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| Utrecht, una casa. |
| Oudegracht, Utrecht, Dicembre, un sabato pomeriggio |
Ed eccoci a Natale, di nuovo, senza preavviso, ci piomba addosso con
tutte le sue lucine e i suoi rossi e i suoi verdi muschio, il suo bianco
candor.
La notte, fanno male i polmoni a respirare, è Dicembre anche sull'Isola.
| Isola d'Inverno, spruzzata di neve, dal mio salotto. |
Da quando vivo in Olanda, il Natale è strano. Qui non si festeggia più che tanto: i regali ce li si è già scambiati il 5, in occasione di Sinterklaas, l'Avvento non esiste, famiglie da riunire, non si usa più, dolci tipici, per carità; rimangono solo le decorazioni per le strade e sulle case, a sbriluciccare nella notte prematura delle quattro e mezza di pomeriggio, e la neve.
Così, non diventa che un'altra occasione per tornare a casa, che poi, appena giunti in patria, si fa presto a ricordarsi il perché: il panettone, la veglia, le cene con stuoli di parenti, l'albero pieno di regali, il Presepio, la frenesia da doni tra calli e campielli, la cioccolata calda con la panna.
Basta un volo di poco meno di due ore, per ritornare Italiani.
A casa.
A Natale.
A casa.
A Natale.
Sono contenta che fra poco si parte, che si ritorna al nido, tappezzato di fette di pandoro e crema al mascarpone, ma soprattutto son contenta perché quest'anno, per la prima volta da quando vivo qui, non mi peserà, poi, ripartire.
Auguri allora a tutti, per un Natale sincero, e un duemilatredici pieno di cose belle, di cose da vivere, di cose da fare, e di tutta la voglia per farle!
E se non vi incontro di persona, e se non faccio in tempo ad offrirvi uno spritz natalizio, provate a sentirvi ugualmente un pochino contagiati dal mio entusiasmo per l'anno che viene, credo faccia bene, in generale, ora ve lo comunico...bzzz...ecco!
