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06 novembre 2024

Microrecensione #234 : "Il libro del mare" di M. A. Strøksnes

 01/06/2024 - 10/06/2024  "Il libro del mare" di M. A. Strøksnes. 

"Il libro del mare, o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare". 

Dopo tanti libri raccolti un po' a caso sullo scaffale o in libreria (o sulle scale), avevo bisogno di una tregua, di un porto sicuro dove rifugiarmi la sera. È per questo che durante il mio ultimo soggiorno in Italia, prima che i lavori ferroviari estivi rendessero l'impatrio assurdamente complesso, avevo comprato questo bene rifugio, un libro Iperborea che parlasse di mare, per non tentare la fortuna neanche un po', e sapere di cadere in piedi. E così è stato, il libro è stato all'altezza delle mie aspettative, c'è il tragico Nord, ci sono dei personaggi bellissimi, dei paesaggi struggenti, storie e relazioni e prospettive di cui vorremmo essere protagonisti, e poi lui, il vasto, vastissimo mare, questa volta, con uno squalo della Groenlandia dentro. Un libro giusto giusto per me, perché ogni tanto bisogna anche sapersi coccolare.

23 ottobre 2024

Microrecensione #232: "Adrift: The Curious Tale of the Lego Lost at Sea" di T. Williams

 12/02/2024 - 08/03/2024  "Adrift: The Curious Tale of the Lego Lost at Sea" di T. Williams.

Volume dalla grafica curatissima che con testi e foto, e poesie, racconta di un incidente accaduto nel 1997: una tempesta colpì la nave da carico Tokio Express al largo delle coste della Cornovaglia, facendo cadere in mare numerosi container. Uno di questi conteneva un carico di Lego, ironicamente a tema marino. 

Il libro parte da questi pezzi e ne racconta la storia, insieme alla storia di chi questi pezzi li continua a ritrovare, sulle spiagge della Cornovaglia e di tutto il mondo, ancora oggi. Tra questi, l'autrice. Si parla poi di onde, correnti, e di un ecosistema marino messo alla prova da tutte le parti. Insomma, non un libro allegro, nonostante i colori sgargianti delle foto dei pezzettini, ma sicuramente interessante, almeno per chi, come me, combina un bisogno di mare con una realtà fatta al momento più di Lego che di onde.

E a pensarci bene, il dragone marino dei Lego, come tutti i  tesori che troviamo sulla spiaggia, altro non può fare che raccontare una storia tragica, fatta di un prima, di una caduta, di un viaggio salato, e di un dopo, di cui noi passanti, all'improvviso, diventiamo custodi. 

23 settembre 2022

Microrecensione #207 : "Nuvola di sale - Un baule di sogni" di C. Cattani

 05/06/2022 - 30/06/2022 "Nuvola di sale - Un baule di sogni" di C. Cattani.

Ogni libro ha due storie: la storia raccontata dalle sue pagine, e la storia di come quel libro ti è capitato fra le mani. Cominciamo dalla seconda. Una bella sera della scorsa primavera, passeggiavo sul lungo mare Anita Garibaldi in zona Genova Nervi, e sono capitata alla Torre Gropallo. Aria di mare, scogli impietosi di sotto, storie di pirati dappertutto, non si poteva certo non visitare la torre, visto che era lì, con le sue feritoie bellissime a mostrare squarci di blu, e non si poteva neanche non scambiare due parole con il custode della torre, uno che ha fatto tante cose, e tra tutte anche scritto un paio di libri. E che faccio? Non me ne porto a casa uno, con la copertina tutta blu, autografato e dedicato dall'autore, e ambientato a Genova? E cosa sono venuta a fare qua allora?

E così, questa è la seconda storia di questo romanzo. La prima, è effettivamente ambientata più o meno a Genova, una storia un po' arzigogolata, a volte stiracchiata, un po' pomposa, a volte stucchevole, ma in fondo in fondo, di piacevole lettura. Un giallo all'italiana, forse a tratti un po' scolastico, ma tutto sommato ben costruito.

A girovagare per la costa, a chiacchierare con anziani scrittori custodi di torri e di fari, raramente si sbaglia.

25 novembre 2021

Microrecensione #193: "Lettere tra due mari" di S. R. H. Jacobsen

 21/10/2021 - 23/10/2021  "Lettere tra due mari" di S. R. H. Jacobsen

Con questi ordini di libri internazionali, va a finire spesso così. Un po' mi prendono alla sprovvista, un po' è difficile sapere tutto sulle ultime novità in libreria, così mi capita di ordinare dei libri un a casaccio, per la copertina, per il titolo, a volte per l'autore, sicuramente per la casa editrice. Ed è per questo che ho acquistato "Lettere tra due mari", la casa editrice era di fiducia, dell'autrice avevo letto un libro che mi era piaciuto, la copertina è bellissima (e pure cartonata, piacevole sorpresa dell'acquisto a distanza), il titolo prometteva bene, eppure.

Eppure se fossi stata in libreria l'avrei aperto e avrei capito che non faceva per me.

Un romanzo epistolare, fatto di epistole brevissime, mezza pagina, due al massimo, font gigante, dall'ambientazione ambientalista privata di tutta la sua complessità, e usata come pretesto per dare contro a tutto, con la scusa della mitologia nordica, del principio d'autorità che viene attribuito a due mari che chiacchierano. Il tutto spolverato di poesia, certo, ma insomma, secondo me si poteva fare di meglio.

Ecco, se fossi stata in libreria, non l'avrei comprato, avrei visto che era vuoto, per quanto mi riguarda, sotto molti punti di vista. Invece l'ho acquistato online, e ho dovuto leggerlo per farmene un'opinione, cosa che di per sé, a pensarci bene, non è neanche un male.

Per chi piace il genere, però, immagino sia un piccolo gioiello.

28 ottobre 2020

Microrecensione #174: "Le dernier loup de mer " di J.-L. Van Den Heede

 07/09/2020 - 25/09/2020 "Le dernier loup de mer " di J.-L. Van Den Heede.

Forse il mio primo libro in francese letto di gusto, che non vedevo l'ora fosse l'ora della nanna per poterlo continuare. Sarà che padroneggio un pochino meglio la lingua, sarà che l'argomento era coinvolgente (VDH, come si fa chiamare il protagonista e voce narrante, vince un giro del mondo a vela in solitaria a 73 anni, e non un giro del mondo qualsiasi...), sarà che la storia spandeva positività da ogni pagina (che di questi tempi un po' ci vuole), sarà perché questo libro me l'aveva regalato Subirotamic a Natale ma per via della pandemia l'ho potuto portare a casa solo ad agosto, sarà per tutti questi motivi insieme, ma se vi piace il mare, se vi appassiona leggere di vite appassionanti e vi conforta leggere che non è mai troppo tardi per provare qualcosa di nuovo, ecco, leggetelo.

In italiano lo danno in uscita a Settembre 2020, ma non mi è chiarissimo se davvero è già uscito.

16 settembre 2020

Il mare, dopo la primavera che è stata.

L'estate 2019 ci aveva visti confinati in una nazione senza sbocco sul mare, viste le dimensioni esagerate della mia pancia prima, le dimensioni minuscole di una neonata poi, senza dimenticare l'assenza di un qualsiasi documento valido per l'espatrio della medesima neonata fino a fine novembre.

L'estate 2020 ci stava per vedere confinati in casa, quand'ecco che improvvisamente i confini si sono aperti e alla faccia delle mie meste previsioni personali per questi mesi appena passati, si è potuti stare meglio, si è potuto attraversare le Alpi, e si è potuto, finalmente, andare al mare.

Il nostro primo mare in quattro.

Che vuol dire cercare di insegnare a T. a nuotare, convincere A. a non gattonare sul bagnasciuga puntando verso il largo, metterli entrambi in un carretto e pedalare sotto il sole verso una spiaggia isolata e bellissima.

Che vuol dire costruire castelli di sabbia grandissimi.

Che vuol dire andare a letto (presto) con il sale sulle pelle, trovare sabbia in tutte le tasche, e in tutti i pannolini, rincorrere pesciolini volando sulle praterie di posidonia sapendo che quelli sono gli unici cinque minuti in cui il mare è tutto per te. Il resto del tempo lo condividi con qualcuno appeso a un braccio o al collo, e va bene così. 

Che vuol dire cene sulla spiaggia, al tramonto, perché la costa ovest ti regala pure questo, che vuol dire chiacchiere infinite con i vicini di ombrellone, che quest'anno tutti hanno voglia di parlare con chiunque, e, dopo la primavera che è stata, direi che va proprio bene così.





14 febbraio 2019

In memoriam: Walter Munk 1917 - 2019

Mi permetto di riproporre in questi giorni un mio vecchio post che dedicai, un po' di anni fa, a Walter Munk.
In memoria di questo grande scienziato, e amico, del mare.

31 gennaio 2018

Microrecensione #135: "Citizens of the Sea: Wonderous Creatures from the Census of Marine Life" di N. Knowlton

22/10/2017 - 20/01/2018 "Citizens of the Sea: Wonderous Creatures from the Census of Marine Life" di N. Knowlton.
Un libro di foto di creature marine che ho da un po' sullo scaffale, ma che mi sono decisa di guardare con calma, e soprattutto, di leggere, soltanto adesso.
Ed ho imparato un sacco di cose, e mi sono lasciata travolgere dai colori e dalle bizzarrie di quelli che io da brava oceanografa chiamo indistintamente "pesci" (perché stanno tutti nell'acqua, no?).

Consigliato come libro in cui perdersi di tanto in tanto, senza troppe pretese scientifiche o educative, o da sfogliare anche in compagnia del figlio duenne, che meravigliarsi delle cose che ci sono nel mondo è un'attività bellissima da fare a tutte le età.

11 dicembre 2017

Un giro ad anello in bicicletta da Alkmaar a Texel e ritorno passando per Amsterdam

Per distrarmi da questo inverno bianco e grigio, dalla pioggia sopra la neve, dalle strade salate e da un lago sciapo, rispolvero questo inaspettato scambio di email avvenuto lo scorso Agosto, mese di sole, viaggi ed esplorazioni.
Dovete sapere che avere un blog che parla(va) d'Olanda e dell'Isola richiama un pubblico d'eccezione, e, tra questo, a volte, spunta qualche vecchio amico, che mi ritrova al Bar Itti, nel cercare in rete notizie su di un'Olanda ciclabile.
In un Agosto che adesso sembra così lontano ho risposto alla mia amica, ma in questo Dicembre ho invece pensato di condividere con tutti voi la mia risposta.

Magari così fate in tempo ad organizzarvi, per il prossimo Agosto.

Dunque la vacanza mi è stata descritta così: un giro ad anello in bicicletta da Alkmaar a Texel e ritorno passando per Amsterdam.

Avresti qualche dritta per me?

Fammi  pensare, Alkmaar, Texel e Amsterdam...
Comincio da Texel, che ci ho vissuto quasi 7 anni (e a scriverlo non mi sembra neanche possibile!). 
Se hai tempo, il giro dell'Isola è d'obbligo e comprende più o meno tutto quel che c'è da vedere. Si può fare benissimo in un giorno, una cosa come 10-17, ma dipende molto dal vento.
Sembra uno scherzo, ma no, davvero.
Se c'è vento con forza maggiore di 5 bft, conta che quando pedali controvento vai circa alla metà della velocità a cui vai quando il vento è a favore, quindi puoi decidere da che parte fare il giro a seconda tu voglia faticare la mattina o il pomeriggio. Consiglio di controllare il vento qui, è il sito più affidabile.

Itinerario consigliato dal porto a cui arriva il ferry, in senso orario: ferry, Den Hoorn (c'è un piccolo supermercato, se interessa), foresta, De Koog (centro turistico orrendo, ma con supermercati e servizi), dune, faro, lato nord, poi piegare verso sud, Oudeschild (carino il porto dei pescherecci, possibilità di supermercato e di ristoranti pesce fritto), ferry.
A questo giro mi sento di aggiungere come cosa da fare/vedere:
-  la spiaggia (tutto il lato ovest dell'Isola, più o meno ad ogni accesso c'è anche un bar ristorante, e sono più o meno tutti uguali. Forse consigliato questo, ma, onestamente, sono davvero tutti uguali)
- tratto di strada tra Den Hoorn e spiaggia (Paal 9) con laghi e mucche highlander
- Den Burg, ovvero il villaggio principale
Ovunque si mangia mediamente male (come in tutta l'Olanda, d'altra parte, ma non si va in Olanda per la cucina, no?), comunque per cena e pub consiglio a Den Burg il "De 12 Balcken" (che, nota a posteriori, si è recentemente classificato #9 nella classifica dei 100 migliori bar d'Olanda - d'Olanda, ripeto, quindi non aspettatevi la Luna).
Per informazioni sui orari ferry vedi qui.

Su Alkmaar non so dire molto, la cittadina è carina, molto tipica, io ci sono andata sempre e solo il sabato, che c'è un bel mercato. Se non sbaglio il venerdì fanno una rievocazione del mercato del formaggio in piazza ma non ci sono mai stata. Immagino che le informazioni (se interessano) siano facilmente reperibili su un qualsiasi sito per turisti.
Amsterdam....questa è difficile, perché non so se ci sei mai stata o meno. Diciamo che le cose classiche le trovi su qualsiasi guida, quindi le salto, tipo museo Van Gogh, Rijksmuesem, etc (metti però in conto mooooolta coda, se decidi di visitare questi musei. Se  puoi, acquista i biglietti online che almeno ne salti un po').
Tra queste cose classiche, dico solo che a me è piaciuto molto il Museo Stedelijk, che magari non è proprio il classico museo di Amsterdam, ma se piace l'arte moderna vale la pena.
Molto interessante anche il Tropen Museum (il museo delle colonie), sia la collezione permanente che le cose temporanee (di solito).
Cose che ti consiglio non "classiche" sono:
-prendere il ferry (gratis) dietro la stazione e andare a fare un passeggiata a amsterdam nord. caffè /baretto consigliato in quella zona è questo. Lì intorno è carino, genere post-industrial. Altro bar carino d'estate in quella zona è questo.

Tornando invece ad Amsterdam consiglio:
- passeggiata nel quartiere di Jordaan (se hai voglia di pizza: Pizzeria Perla, riferimento per la comunità italiana ad Amsterdam e circondario)
- come pub/cibo consiglio sicuramente questa birreria, De Prael, comoda, vicino alla stazione e aperta fino a tardi
- più tipica, questa, 't Ij,ma  se ben ricordo chiude alle 20. In quest'ultima, ricordati di accompagnare la birra a un piatto di formaggio con sale e sedano (è il loro stuzzichino classico), sorprendentemente buono

Ed ora, il capitolo più difficile. Il cibo. Direi che la cosa più saggia è mangiare Indonesiano (che è considerato il cibo tradizionale olandese, per loro non è "esotico" come lo è per noi, visto il loro passato coloniale).
Altrimenti Thai, e, nel caso, consiglio il ristorante Siriphon, abbastanza centrale. Se invece sei alla ricerca di qualcosa di più veloce e economico, la catena Burgermeester non è male, anche per i vegetariani, e ad Amsterdam ne conosco almeno due.
Per la sera, e i concerti puoi guardare cosa c'è al Paradiso, di solito fanno cose interessanti, ma attenzione che spesso gli eventi sono sold out molto presto e/o molto cari.

Due altri consigli (non specificatamente richiesti, ma si sa mai):
1) se vuoi girare per Amsterdam, non farlo in bici, a meno che tu non sia una super esperta ciclista del traffico di Amsterdam. I turisti in bici nel cuore della città sono solo una pena, per loro stessi, che si devono barcamenare tra strade che non sanno e un codice stradale che non conoscono, e ancor di più per i locali. Conta per esempio che nelle ciclabili olandesi circolano anche i motorini, ecco, quindi fatti un favore e gira a piedi. La città è veramente piccola e ben servita dai mezzi pubblici.
2) in Olanda si cena presto! tipo dalle 17.30 è già OK. Se andate in un ristorante e volete avere scelta e non gli avanzi, non entrate dopo le 19, mi raccomando. Se la cucina chiude dopo le 21, il ristorante è una trappola per turisti garantito.

Ecco, mi sembra tutto quello che ci sia da dire a riguardo.

Con il senno di poi, quattro mesi dopo, penso a un milione di altre cose che si potrebbero aggiungere, passeggiate, scorci, cose in generale per cui valeva la pena essere in Olanda, ma mi fermo qui. 
Sono forte del fatto che questi consigli abbiano funzionato, e che la mia amica, anche lei espatriata, non solo si sia divertita in vacanza (che è la cosa più importante), ma che abbia avuto anche il tempo e la voglia di fermarsi sulla spiaggia dell'Isola, a respirare il mare e il sale, e a cogliere lo stesso sapore di casa che si sente in tutti i porti del Mondo.

L'Isola, con occhi altrui (fotocredits IF):

Abitanti dell'Isola

Oudeschild e il cielo d'Olanda.

Il faro dell'Isola. Nord.



24 agosto 2017

Nostalgie

Da una settimana a questa parte, ho cominciato a lavorare a tempo pieno. È un cambiamento notevole, dopo quasi due anni da mamma a tempo pieno: T. Mi manca molto, a volte un dolore fisico, tra lo stomaco e il cuore, a pensarlo indaffarato con i compagni e le maestre, senza di me. Ma mi hanno assicurato che si diverte, e mi hanno detto che va bene così, che fa bene a tutti, e io, almeno per questo primo periodo, non posso che fidarmi.
Per riequilibrare l'universo, al secondo giorno di lavoro, ho scoperto di avere una collega originaria dell'Isola, della mia Isola precedente.
Così, se proprio ne ho bisogno, so che posso fare due chiacchiere di vento e di mare, per curare almeno una delle mie nostalgie.

26 luglio 2017

Acqua, acque.

Ho fatto un bimbo la cui prima parola a piene sillabe è stata AC-QUA.
Ho fatto un bimbo a cui piace contemplarla, l'acqua, ma anche tuffarvici, toccarla, berla, chiamarla per nome.
Da qualcuno deve pur aver preso questa voglia di riempirsi di blu, di onde, di sale.
Da in alto a sinistra, in senso orario: il lago Lemano; il Mar di Sardegna; il Golfo di Genova; la Rada di Alghero; e il Mare Adriatico.


12 luglio 2017

Sardegna, o di un'estate regalata.

C'è chi vuole la Luna, e chi riesce a prendersela (come quel tizio a Castelsardo, in mezzo alle foto).
E c'è anche qualcuno, fortunato, a cui la Luna viene regalata, inaspettatamente, in una settimana qualsiasi di inizio giugno.
Così, d'un tratto, mi son stati regalati: un lavoro (temporaneo, eh, ma da qualche parte si dovrà pure cominciare) con inizio a metà agosto, un posto all'asilo per l'erede, e, di conseguenza, due mesi di non-ricerca del lavoro.
Mi hanno regalato un'estate!

Così, per festeggiare, si è presa una nave e, a distanza di due anni, eccoci di nuovo in Sardegna! Questa volta in tre, ufficialmente.
Qui a bordo lago, mi mancavano il sale del mare, i fondali da esplorare con la maschera e le pinne, l'ozio pomeridiano delle pinete ombrose a bordo spiaggia, i tramonti tragici e scoscesi sulle onde.
Mi mancava quest'isola blu e ocra, con ancora qualche punto di verde, perché è ancora giugno e il Sole non ha ancora bruciato tutto.

Ma anche, come tutte le volte che si torna in un posto, quante cose nuove!
Un bimbo a cui mostrare come si nuota, un bimbo a cui mostrare come si gioca con la sabbia, come si cammina sulle conchiglie (in braccio), come si condivide un gioco, come si distingue l'acqua dalla terra.
Un'amica da andare a trovare a Cagliari, da ritrovare su una spiaggia di farina bianca, e da ritrovare ancora, ancora, e ancora, ogni volta che un po' di quella  sabbia finissima compare tra le pieghe della mia borsa, o fra i giochi di T..
Il Nord, che due anni fa non avevamo esplorato, che sembra una prua affilata, abituata a fendere il mare, odore di sale fin su sulle roccaforti, vento tagliente.

Così è passata la nostra settimana al mare, ci ha colorato la pelle, ci ha ricordato un po' la nostra vita sull'Isola, non per il clima, ma per le dimensioni del nostro bungalow. Ci ha presentato persone nuove, posti nuovi.
Ora, davanti a me, non più decine di email al giorno di improbabili annunci di lavoro, non più lettere di motivazione, non più letture sulle giuste risposte da dare ai colloqui.
Solo lago, monti, piscine ... e un neanche dueenne a casa per la pausa estiva.
Oops, volevo dire, e relax.
Da sinistra verso destra, dall'alto in basso: autoritratto su roccia e mare; Basilica di San Gavino a Porto Torres, dettaglio dello stemma del Giudicato; Subirotamic e T. in visita al villaggio nuragico di Palmavera; una delle Torri di Porto Ferro; uno che ha preso la Luna, a Castelsardo; spiaggia di Putzu Idu; San Gavino a cavallo, sempre nella Basilica a lui dedicata; la Torre del Porticciolo; la Torre  della Pelosa.



07 febbraio 2017

Invece.

T. ha iniziato l'asilo. 
Per poco a settimana, per carità, ma questo minuscolo fatto ha sancito inesorabilmente il momento in cui ho potuto rimettere la mia testa sulle mie spalle, e ricominciare, anche se per alcune ore a settimana, a pensare anche a me.
Così, riprendendo le fila di un pensiero iniziato anni fa, in un altro Paese, in un'altra vita, ho deciso che era finalmente arrivato il momento di passare all'azione.
Anni passati a studiare le onde del mare non passano senza lasciare un segno: onda su onda, l'acqua scava, deforma, forma, e scolpisce un desiderio di andarci dentro, a questo mare, e magari restarci, farci un nido ovattato di suoni deformi, luci aberrate, silenzi, scoprirne le viscere calde di madre e le correnti gelide, appuntite, ingranaggi di un sistema perfetto, in equilibrio con tutte le altre gocce d'acqua della Terra.

Così ho cominciato, dopo averlo tanto sognato, il corso per il brevetto da sub. 
Che combino, tra l'altro, con un crash course di francese, essendo il corso da sub tenuto in questa lingua a me sconosciuta. 
Dato che è questione di sopravvivenza, mi conviene capire cosa dice il mio istruttore e fare domande pertinenti in caso contrario, e indovinate? Funziona!
Prova ne è il fatto che sono qui a raccontarvelo.

In una piovosissima domenica di Febbraio, dunque, me ne sono stata sott'acqua, in piscina, emozionatissima come il primo giorno di scuola, con tanta paura di sbagliare sì, ma con in corpo una felicità che gorgogliava in superficie come l'ossigeno dalle mie bombole. 
Sono finalmente sott'acqua! Mi muovo con le pinne come un pesce, seguo il mio istruttore come un delfino attaccato a una prua.
Penso "ma non torniamo in superficie a respirare?" mentre sono sott'acqua da 15 minuti a fare esercizi.
Sono sott'acqua!
Sono io!

Le prime lezioni si svolgeranno in piscina, come da manuale, ma presto arriverà l'agognata escursione in Natura.
Mai e poi mai avrei pensato che la mia prima immersione in Natura sarebbe stata nell'acqua sciapa del Lago Lemano, ma questo dettaglio non fa altro che aumentare il senso di meraviglia che permea ogni aspetto di questa mia nuova avventura. Mai e poi mai avrei pensato di realizzare davvero questo sogno (e lo faccio anche grazie al mio regalo di dottorato, grazie, amici tutti!), e mai avrei potuto prevedere di farlo vivendo in Svizzera! Tanto meno avrei mai immaginato di immergermi serena sott'acqua, sapendo T. beatamente addormentato insieme al suo papà.  
Invece.

Io sono il pesce a pinne bianche.

08 gennaio 2016

Video d'Aprile (e non è uno scherzo).

Per chi, non pago dei miei dettagliati diari di bordo, volesse vedersi addirittura un video su cosa succede, più o meno, quando vi scrivo dal bel mezzo dell'Oceano, ecco il video che chi di dovere ha messo in piedi, sulla crociera d'Aprile scorso. Buona visione!




02 ottobre 2015

Un oggi di questi

Ecco le giornate in cui speravo, in questi tempi a casa dal lavoro.
Tempi di pancia a palla, ma con ancora voglia di pedalare un po', di sgranchirsi all'aperto, di vagabondare per l'Isola, di arrivare al mare.





Prima che questa luce d'oro della sera arrivi troppo presto di pomeriggio, prima che ci siano cose più importanti da fare che arrivare in cima alle dune, e vedere il tramonto, il sole arancio tuffarsi nel mare argento, e bianco, le nuvole dipinte, la spiaggia ormai vuota, di sabbia fredda, nuda.

Sembra impossibile che presto ci saranno cose più importanti e più belle di queste a tenerci occupati, ma se diamo retta alle cose che si dicono, pare proprio che sarà così.
E allora, al mare, meglio andarci oggi.

17 agosto 2015

Agosto e le sue luci

Come ogni anno, Agosto è la stagione delle luci. 
È da fine Maggio che qui al Nord non le usiamo più, tanto tardi tramonta il Sole, che si è già sotto le coperte, e tanto presto si alza, che il buio lo si vede solo ogni tanto, se si va a fare pipì, tra un sogno e l'altro.
Invece ad Agosto il ritmo ritorna pian piano quello a cui siamo abituati, e la sera, intorno alle undici, ecco, è di nuovo buio. E si accendono le luci. 
Oppure si esce, che non pare vero, questo manto scuro su tutto, che quasi ci eravamo dimenticati, la diga, le pecore, l'erba nera.
E la spiaggia, e il mare. 
Ma ci son luci anche qui. Luci acquatiche, marine, a scintillare dove si rompe l'onda. All'inizio, quasi non ci si fa caso, poi un lampo verdastro si infrange su un molo, poi a riva, e d'improvviso, con la marea che si alza, sono dappertutto.
Sguazzare con i piedi  tra le schegge di luce dà sempre una grande soddisfazione, i piedi avvolti da scarpette di cristallo, che Cenerentola se le sognava.
Niente più buio, al mare, quindi, in queste sere di calma di vento. 
E se, per cercarlo, alzi la testa verso il cielo, sei sopraffatto da una miriade di stelle, luci anche lì, che era tanto che non le si vedeva.
E tante ce ne sono, di stelle, quante ne cadono, ad Agosto.
Con questi cieli nordici a tuttotondo, dove non c'è niente a fermare l'orizzonte, se ne vedono decine e decine, con le loro code morbide e pettinate, precipitarsi verso la Terra per non so quale appuntamento.

Ieri, a contarle, ho addirittura finito i desideri.
Non capita spesso, son sicura sia di buon auspicio.

07 luglio 2015

Di Isola in Isola...

Si è andati, di Isola in Isola, in vacanza, dal Mare del Nord al Mediterraneo, in Sardegna, che il primo giorno, quasi, la differenza non si notava, vento forte da Ovest, la sabbia bagnata, le onde arrabbiate a rompersi a riva, schiumando.

Spiaggia di Piscinas.
Ma in vacanza, si sa, è tutto diverso. Sarà stato il sale nell'aria, a cui qui al Nord non siamo più abituati, il sale del Mediterraneo, cristallino e prepotente, che tira sulla pelle, che pizzica la lingua. O sarà stato perché in vacanza basta un'ora, e tutto cambia. Non ci sono mesi di grigio, ci sono solo attimi di tempesta, e attimi di Sole, di verde, di blu.
 
Belvedere a Nebida.
Cala Domestica, indecisa tra la tempesta e il Sole.
Poi l'Estate ha preso il sopravvento, e non ci sono stati più dubbi. Solo spiagge di quarzi scolpiti dal mare, arrotondati, resi quasi soffici dalle onde, e pomeriggi a guardarne i chicchi, anche solo una manciata è sufficiente.
 
Paleospiaggia di Is Aruttas.
Che poi, ti volti un attimo dall'orizzonte marino, e ci son spighe che già abbagliano,
 
Alle spalle della spiaggia di Mari Ermi.
o villaggetti votivi, che son votivi da tremila anni, passando via via da una divinità all'altra, dall'Acqua, la Madre Terra, fino ad arrivare a San Salvatore. Che in fondo a una scala ripida la cripta con il pozzo sacro ancora c'è, e chissà fra mille anni, quale dio ci berrà.
 
Villaggio di San Salvatore.
Ho anche imparato che in questa Sardegna si può viaggiare nel tempo, e quando fuori c'è un Sole rovente, che solo gli ulivi riescono a tenere un po' in là, si può entrare in un nuraghe, e guardare il mondo proprio come lo vedevano tremila anni fa, da dentro le stesse pietre, sotto lo stesso Sole rovente, e pensare che l'Estate, in tutto questo tempo, non è poi cambiata così tanto.

 
Nuraghe a S. Cristina, da dentro a fuori.
Oppure si può volare, in cima a una scogliera sul mare, e respirare così forte che il sale brucia in gola.

 
Me medesima, su scogliera nei pressi di Argentiera.

Ci son poi i colori, d'Estate, che d'Inverno non ho mai capito dove vadano, o chi se li porti via.
 
Bosa, porta numero 43.
E la frescura delle grotte sul mare, con quel loro mistero, quell'odore, quei loro disegni, sculture, rumorini di gocce.

 
Ingresso della Grotta di Nettuno.

E il Mare, che abbraccia la Terra, sempre, e la accarezza, e le fa compagnia, anche quando è difficile, anche quando il Sole tramonta, anche quando il Sole gocciola fatica e caldo, lui la rinfresca con il suo blu smeraldo.
 
Veduta di Capo Caccia dalla cima del Monte Timidone.
 
Vicino alla spiaggia di Cala del Porticciolo, tramonto.
 

Arrivo alla spiaggia di Cala Luna, dal sentiero.
Tutto per quella riga di costa dove si incontrano, Mare e Terra, dove si baciano, dove stanno insieme e passano un'Estate così, a rincorrersi, quasi banale, anche loro sotto un ombrellone, di una banalità così semplice e pulita, bellissima.
 
Spiaggia di Cala Luna.
Un posto speciale, insomma, quest'Isola di Sardegna.
E il nostro primo Mare in tre.
Non poteva che essere straordinariamente azzurro.
 
Spiaggia nel Parco Naturale di Biderosa.
 

29 novembre 2014

L'Uovo di Colombo

Per una serie di fortunati eventi mi ritrovo a fare parte, negli ultimi mesi, di un simpatico e volenteroso gruppo di dottorandi/postdottorandi/ricercatori italiani che sta imparando, settimana dopo settimana, a fare divulgazione scientifica via radio.
Tutto questo è possibile grazie alle preziosissime Roberta Fulci ed Elena Bravetta, che ci hanno iniziati al misterioso e misterico mondo della radio, ad Agorà Scienza, che ce le ha fatte incontrare, e radio 110, la webradio dell'Università di Torino, che ci ha regalato sulla fiducia circa un'oretta del suo tempo.
Noi, insomma, cerchiamo di riempirlo bene, questo tempo, e per far capire la densità di alti contenuti del programma, lo abbiamo pure chiamato L'Uovo di Colombo.

Questa settimana è ormai già la terza, e abbiamo organizzato una puntata sul mare (indovinate chi l'ha proposta?). 
Ho pure avuto i miei 5 minuti di celebrità, con intervista in diretta dall'Ollandia.
Ora, quando esco di casa, devo evitare i fan, oltre alle pecore, ma si sa, per la scienza questo ed altro!

Così, se mentre cucinate, o pedalate, o dipingete, o pulite casa, avete voglia di sentire come si impara a fare radio parlando di scienza, potete ascoltarlo in diretta tutti i venerdì dalle 14 alle 14:50 su radio 110.
Se invece il Venerdi' alle 14 c'avete judo, potete ascoltare e scaricare tutti i podcast passati in basso a destra qui.

Ovviamente, il consiglio per tutti gli oceanofili è la puntata Di chi è il Mare, dove appunto, spavalda, mi destreggio tra il telefono del mio ufficio, il mio collega olandese che durante l'intervista mi chiede se in italiano si parla tutti così velocemente, e le mie intervistatrici.
Un grande successo, insomma.

Interessantissima anche la puntata sul Mistero, dove si impara (finalmente) cos'è la criptozoologia, e pure quella sugli scienziati-imprenditori, dove ( magari) si impara un mestiere.
Che non sarebbe neanche male, a questa età.

E la prossima settimana?
A venerdì!


09 novembre 2014

Mar di Novembre

A Novembre, il Mare del Nord non ci assomiglia per niente, al Mediterraneo, in nessuna stagione.
Il mare qui è in letargo, e non scintilla più.
Si è coperto di nebbia, o di vento spesso, di una coltre pesante di freddo, o di schiuma di onde rotte, passate, vecchie.
È già così buio che del mare, ormai, qui si vedono solo i fari delle coste vicine. Un lampo di luce riflessa da migliaia di goccioline sospese.
È come un'auto che passa e poi gira dietro a una curva che non c'è, ma più silenzioso.
È un mare ovattato di Autunno, un mare più bagnato del solito.

Ogni tanto fa un verso.
Un'onda che si spezza, una risacca, conchiglie che si muovono, gabbiani che litigano, ma è solo un momento. Con questo freddo, il mare fa presto, si gira dall'altra parte, e continua a ronfare.
Sa bene lui cosa è meglio fare, in Novembre, quassù.



19 settembre 2014

Il mestiere dell'oceanografo: Walter Munk

A inizio Settembre, qui in istituto, sull'Isola, abbiamo ricevuto una visita importante. 
Un pezzo di storia della mia disciplina scientifica - l'oceanografia - è venuto a trovarci: Walter Munk (classe 1917).
Ora, non starò qui a spiegarvi il perché sia famoso o meno, il fatto che abbia un'articolata voce di Wikipedia a lui dedicata dovrebbe esserne già indizio, e ai più curiosi, poi, non resta che leggerla.
Tanto più che non c'ero neanche, quando il signor Munk è venuto a visitare il mio dipartimento (e questa è un'altra storia, che vi racconterò altrove), ma gli echi del suo passaggio ancora si sentono, fra i corridoi dell'istituto.
Come quest'episodio, che dipinge un po' il mestiere dell'oceanografo in una delle sue più estreme applicazioni, e che magari tornerà utile a chi proprio, questo mestiere, non se lo riesce a immaginare.
L'oceanografo ne sa di correnti e di onde del mare, tant'è che il signor Munk, ancora giovanissimo, era stato assoldato dalla marina militare americana per fare da consulente scientifico per lo sbarco in Normandia.
La marina infatti aveva un problema: c'aveva questi mezzi da sbarco squadrati con cui doveva approcciare la spiaggia ed arenarsi, e dal quale i soldati poi sarebbero scesi a fare la Storia che conosciamo. Solo che questi mezzi, come potete vedere dalla foto qui sotto, non erano particolarmente stabili, e quindi bisognava investigare quale fosse l'altezza massima delle onde che avrebbe consentito uno sbarco sicuro per i soldati a bordo.

Immagine presa da qui
Il signor Munk diede una risposta a questa domanda, trovando questa altezza massima per le onde, e assicurando che con onde al di sotto di quel limite lo sbarco poteva essere effettuato in relativa sicurezza.
Non solo, il signor Munk faceva anche parte del gruppo di previsioni oceanografiche della marina americana. Per il 5 giugno 1944 era prevista una grossa mareggiata, e suggerirono quindi di rinviare lo sbarco. Per il 6 giugno, il giorno successivo, le condizioni delle onde erano giusto al limite di sicurezza, forse lo sforavano pure un po', ma la marea era propizia: per avere condizioni di marea altrettanto buone si sarebbero dovuti aspettare altri 14 giorni, che, a detta dei militari e dei vertici, non c'erano.
Il giorno dello sbarco fu quindi deciso per il 6 giugno, con gli esiti che conosciamo.
Buona parte del successo dell'operazione è da attribuire sicuramente anche all'effetto sorpresa che ebbe lo sbarco sulle linee nemiche.
Anni dopo questi avvenimenti, il signor Munk ebbe la fortuna di poter fare una chiacchierata e confrontarsi con gli oceanografi tedeschi, che, contemporaneamente a lui, facevano le previsioni di correnti, maree e onde dall'altra parte della Storia. 
Venne fuori che loro avevano escluso un possibile sbarco il 6 giugno,  per la presenza di onde molto alte e di una piccola mareggiata. Munk riconobbe che i Tedeschi, a dirla tutta, avevano fatto una previsione molto piu' accurata e corretta della loro, ma che loro, gli Americani, conoscevano il limite esatto delle onde con le quali potevano lavorare, e che la loro audacia era stata premiata.

Nonostante le applicazioni belliche della propria disciplina siano sempre fonte di grandi e spinosi dilemmi morali, ammetto che mi ha sinceramente emozionato pensare al ruolo che il signor Munk, un oceanografo, ha giocato per la Storia di tutti noi.

Ha poi raccontato, il signor Munk, di essere andato, molti anni dopo, finalmente, a visitarle, quelle coste nel Nord della Francia, e di non aver saputo trattenere le lacrime, davanti a quel mare.