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23 ottobre 2018

A colazione.

- T., vuoi un po' di miele?
- Sì, ma mamma, perché le api fanno il miele?
- [Modalità erudizione ON, visto che, sapendo che la domanda era nell'aria, avevo apposta appena guardato un breve ma accurato documentario sulle api e sulla produzione del miele] Le api sono degli animali intelligenti e preziosi, che bla bla bla bla 
- Ah. Ma mamma, invece com'è che le api fanno la marmellata?

E niente, non ci si é mai preparati abbastanza, che la domanda che ti frega te la chiedono sempre.


03 febbraio 2017

Il Santo Graal

T. ha ricevuto per il compleanno una simpatica valigetta azzurra contente dei classici blocchi da costruzione a tema. Il tema, anch'esso classico, è "Gli animali della fattoria" - e fin qui tutto bene.
Ciascun animale è accompagnato da un blocco singolo, che rappresenta un "accessorio", un oggetto o simili, a completare l'idea platonica che si ha dell'animale in questione. 
Ad esempio, la chioccia è accompagnata da un pulcino che ha appena rotto l'uovo, il coniglio ha una carota.
Perfetto.
La pecora ha un gomitolo di lana, la mucca, un bidone del latte. 
Ottimo.
Il maiale, una pannocchia, e anche qui niente da ridire.
Il cavallo porta con sé il Santo Graal.


OK.
OK?
Voi ve lo aspettavate?
È forse addirittura banale, come il coniglio con la sua carota?

No perché io ho la netta sensazione che mi stia sfuggendo qualcosa..
A volte ripenso a questo cavallo ipnotico e al suo calice, e mi chiedo cosa non ho capito, ancora, del classico tema "Gli animali della fattoria". 
Eppure pensavo di saperlo! 
Sarà la storia della maternità, dei dubbi, delle insicurezze, del non essere all'altezza...
Sarà per colpa di questo cavallo che non dormo la notte?

11 dicembre 2015

Ingressi, pannolini e sorrisi

Da poche settimane siamo in tre, in famiglia, e siamo già riusciti a finire in una vignetta umoristica, grazie alla nostra ostetrica e fumettista Theda, e ai nostri amici co-isolani urbin-brianzoli.
Ma le minuscole chiappette dell'appena arrivato si arrossavano, ahimè, usando i pannolini alla moda, e così abbiamo provato quelli del Lidl, che fortunatamente avevamo in casa perché appunto gli amici co-isolani urbin-brianzoli li avevano comprati per farli indossare al loro cane, di tanto in tanto, si sa, ma, fallito il tentativo, e constatato una volta per tutte che l'anatomia canina è decisamente differente da quella umana, ci hanno regalato, in vista di chi doveva arrivare.
E l'arrivato ha apprezzato, anzi, le sue minuscole chiappette hanno apprezzato molto il salto di qualità, da un pannolino comprato per moda, a un pannolino comprato per cani.
Lui, abbiamo capito, preferisce i cani, e a noi va bene così.
L'aneddoto però non è passato inosservato all'ostetrica, che oltre a farci un fumetto, pare lo abbia raccontato a mezza Isola, condendolo, l'ha confessato, via via, di particolari sempre più colorati.
E così eccoci, noi tre, gli Italiani dell'Isola, con un sorriso, sulla porta di casa, a recuperare pannolini da chi ce li regala un po' deluso. Prego, perfetto pannolini! - e non c'è altro da aggiungere.
Facciamo il nostro ingresso nel mondo in tre con un sorriso, e un sorriso lo regaliamo. 
Non c'è migliore inizio, né miglior augurio.

Vignetta by Theda





Approfitto poi di questa bellissima copertina per inaugurare anche la nuova rubrica del blog, "De Genitoribus", ove raccoglierò  faccende genitoriali e familiari, in cui verrò allegramente trascinata, d'ora in poi. 

05 dicembre 2014

Polo Nord

Tra le storie di fine estate, che qui in Istituto corrisponde alla stagione delle crociere, ve ne voglio raccontare solo una.
L'ho raccolta a una pausa caffé, da R., intrepido e valente tecnico onniscente, che presta i suoi servigi per mare, dal Sud Africa alla Groenlandia. 
Siamo appunto in quella parte di Atlantico tra l'Islanda e la Groenlandia, ma la Groenlandia è vicina, ne si intravede la costa, ed è Agosto, il mare è  relativamente calmo e la temperatura, finalmente, relativamente mite.
È pomeriggio, e R., come spesso capita in Agosto, ha voglia di gelato.
Sa che nel freezer in cambusa ce n'è e quindi va a cercarlo, apre lo sportello del freezer e.
E c'è un teschio di orso polare, neanche tanto ben pulito, se vogliamo scendere nei macabri particolari.
Un po' stordito, passata la voglia di gelato, R. chiede in giro delucidazioni.
E niente, pare che uno dei membri dell'equipaggio abbia bisogno di un nuovo laptop, e il metodo più  veloce per procurarsi il denaro necessario sia quello di contrabbandare un teschio di orso polare recuperato nel profondo della Groenlandia da poi rivendere al mercato nero per i turisti.
Ora, c'è molto in questa storia che lascia davvero perplessi. 
Certo le norme igeniche a bordo delle navi islandesi non sono affar mio, quindi mi limiterò a constatare che non so se mi indigni di più la faccenda che esista un mercato nero di teschi di orsi polari (e che quindi ci siano turisti che vogliono comprarli) o che un marinaio, impegnato a lavorare in un mare così avverso come il Mare di Irminger,  non guadagni abbastanza per potersi permettere di cambiare laptop quando il vecchio si guasta, e sia così costretto ad arrotondare (non importa come).

Mi pare di vederla, la faccia di R., illuminata dalla luce artificiale del freezer appena aperto, sulla quale si scioglie la voglia di gelato e si cristallizza lo spettro del Polo Nord. 
Chissà se un giorno verrà a chiederci indietro la sua testa, e tutte le altre cose che gli abbiamo strappato.

31 agosto 2014

Berlino e il suo zoo

Breve resoconto fotografico della mia annuale visita a Berlino (e al suo multiforme zoo).


Eccomi a passeggiare stupita tra la varia umanità berlinese.
Vengo dall'Isola, lasciatemi ammirare la grande città: chi nelle gabbie è rinchiuso contro la sua volontà, chi ci si rinchiude apposta, e chi, quatto quatto, dalle gabbie fugge spiegando ali meravigliose.


Ho incontrato Lucio! Chi fosse, l'ho imparato nell'ultimo libro che ho letto, e da gran osservatore di genti, non poteva che trovarsi ora a Berlino, dove appunto, le genti passano e si fanno studiare.


Ecco l'acquario, gorgogliante di vita indaffarata, colorata, e diversificata.


Come ovvio, in una città come questa, non mancano gli hotel, pronti ad accogliere qualsiasi tipo di cliente, senza pregiudizi sul numero dei loro tatuaggi o sull'eventuale presenza di ali, penne, piume o proboscidi.


Una finestra dell'hotel Piep.


Un bizzarro e quantomai raro esemplare di gattoniglio enigmatico (o sgrammaticato, a scelta).



E infine, gli indiscussi re di tutti gli zoo del mondo: i panda (che però qui sono punk).
Insomma, l'impressione di questa Berlino è davvero quella di uno zoo, senza sottolinearne però particolarmente l'accezione negativa: senza sbarre e orari, un bestiario sorprendente di possibilità, impossibile da concepire non solo sull'Isola, ma anche in tutta l'Olanda.
E allora, nonostante (o per via de) le distanze chilometriche, la polvere unta della metropolitana, e le mostre di piastrelle a motivi di culi (sì, se non è chiaro, con decorazioni a forma di culi, culetti e tutte loro declinazioni, pare che vadano di modissima quest'anno, nelle migliori toilette), me lo son goduto, questo zoo, che poi, appunto, proprio zoo non è, magari, è più un'arca.


13 dicembre 2013

La giustificazione, le tentazioni.

Scrivo poco, ultimamente, lo so.

Ho pronte, prontissime, milleeuna giustificazioni, nessuna però interessante come l'ultima che mi è passata fra le dita, una di queste mie sere indaffarate, piene di fili e ritagli.

 
E' un micio portaporta: pesante di sassi, che d'ora in poi terrà la porta del salotto aperta.
Sempre che non venga distratto da qualche leprotto che passa per il giardino.
O da una pecora.
O da qualche ragno primordiale, nascosto in un angolo buio e remoto della casa.
O da Bellezzo, sinuoso gatto dei vicini.

Piuttosto di tenere una porta aperta ... piuttosto di scrivere quel che si dovrebbe scrivere ... l'Isola non è mai stata così piena di tentazioni.
Miao.



13 giugno 2013

Io e il Mar (RossoMarrone)

Sabato scorso, approfittando della pessima giornata (vedere foto qui a lato, ore 14 circa, per la cronaca), si è deciso: è proprio arrivato il momento del primo bagno nel Mare del Nord!
E così, l'audace gruppetto di oceanografi, armato di tanta, tanta buona volontà, ma soprattutto, io, armata della nuova mutina smanicata da nuoto 3mm appena acquistata, nonché di maglia copri muta in neoprene a manica lunga, ha effettuato il primo tuffo della stagione.
Praticamente, è stato come andare a sciare, visti i tempi di vestizione e svestizione, se poi si guarda la temperatura, le codizioni atmosferiche, e il vento affrontati, pure.
Per di più, il mare era un brodo (freddo però, una specie di gazpacho?) di alghette rossomarroni, costantemente frustate dai tentacoli di grandi meduse trasparenti, eleganti, leggere.

A dirla così, non pare un gran sabato, invece, assicuro, è stato divertentissimo. E bello.
Che dire, a volte, il freddo, le onde che si rompono nel vento, l'acqua brulicante di vita marroncina e argentea proprio  non bastano a rovinare il fatto di essere tu sola, corpicino piccolo, puntolino di neoprene, a sguazzare in questo Mare grande, che abbraccia l'Isola, e con lei il Mondo intero.

03 maggio 2013

Torta e caffè.

Prima di Natale, qui sull'Isola, si son spiaggiate due balene tristi, una megattera e un capodoglio.
Se non siete tra i molti che ho deliziato durante le festività con macabre foto di balene squartate, non vi crucciate: il post non vuole raccontare di fiotti di sangue, di puzzo, né di ossa spolpate.

Vi racconto invece che l'Istituto dove lavoro,  per l'occasione, aveva messo a disposizione gru, molo e altre attrezzature per permettere a due musei naturali neerlandesi di recuperare i due giganti.
Pare poi che uno dei suddetti musei, quello che si è accaparrato il capodoglio, vi abbia trovato dentro ambra grigia per un valore - dicono - di 400.000 euro, e quindi oggi, invece di congratularsi e compiacersi con le autorità, o al massimo con il direttorato, si sia voluto sdebitare nei confronti dell'Isitituto nella sua interezza, dal primo all'ultimo dipendente. 
Questa è l'Olanda, e io non ci sono ancora abituata a queste attenzioni, mi fanno ancora tanto bene.

E voi vi chiederete, e come ci si sdebita con un intero Istituto?
Siamo in Olanda, ripeto, e quindi, cosa ci sarà mai di più gradito che una gustosa torta zuccherosa ad accompagnare il caffè delle 10.00?
Ma una gustosa torta zuccherosa a forma di capodoglio!


Giuro, è una torta! E pure buona!
Il macete a fianco no, è solo per la scena.
E sì, ci servono due tavoli di media grandezza per esporla tutta.
Anche questa è Olanda, in fondo.



26 gennaio 2013

Vento da Ovest

Oggi è cambiato il vento e, come Mary Poppins ci ha insegnato, grandi novità sono attese in questi momenti così delicati.
Per ora, l'unico risultato è che la temperatura qui sull'Isola ha guadagnato quei sette o otto gradi, chiudendo nel giro di due ore la mia promettente stagione pattinistica.
Peccato. 
Era cominciata giusto Mercoledì scorso.

Allora celebro così, con qualche immagine invernale, quest'Isola che ancora per poco sarà solo di ghiaccio, di neve, di vento, di mucche delle Highlander, e di pochi, pochissimi umani, intenti a intarsiare i fossi, i laghi, immobili con lame d'acciaio.
Un pezzettino di pista.
Spettatori che non spettano le mie piroette.
Punto di ristoro.
Ghirigoro 1/2: Croce Via.
Ghirigoro 2/2: L'Onda.
Diga, scala, neve, cielo.


05 settembre 2012

Per la via.

L'altro giorno, pedalando quei sette chilometri che mi separano da un qualsiasi negozio di generi alimentari, mi son resa conto di aver aperto bocca in tutto quattro volte, tra l'altro, senza riuscire ad evitare di ingurgitare la mia dose quotidiana di moschini - povero il mio vegetarianesimo, dove andrà a finire, di questo passo!
Le occasioni sono state, nell'ordine:

1. "Orrenda creatura...", sussurrato ad una delle pecore che vivono qui sulla mia diga. Mi piacerebbero bianche e belanti e spumose, come le pecore dei sogni, che saltano staccionate in legno, e hanno fiori fra i denti, invece, siamo onesti: queste qui, spesso cagano mentre mangiano, ruttano, son marroni e infeltrite di pioggia.
Ecco, mi sembra che la minuziosa descrizione giustifichi l'appellativo da me assegnato loro in corsa.

2. "Mister capraaaaaaaaaaa", gridato a Mister Capra, la capra mia vicina di casa, che ogni volta che passo di lì, esce dalla sua casetta e mi intona un saluto come solo lei sa fare. Per chi non lo conoscesse, Mister Capra è lui, e abita qui sull'Isola. Le montagne sullo sfondo del video, come ovvio, son finte, son disegnate.

3. "Bruco!", quando un bruco pelosissimo mi ha sorpresa dal lato destro, ed è venuto con me, lungo la strada, per pochi centimetri.
Che sia uno di quelli velenosi che ti fanno arrossare la pelle al contatto? Non pensiamoci e pedaliamo via veloci, prima che un colpo di vento me lo scaraventi su di un polpaccio, fugando così ogni dubbio riguardo il suo grado di pericolosità.

4. "Oooc-cio!", tipica esclamazione da veneziana alla guida di un qualsiasi mezzo, in questo particolare caso rivolta da una bici ad un impavido riccio pedone, deciso ad attraversare la pista ciclabile proprio al mio passaggio.

Ecco, questi insomma son stati gli incontri fra la manciata di casupole dove abito e il negozio, in centro.

A volte penso cosa ne sarà di me, quando ritornerò a vivere nella civiltà. Dovrò reimparare a parlare con gli umani, e smetterla di ostinarmi a parlare con tutti gli animali che incontro per la via?

Conclusione della storia: al supermercato ho poi  intravisto una tizia che conosco e mi son nascosta tra gli scaffali per non dover fingere un cordiale scambio di parole.

A volte penso proprio cosa ne sarà di me, quando ritornerò a vivere nella civiltà.

20 agosto 2012

2012 Gibilterra/1


Stella stellina
la notte si avvicina:
la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla.
La mucca e il suo vitello,
la pecora e l'agnello,
- il cargo col battello,
la scimmia coi piccini -
 la chioccia coi pulcini,
ognuno ha i suoi bambini
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna!

06 agosto 2012

Impression, lune levant.


Venerdì sera, dall'alto della diga davanti a casa
 
Migro al Sud a caccia di un pochino d'estate. 
Seguo gli stormi che già attraversano i cieli dell'Isola, tessendo ricami sottili, scuri e chiassosi.
Lascio qui a voi un'alba di Luna e quest'atmosfera blu, semplicemente perché sono bellissime.
Sono una buona ragione per tornare, e ne avrò bisogno.



20 giugno 2012

Poesiola delle Mani Abili

A Berlino,
in un mercatino
ha acquistato la stoffa.
Notare la luce crepuscolare delle 22.30











 
Poi in un mese,
senza pretese,
ha maturato la stoffa.

E questa sera,
più chiara che nera,
con fuori la luce,
ma Anna è che cuce,
in sole due ore tra il dire e il fare
quei buffi maiali li può indossare.

Domani è deciso, domani li sfoggia,
anche se ornati da gocce di pioggia.





27 febbraio 2012

Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi...

Ho sempre pensato di essere una persona nata in città e che dico, in Città, a cui però sarebbe piaciuto nascere circondata dalla saggezza e lentezza della campagna, della Natura, dal nozionismo diffuso nel campo agrario e nel campo e basta.
Ora, da ormai un bel po', vivo in campagna, e che dico, in Campagna.
Torno a casa nella notte in bicicletta, nel fuggi fuggi generale delle lepri.
Compro le uova, le patate, le cipolle i cavoli e i tulipani dai vicini, e le stagioni incidono sul mio quotidiano come mai prima d'ora.

Detto così, sembra bellissimo, vibrazioni positive a go go e riconciliazione con la Terra.
... ma devo ammettere che mi capita spesso, anche di questi giorni di crochi e bucaneve a punteggiare il mio giardino, di pensare che in fondo in fondo, sul lungo termine, io non lo so più se fa per me, questa vita di finta, piatta, sottomarina, campagna olandese.

06 febbraio 2011

giorno 16 - Malta petrosa, ocra e rosa

La luce scintillante di quest'isola color ocra in mezzo al blu
mediterraneo ci ha accolto con puntualita' germanica alle 8, stamane.
Colori meravigliosi, ad accompagnare le manovre di ormeggio.
E poi, mentre le gru hanno scaricato e caricato, indaffarate per tutto il
giorno, container sopra container, io me ne sono andata a zonzo, per la
citta' petrosa, e gialla.
L'ho contornata al di fuori delle sue ancor solide mura, comminando tra
gli scogli e le pozze di mare. Profumo di salso, e tanto, tanto sole, a
rifelttersi su tutti gli azzurri, e i verdi.
Citta' fantasma, nel primo pomeriggio, perche' qui e' gia caldo come a
Maggio, come a Giugno, e sembra impossibile che un aereo possa
semplicemente portarti via, senza chiederti scusa.
Invece lo fara', e io glielo lascero' fare.
Oggi intanto saluto il Meteor e il suo equipaggio, e lo lascio salpare di
nuovo, tra questa folla di meduse rosa che lo circonda.
Danze leggere e rosa in acqua verde oltremare. A cornice, mura colore del
miele. Luce su tutto.
Colori meravigliosi.

05 aprile 2010

Paas 2010


Pasqua 2010, Pasqua Diversa.
Si è cominciato con la Domenica delle Palme, in cui le palme non erano ne' vere palme, ne' veri rametti d'ulivo, bensì ramuncoli di una pianta tuttora ignota (anche dopo aver chiesto ai locali).
Forse, la distanza da casa, si misura anche così.
Gli agnelli (vivi e pasquali) hanno zompettato allegramente per tutto questo periodo, crescendo in età e grazia.
Le uova di cioccolato con la sorpresa, invece, non si sono fatte vedere: nell'Isola non arrivano. Non si usano. Qui gli ovetti pasquali sono solo quelli piccini.
Meno cioccolata, meno sorprese. Figurarsi la colomba.
Si prefigurava una Pasqua sottotono.
Invece gli Amici hanno invaso l'Isola, la mia casetta, hanno divorato pietanze e paesaggi e sorrisi.
Il Faro, dietro un velo grigio di nebbia, se ne stava pigro a farsi battere dal sale e dal vento.
Ma noi lo abbiamo svegliato.
E il far brillare più forte una luce che già c'era mi è sembrato, dopotutto, il gesto più bello e più pasquale che potessimo fare insieme, quella domenica.

31 marzo 2010

Un pesce di nome Cavallo

Per un po' di anni, quando ero piccina, due pesci rossi hanno vissuto con la mia famiglia: Pescio e Lino. Pescio, era un pesce rosso rosso, Lino, invece, un pesce rosso bianchiccio. Seguendo la Teoria del Colore, quindi, un pesce rosa.
Da poco più di una settimana accudisco invece il pesce rosso nero (?) di un mio collega. E' nero, ciccione, e con gli occhi a palla, ma nel complesso ha il suo fascino. Il nome gliel'ho dato io, ed è per questo che adesso che il suo padrone è via, me ne prendo cura io, in veste di madrina ufficiale. Il suo nome è Paard, ossia cavallo.
Non so se gli faccia bene essere un pesce rosso nero di nome Cavallo.
Se io fossi una pantera rosa, ci rimarrei male ad essere blu. Se poi mi chiamassero Paguro, penso mi incazzerei parecchio.
Ma così è, ed io, che per mandarmi in confusione basta il fatto che qui gli italiani siano considerati spagnoli (ma ci si rivolge loro in francese!), e le pizze le facciano i tunisini, mi dedico a un pesce stordito dai colori e dai nomi, rinchiuso in una vasca troppo piccola, in un mondo con già troppa luce.
Forse per questo ha la tosse.
Sì, il (temporaneamente) mio pesce ha la tosse.

21 marzo 2010

Prima Primavera: prima!


Il primo Sole si è fatto largo tra i flutti del Mare del Nord...ed ecco il risultato! Pecore già sfinite sotto quella lana spessa sonnecchiano sui prati con i loro agnellini.
Come biasimarle? D'altronde, per non essere da meno, ho deciso prontamente di imitarle (da brava pecora) e godermi un po' il sole, e un buon libro, spaparanzata sulla diga appena fuori casa.
Aaaaah. Era ora!