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29 aprile 2021

L'ho fatto.

E così, una domenica mattina di un mese fa esatto esatto, dopo tanto pensarci, finalmente, l'ho fatto. 

6,8 gradi l'acqua, qualcuno di più nell'aria limpida, mi sono tuffata nel Lemano e ho fatto le mie uniche 10 bracciate a rana della stagione invernale 2020/2021. Una stagione di piscine chiuse, e non solo quelle. Forse uno dei periodi più lunghi in cui non ho sguazzato da nessuna parte. A pensarci bene, perfino nei grigi mesi che ho passato nel tristo studentato di Liegi nel lontano 2007 ero riuscita a trovarmi una piscina dove contare le vasche, dove lasciarmi portare. Quest'inverno è stato speciale anche in quello.

Ma le mie 10 bracciate valgono per cento, nell'aria cristallina di un'ora di sole e solitudine rubata. Cento, mille, come gli aghi di freddo sulla pelle.

Se troverò un'altra ora, lo rifarò, ora che so che si può, che posso farlo, anche nella stagione sbagliata. Altrimenti aspetterò quella giusta. Dopotutto, non può essere così lontana.

25 gennaio 2017

La lunga filastrocca invernale della disoccupazione

Lago di ghiaccio, lago d'argento
Monti baciati da neve e da vento
Nuvole d'oro al tramonto del sole
Cieli dipinti di rose e di viole

Lago di neve, lago d'inverno
Onde appuntite, fermate in eterno
O almeno fin quando sarà sotto zero 
Freddo tagliente che ghiaccia il pensiero.

Chiudo finestre, il freddo è fuori
Insieme al vento, la neve, i dolori
Dentro è calduccio, si bevon tisane
Si balla la musica, si mangia del pane.

C'è chi comincia a camminare,
Chi cerca un modo di lavorare
Chi di lavorar per oggi ha finito
Ma è il suo mestiere, in fondo è un marito.

Lago di ghiaccio, lago di argento
In questo gelo tu sembri contento
Splendi, rifulgi di luce dorata
Ogni fiocco di neve è cipria di fata

Io guardo fuori e gioisco con te
Mi sento a casa anche senza il bidet
Devo soltanto trovare che fare
Ora che vivo a miglia dal mare

Gli annunci ricercano sol l'eccellente
Io sono brava, ma in tutto e in niente
Qui mi ritrovo senza contatti
Senza conoscere, soltanto i fatti

Ed in Elvezia, in Olanda, in Italia
Non è il curriculum che ammalia,
Non è la lettera di motivazioni
A crederlo sono soltanto i coglioni.

Vedremo se Inverno porterà novità
Se il vento di bise le idee chiarirà
Se una startup, un'azienda o un negozio
Mi impedirà di cadere nell'ozio.

Che sia forse meglio sedersi un istante
Sceglier che fare, una cosa fra tante:
Che sia fermarsi a raccogliere un fiore?
Sì, ma col titolo di gran dottore.

Ma per il fiore è troppo presto,
Può esser questo un buon pretesto:
In questo inverno col lago che ghiaccia
Trovare un lavoro che mi piaccia.

Per ora fa freddo, il lago è bianco
E allora son qui china sul banco
Tra annunci, civvì, e pugni sui denti
A mimetizzarmi tra gli studenti.

Ma il tempo è scaduto! devo scappare
L'erede al nido a prelevare.
Quest'ora è l'impiego delle mie ore
Difficile averne uno migliore,

Vedremo se il prossimo regge il confronto
ricerca sul mondo, o far di conto?
Vedremo se il prossimo regge il duello
che crescere insieme è proprio bello.

20 agosto 2015

Due o tre cose che mi hanno raccontato della Svezia

In questi tempi d'estate e di ferie, amici da tutto il mondo piovono sull'Isola, chi per omaggiare la pancia che cresce, chi per spezzare un viaggio altrimenti troppo lungo, chi per curiosare sull'Isola, e magari trovarci un tesoro.

B&L, Italiani espatriati nel nord della Svezia, sono passati di qui in piena migrazione agostana di rientro in patria.
Così mi sono fatta raccontare un pochino di questa Svezia, in cui non sono mai stata, ma i cui paesaggi di ghiaccio, i boschi, le aurore boreali, e il buio croccante d'Inverno, devo dire, mi affascinano, nonostante a volte io viva già troppo a Nord per i miei gusti.

Dunque, paesaggi invernali eterei e silenzi innevati: confermato.
Freddo di un freddo che non ci si immagina: confermato.
Aurore boreali viste dalla finestra di casa: confermato.

Però.
In Svezia adorano una torta salata, la Smörgåstårta, ornata di gamberetti, che contiene tutto. E quando si dice tutto, è proprio TUTTO, a quanto pare.
Gli Svedesi, poi, annuiscono con un fischio aspirato. Il che perplime parecchio: se l'aria da aspirare è a venti gradi sotto zero, meglio dire di no.
Inoltre, sono ghiotti di mayonese all'aglio (cosa che li accomuna non poco con gli Olandesi), e la mettono ovunque.
A Natale fanno i biscotti con lo zafferano, perché le altre spezie da biscotti le usano tutto il resto dell'anno.
Si nutrono prevalentemente di pane secco, tipo cracker, e il pane fresco è una rarità.
Considerando quel che si paga e quel che si mangia, andare al ristorante in Svezia è una mezza tragedia, sempre (e anche qui vedo dei vertiginosi punti di incontro con l'Olanda).
Uno dei motivi di questa mezza tragedia, è l'esistenza della pizza con pomodoro, mozzarella, BANANE e CURRY.
Ecco io, dopo questa, mi fermerei a riflettere un poco, così, in silenzio, sulla tanto proclamata civiltà dei popoli nordici.

Poi però.
Ci hanno portato un miele, da lassù, così bianco e soffice da sembrare neve, e la neve vera, invece, a quanto pare, nel mezzo dell'inverno, è così leggera che si può, semplicemente, soffiare via, dalla strada, dall'auto, dal manto di un alce di passaggio.

Insomma, la voglia di camminare imbacuccata di lana tra abeti e betulle non me l'hanno fatta passare del tutto, nonostante la pizza banane e curry, anzi.
Mi è venuta una specie di curiosità, che magari quando ci vado, in Svezia, quasi quasi la provo.
Non mancherò di farvi sapere come va.

13 giugno 2013

Io e il Mar (RossoMarrone)

Sabato scorso, approfittando della pessima giornata (vedere foto qui a lato, ore 14 circa, per la cronaca), si è deciso: è proprio arrivato il momento del primo bagno nel Mare del Nord!
E così, l'audace gruppetto di oceanografi, armato di tanta, tanta buona volontà, ma soprattutto, io, armata della nuova mutina smanicata da nuoto 3mm appena acquistata, nonché di maglia copri muta in neoprene a manica lunga, ha effettuato il primo tuffo della stagione.
Praticamente, è stato come andare a sciare, visti i tempi di vestizione e svestizione, se poi si guarda la temperatura, le codizioni atmosferiche, e il vento affrontati, pure.
Per di più, il mare era un brodo (freddo però, una specie di gazpacho?) di alghette rossomarroni, costantemente frustate dai tentacoli di grandi meduse trasparenti, eleganti, leggere.

A dirla così, non pare un gran sabato, invece, assicuro, è stato divertentissimo. E bello.
Che dire, a volte, il freddo, le onde che si rompono nel vento, l'acqua brulicante di vita marroncina e argentea proprio  non bastano a rovinare il fatto di essere tu sola, corpicino piccolo, puntolino di neoprene, a sguazzare in questo Mare grande, che abbraccia l'Isola, e con lei il Mondo intero.

10 giugno 2013

Dieci Giugno

Per dovere d'archivio, registro su questi pixel il primo giorno in cui mi avventuro ad allenarmi nella piscina "estiva" dell'Isola, ovvero, nella piscina all'aperto.
Con gran ritardo rispetto agli anni precedenti, quel giorno è oggi, il dieci giugno.
Di seguito, l'odierna evoluzione della temperatura sull'Isola:


Mi son trovata in acqua dalle 18.30 alle 19.15 circa, calcolate voi l'ammontare di freddo.
Quest'anno, però, non mi son fatta cogliere impreparata. L'allenamento in piscina, da oggi in poi, si fa a qualsiasi temperatura (o quasi).
Grazie alla mutina da nuotatrice provetta che mi son rimediata, non temo infatti più nulla (a parte i gelidi spogliatoi en plein air): basta solo sguazzare gioiosamente in piscina, e poi pedalare velocissima a casa,  per non farsi raggiungere dal vento, e dalla sera.
Tra l'altro, qualcuno ha idea di dove diavolo possa fissare quel laccio lunghissimo per chiudere la zip sulla schiena, che mentre nuoti a rana ti si attorciglia sinuoso sul braccio, come misurata e scura biscia di piscina?


17 maggio 2013

Di tramonti e fiori tardivi.


E' Primavera, quasi Estate, ormai, sull'Isola, eppure non pare.
Pioggia battente, vento tagliente, grigio, freddo. Giacca invernale ancora addosso, guanti in tasca, che non si sa mai.
Unici indizi dell'aver passato Gennaio son la luce, che ci fa cenare alle dieci, e i fiori, dietro casa, che, finalmente, hanno deciso di invadere i prati.

Così, dopo cena, si prende la bici, e in un attimo si è dentro l'Olanda che tutti voi, mie cari lettori, avete sempre segretamente voluto vedere su un blog di chi, come me, tiene un diario olandese.
Eccola, è nordica, tragica, bellissima. 
Fatene buon uso, perché rara e preziosa come le giornate di Sole, quest'anno.

Convergenze.
Fiori.
Fine dei fiori.
Un lago, una casa.
Un tramonto, una baia.


23 marzo 2013

Caffè freddo?

Caffè freddo?
Sembra.
Invece, dato che siamo in Olanda, ed è sì Marzo, sì Primavera, sì fiorellini qui è lì, ma intanto son zero gradi, fuori in giardino, questa è semplicemente birra scura.
'sai scura.


12 febbraio 2013

Sopravvissuti

Oggi ho saltato da una piattaforma alta 7 metri in un Mare del Nord a 3 gradi. 
"Once in a life time", mi ha detto l'istruttore prima che mi lasciassi cadere. 
"I hope so", e ho fatto il passo.
Avevo una muta stagna, sì, ma senza guanti né cappuccio.
Le mani smettono di avere sensibilità in circa 15 secondi, forse è la cosa più impressionante di tutte.
Nonostante questo, ho nuotato e galleggiato 50 metri, fino ad una scaletta incrostata di mare, e mi son tirata su, non so con che forza, non so con che presa.

me medesima, muta nella mia muta (small)

Me la devo ricordare, questa mia piccola impresa, quando dico che non ce la faccio: sia questione di sopravvivenza, o di piccoli, minuscoli, drammi quotidiani, ora so che ce la farò.

Tornando a casa poi, tra l'arancio e il rosa del tramonto, e il verde della diga, e il bianco delle chiazze di neve, eccoli, i veri sopravvissuti.
Un piccolo ciuffo d'erba di una sfumatura più scura, pennellato sulle punte da dei boccioli chiari, pronti a lasciarsi invadere di Sole.

Sia questione di sopravvivenza, o di come passare anche quest'Inverno che va e viene, che soffia e scalcia, che gela: ora so che ce la farò.


17 gennaio 2013

Cicloappunto serale

Ieri sera, me ne tornavo in bici da cucito. 
C'era la Luna affilata, e meno quattro gradi.

Appunto: pedalare più veloce, pur facendoti sudare copiosamente sotto i numerosi strati tecnici che ti ricoprono, non aiuta, ahimè, con il disgelo in corsa di mani e piedi.
D'altra parte, diminuisce i secondi tra te, fuori, al buio, tra l'erba croccante di gelo, e te, dentro, sotto una doccia calda, a cantare Marco Ferradini.

Quindi, tutto sommato, è meglio non perder tempo, e pedalare.

07 maggio 2012

Teoria d'Estate

Lo so, lo so che è ancora inizio Maggio, ma qui il comune dell'Isola ha deciso che sì, dal Primo Maggio ci si può approssimativamente considerare in Estate, o almeno nella parte dell'anno che va sotto il nome di "bella stagione", e sì, l'audace sportivo insulare è pronto per passare dalla piscina coperta, ora dominio esclusivo e privilegiato del turista profumatamente pagante, a quella all'aperto.
Chi, io? No no no, non sono pronta, mi aggiro ancora con sciarpa e cappello di lana, e se me li fossi ricordati, avrei pure i guanti...non è possibile che io nuoti all'aperto!

Ma sulla sentenza del comune non si discute.

Così, oggi, 7 Maggio 2012, ho inaugurato la mia personale stagione estiva di allenamenti in piscina outdoor.

Temperatura dell'aria: 11 gradi Celsius.
Temperatura dell'acqua: 25 gradi Celsius. 
Vento: 4 Bft, 23 km/h.
Risultato: freddo.

Morale: la mia teoria d'Estate è diversa, e migliore, di quella che hanno i messi comunali quassù.

Ed ora vado a prepararmi la borsa dell'acqua calda, tanto per inaugurare quest'anticipo d'Estate.
Salute!


 

06 febbraio 2012

Una delle più belle cose d'Olanda

Post fotografico questo, perché non può davvero essere altrimenti.

Questo pomeriggio ho lasciato l'ufficio presto e l'Isola, l'Olanda, invece, mi ha lasciato senza fiato, e non per il freddo pungente, per il cielo azzurrissimo e per il Sole che picchiava nonostante la stagione.

Con un paio di pattini ai piedi, una lingua di ghiaccio mi ha portato tra le dune, dietro la spiaggia dell'Isola. Ed era semplicemente bellissimo, come solo la neve e il ghiaccio sanno dipingere il mondo.

Vorrei essere in grado di ricrearlo per voi a parole, il rumore di questo ghiaccio così scuro, a tratti, che sembra nascondere un abisso. Un abisso centimetrico è certo inoffensivo, ma la sensazione è quella di volare sull'acqua, di scivolarci sopra, e di suonare con le lame questa superficie come fosse uno strumento a percussione.
Rumore del ghiaccio quindi, delle lame, qualche oca scura a sorprendersi del tuo passaggio, la luce rosa di un tramonto lunghissimo, e lo scintillio di una giornata serena come sa esserlo solo qui. 
E' stato un bel pomeriggio, bisogna pur ammetterlo.


 




01 febbraio 2012

Buon Anno!

Buon inizio 2012 a tutti, signore e signori. 
Con un mesetto di ritardo, ma ce l'ho fatta anche io a riprendere (quasi) tutte le fila della mia vita olandese.
Un mese di ritardo, sì, ma son giustificata!
Aspettavo, per un buon post inaugural-celebrativo, una sera d'inverno. Non potevo scrivere di buoni propositi, di futuri, senza il rumore del vento, il freddo cristallo che  ti ghiaccia la punta del naso. Non potevo proprio scrivere nulla senza aver prima pedalato nella neve croccante, quella che fa quel rumore, sotto le ruote, quel rumore che è come il rumore del silenzio, di un'isola tutta raccolta intorno alle luci calde dei salotti, al di là del vetro. 
Un'isola sulla quale hai la netta sensazione che tu sia l'unico essere ciclante ad andarsene a zonzo, ed è buio, e c'è il vento, e alla fine te lo chiedi pure tu perché mai tu sia da questa parte, di quei vetri.
Ieri è  stato tutto questo.
Quindi oggi, che son dalla parte giusta, da quella calda, posso finalmente inaugurare il mio personale anno bloggeristico: via!
Stagione strana nel suo complesso, in ogni caso, questa: a dicembre me ne sono migrata a Sud, in un altro Stato, ed è stato l'estate che non è stata. 
Poi il ritorno in Patria, senza neve, dove il Natale era l'unica traccia d'Inverno. Qui in Isola, fino a ieri, era così caldo che la mia salvia e il mio prezzemolo, che usualmente razzolano all'aperto davanti alla porta, ancora avevano foglie rigogliose e non accennavano a nessun letargo stagionale.
Insomma, questo gelo stordisce, ma rincuora.
Magari metterà in ordine le troppe idee che si son accumulate  fino ad ora: una Cuba che è ormai distante, ma che non dimentico, viaggi, persone nuove, vecchi amici e colleghi ipotetici, mari blu a sovrapporsi a sciate  sulla neve finta e sull'asfalto. 
Finalmente è arrivato il tempo di poltrona e coperta, per far sedimentare il caos, per raccogliere storie e per raccontarle.

Proposito uno, quindi, per quest'anno ancora giovanissimo: scrivere di più, scrivere meglio. Stavolta gli altri li mantengo in forma privata, che a non tutti interessano le mie personali paturnie. 
A tutti auguro invece un buonissimo anno bisestile, gentile pubblico, che poi, gli auguri di buon anno fatti il primo di Febbraio son più preziosi, e chissà, magari valgono di più.