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18 ottobre 2016

09 settembre 2016

Intanto.

Non scrivo molto qui, di questi tempi, e me ne scuso, con voi, sì, un pochino, ma soprattutto con me, che scrivere mi fa bene e farei meglio a ritagliarmi un po' più di tempo per questa sana attività.
Ho la scusa pronta: ultimamente c'è sempre qualcos'altro da fare!
Un diecimesenne che si è messo a gattonare per la casa, e a ridere e a ballare e a farmi divertire.
Un lavoro da trovare, un appartamento da cercare, un posto, anche un'ora, in un asilo, che in questa città sembra più raro dell'oro (miglior riposta finora: signora, ci chiami di nuovo ad AGOSTO 2017, ma non credo avremo posto neanche il prossimo anno...???).
Una lingua nuova da imparare, dei lavori vecchi, da scienziata, da finire.
Dovrei imparare a  sfruttare meglio il mio tempo, tra un pisolino del diecimesenne e l'altro, le pappe da preparare, le spese da fare. 
Credo però di star migliorando, e voglio migliorare, su questo frangente. Promesso.

Intanto, per non rimanere con la penna ferma, mi sono improvvisata traduttrice dall'inglese all'italiano di alcuni articoletti scientifici per ragazzi.
Per chi fosse interessato, gli articoletti, che trovate qui, parlano delle ultime novità nel campo delle Scienze della Terra, Oceanografia e Meteorologia. 
Ideali, a mio parere, per tutti i ragazzi curiosi, o per insegnanti e genitori che vogliono proporre qualcosa di attuale e interessante.
Pian pianino tutti gli articoli vengono tradotti dall'inglese nelle svariate lingue europee, in modo da raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Io mi fregio di fare la mia parte, imparo, e mi diverto.

Intanto, per la Scienza, va bene così. 
Per attività più impegnative e postdottorali varie, sarò venale, ma preferirei essere pagata.

11 dicembre 2015

Ingressi, pannolini e sorrisi

Da poche settimane siamo in tre, in famiglia, e siamo già riusciti a finire in una vignetta umoristica, grazie alla nostra ostetrica e fumettista Theda, e ai nostri amici co-isolani urbin-brianzoli.
Ma le minuscole chiappette dell'appena arrivato si arrossavano, ahimè, usando i pannolini alla moda, e così abbiamo provato quelli del Lidl, che fortunatamente avevamo in casa perché appunto gli amici co-isolani urbin-brianzoli li avevano comprati per farli indossare al loro cane, di tanto in tanto, si sa, ma, fallito il tentativo, e constatato una volta per tutte che l'anatomia canina è decisamente differente da quella umana, ci hanno regalato, in vista di chi doveva arrivare.
E l'arrivato ha apprezzato, anzi, le sue minuscole chiappette hanno apprezzato molto il salto di qualità, da un pannolino comprato per moda, a un pannolino comprato per cani.
Lui, abbiamo capito, preferisce i cani, e a noi va bene così.
L'aneddoto però non è passato inosservato all'ostetrica, che oltre a farci un fumetto, pare lo abbia raccontato a mezza Isola, condendolo, l'ha confessato, via via, di particolari sempre più colorati.
E così eccoci, noi tre, gli Italiani dell'Isola, con un sorriso, sulla porta di casa, a recuperare pannolini da chi ce li regala un po' deluso. Prego, perfetto pannolini! - e non c'è altro da aggiungere.
Facciamo il nostro ingresso nel mondo in tre con un sorriso, e un sorriso lo regaliamo. 
Non c'è migliore inizio, né miglior augurio.

Vignetta by Theda





Approfitto poi di questa bellissima copertina per inaugurare anche la nuova rubrica del blog, "De Genitoribus", ove raccoglierò  faccende genitoriali e familiari, in cui verrò allegramente trascinata, d'ora in poi. 

07 maggio 2014

In partenza


Dal ferry, in questi giorni.
E così, dopo due anni, la Primavera è finalmente arrivata anche sull'Isola, si inforcano gli occhiali da sole, si inseguono nel vento i nuvoloni bianchi correre  nel celeste, si tirano fuori le gonne, che anche se non fa caldo, almeno, sembra.
Io, però, fra poco parto.
Non è ancora tempo di vacanze, ma parto per mare, che c'è un oceano  da misurare e i nostri strumenti sono così piccini che son buffi, a confronto.
Questa volta poi, vado così in mezzo al mare che difficilmente son stata così in mezzo. Vado a galleggiare sopra i monti sommersi della dorsale Medio Atlantica, che come suggerisce il nome, sta proprio lì, in mezzo all'Atlantico grande.
Come sarà?
Blu, immagino, principalmente blu, e azzurro.
Per chi è più curioso, cercherò, come è ormai gentile tradizione, di scrivere qui qualche pensiero, tra un turno e l'altro.
Sempre che ci sia l'internet, ogni tanto.
Sempre che ci siano un buon mare, e un buon vento, per non ondeggiare troppo, da non riuscire a guardare uno schermo.
Sempre che il lavoro proceda spedito e senza intoppi, e non mi schiacci.
Sempre che una balena non mi porti via.
Insomma, io un quaderno su cui scrivere lo porto con me, per il resto, vedrà il Mare.

23 marzo 2014

Son viva e Pan di Stelle

Vorrei scrivervi di questa Primavera che sta arrivando sull'Isola, ma solo a tratti, sprazzi di sole e luce incorniciati da grandine e temperature polari, del vento che non smette mai di soffiare e che spettina la diga, nuovi fiori, nuove erbette e nuovi agnelli compresi.
Vorrei raccontarveli come si deve, ma non posso, perché al momento son intenta a convogliare tutta la forza creativa e intelligente di cui sono capace nella scrittura di una benedetta tesi di dottorato che speravo, dopo quattro anni, si scrivesse da sola, avrà imparato, dico?, invece niente, bisogna passarci sopra i minuti, i giorni, le settimane, tic tic tic, battere tasti di lettere e numeri nella vaga speranza che venga fuori qualcosa di buono.
"Passerà anche questa stazione..." diceva il saggio, e passerà. 
Cercherò almeno di tenermi aggiornata con le microrecensioni, per il resto, ho l'impressione che se scriverò qualcosa, sarà d'argomento mare e onde, che può sembrare poetico, e, a volte, pure lo è, ma non sempre, per chi deve finire un dottorato in Oceanografia.
Nel frattempo, mi preme comunicare qui solo l'essenziale, che si può riassumere con un "sono viva", ma soprattutto "numerose anime buone popolano l'Isola, e si prendono cura di me".
Come infatti descrivere la sorpresa di vedersi recapitare in ufficio, tra pile di libri dall'altezza ormai ridicola, tazze, fogli stampati e scarabocchiati, un sacchetto ancora tiepido pieno di questi? 

Mmmm. Grazie E.!
Una squisita versione casalinga dei qui introvabili, adorati, indispensabili, biscotti, e la giornata può solo continuare con un sorriso!
Ero sicura che l'Isola fosse popolata da magici folletti invisibili, che dipingono i tramonti orizzontali, i campi di fiori in Maggio, gli agnelli di bianco, e la spiaggia d'oro.
Ora non mi resta che cercare un Mulino Bianco, tra quelli che girano qui, le pale contro il vento, appena riparati dalla diga, così posso passare a ringraziarli di persona.



25 maggio 2013

La PrimaFinta e la comunicazione di servizio

Sto riordinando un po' di cose, in questi giorni, qui tra i pixel. 
Scusate per il disagio, i ripostamenti, le cose che non funzionano e saranno messe a posto, etc.
Sarà l'occasione per (ri)dare un'occhiata alle microrecensioni, e una scusa per sbriciare in giro fra i vari link.
Nel mentre, spero di inaugurare un barbeque e far consegnare in tempo una tesi di laurea a un "mio" studente.
Son cose grosse, con la PrimaFinta.

02 maggio 2013

Henné, riflessi e sostanza, ovvero: del pomeriggio ritrovato.

Se avete un pomeriggio da perdere, o meglio, da ritrovare, consiglio al mondo una sessione di henné.
La sera prima preparate il papocchio, più verde se poi avete voglia di concedervi dei riflessi ramati, più scuro se quel che siete pronte a concedetrvi sono i riflessi e basta.
Beh, riflessi e sostanza, che son poi i punti di forza dell'henné millenario.

Papocchio I
Papocchio II
Dunque, si diceva, che quel pomeriggio che volete ritrovare, dovete procurarvi un complice. Anzi, una complice, che se è pure vero che anche gli uomini usavano l'henné millenario per tingere e rinvigorire barba e baffi, questo, si sa, è soprattutto affare di donne, un po' perché, in genere, abbiamo più materiale da trattare, e intendo capelli ohibò, non barba e baffi, e in più perché, io credo, siam di gran lunga più abili a goderci cerimonie come questa.

Dopo esservi lavate i capelli, insieme alla vostra complice, dovrete applicare il papocchio omogeneamente su tutti i capelli, l'una all'altra, stando attente a non tingere mani, avambracci, lavandino e quant'altro con l'indelebile henné millenario (guanti, guanti a volontà!).
Avvolgendo poi le teste in del cellophane e in delle cuffie posticce, vi accorgerete che il papocchio, mosso dalla gravità che tutto puote, colerà incessantemente per tutta la durata della posa (dalle due alle tre ore, che son lunghe), lento, inesorabile, a rigarvi fronte, orecchie, collo, spalle e quant'altro troverà fra lui e il pavimento.
E' a questo punto che scoprirete che il trucco è avvicinare quanto più possibile il pavimento alla testa, per evitare danni collaterli, e vi riapproprierete quindi del vostro pomeriggio, immobili, distese su di un cartone per sporcare il meno possibile, potrete tranquillamente conversare fino allo sfinimento, ascolatare musica, cantare, capire cose, scoprire mondi, raccontare storie e ascoltarne di nuove, e godere, insomma, di quella cerimonia che vi spetta.

A tempo debito, sciacquate e spazzolate.
E sfoggiate pure con orgoglio i nuovi riflessi sulla vostra testa, e le nuove riflessioni dentro, che ho l'impressione che, nel lungo tempo di posa, un po' di papocchio entri in circolo, e porti con sé, con la lentezza di un rito, un pizzico di saggezza millenaria di tutte quelle donne che, prima di noi, hanno ritrovato un loro pomeriggio.

Due riflessi, due sostanze, due pomeriggi ritrovati.


22 agosto 2012

Prove di fashion blogging. Oh yeah! (credo)

Avvertenza: questo post è il prodotto di una mia recente scoperta e va maneggiato con ironia. Dunque, la ragazza di un tizio che conosco, autoctono qui dell'Isola, e dunque una persona reale, che ho incontrata e calpesta questa mia stessa sabbia, è una fashion blogger! 
La cosa mi ha veramente colpita, in quanto lei, e tante altre ragazze come lei, a quanto pare, spende davvero del tempo delle sue preziose giornate (e non poco, vi dirò) a scrivere di abbigliamento, di accessori, borse, scarpe, vestiti e pettinature, a fotografarsi mentre prova diverse combinazioni e a prendere tutta questa roba SUL SERIO.
So che non dovrei sorprendermi troppo di tutto ciò, che il mondo ne è pieno, di queste cose, ma diciamocelo, finché non le incontri di persona, non ci credi fino in fondo. E' un po' come con i lepricani, insomma.
Ad ogni modo, pare che questa ragazza pure ci guadagni, che le case di moda le regalino buoni sconto da spendere nei loro negozi, o le mandino questo o quel paio di scarpe da provare e sul quale scrivere o meno un post, insomma, si possa tirar su un bisnizzo, come si direbbe a Trieste, dall'essere fashion blogger.
Credo nella buona fede e nella passione che anima questa ragazza a essere così prolifica di parole riguardo a oggetti che davanti ai miei occhi non hanno valore alcuno, se non quello di coprirci dalle intemperie dell'Isola - se lo fanno! e non tutto quello che propone è antivento, antipioggia, antiolanda - così mi son messa in testa di fare questo personale studio psicocreativo, e improvvisarmi anche io fashion blogger per un giorno. Per vedere cosa si prova. Se riesco a entrare nella testa delle persone che non sono me. 
Ah, e poi, certo, per vedere se qualcuno mi regala qualcosa. 

Ciao a tutte!!!!!!!!  (quantità ridicole di punti esclamativi costellano sempre i fashion post, ho studiato)
Anche voi di ritorno dalle vacanze???? (e anche di punti di domanda, mi pare di aver capito)
Oggi è stato il mio primo giorno di ufficio, ma dopo solo 5 secondi non ce la facevo già più!!!!!
Ma dove sono il sole, il mare, il caldo e la spiaggia?? Così ho pensato: cosa c'è di meglio di una passeggiata in centro dopo il lavoro, e spulciare tra le cose dimenticate ancora sugli scaffali in questi ultimi giorni di saldi?
Borsina, side view.

Risultato: mi sono regalata questa deliziosa borsina (no, in effetti questa cosa una vera fashion blogger non la direbbe mai - deliziosa borsina - ma non posso mentire, la verità è che proprio una deliziosa borsina!):
Borsina, top view.

non è carina? Finta pelle, con cerniera e ulteriore taschina cernierata. La tracolla si può togliere facilmente, e la si può utilizzare come simpatica pochette. Ma soprattutto, il colore: lo adoro!!!! E voi?
E' quel verdeblupetrolio che va benissimo con un sacco di outfit (parola che ho scoperto usatissima in questo tipo di post, anche nelle loro versioni italiane) diversi: da un matrimonio in Primavera a un aperitivo sotto i portici, o a una passeggiata con le amiche, o perché no, con la mamma a fare shopping!

Borsina, in atteggiamento disinvolto

L'ho pagata pochissimo, più o meno l'equivalente del prezzo attuale di una ventina di zucchine di grossa taglia in un supermercato olandese qualsiasi, e domani sarà lei a darmi la carica per andare al lavoro!!!!! 
Un bacio a tutte, alla prossima borsa, il cui prezzo verrà dato presumibilmente in uova di Pasqua equivalenti, o altro, a seconda della stagione.
Ciaoooooooooooooooooo

Ecco, come son andata?
Devo dire che tutti questi punti esclamativi sono rilassanti, da pigiare, solleticano le dita.
Vorrei lasciarvi così senza commenti e senza giudizi, anche voi a pensare per un attimo a quanti punti esclamativi in questo momento stanno riempiendo la rete, a proposito di borsette e scarpine, però poi penso che alla fine,  la borsina, me la son comprata davvero, e me la godrò tutta domani andando in ufficio. La lezione imparata dal mio studio è quindi: è difficile collocarsi fra fashion blogger e contrari. In fondo, son una principessa anche io, e gli specchietti e i lustrini brillano pure per me. 
Fine della morale. 
Concludo, stavolta davvero, in bellezza, grazie al semper fabulosus Google Translate, che traduce così, dal Neerlandese, la descrizione ufficiale della mia nuova borsina, presa pari pari dal sito del negozio:

Frizione di finta pelle con tracolla regolabile e staccabile. Sotto il lembo della borsa ha una tasca aggiuntiva con zip. Al suo interno la borsa ha una tasca con zip e una cabina telefonica

E io che l'ho presa proprio perché era piccina. 
La cabina, sarà per la luce che c'era nel negozio, proprio non l'avevo notata.

02 febbraio 2012

Taccuini di viaggio.

Mi ripropongo di scrivere in questo blog, nei prossimi giorni, mesi, anni, alcuni estratti, liberamente riadattati, da miei taccuini di viaggio. 
Per chiarezza, cercherò di titolarli coerentemente. Incrociamo le dita.
Buon viaggio!