel profumo di terra, che qui, dall'alto di questa diga, non vedo, sarà che non ci sono alberi, sull'Isola, a infrangere il vento, sarà che non ci sono colli, a fermare il mare.

Così, tra una sessione e l'altra di quest'incontro di lavoro, ho preso il caffè all'aperto, nel bel giardino inglese dell'albergo, sotto una pioggia di foglie rubino, circondata da accenti europei diversi, da scienziati, avvocati e politici, e mi son sentita fortunata, di poter dire la mia davanti a chissà chi, e, un attimo dopo, poter sorridere all'oro colato che è il Sole d'Autunno, in Inghilterra, come, spero, anche lì da voi.

Foto rubata qui, ma il castello di Windsor era proprio così, mercoledì scorso.



25 ottobre 2013

Minuscoli drammi quotidiani/14: Lunedì.

Questo non sarà un post di protesta contro tutti i Lunedì, contro l'inizio della settimana, contro la sveglia, contro il pranzo portato da casa in un tapperware, contro le otto ore davanti a un computer a digitare Scienza, no. 
Questo è un preciso post di protesta contro un preciso Lunedì, il prossimo, in cui le previsioni del vento danno forza 10 (91 km/h) raffiche 11 (116 km/h).
Come vedete qui di seguito, sfumature di vento violablucobalto rare anche per l'Isola.


E io quindi protesto, perché c'è troppo vento pure per l'aquilone, che poi, anche se non volassi via appesa a quel filo sottilissimo, anche se riuscissi a trovare un modo di ancorarmi alla sabbia della spiaggia, non potrei andarci in spiaggia, perché, mannaggia, è Lunedì.

20 gennaio 2013

Delle arance.

Io non ci riesco quasi mai, a mangiare un'arancia tutta da sola.

Mi piacciono le arance condivise.

Quasi fossero calumet arancioni, a lasciare ai nuovi, o rinnovati, amici le dita profumate.

06 agosto 2012

Impression, lune levant.


Venerdì sera, dall'alto della diga davanti a casa
 
Migro al Sud a caccia di un pochino d'estate. 
Seguo gli stormi che già attraversano i cieli dell'Isola, tessendo ricami sottili, scuri e chiassosi.
Lascio qui a voi un'alba di Luna e quest'atmosfera blu, semplicemente perché sono bellissime.
Sono una buona ragione per tornare, e ne avrò bisogno.



01 agosto 2012

Minuscoli drammi quotidiani/6

Ho perso la mia macchina fotografica, me tapina.

Domenica eravamo, la macchina e io, entrambe bagnate e infreddolite, e così l'ho dimenticata, piccola, verde, e indifesa, nella grande canoa blu con cui avevo appena concluso uno splendido giro per i canali di Utrecht e campagna limitrofa.

Peccato, perché il giro con prospettiva acquatica è stato proprio bello. Avevo infatti scattato parecchie fotografie, alcune delle quali già titolate: "Forme dell'Acqua e della Terra", "Forme della Luce e della Strada" e così via, insomma un sacco di artismo tutto in un giorno solo.

Credo di essere stata punita. 

Addio, macchinina verde lucertola!


28 febbraio 2012

Red3

Senza farlo apposta, il nuovo guscetto del mio piccì è dello stesso colore - preciso preciso - della mia fedele borsa dell'acqua calda.
Al momento, come quasi tutte le sere di questo Inverno, lei mi sta accoccolata sulla pancia, a scaldarmi. 
Il piccì, invece, stasera, mi ha trasportato per un poco in un salotto di Juba, e anche questo, in un modo tutto suo e straordinario, scalda via la notte di una giornata tanto grigia.
Sarà il colore del fuoco, sarà il calore della tecnologia...

06 febbraio 2012

Una delle più belle cose d'Olanda

Post fotografico questo, perché non può davvero essere altrimenti.

Questo pomeriggio ho lasciato l'ufficio presto e l'Isola, l'Olanda, invece, mi ha lasciato senza fiato, e non per il freddo pungente, per il cielo azzurrissimo e per il Sole che picchiava nonostante la stagione.

Con un paio di pattini ai piedi, una lingua di ghiaccio mi ha portato tra le dune, dietro la spiaggia dell'Isola. Ed era semplicemente bellissimo, come solo la neve e il ghiaccio sanno dipingere il mondo.

Vorrei essere in grado di ricrearlo per voi a parole, il rumore di questo ghiaccio così scuro, a tratti, che sembra nascondere un abisso. Un abisso centimetrico è certo inoffensivo, ma la sensazione è quella di volare sull'acqua, di scivolarci sopra, e di suonare con le lame questa superficie come fosse uno strumento a percussione.
Rumore del ghiaccio quindi, delle lame, qualche oca scura a sorprendersi del tuo passaggio, la luce rosa di un tramonto lunghissimo, e lo scintillio di una giornata serena come sa esserlo solo qui. 
E' stato un bel pomeriggio, bisogna pur ammetterlo.


 




03 febbraio 2012

2011 Cuba/1: si parte (probabilmente miliardarie)!

Vento ventaccio, oggi, che il mio zaino, nonostante le dimensioni ridottissime, faceva da vela, e mi strattonava a destra e a manca, per farmi perdere il ferry.
Ma ce l'ho fatta, ho lasciato l'Isola, primo passo verso la successiva. 
Tramonto rosa indaco grigio su mare agitato, a salutarmi.
Per la mia partenza e la sua, J. mi ha regalato un ciondolo da collana portafortuna, che in realtà è un fossile, recuperato in non so quale scatola di un suo amico geologo.
Io son stata onesta: le ho promesso che se vale un miliardo, faremo a metà.

23 maggio 2011

La mia nuova Libreria.


E' con grande orgoglio e un pizzico di soddisfazione che è giunta l'ora di presentare al mio amato pubblico la mia nuovissima, personalissima, già utilizzatissima, Libreria!
Et voilà, da un'esigenza a un'idea, da un'idea a un progetto pratico, da un progetto alla minuziosa realizzazione, frutto di collaborazioni internazionali, e fantasia.
Ed ora eccola qui davanti a me, nel mio salotto.
E' fatta, finita e mi piace.
Che sia di buon auspicio per i miei progetti, che qualcuno riesco pur a portarlo in porto, per i miei libri, che comodi e valorizzati si moltiplichino presto a riempirla, e infine che sia di buon auspicio per il mio bel Paese rovinato. Rossa, è rossa.

06 febbraio 2011

giorno 16 - Malta petrosa, ocra e rosa

La luce scintillante di quest'isola color ocra in mezzo al blu
mediterraneo ci ha accolto con puntualita' germanica alle 8, stamane.
Colori meravigliosi, ad accompagnare le manovre di ormeggio.
E poi, mentre le gru hanno scaricato e caricato, indaffarate per tutto il
giorno, container sopra container, io me ne sono andata a zonzo, per la
citta' petrosa, e gialla.
L'ho contornata al di fuori delle sue ancor solide mura, comminando tra
gli scogli e le pozze di mare. Profumo di salso, e tanto, tanto sole, a
rifelttersi su tutti gli azzurri, e i verdi.
Citta' fantasma, nel primo pomeriggio, perche' qui e' gia caldo come a
Maggio, come a Giugno, e sembra impossibile che un aereo possa
semplicemente portarti via, senza chiederti scusa.
Invece lo fara', e io glielo lascero' fare.
Oggi intanto saluto il Meteor e il suo equipaggio, e lo lascio salpare di
nuovo, tra questa folla di meduse rosa che lo circonda.
Danze leggere e rosa in acqua verde oltremare. A cornice, mura colore del
miele. Luce su tutto.
Colori meravigliosi.

29 gennaio 2011

giorno 08 - Fenomeni

Sono su questa nave da ormai una settimana, non posso dire di essere
andata dappertutto, perché in alcuni posti non è concesso entrare, a noi
"scientists", ma non mi succede più di prendere un corridoio sbagliato e
andare a sbattere contro una parete di ferro (dopo aver inoltre barcollato
con le onde per tutta la lunghezza del suddetto corridoio).
Eppure...
Eppure ogni giorno incontro qualcuno che non ho mai visto prima. Ci sono
alcuni personaggi di quest'equipaggio tedesco che ormai conosco: c'è
Andreas, lo chef, che chiama tutti per nome, e c'è il suo timido aiutante
che parla solo e solamente tedesco (come gran parte della truppa,
d'altronde). C'è poi l'addetto alla lavanderia, un signore cinese
piccolino, detto Max. Conosco poi alcuni che lavorano ai winch, sul ponte,
che dipingono quello che c'è da ridipingere e aggiustano tutto quello che
trovano. C'è Heinz, il "chief electronic", che principalmente fuma nella
sua stanza accanto a quella dei CTD, che ha la barba bianchissima e
l'orecchino. C'è Michael, il capitano, c'è poi il dottore, solitario ed
elegante, e via tutti gli altri, ci sono i giovani, i giovanissimi, che
hanno la moglie incinta a casa e sono via da 4 mesi, ci sono quelli con
tanta barba bianca, da sembrare finti, e tatuaggi a solcare la loro pelle
come le navi il mare. Insomma, mi pare di conoscerli tutti, anche se non
ne ricordo i nomi.
Invece ogni giorno vedo una faccia nuova.
Un fenomeno d'umanità mai incontrato in questi corridoi bianchi, tra
questi ponti gialli arancio rosso verdi.
Ogni giorno, una persona diversa, che mi ricorda di non limitarmi al
piccolo mondo di una nave, che dura poco, due settimane, ha una rotta, un
obiettivo, e un porto in cui arrivare, a fine missione.
Mi avverte di essere pronta a tutto quello che mi aspetta, quando si
scenderà nel porto. Ci sarà la confusione di mille facce, nuove e vecchie,
di mille possibili rotte, di tanti obiettivi a cui puntare.
Ma non adesso.
Adesso è tutto chiaro e preciso.
Adesso ho due ore mezza di turno CTD davanti a me, e poi il riposo.
E intanto la nave, generosa, mi porterà con sè.

23 gennaio 2011

giorno 02 - L'imbarco.

Pranzo:11.15-12, cena 17.15-18. e quando la colazione, direte voi, alle
05.15? No, alle 07.15, il che non torna, ma non ci si può certo mettere a
discutere con il capitano di una nave tedesca. Per lo più se te lo dicono
i tuoi colleghi olandesi: "Eh, sì, qui non sanno proprio improvvisare, se
giusto le cose vanno un attimo diversamente da quanto aspettato..apriti
cielo!". Il che, detto da uno di Texel, non fa ben sperare sull'elasticità
dei suddetti germanici.
In ogni caso la mia cabina ha due oblò sul porto color miele di La
Valletta, sul mare color blu del Mediterraneo che ci circonda, sul sole
color luce che ha brillato tutt'oggi. Ora Orione è altissimo come non
ricordavo potesse essere a gennaio, e io, che son qui cotta, un po' dal
sole, un po' dalle novità, cerco di mantenere ancora un po' i contatti con
questo mondo che domani si allontanerà piano piano all'orizzonte, per poi
sparire. Buonanotte, civiltà.

04 maggio 2010

Koninginnedag, e altri colori


"RossoAranciatoGialloVerdeAzzurroIndacoVioletto"
Così me li hanno insegnati e così ricordo i sette colori dell'Arcobaleno. Più l'oro della pentola che ai suoi piedi a volte riusciamo a trovare. Così, alla fine, abbiamo tutto.
Cominciamo dal Rosso.
Di questa stagione l'Olanda non è solo punteggiata di bianco, come il manto degli agnelli che popolano i prati. Da un po' di settimane a questa parte l'Olanda è spennellata di fiori.
Righe orizzontali, precise, senza sfumature, come i contorni di questo Paese.
File di fiori fantasticamente freschi, fingono felicità fremendo per un futuro sì frettoloso, ma fulgido. Fiori fieri di formare una frangia fitta fatalmente flettono sotto un flebile filo di vento. Fragile.
Aranciato è il colore nazionale, il colore della Regina, della festa che si celebra per il suo compleanno. Il 30 aprile tutto si tinge di arancio: parrucche, boa di piume di struzzo, trombe, trombette, maglie, magliette, corone, stellette, barche e barchette.
I canali, insieme ai treni e a tutte le strade, riversano una folla arancione nelle vie di città arancioni. Un'immensa, chiassosa, dis-organizzazione arancione investe il Paese, ancora stordito dall'Inverno appena passsato. Inaspettato!
Giallo. E' e rimarrà sempre il colore del Sole, che in questi giorni si è fatto vedere. Anche se adesso indugia sotto una spessa coltre di nuvole scure, ora so che può baciare anche la rospa Olanda, trasformandola così in uno splendido principe. Manca solo un po' di coraggio. Timido.
Verde. Nicola, il mio basilico, dovrebbe essere di questo tanto amato colore. Ma perchè si lascia tentare così tanto da un'orrenda sfumatura di marrone che sale dalle radici a soffocargli lo slancio? E questa lanugine muffita che ti ricopre gli steli? Questo bianchiccio soffice che ti ovatta? Come fare a debellarlo? Quanti misteri ancora riserva per me l'arcana Arte del Giardinaggio. Cercherò di salvare il salvabile, tra Nicola, la mia pianta Tasmana, e il mio desiderio agricolo di farcela, in qualche modo. Un verde speranzoso, dopo tutto.
Azzurro come il mare che circonda la mia Isola. Che riflette il cielo che la sovrasta. Che sfiora me, che ci sono sopra. Io non circondo, non sovrasto e non sfioro. Nessuno di questi verbi mi rappresenta, al momento. Al momento accolgo, analizzo, apprezzo, ammetto, assetto, aspetto, amo. Ammicco a un azzurro ampio, attendendo altri amici, e un amore antico. Più che altro presto e pretendo attenzione. Al momento, un azzurro accorto.
Indaco. Nessuno ha mai capito cosa diavolo fosse, esattamente, l'indaco. Una domanda come un'altra, come quella che mi ha posto oggi qualcuno: Ma si può sapere quale cazzo è lo scopo di questa cosa? Una bella domanda. Volgare certo, banale, dite? Non credo: presuppone conoscenza del passato, consapevolezza del presente e proiezione al futuro. Cerco di darmi delle risposte a questo tipo di domande, e non credo di essere la sola. Ma la risposta, per ora, è come l'Indaco. Sconosciuta.
Violetto. Come l'auto immaginaria di una donna che conosco. Con i pois gialli. L'auto, non la donna! Lei ha invece addosso un sorriso sincero. Era da un po' che non la vedevo così nuda, senza muri di circostanza eretti per scappare dagli altri e da se stessa, senza paura di ridere, e di baciare. Serena.
Oro. E' il pretesto per un'avventura su una nave di Pirati, per un duello all'ultimo sangue, per una partenza, per un ritorno, per un addio o per una stretta di mani.
E' un pretesto per fingere, e per cercare la verità. Per ammazzare e per costruire.
Perché no, l'oro è un pretesto anche per scrivere. O per pensare.
Dicono che vicino a una pentola piena d'oro cominci l'Arcobaleno. o finisca, di preciso, non si sa.
In ogni caso, io mi metterò a cercare i lingotti, sperando, un giorno, di trovarvi accanto anche gli altri colori.