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10 ottobre 2013

[2013 Corfù] Essenza di vacanza II: La sera.

 La sera, nelle mie vacanze, si indossa un vestitino leggero, sulla pelle salata, e si sciabatta lungo il molo, nella luce d'oro rosa del tramonto, con il nobile scopo di buttare l'immondizia come si deve, tra tutti quei cassonetti, in quello giusto, ultimo baluardo di civiltà prima del mare, prima di questo cemento consumato dall'onde, mangiato dal sale, riparo del verde subacqueo.

08 ottobre 2013

[2013 Corfù] Essenza di vacanza I: La vita di baia.


Me ne sto in costume da bagno, tutto il giorno, dal mattino a sera, e al tramonto, sempre in costume, mi avvolgo nella coperta a strisce bianche e rosse, che vive in barca, e me ne sto in pozzetto, mentre la luce si scurisce nel viola e nel nero, a leggere, con una piccola lampada.

Il silenzio della baia è interrotto solo dal rumore dei pesci che saltano e rompono lo specchio dell'acqua.

Quando poi spengo anche l'ultima luce, anche se ancora c'è una striscia rosa ad Ovest, nell'arco nero del cielo son già appuntate tutte le stelle, tra le quali si confonde la luce di testa d'albero, a formare con le altre la costellazione dell'oggi. 
Domani, infatti, saremo altrove, e tutte queste luci indicheranno un'altra rotta, in un'altra baia, e sarà semplicemente diversa, la costellazione del domani.

photocredits: Mamma.

20 giugno 2013

C'è un tempo per il Mare.

C'è un tempo per il Mare, d'Estate. Il Mare quello vero, intendo, quello blu azzurro verde, tutto scintilloso di luce, quello con una barca e una vela in mezzo, quello che sa di sale e di abbronzatura.
C'è un tempo per il Mare, quindi, e quel tempo, per me, è arrivato.
Saluto l'internet per un po', me ne vado a navigare nel Mar che più mi si addice, con la mia famiglia, come si è sempre fatto, e come è nell'ordine delle cose, in ogni Estate che si rispetti.

Qui lascio il Subirotamic, a studiare per l'ultimo (?) esame, e la luce notturna, che quest'anno più che un Sole di Mezzanotte, sembra tanto un semibuio diffuso da mezzogiorno in poi, da quanta acqua c'è nell'aria.
'somma. 
Ad ogni modo torno, promesso. 
Cambio solo Isola per un po'.
Speriamo che questa si asciughi, intanto.

Il giretto in bici delle 23


02 febbraio 2011

giorno 12 - Grandi avventure nel bligio Mediterraneo

"Guarda, o Signore, dalle tempeste i tuoi fedeli marinai, guardali dal
naufragio improvviso, e dalle perfide trame di nemici astuti."
Oggi non c'era molto da fare. Grigio e blu intorno, pioggia. Acqua, in
tutte le direzioni. Così me ne sto appollaiata vicino agli strumenti di
navigazione, quassù sul ponte di comando, a guardare il blu e il grigio, e
la pioggia a rigare il vetro.
Leggo.
Leggo le storie di Venezia e dei suoi pirati mercanti, a spasso per questo
stesso mare, e immagino di essere su di un vascello, di ritorno da San
Giovanni d'Acri, con il mio carico di tessuti e di spezie.
Mi chiedo chi li vorrà, poi, tutti questi chiodi di garofano, che la
stagione del vin brulè, a Venezia, sta ormai giungendo al termine.
Ecco quindi l'idea di proseguire il mio viaggio veleggiando verso nord,
diciamo verso un porto importante, Amsterdam, dove il freddo e la stagione
ancora invogliano, e lo faranno per molto, l'ignaro passante all'acquisto
del fumante beverone.
Ecco perchè non mi fermerò a Venezia!
Altro che dottorato: il mio commercio in spezie orientali ha bisogno di un
florido (e sempiterno) mercato!
Così aggiusterò un pochino la rotta, premendo uno di questi numerosissimi
pulsanti sulla plancia, e muovendo un po' il timone, e le coste della
Sicila, che ora vedo alla mia destra, saranno l'ultimo pezzettino d'Italia
che vedrò, per i prossimi mesi.
Sempre che quell'imponente nave nemica, chiaramente genovese, si tolga
dalla nostra rotta...
...Quante avventure da inventare, con quest'onda che ci culla, e con
questo bligio intorno.

29 gennaio 2011

giorno 08 - Fenomeni

Sono su questa nave da ormai una settimana, non posso dire di essere
andata dappertutto, perché in alcuni posti non è concesso entrare, a noi
"scientists", ma non mi succede più di prendere un corridoio sbagliato e
andare a sbattere contro una parete di ferro (dopo aver inoltre barcollato
con le onde per tutta la lunghezza del suddetto corridoio).
Eppure...
Eppure ogni giorno incontro qualcuno che non ho mai visto prima. Ci sono
alcuni personaggi di quest'equipaggio tedesco che ormai conosco: c'è
Andreas, lo chef, che chiama tutti per nome, e c'è il suo timido aiutante
che parla solo e solamente tedesco (come gran parte della truppa,
d'altronde). C'è poi l'addetto alla lavanderia, un signore cinese
piccolino, detto Max. Conosco poi alcuni che lavorano ai winch, sul ponte,
che dipingono quello che c'è da ridipingere e aggiustano tutto quello che
trovano. C'è Heinz, il "chief electronic", che principalmente fuma nella
sua stanza accanto a quella dei CTD, che ha la barba bianchissima e
l'orecchino. C'è Michael, il capitano, c'è poi il dottore, solitario ed
elegante, e via tutti gli altri, ci sono i giovani, i giovanissimi, che
hanno la moglie incinta a casa e sono via da 4 mesi, ci sono quelli con
tanta barba bianca, da sembrare finti, e tatuaggi a solcare la loro pelle
come le navi il mare. Insomma, mi pare di conoscerli tutti, anche se non
ne ricordo i nomi.
Invece ogni giorno vedo una faccia nuova.
Un fenomeno d'umanità mai incontrato in questi corridoi bianchi, tra
questi ponti gialli arancio rosso verdi.
Ogni giorno, una persona diversa, che mi ricorda di non limitarmi al
piccolo mondo di una nave, che dura poco, due settimane, ha una rotta, un
obiettivo, e un porto in cui arrivare, a fine missione.
Mi avverte di essere pronta a tutto quello che mi aspetta, quando si
scenderà nel porto. Ci sarà la confusione di mille facce, nuove e vecchie,
di mille possibili rotte, di tanti obiettivi a cui puntare.
Ma non adesso.
Adesso è tutto chiaro e preciso.
Adesso ho due ore mezza di turno CTD davanti a me, e poi il riposo.
E intanto la nave, generosa, mi porterà con sè.

24 gennaio 2011

giorno 03 - Prima lezione a bordo.

Come allacciarsi le spighette. Anche se principalmente qui si indossano o
stivali di sicurezza o ciabatte, o, ever green, il tanto amato sandalo
tedesco con calzino, la prima lezione del primo vero giorno di crociera,
tenuta da Martin, è stata: "Sull'arte dell'allacciarsi le spighette". Mi
son resa conto infatti di far parte di quel nutrito popolo bue che si
lamenta che le spighette si slacciano spesso, e ci aggiunge sopra un
doppio nodo, senza rendermi conto che, insieme a tutto il resto di questo
popolo, ho sempre fatto il nodo sbagliato.
Infatti, l'istinto naturale dell'allacciatore di lacci per le scarpe è
fondamentalmente sbagliato. Ci porta a fare due nodi (quello iniziale
base, e il secondo sopra con le asole) dalla stessa parte, destri o
mancini che siamo. Il corretto (e duraturo) nodo è fondamentalmente un
nodo piano, in cui il primo nodo e fatto dai lacci semplici, e il secondo
dalle asole, a formare quindi due nodi speculari e indissolvibili da
quelle forze oscure che slacciano usualmente i lacci delle nostre amate
scarpucce.
Ecco svelato il segreto: sinistro sopra il destro, destro sopra il
sinistro, anche con le spighette, e la vita vi sorriderà. Basta poco, in
fondo!

P.S.ore 20.00: indispensabile rifornimento cocacola in vista del turno CTD
22.00-02.00 local time.
P.P.S.: per il mio amato pubblico di gentili lettori, durante la crociera
ho accesso SOLO al seguente indirizzo email:
########@fs-meteor.de
per cui chi volesse scrivermi, lo faccia pure. Non vedrò l'ora di leggervi
(per cortesia, NO allegati, solo dolci paroline. gracias!).

23 gennaio 2011

giorno 02 - L'imbarco.

Pranzo:11.15-12, cena 17.15-18. e quando la colazione, direte voi, alle
05.15? No, alle 07.15, il che non torna, ma non ci si può certo mettere a
discutere con il capitano di una nave tedesca. Per lo più se te lo dicono
i tuoi colleghi olandesi: "Eh, sì, qui non sanno proprio improvvisare, se
giusto le cose vanno un attimo diversamente da quanto aspettato..apriti
cielo!". Il che, detto da uno di Texel, non fa ben sperare sull'elasticità
dei suddetti germanici.
In ogni caso la mia cabina ha due oblò sul porto color miele di La
Valletta, sul mare color blu del Mediterraneo che ci circonda, sul sole
color luce che ha brillato tutt'oggi. Ora Orione è altissimo come non
ricordavo potesse essere a gennaio, e io, che son qui cotta, un po' dal
sole, un po' dalle novità, cerco di mantenere ancora un po' i contatti con
questo mondo che domani si allontanerà piano piano all'orizzonte, per poi
sparire. Buonanotte, civiltà.

07 settembre 2010

"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria"


Giorni fa ho lasciato l'Isola, per fare un po' di chilometri insieme alla mia Casa.
Attualmente, infatti, Casa è una barca a vela disalberata nel cuore della Francia, che per via fluviale sta cercando di raggiungere l'Isola, in barba ai monti che ci son di mezzo.
Bizzarrie che accadono.
Un andare lento e misurato, interrotto solo dai vortici e dislivelli delle chiuse. Chiuse chiuse, poi aperte, e poi chiuse di nuovo, per vincere, chiusa dopo chiusa, quella gravità che ti è contro.
Ed è così che si scopre che la modernissima strumentazione di bordo ha una pecca: non dà l'altitudine. Non è semplicemente previsto che una barca come quella valichi colline e pendii per arrivare a un mare altrove, che non è il suo.
Come detto, però, le bizzarrie accadono. Eccome.
E allora la navigazione di fiume, per questo verso, è navigazione controcorrente. Più che una meta, una direzione, ostinata e contraria.

www.sy-polaris.it