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22 settembre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/40: Cercar casa III

Arriviamo, famigliola al completo, puntualissimi per visitare un appartamento un po' fuori dal centro, ma promettente. Questa volta, eccezionalmente, so pure il campanello da suonare, il piano a cui salire, i dettagli insomma.
Fuori dal portone, una mamma, anche lei pupo-munita (che è risaputo, a cercare casa con dei bambini si sale nella graduatoria arbitraria dell'agenzia immobiliare di turno, e quindi chi ha bambini li porta, chi non li ha, li ruba e li porta, per farsi bello con l'agenzia, e per scoraggiare gli altri aspiranti all'appartamento), ferma in attesa.
Conversazione di circostanza: anche lei qui per la visita? Sì, voilà, ecc ecc.
Silenzio.
Io: Ha suonato il campanello?
Lei: Sì, so che bisogna suonare a Madame Pincopalla, ma vede, ho premuto qui (e indica un grande interruttore bianco con la scritta L sopra) e si è accesa la luce.
Lo ripreme. Si riaccende la luce esterna. Ronzio di elettricità. Silenzio.
Io guardo incredula la ragazza, l'interruttore, poi, 10 centimetri sopra l'interruttore, la fila dei campanelli.
Riguardo la ragazza, che mi indica sconsolata l'interruttore, la luce, e davvero, mi spiega, non c'è modo di poter suonare alla Madame Pincopalla.
Timidamente, allungo il mio ditino quei 10 centimetri più su, scorro la fila dei campanelli, e suono alla signora Pincopalla, che gentilmente ci apre.
Lei si spertica in un: Geniale!
Io entro per prima.
L'appartamento spetta a me di diritto, in caso faccia al caso nostro.

24 marzo 2016

Ogni mattina, di Primavera.

Ogni mattina, apro le imposte verdazzurre della cucina. Le apro sulla siepe, sul vialetto, e la cucina si inonda in un attimo di luce, gialla, di sole, azzurra, di cielo. T. guarda la finestra, le sue sottili fessure di luce, che d'un tratto si trasformano in foglie, nuvole, rumori di strada, mondo. 
Sorride stupito, ogni mattina.

E ogni mattina di questa Primavera, per un attimo, ci sembra che nevichi.
Invece è l'albero dei vicini, nuvola di fiorellini bianchi, che si scrolla di dosso la notte, che soffia petali bianchi, fiocchi di Primavera, davanti alla nostra finestra.
Vanno a punteggiare il marciapiede e la strada, a farli più belli, sfumati di bianco, di rosa e di buon umore, per i passanti.




15 gennaio 2016

Le luci della bici

A noi non bastano i milioni di modelli di passeggini in commercio, no, noi vogliamo di più. Cioè, non è che proprio proprio vogliamo, è che ci tocca.
E così al passeggino sono state aggiunte pure delle luci da bici. Bianca davanti, rossa dietro.
La strada sulla quale abitiamo, sull'Isola, non è illuminata.
Ed è bellissimo passeggiare al buio, travolti dalla Via Lattea o dal chiarore della Luna. Meno bello, però, incappare con il passeggino su di un passante oscuro, una bici senza luci, una pecora ribelle, che la notte ci sorprende ancora così presto, il pomeriggio, quassù.

02 ottobre 2015

Un oggi di questi

Ecco le giornate in cui speravo, in questi tempi a casa dal lavoro.
Tempi di pancia a palla, ma con ancora voglia di pedalare un po', di sgranchirsi all'aperto, di vagabondare per l'Isola, di arrivare al mare.





Prima che questa luce d'oro della sera arrivi troppo presto di pomeriggio, prima che ci siano cose più importanti da fare che arrivare in cima alle dune, e vedere il tramonto, il sole arancio tuffarsi nel mare argento, e bianco, le nuvole dipinte, la spiaggia ormai vuota, di sabbia fredda, nuda.

Sembra impossibile che presto ci saranno cose più importanti e più belle di queste a tenerci occupati, ma se diamo retta alle cose che si dicono, pare proprio che sarà così.
E allora, al mare, meglio andarci oggi.

17 agosto 2015

Agosto e le sue luci

Come ogni anno, Agosto è la stagione delle luci. 
È da fine Maggio che qui al Nord non le usiamo più, tanto tardi tramonta il Sole, che si è già sotto le coperte, e tanto presto si alza, che il buio lo si vede solo ogni tanto, se si va a fare pipì, tra un sogno e l'altro.
Invece ad Agosto il ritmo ritorna pian piano quello a cui siamo abituati, e la sera, intorno alle undici, ecco, è di nuovo buio. E si accendono le luci. 
Oppure si esce, che non pare vero, questo manto scuro su tutto, che quasi ci eravamo dimenticati, la diga, le pecore, l'erba nera.
E la spiaggia, e il mare. 
Ma ci son luci anche qui. Luci acquatiche, marine, a scintillare dove si rompe l'onda. All'inizio, quasi non ci si fa caso, poi un lampo verdastro si infrange su un molo, poi a riva, e d'improvviso, con la marea che si alza, sono dappertutto.
Sguazzare con i piedi  tra le schegge di luce dà sempre una grande soddisfazione, i piedi avvolti da scarpette di cristallo, che Cenerentola se le sognava.
Niente più buio, al mare, quindi, in queste sere di calma di vento. 
E se, per cercarlo, alzi la testa verso il cielo, sei sopraffatto da una miriade di stelle, luci anche lì, che era tanto che non le si vedeva.
E tante ce ne sono, di stelle, quante ne cadono, ad Agosto.
Con questi cieli nordici a tuttotondo, dove non c'è niente a fermare l'orizzonte, se ne vedono decine e decine, con le loro code morbide e pettinate, precipitarsi verso la Terra per non so quale appuntamento.

Ieri, a contarle, ho addirittura finito i desideri.
Non capita spesso, son sicura sia di buon auspicio.

03 dicembre 2014

Poesiola alle belle giornate invernali


Quassù
le poche ore di Luce
si vestono a festa,
di verde smeraldo
e di blu.
C'è come
una patina d'oro
su tutto,
profumo di legna,
e il rumore croccante
d'Inverno,
e il silenzio
di chi non ha fretta,
ma incalza.

15 giugno 2014

Noctiluca scintillans

Buio pesto, buio nero, buio spesso. Sono immobile perché non so dove andare, non so cosa ci sia intorno, ho perso la prospettiva, la profondità, la stanza in cui ero, buio.
Aspettiamo che i nostri occhi si abituino un poco, a questo nero, ma questo nero non cambia, è un muro pesante sulle palpebre che non sappiamo più se son aperte, se son chiuse, se stiamo guardando dentro o fuori.
Poi, pian piano, ci concentriamo su dove ricordiamo di dover prestare attenzione, una direzione, che è una cosa tipo a ore due, e una distanza, che sarà, sì, un metro dal nostro corpo invisibile, nero come il resto.
Dopo pochi minuti, inizia un bagliore.
Un dimenarsi di minuscole luci, caotico, incostante, è quasi come guardare un cielo terso, la notte, tra i monti. Troppe stelle per contarle, danzano e noi possiamo solo stare a guardare.
O no, in questo caso è diverso: possiamo dare un colpetto, a quel parallelepipedo nero su sfondo nero che sappiamo dover osservare. E' una vasca d'acqua, raccolta nel Waddenzee, qui fuori intorno all'Isola. E' piena d'acqua, sì, ma anche di piccolissime alghe che emettono luce, una tenue scarica di fotoni, che possiamo eccitare disturbando la quiete della vasca. Si illuminano i bordi, ne esce un parallelepipedo contornato di luce, un lampo, poi il diturbo svanisce, viaggia un po' con le onde, eccita onde di luce, poi si dissipa, e ritorna un bagliore diffuso e caotico, stelle acquatiche disordinate, in cui è difficile riconoscere uno zodiaco.
Proviamo differenti modi di disturbare le lucine, con magneti, con altoparlanti, con scosse regolari o con colpi secchi.
Le luci rispondono, a volte di più, a volte di meno, a volte si riconosce il disegno di un'onda, a volte si riconosce la risposta ordinata della vasca, dettata dalla sua forma regolare.
E' una danza di luci leggere, eteree: è difficile pensare che sono in ufficio, al lavoro, a guardare questa merviglia, a vedere di capire come accenderle, queste alghette, che ancora non è proprio chiarissimo a cosa rispondano e perché.
Fotografarle al volo non si può, troppo tenue il bagliore per le macchine fotografiche, solo l'occhio umano è così sensibile da apprezzare la manciata di fotoni emessa.
E così rimaniamo in silenzio, nel buio pesante del laboratorio, ad osservare questa coreografia di luci, questa minuscola galassia sottomarina. 

Anche questo è lavorare, a quanto pare, e io non posso fare altro che esserne onorata.

23 dicembre 2013

Buon Natale e festività contigue!

La cometa Ison, prima (immagine a sinistra, cometa in basso a destra) e dopo (immagine a destra, pallida cometa in alto a sinistra) il passaggio vicino al Sole (marcherato per la sua troppa luminosità con il cerchio rosso; le dimensioni in scala e la posizione del Sole sono indicate dal cerchio bianco). Immagine modificata da quella disponibile qui
Ci abbiamo sperato in tanti - credo - in un Natale 2013 con cometa ad indicarci una grotta, una capannuccia, ci saremmo accontentati anche di un condominio in periferia, di una tenda, un bivacco, un barcone scassato in mezzo al mare, una sterminata prateria, un igloo, una villetta a schiera, a cui rivolgere tutte le nostre preghiere e le speranze per l'anno che verrà.
Invece niente, il Sole ce l'ha squagliata prima, e anche quest'anno il Natale arriverà e passerà come gli altri, senza cometa, con una spolverata di ipcrisia, qualche buon proposito per un vago futuro in cui saremo, nelle nostre intenzioni, più buoni o migliori.

Quest'anno il mio Natale cade un po' in mezzo a tutto quel che devo fare: finire un contratto di lavoro, una tesi, qualche articolo, concludere una parte della mia vita e iniziarne un'altra, cose così, insomma.
Mi arrovellavo quindi su come farlo passare in fretta, che non mi fosse d'intralcio, quando all'improvviso ho realizzato che in fondo il Natale è sempre caduto nel bel mezzo di tutto, ed è proprio questo il senso della festa.
Il Natale non è un evento isolato, a cui ci si prepara per anni, si pianifica, e si celebra con originalità: il Natale capita tra capo e collo nella vita reale, mentre stai facendo altro, così impegnata che non hai neanche posto, nella tua locanda, per ospitare qualcuno, tantomeno un bue, o un asino. O una Famiglia.
Si riempe di riti e tradizioni, perché le persone cercano qualcosa di caldo e accogliente in cui rifugiarsi, quando arriva così all'improvviso, con la sua carica di novità, di luce ad aumentare, di ventata di futuro e possibilità che è l'anno, fresco fresco di calendario, che porta con sé. 
E ti costringe a fermarti a pensare.

Così ecco, in mezzo alla Vita (e per fortuna!) anche quest'anno capiterà il  Natale, nelle mie giornate, piene di tutto quello che faccio sull'Isola, ma anche nelle vostre.
Starà a ciascuno di noi, quindi, decidere se prendersi del tempo per sé, per festeggiarlo, insieme ai propri affetti, o in meditazione solitaria, se regalarsi dei minuti, centinaia, per vedere un po' che ne è stato, del tempo tra il Natale scorso e l'oggi, e per vedere che ne si farà, del tempo fino al prossimo.

Oppure, farsi venire il  sangue amaro per le luminarie di pessimo gusto appese ai lampioni, e per la dolorosa selezione musicale nei negozi.

Fate voi.

Io, dal canto mio, auguro a tutti delle buone meditazioni e delle buone risoluzioni Natalizie, come dovrebbero esserci sempre quando fuori è buio, come in questi giorni, e come quest'anno in generale, ma si sa che poi, dopo il solstizio, la luce non può far altro che aumentare. 


Che poi, è risaputo: il 2014 sarà un anno straordinario.
Ah, non ve l'aveva ancora detto nessuno?
Fidatevi.

Buon Natale e festività contigue! - perché morta una cometa,
se ne fa un'altra!

13 ottobre 2013

Minuscoli drammi quotidiani/13: Primizie

Lungo il vialetto che porta alla piscina, qui sull'Isola, giuro, ho visto le luci di Natale.

08 ottobre 2013

[2013 Corfù] Essenza di vacanza I: La vita di baia.


Me ne sto in costume da bagno, tutto il giorno, dal mattino a sera, e al tramonto, sempre in costume, mi avvolgo nella coperta a strisce bianche e rosse, che vive in barca, e me ne sto in pozzetto, mentre la luce si scurisce nel viola e nel nero, a leggere, con una piccola lampada.

Il silenzio della baia è interrotto solo dal rumore dei pesci che saltano e rompono lo specchio dell'acqua.

Quando poi spengo anche l'ultima luce, anche se ancora c'è una striscia rosa ad Ovest, nell'arco nero del cielo son già appuntate tutte le stelle, tra le quali si confonde la luce di testa d'albero, a formare con le altre la costellazione dell'oggi. 
Domani, infatti, saremo altrove, e tutte queste luci indicheranno un'altra rotta, in un'altra baia, e sarà semplicemente diversa, la costellazione del domani.

photocredits: Mamma.

20 giugno 2013

C'è un tempo per il Mare.

C'è un tempo per il Mare, d'Estate. Il Mare quello vero, intendo, quello blu azzurro verde, tutto scintilloso di luce, quello con una barca e una vela in mezzo, quello che sa di sale e di abbronzatura.
C'è un tempo per il Mare, quindi, e quel tempo, per me, è arrivato.
Saluto l'internet per un po', me ne vado a navigare nel Mar che più mi si addice, con la mia famiglia, come si è sempre fatto, e come è nell'ordine delle cose, in ogni Estate che si rispetti.

Qui lascio il Subirotamic, a studiare per l'ultimo (?) esame, e la luce notturna, che quest'anno più che un Sole di Mezzanotte, sembra tanto un semibuio diffuso da mezzogiorno in poi, da quanta acqua c'è nell'aria.
'somma. 
Ad ogni modo torno, promesso. 
Cambio solo Isola per un po'.
Speriamo che questa si asciughi, intanto.

Il giretto in bici delle 23


17 maggio 2013

Di tramonti e fiori tardivi.


E' Primavera, quasi Estate, ormai, sull'Isola, eppure non pare.
Pioggia battente, vento tagliente, grigio, freddo. Giacca invernale ancora addosso, guanti in tasca, che non si sa mai.
Unici indizi dell'aver passato Gennaio son la luce, che ci fa cenare alle dieci, e i fiori, dietro casa, che, finalmente, hanno deciso di invadere i prati.

Così, dopo cena, si prende la bici, e in un attimo si è dentro l'Olanda che tutti voi, mie cari lettori, avete sempre segretamente voluto vedere su un blog di chi, come me, tiene un diario olandese.
Eccola, è nordica, tragica, bellissima. 
Fatene buon uso, perché rara e preziosa come le giornate di Sole, quest'anno.

Convergenze.
Fiori.
Fine dei fiori.
Un lago, una casa.
Un tramonto, una baia.


25 febbraio 2013

Giustificazione

Lo so, lo so, che è tantissimo che non scrivo, che non racconto di come l'Isola si sia involuta in un Inverno grigiastro, dei preparativi in corso per affrontare a breve quindicidicoquindici giorni di Mare del Nord a bordo della Pelagia, del nuovo inquilino, della torta di cioccolato e pere invisibili di questo passato fine settimana, dei semi di basilico, piccoli Nicolini in fieri (tutte le mie piante di basilico, da che mondo è mondo, si chiamano Nicola, ndr), che abbiamo appena piantato e che già stiamo ingannando con una Primavera artificiale, sotto una lampada accesa, insomma, mille cose ho taciuto, ma ho una giustificazione, almeno per gli ultimi giorni.
Stavo facendo una Stella, che più si è, più si mangia, e più si mangia, più pentole s'hanno d'appoggiare. 

Per ora, come vedete, è appesa al frigo. Attende paziente che si scaldi la zuppa, ed io con lei.



17 dicembre 2012

Minuscoli drammi quotidiani/7 : il Buio.

Oggi ho preso il treno come (quasi) tutti i lunedì mattina alle 7.10.
Era buio, ma è dicembre, si sa.

Quando mi son svegliata, però, ormai dall'altra parte del Paese, alle 8.56, nel tepore sonnolento e ferroviario, devo ammettere che no, non me l'aspettavo proprio, che non fosse ancora chiaro.

Vieni presto, oh Natale, tu, insieme a tutti quei culti pagani di cui conservi allegra memoria, legati alla nascita e rinascita del Sole!

Io, questo Paese, ne abbiamo davvero bisogno.

05 novembre 2012

Poesiola alla mia Luna del Lunedì (o "del mio Lampione")

La mia Luna del Lunedì
è un lampione
fuori
dalla finestra,
fuori
dall'officina meccanica,
un lampione
che oscilla
ed illumina
il fuori.

Quando è chiaro,
scompare.

Quando è buio
il mio ufficio
e la mia Luna
risplendono,
uniche luci dell'edificio,
costellazione del Tardi,
e non son neanche le sei.

Quando è giorno,
scompare.
Quando è notte,
lavora con me.

Quest'estate non c'era.
O forse,
non so.
Quest'estate
non è stato mai buio.

06 febbraio 2012

Una delle più belle cose d'Olanda

Post fotografico questo, perché non può davvero essere altrimenti.

Questo pomeriggio ho lasciato l'ufficio presto e l'Isola, l'Olanda, invece, mi ha lasciato senza fiato, e non per il freddo pungente, per il cielo azzurrissimo e per il Sole che picchiava nonostante la stagione.

Con un paio di pattini ai piedi, una lingua di ghiaccio mi ha portato tra le dune, dietro la spiaggia dell'Isola. Ed era semplicemente bellissimo, come solo la neve e il ghiaccio sanno dipingere il mondo.

Vorrei essere in grado di ricrearlo per voi a parole, il rumore di questo ghiaccio così scuro, a tratti, che sembra nascondere un abisso. Un abisso centimetrico è certo inoffensivo, ma la sensazione è quella di volare sull'acqua, di scivolarci sopra, e di suonare con le lame questa superficie come fosse uno strumento a percussione.
Rumore del ghiaccio quindi, delle lame, qualche oca scura a sorprendersi del tuo passaggio, la luce rosa di un tramonto lunghissimo, e lo scintillio di una giornata serena come sa esserlo solo qui. 
E' stato un bel pomeriggio, bisogna pur ammetterlo.


 




25 marzo 2011

Tondo Cielo

C'e' una cosa bella, nelle notti isolane.
C'e' un buio raro, unanime, e se le nuvole si son stancate di soggiornarci sopra, le stelle strabrillano. Si', strabrillano, tanto che non si riescono piu' a riconoscere neppure le costellazioni.
Cose cosi' accadono spesso tra i monti, certo, ma qui sull'Isola non ci sono cime a incorniciare il blu, ne' valli ad offrirne un pezzettino in piu'.
Il cielo, qui, da sopra la diga, e' nero ed e' un tuttotondo, ricamato di tanti lumi quanti i giorni in cui ho sperato di potermene finalmente stare sull'erba ad ascoltare i rumori della notte senza battere i denti.
Festeggio l'arrivo della bella stagione: io, una diga, e questa confusione di stelle.
Come correte veloci, lucine, come giri vorticoso, pianeta!

05 febbraio 2011

giorno 15 - Transit Malta

Oggi è uno di quei giorni senza terra intorno.
Solo mare, all'orizzonte blu, a spezzare il bagliore del cielo.
Puntolini in mezzo al Mar Mediterraneo, ci affrettiamo tutti a pulire,
inscatolare, metter via con ordine tutto quello che son state queste due
settimane a bordo, stivare tutto nei container per vederli partire già
domani, alla volta di Rotterdam.
Puntolini in mezzo al Mar Mediterraneo, ognuno ha già in testa il ritorno,
l'altrove che li aspetta, chi a Malta stessa, chi più lontano, all'Isola,
chi se ne torna in Grecia, chi in Francia.
Di chi torna e ha un esame, o i figli, il marito, la moglie da
abbracciare, o una pensione da iniziare, o un dente da curare già lunedì,
di loro, di più non so raccontarvi.
Posso dirvi di me, che lascio di malavoglia questa luce che sa di casa, il
mare, che è davvero blu, qui, ne' marrone, ne' grigio, e questo stare
all'aperto, al Sole e al sale ogni giorno, che tanto mi manca adesso, con
le mie ore in ufficio.
Ma so anche di tornare volentieri in terra d'Olanda, per riprendere le
fila di quel che ho interrotto prima di partire...
Ad esempio il personale percorso intrapreso insieme a Subirotamic nel
meraviglioso mondo dell'Arte dello Gnocco.
Ma anche, il personale percorso intrapreso insieme a Subirotamic nel
meraviglioso mondo che è il nostro, mio e suo soltanto.
C'è tanto da scoprire ancora, sia sugli gnocchi, sia su di noi, che tutto
questo profondissimo mare è niente, in confronto.
Allora torno presto, che son curiosa!