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23 novembre 2017

Celebrazioni d'Autunno.

Da quando abbiamo lasciato il mare per il lago, abbiamo perso il sale, ma abbiamo guadagnato in sassi.
E in monti, e in colline, e in Natura che fa il suo corso, in passi che chiudono per neve, in boschi non pettinati a strisce dagli agronomi.
In lamponi tra i cespugli, in muschio sulla roccia.

È incredibile quanto ti possano mancare i sassi. Non lo si può immaginare fino a quando non si lascia l'Isola sabbiosa, e, più in generale, l'Olanda, e si torna a vivere su un suolo vero, non strappato al mare, non pianificato dagli ingegneri.

Così, per festeggiare questa corona di monti che ci circonda, e l'Autunno che dove ci sono gli alberi è semplicemente bellissimo, siamo stati in gita all'Arboretum di Aubonne, luogo spettacolare in tutte le stagioni, ma in questa, se si può, di più.
Consigliato a tutti, grandi e piccini, mini-bici-muniti o appiedati.
Perché non è mai troppo tardi per scoprire una nuova sfumatura di rosso corteccia, verde foglia, o argento stagno.

Orlo di stagno

Mini-cicloturista.

L'importanza delle basi. Di lì, poi, si può andare lontano.

Altro orlo di stagno.

13 ottobre 2016

Un arbre, un enfant.

Anche se T. non è nato qui in Svizzera, il Comune di Losanna non fa discriminazioni, e ci ha invitato, un po' di giorni fa, a partecipare alla simpatica iniziativa "Un arbre, un enfant".
Per ogni nato nel 2015 e attualmente residente nel Comune, sabato scorso si è piantata una piccola, minuscola, quercia. 

La nostra quercina.
Ogni coppia di genitori, provvista di zappa, piantina, e martellone, ha potuto piantare la sua, in un viavai e zappettio di orgogliosissimi mamme e papà, e di fratellini e sorelline vocianti (e anch'essi, immagino, albero-muniti, seppur in appezzamenti relativi ad altri anni di nascita).
A seguire, degustazione di vini prodotti nei vitigni del Comune nel 2015, formaggi, frutta e caffè.

Risultato: si è passata una bella giornata in campagna, si è scoperto che per poter raccogliere funghi non serve la licenza (ma attenzione, la normativa varia da cantone a cantone, quindi, occhio!), si è ovviamente incontrato qualche amico con rampollo del 2015 al seguito. Integrazione Svizzera - Olanda: 1-0.

L'aver piantato un albero, han tenuto a dirci, è un gesto simbolico. Non tutti gli alberi sopravviveranno all'inverno, e, nonostante le recinzioni, qualche cerbiatto entrerà, e non saprà resistere a questi teneri germogli di quercia. Inoltre, col passare del tempo, gli alberelli più esili e meno promettenti saranno tagliati, per lasciare spazio, luce e terreno a quelli che han già fatto un po' più di strada. 
Non si tragga alcuna metafora, dunque, tra l'arbre e l'enfant, ma l'aver contribuito a un bosco, in ogni caso,  riempie i polmoni di aria buona, e di futuro.

Sia mai che però un giorno vorremo controllare proprio la nostra quercina, eccola georeferenziata.   

24 marzo 2016

Ogni mattina, di Primavera.

Ogni mattina, apro le imposte verdazzurre della cucina. Le apro sulla siepe, sul vialetto, e la cucina si inonda in un attimo di luce, gialla, di sole, azzurra, di cielo. T. guarda la finestra, le sue sottili fessure di luce, che d'un tratto si trasformano in foglie, nuvole, rumori di strada, mondo. 
Sorride stupito, ogni mattina.

E ogni mattina di questa Primavera, per un attimo, ci sembra che nevichi.
Invece è l'albero dei vicini, nuvola di fiorellini bianchi, che si scrolla di dosso la notte, che soffia petali bianchi, fiocchi di Primavera, davanti alla nostra finestra.
Vanno a punteggiare il marciapiede e la strada, a farli più belli, sfumati di bianco, di rosa e di buon umore, per i passanti.




24 dicembre 2015

Auguri!

Dopo un anno così denso di tutto, viaggi, città d'oltremare, oceani così grandi da cullare me e chi mi stava nella pancia, mari così azzurri da dipingere, cambiamenti, alcuni inizi, alcune fini, giornate lunghissime d'attesa, e piene zeppe di cose da fare, attenzioni date, ricevute, un anno lungo, insomma, è venuto finalmente il tempo di sedersi, con un po' di torrone in mano, provvidenzialmente spedito e arrivato fin quassù, a godersi il Natale e le feste limitrofe sull'Isola, nella pigrizia di stare a casa solo noi, noi tre, e nella frenesia di quest'aria di partenza che già si respira.
Ma questa è un'altra storia, e per ora, è solo Natale, che per fortuna, nonostante manchino neve, freddo, e pure la brina a ricamare gli alberi, ha saputo arrivare anche qui, con il suo albero, e i suoi doni.
Ed ora a voi risolvere il quesito: ma quassù, nella nostra minuscola capanna dietro la diga, abbiamo un albero piccolissimo, oppure Babbo Natale ci ha portato dei regali davvero giganti? 
In ogni caso, Auguri a tutti!



20 agosto 2015

Due o tre cose che mi hanno raccontato della Svezia

In questi tempi d'estate e di ferie, amici da tutto il mondo piovono sull'Isola, chi per omaggiare la pancia che cresce, chi per spezzare un viaggio altrimenti troppo lungo, chi per curiosare sull'Isola, e magari trovarci un tesoro.

B&L, Italiani espatriati nel nord della Svezia, sono passati di qui in piena migrazione agostana di rientro in patria.
Così mi sono fatta raccontare un pochino di questa Svezia, in cui non sono mai stata, ma i cui paesaggi di ghiaccio, i boschi, le aurore boreali, e il buio croccante d'Inverno, devo dire, mi affascinano, nonostante a volte io viva già troppo a Nord per i miei gusti.

Dunque, paesaggi invernali eterei e silenzi innevati: confermato.
Freddo di un freddo che non ci si immagina: confermato.
Aurore boreali viste dalla finestra di casa: confermato.

Però.
In Svezia adorano una torta salata, la Smörgåstårta, ornata di gamberetti, che contiene tutto. E quando si dice tutto, è proprio TUTTO, a quanto pare.
Gli Svedesi, poi, annuiscono con un fischio aspirato. Il che perplime parecchio: se l'aria da aspirare è a venti gradi sotto zero, meglio dire di no.
Inoltre, sono ghiotti di mayonese all'aglio (cosa che li accomuna non poco con gli Olandesi), e la mettono ovunque.
A Natale fanno i biscotti con lo zafferano, perché le altre spezie da biscotti le usano tutto il resto dell'anno.
Si nutrono prevalentemente di pane secco, tipo cracker, e il pane fresco è una rarità.
Considerando quel che si paga e quel che si mangia, andare al ristorante in Svezia è una mezza tragedia, sempre (e anche qui vedo dei vertiginosi punti di incontro con l'Olanda).
Uno dei motivi di questa mezza tragedia, è l'esistenza della pizza con pomodoro, mozzarella, BANANE e CURRY.
Ecco io, dopo questa, mi fermerei a riflettere un poco, così, in silenzio, sulla tanto proclamata civiltà dei popoli nordici.

Poi però.
Ci hanno portato un miele, da lassù, così bianco e soffice da sembrare neve, e la neve vera, invece, a quanto pare, nel mezzo dell'inverno, è così leggera che si può, semplicemente, soffiare via, dalla strada, dall'auto, dal manto di un alce di passaggio.

Insomma, la voglia di camminare imbacuccata di lana tra abeti e betulle non me l'hanno fatta passare del tutto, nonostante la pizza banane e curry, anzi.
Mi è venuta una specie di curiosità, che magari quando ci vado, in Svezia, quasi quasi la provo.
Non mancherò di farvi sapere come va.

24 settembre 2012

La piccola impresa di Settembre.

Ce l'ho fatta! Ho compiuto l'impresa di Settembre!
Circa 110 chilometri pedalati tutti in un giorno, su bici abbagagliata, in compagnia del possente Subirotamic.

Ancora in Olanda, ma il bicicartello già annuncia l'Inghilterra.
I chilometri in questione son quelli che separano il porto di Harwich dalla città di Cambridge, ma questi son solo dettagli.
La cosa più importante è stata la strada sottile, che ci ha portato, dopo una notte in traghetto, chilometro dopo chilometro, anzi, miglio dopo miglio, dalla nebbia mattiniera e surreale della marina alla campagna dolce, alle colline, alla pianura, alla città, procedendo decisi verso ovest.

In ferry, bici pronte ad attraversare la Manica.
Una giornata d'Estate inaspettata, in Inghilterra, un cielo blu senza nuvole, gli alberi disordinati che tanto ci mancano qui in Olanda ad offrirci un po' d'ombra, le sudate salite, e agognate discese, anche loro ormai rare nei nostri recenti orizzonti allargati e totali.

Una fatica condivisa, una bella soddisfazione.

Da sinistra a destra: l'autunno, la mia bici, me, Subirotamic, il Churchill College e la bici di Subirotamic.
All'impresa di Settembre son seguite due settimane di scuola estiva, impresa quest'ultima di tutt'altro stampo e, peraltro, altrettanto totalizzante.
Alla scuola, son sopravvissuta a stento, sto ancora cercando di raccogliere pezzettini di me, che ho lasciato in giro, tra l'Italia, l'Olanda, l'espatrio, nuove conoscenze sparse per il Mondo, compagni di viaggio, e il lavoro.
Ma l'impresa di Settembre di cui vi volevo render parte è la pedalata, non la scuola, e a quella son sopravvissuta alla grande.
Il trucco? 
Essere in due, mai smettere di pedalare, e ricordarsi a vicenda, a intervalli regolari di tempo e di spazio, di tenere, controvoglia, la sinistra.