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16 settembre 2020

Il mare, dopo la primavera che è stata.

L'estate 2019 ci aveva visti confinati in una nazione senza sbocco sul mare, viste le dimensioni esagerate della mia pancia prima, le dimensioni minuscole di una neonata poi, senza dimenticare l'assenza di un qualsiasi documento valido per l'espatrio della medesima neonata fino a fine novembre.

L'estate 2020 ci stava per vedere confinati in casa, quand'ecco che improvvisamente i confini si sono aperti e alla faccia delle mie meste previsioni personali per questi mesi appena passati, si è potuti stare meglio, si è potuto attraversare le Alpi, e si è potuto, finalmente, andare al mare.

Il nostro primo mare in quattro.

Che vuol dire cercare di insegnare a T. a nuotare, convincere A. a non gattonare sul bagnasciuga puntando verso il largo, metterli entrambi in un carretto e pedalare sotto il sole verso una spiaggia isolata e bellissima.

Che vuol dire costruire castelli di sabbia grandissimi.

Che vuol dire andare a letto (presto) con il sale sulle pelle, trovare sabbia in tutte le tasche, e in tutti i pannolini, rincorrere pesciolini volando sulle praterie di posidonia sapendo che quelli sono gli unici cinque minuti in cui il mare è tutto per te. Il resto del tempo lo condividi con qualcuno appeso a un braccio o al collo, e va bene così. 

Che vuol dire cene sulla spiaggia, al tramonto, perché la costa ovest ti regala pure questo, che vuol dire chiacchiere infinite con i vicini di ombrellone, che quest'anno tutti hanno voglia di parlare con chiunque, e, dopo la primavera che è stata, direi che va proprio bene così.





13 gennaio 2014

Minuscoli drammi quotidiani/16: La spiaggia che non c'è.

Il minuscolo dramma si compie veloce, in un colpo d'occhio, quando da un mese (e due tempeste) manchi dalla spiaggia, approfitti di una splendida domenica di Gennaio per andartene un po' a zonzo in bicicletta per l'Isola, passi laghi luccicanti come questo:

Laghi, sulla via della spiaggia.
 arrivi finalmente al mare, agitato e verde e bianco

Mare del Nord.
per scoprire che le due tempeste di Dicembre hanno mangiato via l'Isola, e sulla costa, dove prima una dolce discesa di sabbia ti accompagnava in acqua, v'è ora un gradino di sabbia, alto quasi quanto me medesima (vedi foto qui sotto), piccolo baratro tra la strada e la "nuova" spiaggia.

Me medesima, a misura del baratro. Ombra e fotocredits: Subirotamic.
Ancora davanti al baratro, scruto la strada, lassù.
Dove siete andati, miliardi di granellini?
Qui sull'Isola, ci mancate molto.
Ci tenevamo a farvelo sapere.

13 giugno 2013

Io e il Mar (RossoMarrone)

Sabato scorso, approfittando della pessima giornata (vedere foto qui a lato, ore 14 circa, per la cronaca), si è deciso: è proprio arrivato il momento del primo bagno nel Mare del Nord!
E così, l'audace gruppetto di oceanografi, armato di tanta, tanta buona volontà, ma soprattutto, io, armata della nuova mutina smanicata da nuoto 3mm appena acquistata, nonché di maglia copri muta in neoprene a manica lunga, ha effettuato il primo tuffo della stagione.
Praticamente, è stato come andare a sciare, visti i tempi di vestizione e svestizione, se poi si guarda la temperatura, le codizioni atmosferiche, e il vento affrontati, pure.
Per di più, il mare era un brodo (freddo però, una specie di gazpacho?) di alghette rossomarroni, costantemente frustate dai tentacoli di grandi meduse trasparenti, eleganti, leggere.

A dirla così, non pare un gran sabato, invece, assicuro, è stato divertentissimo. E bello.
Che dire, a volte, il freddo, le onde che si rompono nel vento, l'acqua brulicante di vita marroncina e argentea proprio  non bastano a rovinare il fatto di essere tu sola, corpicino piccolo, puntolino di neoprene, a sguazzare in questo Mare grande, che abbraccia l'Isola, e con lei il Mondo intero.