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22 agosto 2012

Prove di fashion blogging. Oh yeah! (credo)

Avvertenza: questo post è il prodotto di una mia recente scoperta e va maneggiato con ironia. Dunque, la ragazza di un tizio che conosco, autoctono qui dell'Isola, e dunque una persona reale, che ho incontrata e calpesta questa mia stessa sabbia, è una fashion blogger! 
La cosa mi ha veramente colpita, in quanto lei, e tante altre ragazze come lei, a quanto pare, spende davvero del tempo delle sue preziose giornate (e non poco, vi dirò) a scrivere di abbigliamento, di accessori, borse, scarpe, vestiti e pettinature, a fotografarsi mentre prova diverse combinazioni e a prendere tutta questa roba SUL SERIO.
So che non dovrei sorprendermi troppo di tutto ciò, che il mondo ne è pieno, di queste cose, ma diciamocelo, finché non le incontri di persona, non ci credi fino in fondo. E' un po' come con i lepricani, insomma.
Ad ogni modo, pare che questa ragazza pure ci guadagni, che le case di moda le regalino buoni sconto da spendere nei loro negozi, o le mandino questo o quel paio di scarpe da provare e sul quale scrivere o meno un post, insomma, si possa tirar su un bisnizzo, come si direbbe a Trieste, dall'essere fashion blogger.
Credo nella buona fede e nella passione che anima questa ragazza a essere così prolifica di parole riguardo a oggetti che davanti ai miei occhi non hanno valore alcuno, se non quello di coprirci dalle intemperie dell'Isola - se lo fanno! e non tutto quello che propone è antivento, antipioggia, antiolanda - così mi son messa in testa di fare questo personale studio psicocreativo, e improvvisarmi anche io fashion blogger per un giorno. Per vedere cosa si prova. Se riesco a entrare nella testa delle persone che non sono me. 
Ah, e poi, certo, per vedere se qualcuno mi regala qualcosa. 

Ciao a tutte!!!!!!!!  (quantità ridicole di punti esclamativi costellano sempre i fashion post, ho studiato)
Anche voi di ritorno dalle vacanze???? (e anche di punti di domanda, mi pare di aver capito)
Oggi è stato il mio primo giorno di ufficio, ma dopo solo 5 secondi non ce la facevo già più!!!!!
Ma dove sono il sole, il mare, il caldo e la spiaggia?? Così ho pensato: cosa c'è di meglio di una passeggiata in centro dopo il lavoro, e spulciare tra le cose dimenticate ancora sugli scaffali in questi ultimi giorni di saldi?
Borsina, side view.

Risultato: mi sono regalata questa deliziosa borsina (no, in effetti questa cosa una vera fashion blogger non la direbbe mai - deliziosa borsina - ma non posso mentire, la verità è che proprio una deliziosa borsina!):
Borsina, top view.

non è carina? Finta pelle, con cerniera e ulteriore taschina cernierata. La tracolla si può togliere facilmente, e la si può utilizzare come simpatica pochette. Ma soprattutto, il colore: lo adoro!!!! E voi?
E' quel verdeblupetrolio che va benissimo con un sacco di outfit (parola che ho scoperto usatissima in questo tipo di post, anche nelle loro versioni italiane) diversi: da un matrimonio in Primavera a un aperitivo sotto i portici, o a una passeggiata con le amiche, o perché no, con la mamma a fare shopping!

Borsina, in atteggiamento disinvolto

L'ho pagata pochissimo, più o meno l'equivalente del prezzo attuale di una ventina di zucchine di grossa taglia in un supermercato olandese qualsiasi, e domani sarà lei a darmi la carica per andare al lavoro!!!!! 
Un bacio a tutte, alla prossima borsa, il cui prezzo verrà dato presumibilmente in uova di Pasqua equivalenti, o altro, a seconda della stagione.
Ciaoooooooooooooooooo

Ecco, come son andata?
Devo dire che tutti questi punti esclamativi sono rilassanti, da pigiare, solleticano le dita.
Vorrei lasciarvi così senza commenti e senza giudizi, anche voi a pensare per un attimo a quanti punti esclamativi in questo momento stanno riempiendo la rete, a proposito di borsette e scarpine, però poi penso che alla fine,  la borsina, me la son comprata davvero, e me la godrò tutta domani andando in ufficio. La lezione imparata dal mio studio è quindi: è difficile collocarsi fra fashion blogger e contrari. In fondo, son una principessa anche io, e gli specchietti e i lustrini brillano pure per me. 
Fine della morale. 
Concludo, stavolta davvero, in bellezza, grazie al semper fabulosus Google Translate, che traduce così, dal Neerlandese, la descrizione ufficiale della mia nuova borsina, presa pari pari dal sito del negozio:

Frizione di finta pelle con tracolla regolabile e staccabile. Sotto il lembo della borsa ha una tasca aggiuntiva con zip. Al suo interno la borsa ha una tasca con zip e una cabina telefonica

E io che l'ho presa proprio perché era piccina. 
La cabina, sarà per la luce che c'era nel negozio, proprio non l'avevo notata.

01 dicembre 2011

Io, parto.

E si parte sempre allo stesso modo, all'improvviso, anche se il biglietto l'abbiamo comprato ad Agosto, io e Subirotamic. 
Si parte con poche mutande, e calzini bucati.
Si lasciano,vediamo...cieli stellati e vento del nord, l'inverno boreale, le albe rosa alle 8 e mezza del mattino, la bicicletta.
E la pioggia, e il fredo con una d sola.
Si va ai Caraibi, come nelle frasi fatte, si va alle palme, alla spiaggia, alla musica Cubana. 
Si va ad un'alternativa, a vedere cosa porta la Revolucion, giusto per farsi un'idea,di questi tempi, non si sa mai.
Si salutano amici che partono, e quelli che restano che rivedrò a gennaio. Si scrivono email affannate, come se il mondo non girasse senza di te che vai in vacanza.
Invece, girerà perfettamente. 
E allora io sparisco, mi faccio piccina piccina in un aereo, e me ne vado, puntolino rosa su mappamondo blu, dall'altra parte del mondo.
Vado con Subirotamic, così mi diverto.
Buon Dicembre a tutti,
io, parto.



21 settembre 2011

Minuscoli drammi quotidiani/3

La prospettiva di un viaggio a Cuba prevede un sacco di piccole burocrazie da sbrigare.Volentieri, si capisce.
Fra le tante, vi è l'obbligo, per il turista straniero, di avere con se' ufficiale certificazione di una qualche copertura medica.
Con tutto quel che si paga in questo paese di assicurazione sanitaria, non ho esitato a chiedere, via email, il suddetto certificato, spiegando in dettaglio il motivo della richiesta (il viaggio, il dove, il quando).
L'efficientissima compagnia di assicurazione neerlandese non mi ha fatto aspettare, e tre giorni lavorativi dopo, nella mia cassetta delle lettere, trovo il documento firmato, bollato, e ... in francese!
Ma... come può essere?
Alla mia virtuale richiesta di delucidazioni seguono immediate scuse, e dopo altri tre giorni lavorativi ottengo il mio certificato in spagnolo.
Ora, io non vorrei trarre nessuna morale da questa minuscola storia; io spero in un qui pro quo, in uno sbaglio, in un pressapochismo dell'impiegato/a.
Non voglio avere un'altra conferma di vivere in un Paese totalmente fuori dal Mondo, così impegnato a controllarsi i conti in tasca da non sapere, e da non chiedersi neppure, che lingua si parli in uno dei mondi alternativi al suo capitalismo viziato, al suo piagnucolio d'oro, al suo vivere da ladro di vite e di dignità altrui, mietute e immolate altrove, lontano, sull'altare dell'ultimo modello di un qualche gadget tecnologico e inutile.
Forse però la faccio troppo grande, troppo tragica, troppo.
Ma sì, lasciamola così, questa storia, un minuscolo, e comico, dramma assicurativo, e speriamo niente più.