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11 aprile 2017

Brevettata

Dopo svariate immersioni in piscina, e due in un lago ostico, battuto dal vento e spazzato da onde e correnti (e io con lui), domenica scorsa mi sono immersa nuovamente nello stesso lago, questa volta placido di primavera inoltrata, piatto, cristallino, abbracciato dai monti e coccolato dal sole (e io con lui).
E ne sono uscita brevettata, pronta ad immergermi, alla prossima occasione, autonomamente.  

Emergo, con calma.
Ad accompagnarmi in quest'ultima immersione del corso, il mio grande e sapiente istruttore, S., con il suo controllo, e il suo aleggiare immobile, braccia semiconserte e sorriso dietro la maschera, a 10 centimetri dal fondo fangoso del lago, senza alzare un granello di sabbia.
Un pesce stanco, che dormiva sul fondo, appoggiato a un ciuffo di alghe morbide, cullato dalla leggera corrente, senza un pensiero.
Un banco di pesciolini guizzanti, scintille d'argento a 15 metri di profondità.
Un'aragosta dulciacquicola imponente, ma  quasi indistinguibile dal resto del fondale.
E naturalmente, il mio adorato pubblico.

Che mi son chiesta tutto il pomeriggio se finivano prima i sassi della spiaggia, o la sua voglia di tirarli nel lago. È finito prima il pomeriggio.

02 ottobre 2015

Un oggi di questi

Ecco le giornate in cui speravo, in questi tempi a casa dal lavoro.
Tempi di pancia a palla, ma con ancora voglia di pedalare un po', di sgranchirsi all'aperto, di vagabondare per l'Isola, di arrivare al mare.





Prima che questa luce d'oro della sera arrivi troppo presto di pomeriggio, prima che ci siano cose più importanti da fare che arrivare in cima alle dune, e vedere il tramonto, il sole arancio tuffarsi nel mare argento, e bianco, le nuvole dipinte, la spiaggia ormai vuota, di sabbia fredda, nuda.

Sembra impossibile che presto ci saranno cose più importanti e più belle di queste a tenerci occupati, ma se diamo retta alle cose che si dicono, pare proprio che sarà così.
E allora, al mare, meglio andarci oggi.

17 agosto 2015

Agosto e le sue luci

Come ogni anno, Agosto è la stagione delle luci. 
È da fine Maggio che qui al Nord non le usiamo più, tanto tardi tramonta il Sole, che si è già sotto le coperte, e tanto presto si alza, che il buio lo si vede solo ogni tanto, se si va a fare pipì, tra un sogno e l'altro.
Invece ad Agosto il ritmo ritorna pian piano quello a cui siamo abituati, e la sera, intorno alle undici, ecco, è di nuovo buio. E si accendono le luci. 
Oppure si esce, che non pare vero, questo manto scuro su tutto, che quasi ci eravamo dimenticati, la diga, le pecore, l'erba nera.
E la spiaggia, e il mare. 
Ma ci son luci anche qui. Luci acquatiche, marine, a scintillare dove si rompe l'onda. All'inizio, quasi non ci si fa caso, poi un lampo verdastro si infrange su un molo, poi a riva, e d'improvviso, con la marea che si alza, sono dappertutto.
Sguazzare con i piedi  tra le schegge di luce dà sempre una grande soddisfazione, i piedi avvolti da scarpette di cristallo, che Cenerentola se le sognava.
Niente più buio, al mare, quindi, in queste sere di calma di vento. 
E se, per cercarlo, alzi la testa verso il cielo, sei sopraffatto da una miriade di stelle, luci anche lì, che era tanto che non le si vedeva.
E tante ce ne sono, di stelle, quante ne cadono, ad Agosto.
Con questi cieli nordici a tuttotondo, dove non c'è niente a fermare l'orizzonte, se ne vedono decine e decine, con le loro code morbide e pettinate, precipitarsi verso la Terra per non so quale appuntamento.

Ieri, a contarle, ho addirittura finito i desideri.
Non capita spesso, son sicura sia di buon auspicio.

07 luglio 2015

Di Isola in Isola...

Si è andati, di Isola in Isola, in vacanza, dal Mare del Nord al Mediterraneo, in Sardegna, che il primo giorno, quasi, la differenza non si notava, vento forte da Ovest, la sabbia bagnata, le onde arrabbiate a rompersi a riva, schiumando.

Spiaggia di Piscinas.
Ma in vacanza, si sa, è tutto diverso. Sarà stato il sale nell'aria, a cui qui al Nord non siamo più abituati, il sale del Mediterraneo, cristallino e prepotente, che tira sulla pelle, che pizzica la lingua. O sarà stato perché in vacanza basta un'ora, e tutto cambia. Non ci sono mesi di grigio, ci sono solo attimi di tempesta, e attimi di Sole, di verde, di blu.
 
Belvedere a Nebida.
Cala Domestica, indecisa tra la tempesta e il Sole.
Poi l'Estate ha preso il sopravvento, e non ci sono stati più dubbi. Solo spiagge di quarzi scolpiti dal mare, arrotondati, resi quasi soffici dalle onde, e pomeriggi a guardarne i chicchi, anche solo una manciata è sufficiente.
 
Paleospiaggia di Is Aruttas.
Che poi, ti volti un attimo dall'orizzonte marino, e ci son spighe che già abbagliano,
 
Alle spalle della spiaggia di Mari Ermi.
o villaggetti votivi, che son votivi da tremila anni, passando via via da una divinità all'altra, dall'Acqua, la Madre Terra, fino ad arrivare a San Salvatore. Che in fondo a una scala ripida la cripta con il pozzo sacro ancora c'è, e chissà fra mille anni, quale dio ci berrà.
 
Villaggio di San Salvatore.
Ho anche imparato che in questa Sardegna si può viaggiare nel tempo, e quando fuori c'è un Sole rovente, che solo gli ulivi riescono a tenere un po' in là, si può entrare in un nuraghe, e guardare il mondo proprio come lo vedevano tremila anni fa, da dentro le stesse pietre, sotto lo stesso Sole rovente, e pensare che l'Estate, in tutto questo tempo, non è poi cambiata così tanto.

 
Nuraghe a S. Cristina, da dentro a fuori.
Oppure si può volare, in cima a una scogliera sul mare, e respirare così forte che il sale brucia in gola.

 
Me medesima, su scogliera nei pressi di Argentiera.

Ci son poi i colori, d'Estate, che d'Inverno non ho mai capito dove vadano, o chi se li porti via.
 
Bosa, porta numero 43.
E la frescura delle grotte sul mare, con quel loro mistero, quell'odore, quei loro disegni, sculture, rumorini di gocce.

 
Ingresso della Grotta di Nettuno.

E il Mare, che abbraccia la Terra, sempre, e la accarezza, e le fa compagnia, anche quando è difficile, anche quando il Sole tramonta, anche quando il Sole gocciola fatica e caldo, lui la rinfresca con il suo blu smeraldo.
 
Veduta di Capo Caccia dalla cima del Monte Timidone.
 
Vicino alla spiaggia di Cala del Porticciolo, tramonto.
 

Arrivo alla spiaggia di Cala Luna, dal sentiero.
Tutto per quella riga di costa dove si incontrano, Mare e Terra, dove si baciano, dove stanno insieme e passano un'Estate così, a rincorrersi, quasi banale, anche loro sotto un ombrellone, di una banalità così semplice e pulita, bellissima.
 
Spiaggia di Cala Luna.
Un posto speciale, insomma, quest'Isola di Sardegna.
E il nostro primo Mare in tre.
Non poteva che essere straordinariamente azzurro.
 
Spiaggia nel Parco Naturale di Biderosa.
 

23 dicembre 2013

Buon Natale e festività contigue!

La cometa Ison, prima (immagine a sinistra, cometa in basso a destra) e dopo (immagine a destra, pallida cometa in alto a sinistra) il passaggio vicino al Sole (marcherato per la sua troppa luminosità con il cerchio rosso; le dimensioni in scala e la posizione del Sole sono indicate dal cerchio bianco). Immagine modificata da quella disponibile qui
Ci abbiamo sperato in tanti - credo - in un Natale 2013 con cometa ad indicarci una grotta, una capannuccia, ci saremmo accontentati anche di un condominio in periferia, di una tenda, un bivacco, un barcone scassato in mezzo al mare, una sterminata prateria, un igloo, una villetta a schiera, a cui rivolgere tutte le nostre preghiere e le speranze per l'anno che verrà.
Invece niente, il Sole ce l'ha squagliata prima, e anche quest'anno il Natale arriverà e passerà come gli altri, senza cometa, con una spolverata di ipcrisia, qualche buon proposito per un vago futuro in cui saremo, nelle nostre intenzioni, più buoni o migliori.

Quest'anno il mio Natale cade un po' in mezzo a tutto quel che devo fare: finire un contratto di lavoro, una tesi, qualche articolo, concludere una parte della mia vita e iniziarne un'altra, cose così, insomma.
Mi arrovellavo quindi su come farlo passare in fretta, che non mi fosse d'intralcio, quando all'improvviso ho realizzato che in fondo il Natale è sempre caduto nel bel mezzo di tutto, ed è proprio questo il senso della festa.
Il Natale non è un evento isolato, a cui ci si prepara per anni, si pianifica, e si celebra con originalità: il Natale capita tra capo e collo nella vita reale, mentre stai facendo altro, così impegnata che non hai neanche posto, nella tua locanda, per ospitare qualcuno, tantomeno un bue, o un asino. O una Famiglia.
Si riempe di riti e tradizioni, perché le persone cercano qualcosa di caldo e accogliente in cui rifugiarsi, quando arriva così all'improvviso, con la sua carica di novità, di luce ad aumentare, di ventata di futuro e possibilità che è l'anno, fresco fresco di calendario, che porta con sé. 
E ti costringe a fermarti a pensare.

Così ecco, in mezzo alla Vita (e per fortuna!) anche quest'anno capiterà il  Natale, nelle mie giornate, piene di tutto quello che faccio sull'Isola, ma anche nelle vostre.
Starà a ciascuno di noi, quindi, decidere se prendersi del tempo per sé, per festeggiarlo, insieme ai propri affetti, o in meditazione solitaria, se regalarsi dei minuti, centinaia, per vedere un po' che ne è stato, del tempo tra il Natale scorso e l'oggi, e per vedere che ne si farà, del tempo fino al prossimo.

Oppure, farsi venire il  sangue amaro per le luminarie di pessimo gusto appese ai lampioni, e per la dolorosa selezione musicale nei negozi.

Fate voi.

Io, dal canto mio, auguro a tutti delle buone meditazioni e delle buone risoluzioni Natalizie, come dovrebbero esserci sempre quando fuori è buio, come in questi giorni, e come quest'anno in generale, ma si sa che poi, dopo il solstizio, la luce non può far altro che aumentare. 


Che poi, è risaputo: il 2014 sarà un anno straordinario.
Ah, non ve l'aveva ancora detto nessuno?
Fidatevi.

Buon Natale e festività contigue! - perché morta una cometa,
se ne fa un'altra!

08 dicembre 2013

Minuscoli drammi quotidiani/15: Letargo.

Non vedo da così tanto tempo il Sole - e se l'ho visto era così pallido che proprio non me la son sentita, di rubargli qualche raggio - che mi han chiesto dove ho perso le mie lentiggini, mi han chiesto se son andate, come il Sole, in letargo.


02 agosto 2013

La fidelizzazione.

Capisco che oggi c'è il Sole e poco vento, e qui sull'Isola questa combinazione di eventi atmosferici comporta celebrazioni in pompa magna, possibilmente in spiaggia e lontano da una qualsiasi scrivania o laboratorio, ma qui in Istituto se le stanno inventando proprio tutte, per tenerci a lavorare...

Vandaag worden er in de kantine om één uur ijsjes uitgereikt. 

Today ice creams will be distributed in the cantine at one o`clock.

Mitici! Speriamo in un Calippo. Speriamosperiamosperiamo. Ah che bel mestiere, l'Oceanografo.

17 maggio 2013

Di tramonti e fiori tardivi.


E' Primavera, quasi Estate, ormai, sull'Isola, eppure non pare.
Pioggia battente, vento tagliente, grigio, freddo. Giacca invernale ancora addosso, guanti in tasca, che non si sa mai.
Unici indizi dell'aver passato Gennaio son la luce, che ci fa cenare alle dieci, e i fiori, dietro casa, che, finalmente, hanno deciso di invadere i prati.

Così, dopo cena, si prende la bici, e in un attimo si è dentro l'Olanda che tutti voi, mie cari lettori, avete sempre segretamente voluto vedere su un blog di chi, come me, tiene un diario olandese.
Eccola, è nordica, tragica, bellissima. 
Fatene buon uso, perché rara e preziosa come le giornate di Sole, quest'anno.

Convergenze.
Fiori.
Fine dei fiori.
Un lago, una casa.
Un tramonto, una baia.


12 febbraio 2013

Sopravvissuti

Oggi ho saltato da una piattaforma alta 7 metri in un Mare del Nord a 3 gradi. 
"Once in a life time", mi ha detto l'istruttore prima che mi lasciassi cadere. 
"I hope so", e ho fatto il passo.
Avevo una muta stagna, sì, ma senza guanti né cappuccio.
Le mani smettono di avere sensibilità in circa 15 secondi, forse è la cosa più impressionante di tutte.
Nonostante questo, ho nuotato e galleggiato 50 metri, fino ad una scaletta incrostata di mare, e mi son tirata su, non so con che forza, non so con che presa.

me medesima, muta nella mia muta (small)

Me la devo ricordare, questa mia piccola impresa, quando dico che non ce la faccio: sia questione di sopravvivenza, o di piccoli, minuscoli, drammi quotidiani, ora so che ce la farò.

Tornando a casa poi, tra l'arancio e il rosa del tramonto, e il verde della diga, e il bianco delle chiazze di neve, eccoli, i veri sopravvissuti.
Un piccolo ciuffo d'erba di una sfumatura più scura, pennellato sulle punte da dei boccioli chiari, pronti a lasciarsi invadere di Sole.

Sia questione di sopravvivenza, o di come passare anche quest'Inverno che va e viene, che soffia e scalcia, che gela: ora so che ce la farò.


16 gennaio 2013

Gennaio, inizi'anno, in giro.

Pare allora sia iniziato anche quest'anno, sull'Isola.
In giro, ci sono: un Sole sfavillante, un cielo blu blu, una Luna sottile, minuscoli fiocchi di neve.
C'è il trambusto di un lavoro che sta per finire (-9 mesi!), e che sto cercando di spremere fino alla fine, approfittando di tutte le buone occasioni che offre; c'è il trambusto di un trasloco imminente, un trasloco passivo, si può dire, che scombussolerà tutti gli spazi, i tempi, tutte le mie tradizioni personali di abitante solitaria, gli scaffali, il ripostiglio, l'anima.

C'è il trambusto di un anno che inizia, con il suo carico di cose belle e nuove da costruire, di cose brutte che non si riescono a buttare via, ma chissà, magari, si sa mai, magari quest'anno, sarà diverso (primo proposito).
C'è poi sempre quel trambusto che son proprio io, con tutte le mie cellule, quell'equilibrio fragile tra il mio corpo, e quello che ci metto dentro, quello con cui lo imbalsamo e lo vesto, quello che ci faccio. 
Dovrei prendermene un pò più cura, ecco (secondo buon proposito).
E ci son poi, in giro, sul tavolo, su internet, sulla carta, quelle mille cose che ho iniziato, e che dovrei pure, in mezzo a tutto questo trambusto e confusione, finire o portare avanti con buon senso (terzo buonissimo proposito). 

Che altro, in giro, a inizi'anno?
Un materasso a due piazze gonfiabile rotto, ereditato da non si sa più ormai quale temporaneo collega, che mi occupava mezza credenza in salotto, che finalmente ho buttato via; la mia bici, scattante e performante come sempre, che morde l'asfalto ghiacciato ogni mattina e, per finire, ci son due nuove, splendide, tazze da tè, bianche come la brina, pronte per essere inaugurate, e per inaugurare l'anno, in due.

Mi pare tutto: ora, son pronta a cominciare.



17 dicembre 2012

Minuscoli drammi quotidiani/7 : il Buio.

Oggi ho preso il treno come (quasi) tutti i lunedì mattina alle 7.10.
Era buio, ma è dicembre, si sa.

Quando mi son svegliata, però, ormai dall'altra parte del Paese, alle 8.56, nel tepore sonnolento e ferroviario, devo ammettere che no, non me l'aspettavo proprio, che non fosse ancora chiaro.

Vieni presto, oh Natale, tu, insieme a tutti quei culti pagani di cui conservi allegra memoria, legati alla nascita e rinascita del Sole!

Io, questo Paese, ne abbiamo davvero bisogno.

29 novembre 2012

L'aquilone da borsetta

Prima di trasferirmi sull'Isola, devo essere onesta, non mi era mai capitato.
Da quando son qui produco, e con una certa frequenza, un rifiuto che mi è nuovo: il filo d'aquilone sfibrato, spezzato, strappato, stanco dal vento.
Eh già, non siamo solo noi umani, quindi, a sentirlo!
Mi son allora data all'uncinetto estremo, addirittura volante, e ho raccolto tutti questi fili in un aquilone da borsetta, nuvola bizzosa e leggera, che volteggerà d'ora in poi nelle mie borse, zaini, e valigie.

Oh cielo, che stile la foderina azzurro cielo (che c'è, ma non si vede)!
Per il momento, i bottoni sono anch'essi un riciclìo, perline geometriche e spagnole, ma la caccia al vero bottone è aperta: dove posso trovare due piccoli Soli di legno?
E a proposito, se sapete, dove posso trovarne uno di grande, e caldo, e acceso?
Avevo intenzione di appuntarlo nel cielo, che qui è da un po' che non si vede.

11 luglio 2012

Savana stagionale

intorno alle 20.30, intorno alle  22.
C'è un po' di malinconia, sull'Isola. 
Con l'estate qualcuno parte, qualcuno arriva, qualcuno resta. In generale, qui, si migra. Non sempre però con l'eleganza di uno stormo numeroso, anzi, più spesso si migra da soli, con un passo un po' stanco, appesantito da troppi bagagli, verso non si sa bene cosa.

C'è chi questo lo chiama fuga dei cervelli, chi lo chiamo precariato internazionale, chi lo definisce una splendida esperienza di ricerca all'estero.

Io non lo so ancora, come chiamarlo, ma mi son resa conto che a volte, con tutta questa gente in giro, uno finisce per sentirsi un pochino a casa dovunque, in certi periodi, con certe persone, temporaneamente, ecco.

In questi giorni si spezza uno di questi momenti, così, dicevo, c'è un po' di malinconia, sull'Isola.

Cerco di non farla diventare troppa, però.
In fondo, è estate anche qui: tempo di prossime allegre partenze per me, tempo della tranquillità data da giornate lunghissime, da tramonti dorati, aranciati, rosati, tempo della mia savana satagionale, proprio qui, dietro casa.





06 febbraio 2012

Una delle più belle cose d'Olanda

Post fotografico questo, perché non può davvero essere altrimenti.

Questo pomeriggio ho lasciato l'ufficio presto e l'Isola, l'Olanda, invece, mi ha lasciato senza fiato, e non per il freddo pungente, per il cielo azzurrissimo e per il Sole che picchiava nonostante la stagione.

Con un paio di pattini ai piedi, una lingua di ghiaccio mi ha portato tra le dune, dietro la spiaggia dell'Isola. Ed era semplicemente bellissimo, come solo la neve e il ghiaccio sanno dipingere il mondo.

Vorrei essere in grado di ricrearlo per voi a parole, il rumore di questo ghiaccio così scuro, a tratti, che sembra nascondere un abisso. Un abisso centimetrico è certo inoffensivo, ma la sensazione è quella di volare sull'acqua, di scivolarci sopra, e di suonare con le lame questa superficie come fosse uno strumento a percussione.
Rumore del ghiaccio quindi, delle lame, qualche oca scura a sorprendersi del tuo passaggio, la luce rosa di un tramonto lunghissimo, e lo scintillio di una giornata serena come sa esserlo solo qui. 
E' stato un bel pomeriggio, bisogna pur ammetterlo.


 




07 luglio 2011

Giovedì e l'Estate.

Oggi l'acquazzone mi ha sorpresa durante il mio allenamento del giovedì in piscina. All'aperto, la piscina.
Mi ha sorpresa così, quindi, acqua nell'acqua, che non si capiva quando si era fuori o dentro, e quando si poteva respirare.
Goccioloni freddi e pesanti, interrotti di botto da un arcobaleno superbo, grande, grande, e grande, e luminoso.
Me ne sono tornata a casa pedalando sotto il sole ancora alto delle otto, e da quest'episodio non ho tratto morali nè insegnamenti.
Era solo l'Estate, e nullapiù, che può travolgerti in ogni momento.
Un giovedì sera qualunque, ad esempio.
E' bastato non chiudere gli occhi.

08 febbraio 2011

giorno 18 - Home.

Sveglia alle 8 e qualcosa, mezz'ora di piscina, sola.
Colazione a 5 stelle vista porticciolo e insenature e fortezze, leggendo un poco.
Passeggiata in centro, nel chiasso di Valletta che si prepara, in settimana, a celebrare la festa più importante dell'anno: S.Paolo, che qui si dice abbia trascorso tre mesi, tra un naufragio e l'altro.
Visita alla sfarzosissima chiesa dedicata al Santo, acquisto di Repubblica.
Una mattinata difficile, insomma.
Oggi si torna all'Isola, quella a Nord, e mi scivola dalla penna che sono addirittura contenta, di riprendere il lavoro normale.
Probabilmente mi pentirò di questo pensiero, ma stasera, tra le mie lenzuola, vado a letto con mille progetti e idee per quello che potrò fare poi, carica e motivata, da queste onde vere che ho vissuto, in questo mare vero che ho navigato.
Carica e motivata, sì, ma sopratutto: abbronzatissima.
E quando si è abbronzati, in Febbraio, in Olanda, sembra proprio che nulla possa mettersi contro il proprio tocco color brulée, contro la propria volontà dorata, mediterranea, e calda.
Una buona notte e un buon riposo a voi.

giorno 17 - Tornanti

Oggi gita all'Isola di Gozo. Senza una nuvola in cielo, mi accodo al volere popolare di un giro per l'isola con quei bus scoperti, ma non è poi così male.
Profuma di buono, quest'isola, e si capisce perchè Ulisse, naufrago su queste coste, ci è rimasto così a lungo. E' Febbraio, ed è già tutto un fiore, un ronzare, un risaccare d'onda. L'acqua è piena di pesci e gli alberi di frutti futuri. In più Calipso, a trattenerlo nella sua grotta. E chi parte più da questa spiaggia mandarancio?
Sopra ogni collina, spunta un campanile color della roccia; solo a Lourdes ho visto così tanti ex voto addobbare le pareti di una chiesa. Tutine di bimbi, gessi, caschi, fazzoletti bende e foto, dipinti, e collane e ancora stoffe lise e stralci di fasciature. Impressione di una fede umana, quotidiana e semplice, forse un po' pagana, a cui affidare la tragicità di una vita.
Chissà se è così.
Più di tutto però, oggi, si è danzato col bus sui tornanti.
Tornanti tra rocce, ulivi e dita di mare blu.
Domani saremo a casa: siamo tornanti anche noi?

06 febbraio 2011

giorno 16 - Malta petrosa, ocra e rosa

La luce scintillante di quest'isola color ocra in mezzo al blu
mediterraneo ci ha accolto con puntualita' germanica alle 8, stamane.
Colori meravigliosi, ad accompagnare le manovre di ormeggio.
E poi, mentre le gru hanno scaricato e caricato, indaffarate per tutto il
giorno, container sopra container, io me ne sono andata a zonzo, per la
citta' petrosa, e gialla.
L'ho contornata al di fuori delle sue ancor solide mura, comminando tra
gli scogli e le pozze di mare. Profumo di salso, e tanto, tanto sole, a
rifelttersi su tutti gli azzurri, e i verdi.
Citta' fantasma, nel primo pomeriggio, perche' qui e' gia caldo come a
Maggio, come a Giugno, e sembra impossibile che un aereo possa
semplicemente portarti via, senza chiederti scusa.
Invece lo fara', e io glielo lascero' fare.
Oggi intanto saluto il Meteor e il suo equipaggio, e lo lascio salpare di
nuovo, tra questa folla di meduse rosa che lo circonda.
Danze leggere e rosa in acqua verde oltremare. A cornice, mura colore del
miele. Luce su tutto.
Colori meravigliosi.

05 febbraio 2011

giorno 15 - Transit Malta

Oggi è uno di quei giorni senza terra intorno.
Solo mare, all'orizzonte blu, a spezzare il bagliore del cielo.
Puntolini in mezzo al Mar Mediterraneo, ci affrettiamo tutti a pulire,
inscatolare, metter via con ordine tutto quello che son state queste due
settimane a bordo, stivare tutto nei container per vederli partire già
domani, alla volta di Rotterdam.
Puntolini in mezzo al Mar Mediterraneo, ognuno ha già in testa il ritorno,
l'altrove che li aspetta, chi a Malta stessa, chi più lontano, all'Isola,
chi se ne torna in Grecia, chi in Francia.
Di chi torna e ha un esame, o i figli, il marito, la moglie da
abbracciare, o una pensione da iniziare, o un dente da curare già lunedì,
di loro, di più non so raccontarvi.
Posso dirvi di me, che lascio di malavoglia questa luce che sa di casa, il
mare, che è davvero blu, qui, ne' marrone, ne' grigio, e questo stare
all'aperto, al Sole e al sale ogni giorno, che tanto mi manca adesso, con
le mie ore in ufficio.
Ma so anche di tornare volentieri in terra d'Olanda, per riprendere le
fila di quel che ho interrotto prima di partire...
Ad esempio il personale percorso intrapreso insieme a Subirotamic nel
meraviglioso mondo dell'Arte dello Gnocco.
Ma anche, il personale percorso intrapreso insieme a Subirotamic nel
meraviglioso mondo che è il nostro, mio e suo soltanto.
C'è tanto da scoprire ancora, sia sugli gnocchi, sia su di noi, che tutto
questo profondissimo mare è niente, in confronto.
Allora torno presto, che son curiosa!

26 gennaio 2011

giorno 05 - Il mio regno per un calibro (con cui misurarlo)

Chiacchiere da donne sul ponte di una nave, da donne lucertole a prendere
il Sole di gennaio, in maglietta, se si riesce, fra una nuvola e l'altra.
Chiacchiere di chi viaggia per il mare per arrivare in un punto blu
preciso, qui, con i monti innevati che si scorgono dietro il profilo delle
rocce della costa, un punto diverso da tutti gli altri, perché è proprio
qui che si doveva andare, non altrove. Facile meta, gps muniti, dal ponte
di comando, scorgere questo esatto punto blu in mezzo a tutti gli altri.
E queste chiacchiere hanno il sapore di casa, retrogusto bolognese,
nostalgia d'Italia in cui è così facile cadere quando il Sole scalda tutti
gli strati di cui ci siamo rivestiti per stare fuori, giù giù fino ad
arrivare alla pelle. Aaah.
E in queste chiacchiere c'è l'amarezza di chi l'Italia non l'ha lasciata,
di chi si ritrova a lavorare come non vuole, di chi è costretto a vivere
in un paese in cui a volte ci si vergogna dei propri connazionali, e di
qualcuno poi in particolare.
Certo, tutto vero.
Però è un paese in cui per quatto mesi all'anno si cena in terrazza, è un
paese in cui non esiste Den Helder, è un paese dove mangiare è un'arte, e
la chiacchiera anche, e dove stare all'aria aperta non è una punizione
divina per gran parte dell'anno.
Tutto questo pesa sulla bilancia, insieme a quelle cose che i nostri
colleghi rimasti in Italia ci invidiano, e la bilancia ondeggia, ondeggia,
come questa piccola nave in un mare di possibili punti blu all'apparenza
tutti uguali.
Invece, come sappiamo, ce ne sono alcuni di speciali, di puntolini azzurro
mare. Diverso blu, diverso mare. Tutto sta nello strumento giusto, che li
sappia trovare. Per unirli ci penso pur io, che dopo un anno di settimana
enigmistica, son diventata brava. Che cosa apparirà?
Forse il metro di giudizio con cui misurare un Paese?

"Non ritornarci mai, in Italia" questo il consiglio finale del giorno.
Mi volto verso ovest, non dovrebbe essere poi così lontana...