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23 dicembre 2017

Caro Babbo Natale...

   
Caro Babbo Natale,

In questi anni di spostamenti natalizi per raggiungere casa, mi sono resa conto di quanto difficile sia spostarsi d'inverno: mi hanno rallentato la nebbia e l'acqua alta veneziana, mi ha quasi fermato l'acqua bassa di Texel. Mi hanno stupito i ritardi dei treni nordici per le foglie cadute sui binari, mi ha intontito la neve fina fina sulle autostrade tedesche. Mi ha steso l'influenza presa all'asilo e quella presa da quello che l'ha presa all'asilo. Vedremo quest'anno, con un passo e relativo tunnel chiusi da mesi, e l'altro già sepolto di neve.

Ma tu, a fare il giro del mondo in una notte, a Dicembre, come fai?

Buon Natale a tutti, ci vediamo l'anno prossimo!

23 dicembre 2016

Joyeux Noël!

Breve selezione non esaustiva di regali di Natale che ho già ricevuto quest'anno:

- Nonostante 3 traslochi in 10 mesi, sono riuscita ad avere tutte le notti un tetto sopra la testa e un letto sotto il sedere (vabbè, a volte era solo un materasso, ma era comunque comodo)

- Ci sono state, quest'anno, delle elezioni in cui ha vinto chi volevo io

- Ho conosciuto un sacco di bimbi e un sacco di mamme bellissimi, il che fa ben sperare non solo per Natale, ma per il futuro dell'umanità (vedi anche punto precedente)

- Abito a un passo dal parco, a due passi dalle altalene

- Ho conosciuto una città nuova, mi è piaciuta molto, e ancora stento a credere che sia proprio quella in cui abito, abituata come sono a prendere un ferry e allontanarmi da dove vorrei essere

- Ho un bimbo che balla il rock'n'roll

- Un lago, i monti intorno, l'abbraccio rosa del tramonto, ogni sera, proprio qui sotto

- Il dono delle lingue, a momenti, ma sempre in quelli del bisogno

- Nel nostro nuovo appartamento, c'è una cucina interamente magnetica

È finito lo scottex, lo so.

Se queste sono le premesse, sotto l'albero non potrà che andare meglio.

Buon Natale e buon 2017 a tutti!
Con un numero così bislacco, ci sarà sicuramente da divertirsi.

21 ottobre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/43: Il codice fiscale.

Scusate se di questi tempi si accumulano minuscoli drammi, ma che ci posso fare, mi vengono addosso da tutte le parti, li trovo dappertutto, anche nella cassetta della posta.
L'ultimo, infatti, è arrivato sotto forma di lettera nientepopodimeno che da parte del Consolato Generale d'Italia a Ginevra.
Mi si comunicava, in data circa metà ottobre, che la domanda di attribuzione del codice fiscale per il mio figlioletto (inviata in data circa metà LUGLIO) era andata a buon fine (e menomale!), il codice era attribuito, e la tesserina sarebbe arrivata veloce veloce (fra tre mesi), a Ginevra (vabbè, si farà una gita a Ginevra...).
Perfetto, do giusto un'occhiata ai dati anagrafici e ... NooOOOoooOOoOO.
Nato in: Svizzera.
Ma come? Dopo tutta la fatica sull'Isola, con il pancione, il ferry preso alle 6 del mattino per andare in ospedale, con le acque rotte e un bimbo pronto per venire al mondo, un parto in Olandese/Inglese/Italiano, dopo i pasti indonesiani in ospedale, e i celeberrimi paninetti olandesi a colazione e a pranzo (ma uguali uguali, eh), dopo il ritorno sull'Isola con un pacchettino di bambino di neanche 24 ore, un trasloco internazionale con il medesimo pacchettino avente soli 3 mesi, e mi venite a dire, nato in Svizzera??

Precipitatami al telefono, per una congiunzione astrale favorevole, al consolato mi hanno risposto subito, e allarmati mi hanno passato chi di dovere. E niente, effettivamente nella domanda è tutto corretto, ma c'è stato un errore da parte loro, e si affretteranno subito a chiamare Roma, sperando che non sia "troppo tardi".
"Troppo tardi" per cosa? penso io, mica esplode, il codice fiscale, se c'è un errore...spero.

Immagino che alla fine, un codice fiscale mi arriverà (o meglio, andrò probabilmente a prenderlo io a Ginevra), e da quell'accozzaglia di lettere e codici sarà difficile decifrare se è stato registrato come nato in Svizzera, o nei Paesi Bassi.
Però voi sappiatelo, che quasi un anno fa, lui è nato a due passi dal mare, a due passi da un faro, con un cappellino da marinaio blu, pronto per salpare a vele spiegate.

03 gennaio 2016

Minuscoli drammi quotidiani/32: L'albero di Natale, o, dell'eleganza.

Questo minuscolo dramma, o minuscolo paradiso, a seconda delle preferenze, chiude la stagione natalizia 2015/2016.
L'albero di Natale addobbato a forme di formaggio, gentilmente offerto dal comune di Alkmaar, lascia trasparire tutto il gusto sottile e raffinato degli olandesi; in poche parole, o in pochi addobbi, la loro innata eleganza.


Tranquilli, domani è lunedì, quassù si torna tutti al lavoro, e queste lucine saranno ormai solo un ricordo lontano...

Buonissimo 2016, a chi ama il formaggio, e a chi no!

24 dicembre 2015

Auguri!

Dopo un anno così denso di tutto, viaggi, città d'oltremare, oceani così grandi da cullare me e chi mi stava nella pancia, mari così azzurri da dipingere, cambiamenti, alcuni inizi, alcune fini, giornate lunghissime d'attesa, e piene zeppe di cose da fare, attenzioni date, ricevute, un anno lungo, insomma, è venuto finalmente il tempo di sedersi, con un po' di torrone in mano, provvidenzialmente spedito e arrivato fin quassù, a godersi il Natale e le feste limitrofe sull'Isola, nella pigrizia di stare a casa solo noi, noi tre, e nella frenesia di quest'aria di partenza che già si respira.
Ma questa è un'altra storia, e per ora, è solo Natale, che per fortuna, nonostante manchino neve, freddo, e pure la brina a ricamare gli alberi, ha saputo arrivare anche qui, con il suo albero, e i suoi doni.
Ed ora a voi risolvere il quesito: ma quassù, nella nostra minuscola capanna dietro la diga, abbiamo un albero piccolissimo, oppure Babbo Natale ci ha portato dei regali davvero giganti? 
In ogni caso, Auguri a tutti!



17 agosto 2015

Agosto e le sue luci

Come ogni anno, Agosto è la stagione delle luci. 
È da fine Maggio che qui al Nord non le usiamo più, tanto tardi tramonta il Sole, che si è già sotto le coperte, e tanto presto si alza, che il buio lo si vede solo ogni tanto, se si va a fare pipì, tra un sogno e l'altro.
Invece ad Agosto il ritmo ritorna pian piano quello a cui siamo abituati, e la sera, intorno alle undici, ecco, è di nuovo buio. E si accendono le luci. 
Oppure si esce, che non pare vero, questo manto scuro su tutto, che quasi ci eravamo dimenticati, la diga, le pecore, l'erba nera.
E la spiaggia, e il mare. 
Ma ci son luci anche qui. Luci acquatiche, marine, a scintillare dove si rompe l'onda. All'inizio, quasi non ci si fa caso, poi un lampo verdastro si infrange su un molo, poi a riva, e d'improvviso, con la marea che si alza, sono dappertutto.
Sguazzare con i piedi  tra le schegge di luce dà sempre una grande soddisfazione, i piedi avvolti da scarpette di cristallo, che Cenerentola se le sognava.
Niente più buio, al mare, quindi, in queste sere di calma di vento. 
E se, per cercarlo, alzi la testa verso il cielo, sei sopraffatto da una miriade di stelle, luci anche lì, che era tanto che non le si vedeva.
E tante ce ne sono, di stelle, quante ne cadono, ad Agosto.
Con questi cieli nordici a tuttotondo, dove non c'è niente a fermare l'orizzonte, se ne vedono decine e decine, con le loro code morbide e pettinate, precipitarsi verso la Terra per non so quale appuntamento.

Ieri, a contarle, ho addirittura finito i desideri.
Non capita spesso, son sicura sia di buon auspicio.

15 gennaio 2015

Dicembre 2014 - Gennaio 2015


Essenziale e immaturo riassunto fotografico di dettagli irrilevanti raccolti in questo mese appena passato, e straordinario.
Davvero straordinario: nel bene e nel male, son cose che si fanno una volta nella vita, e per fortuna!
Un riassunto fotografico, questa volta, perché a parole, vi assicuro, sbrodolerei troppo, ma un compendio andava pur fatto, se non altro per dovere di cronaca.
E allora, mi dilungo sui dettagli, che sono quelli che sfuggono, ma che poi, a volte, sono anche quelli a costruire l'importante.

Come mi ha augurato Subirotamic all'inizio della nostra avventura, non lasciamoci distrarre, rimaniamo attenti, a noi, a tutto.
All'insieme, ma anche ai dettagli, che il rumore del vento non sia mai per noi uguale, nel Mare del Nord, o tra i tracciati Etruschi.
Un agurio a me, quindi, per il nuovo anno e la nuova vita che inizia, e a tutti, per il futuro, di notare, i dettagli, e le differenze, e scegliere da che parte stare; di godere delle differenze, e di sorprenderci delle somiglianze.
Di imparare dalle differenze, e di farla, ogni tanto, questa differenza.
In fondo, basta un dettaglio.

Un'idea di abito. E di futuro.
Tutto pronto per salpare (quasi).
Partiti! Utrecht.
Prima tappa: un tubo. Bravo K.! Un giorno s'io non andrò sempre fuggendo...
La Felicità è fatta (anche) di bottoni colorati.

D'Inverno, bastano una giornata di sole e un giro in gondola a cambiarti la vita. fotocredits: T.V, L.d.S, E.E.
Noi, e voi. fotocredits: E.E.
Pompei, le terme maschili.

Napoli, Certosa di S. Martino.
Abbazia Monte Oliveto Maggiore.

Sorano, il primo dell'anno, il sole e la neve.
Vitozza, Chiesaccia e oro di tramonto.
Fuori.
Verso casa. Il cielo (e anche la mappa, per carità) suggerisce che siamo quasi arrivati.
Home sweet home. Vento con raffiche forza 10/11, questa mattina, sull'Isola.
Buon 2015!

23 dicembre 2013

Buon Natale e festività contigue!

La cometa Ison, prima (immagine a sinistra, cometa in basso a destra) e dopo (immagine a destra, pallida cometa in alto a sinistra) il passaggio vicino al Sole (marcherato per la sua troppa luminosità con il cerchio rosso; le dimensioni in scala e la posizione del Sole sono indicate dal cerchio bianco). Immagine modificata da quella disponibile qui
Ci abbiamo sperato in tanti - credo - in un Natale 2013 con cometa ad indicarci una grotta, una capannuccia, ci saremmo accontentati anche di un condominio in periferia, di una tenda, un bivacco, un barcone scassato in mezzo al mare, una sterminata prateria, un igloo, una villetta a schiera, a cui rivolgere tutte le nostre preghiere e le speranze per l'anno che verrà.
Invece niente, il Sole ce l'ha squagliata prima, e anche quest'anno il Natale arriverà e passerà come gli altri, senza cometa, con una spolverata di ipcrisia, qualche buon proposito per un vago futuro in cui saremo, nelle nostre intenzioni, più buoni o migliori.

Quest'anno il mio Natale cade un po' in mezzo a tutto quel che devo fare: finire un contratto di lavoro, una tesi, qualche articolo, concludere una parte della mia vita e iniziarne un'altra, cose così, insomma.
Mi arrovellavo quindi su come farlo passare in fretta, che non mi fosse d'intralcio, quando all'improvviso ho realizzato che in fondo il Natale è sempre caduto nel bel mezzo di tutto, ed è proprio questo il senso della festa.
Il Natale non è un evento isolato, a cui ci si prepara per anni, si pianifica, e si celebra con originalità: il Natale capita tra capo e collo nella vita reale, mentre stai facendo altro, così impegnata che non hai neanche posto, nella tua locanda, per ospitare qualcuno, tantomeno un bue, o un asino. O una Famiglia.
Si riempe di riti e tradizioni, perché le persone cercano qualcosa di caldo e accogliente in cui rifugiarsi, quando arriva così all'improvviso, con la sua carica di novità, di luce ad aumentare, di ventata di futuro e possibilità che è l'anno, fresco fresco di calendario, che porta con sé. 
E ti costringe a fermarti a pensare.

Così ecco, in mezzo alla Vita (e per fortuna!) anche quest'anno capiterà il  Natale, nelle mie giornate, piene di tutto quello che faccio sull'Isola, ma anche nelle vostre.
Starà a ciascuno di noi, quindi, decidere se prendersi del tempo per sé, per festeggiarlo, insieme ai propri affetti, o in meditazione solitaria, se regalarsi dei minuti, centinaia, per vedere un po' che ne è stato, del tempo tra il Natale scorso e l'oggi, e per vedere che ne si farà, del tempo fino al prossimo.

Oppure, farsi venire il  sangue amaro per le luminarie di pessimo gusto appese ai lampioni, e per la dolorosa selezione musicale nei negozi.

Fate voi.

Io, dal canto mio, auguro a tutti delle buone meditazioni e delle buone risoluzioni Natalizie, come dovrebbero esserci sempre quando fuori è buio, come in questi giorni, e come quest'anno in generale, ma si sa che poi, dopo il solstizio, la luce non può far altro che aumentare. 


Che poi, è risaputo: il 2014 sarà un anno straordinario.
Ah, non ve l'aveva ancora detto nessuno?
Fidatevi.

Buon Natale e festività contigue! - perché morta una cometa,
se ne fa un'altra!

05 ottobre 2013

L'invitata (e vissero tutti felici e contenti).

La mia fiaba di inizio Settembre si conclude nel migliore dei modi: con un matrimonio rosa tramonto, specchiato d'acqua, bianco di velo ricamato, e perle, e di panna sulle fragole rosse. 
Comincio dalla fine per dirvi subito che il matrimonio non è il mio, che io son una semplice invitata, ed è questa la chiave per far finir la fiaba, e farla finire bene.
L'inizio, della fiaba, si perde nelle nebbie veneziane della mia infanzia, quando le nostre famiglie, e noi pargoli con loro, si frequentavano spesso, tra cene, vacanze e scampagnate.
E' così che l'idea mi è venuta. Così, e studiando Storia. 
Che poi io da piccina volevo fare l'archeologa, e poi, chissà cos'è successo, ora mi ritrovo quassù a studiare il mare, ma questa è un'altra Storia, la mia, ve la racconto un'altra volta, per oggi accontentiamoci di una fiaba, di un lieto fine, e di un augurio.
Dicevo, è così che, forse in macchina tra Venezia e Prapian, forse ad una cena, non so, il concetto cristallino che se fossimo vissuti in una società in cui la norma consiste nel matrimonio combinato (possibilità che esploravo grazie ai libri di Storia) noi due saremmo stati destinati, una volta cresciuti, ad un inevitabile matrimonio, organizzato dai nostri padri latifondisti e feudali con precisi accordi, prese forma concreta e pesante in un angolo non tanto remoto del mio cervello.
Ero cosciente del fatto che, effettivamente, non vivessimo affatto in una società da matrimonio combianto, però...
Capivo che era un'assurdità, però...
Così questa remota reminiscenza feudale è rimasta lì, nella mia testa, addormentata e innocua, ma lì.
Non che avessi niente contro T., ma si sa, "l'amor no xe un brodo de fasioi" (N.d.T. "l'amore non è un brodo di fagioli", che pare un'ovvietà, ma se ci pensate bene, non lo è affatto, fior fior di dibattiti sull'argomento, tanto che si potrebbe argomentare per un blog intero che invece sì, in effetti l'amore si annida in, si riflette in, si misura con, è, un brodo di fagioli, ma anche questa è un'altra storia, per un'altra volta, e per questo post non polemizziamo con la saggezza popolare).
Gli anni passavano, e l'età si avvicinava pericolosamente a quella in cui i nostri signori padri latifondisti avrebbero chiamato l'araldo per far declamare nelle pubbliche piazze, a suon di tamburo e tromba, il contenuto di quelle bolle e pergamene in cui avevano pianificato il nostro avvenire e sancito il nostro amore.
Invece, ad un certo punto di questa Storia, è semplicemente arrivata una principessa, da un feudo lontano lontano, che ha preso T. e lo ha rapito dalla cera lacca del suo destino.

L'arrivo.
Mi ritrovo quindi ad essere parte sì, di questo lieto fine, ma, come dicevo, da invitata, che piange quando vede entrare una sposa in Chiesa, che si emoziona della sua emozione.
Un'invitata speciale, però, perché non so quanti, tra i banchi della Chiesa addobbata festa, mentre gli sposi finalmente firmano tutte le scartoffie del caso, si immaginano quest'immensa sala d'arme dove invece sono io, drappeggiata di velluto pesante, la sala, di odore di fuoco, illuminata agli angoli dai riflessi di maestose armature, e questo caminetto acceso, in cui crepita la pergamena del nostro accordo matrimoniale, in cui brucia il feudalesimo e il passato, per far posto a un futuro nuovo di zecca, ancora tutto da scrivere, vertigine di possibilità per i due sposi felici, e per l'invitata, e per tutti gli invitati, pure.

Lieto fine.


22 gennaio 2013

Del trasloco, del nuovo coinquilino e dei doni inaugurali che porta seco.


Grazie!
...e grazie al caro Dr. Pira, che si merita un po' di pubblicità gratuita.
Io intanto scrivo post per non sparecchiare. Cominciamo bene.

24 dicembre 2012

Natale 2012 e i miei auguri a tutti

Utrecht, una casa.
Oudegracht, Utrecht, Dicembre, un sabato pomeriggio



Ed eccoci a Natale, di nuovo, senza preavviso, ci piomba addosso con tutte le sue lucine e i suoi rossi e i suoi verdi muschio, il suo bianco candor.

La notte, fanno male i polmoni a respirare, è Dicembre anche sull'Isola.
Isola d'Inverno, spruzzata di neve, dal mio salotto.





Da quando vivo in Olanda, il Natale  è strano. Qui non si festeggia più che tanto: i regali ce li si è già scambiati il 5, in occasione di Sinterklaas, l'Avvento non esiste, famiglie da riunire, non si usa più, dolci tipici, per carità; rimangono solo le decorazioni per le strade e sulle case,  a sbriluciccare nella notte prematura delle quattro e mezza di pomeriggio, e la neve.
Così, non diventa che un'altra occasione per tornare a casa, che poi, appena giunti in patria, si fa presto a ricordarsi il perché: il panettone, la veglia, le cene con stuoli di parenti, l'albero pieno di regali, il Presepio, la frenesia da doni tra calli e  campielli, la cioccolata calda con la panna.
Basta un volo di poco meno di due ore, per ritornare Italiani.
A casa.
A Natale.

Sono contenta che fra poco si parte, che si ritorna al nido, tappezzato di fette di pandoro e crema al mascarpone, ma soprattutto son contenta perché quest'anno, per la prima volta da quando vivo qui, non mi peserà, poi, ripartire.

Auguri allora a tutti, per un Natale sincero, e un duemilatredici pieno di cose belle, di cose da vivere, di cose da fare, e di tutta la voglia per farle!
E se non vi incontro di persona, e se non faccio in tempo ad offrirvi uno spritz natalizio, provate a sentirvi ugualmente un pochino contagiati dal mio entusiasmo per l'anno che viene, credo faccia bene, in generale, ora ve lo comunico...bzzz...ecco!