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23 novembre 2017

Celebrazioni d'Autunno.

Da quando abbiamo lasciato il mare per il lago, abbiamo perso il sale, ma abbiamo guadagnato in sassi.
E in monti, e in colline, e in Natura che fa il suo corso, in passi che chiudono per neve, in boschi non pettinati a strisce dagli agronomi.
In lamponi tra i cespugli, in muschio sulla roccia.

È incredibile quanto ti possano mancare i sassi. Non lo si può immaginare fino a quando non si lascia l'Isola sabbiosa, e, più in generale, l'Olanda, e si torna a vivere su un suolo vero, non strappato al mare, non pianificato dagli ingegneri.

Così, per festeggiare questa corona di monti che ci circonda, e l'Autunno che dove ci sono gli alberi è semplicemente bellissimo, siamo stati in gita all'Arboretum di Aubonne, luogo spettacolare in tutte le stagioni, ma in questa, se si può, di più.
Consigliato a tutti, grandi e piccini, mini-bici-muniti o appiedati.
Perché non è mai troppo tardi per scoprire una nuova sfumatura di rosso corteccia, verde foglia, o argento stagno.

Orlo di stagno

Mini-cicloturista.

L'importanza delle basi. Di lì, poi, si può andare lontano.

Altro orlo di stagno.

05 luglio 2017

Memorandum economico dell'abitante di confine

Da bravi svizzeri del Vaud sud occidentale quali cerchiamo di essere, siamo già stati un paio di volte a fare la nostra spesa nella "Francia vicina", come si dice qui. Pupo appresso, spesso la cosa si traduce in una gita di mezza giornata o più, con tutti i pro e i contro di una gita di mezza giornata o più con un neanche duenne.
Di qui, la domanda: ma a conti fatti, ne vale davvero a pena?
Risposta concisa, per una me futura e pigra, e per il lettore interessato: sì.
Risposta articolata di conti fatti: sì, anche se non si è consumatori di carne (cosa che in Francia costa davvero meno che qui). 
Nel dettaglio, l'ultima volta le nostre spese si articolavano in un carrello pieno di spesa di generi alimentari non freschi, e un carrellino misura bimbo pieno di alcolici (vini e liquori entro il limite imposto dalla dogana e entro il limite di manovrabilità del neanche duenne, assistito), del valore totale di 267.19 euro, a cui si devono sommare circa 20 euro di benzina (ché la benzina era ancora quella fatta in Italia in Maggio, quindi era già in euro), e 20 euro di crepes mangiate a pranzo nella graziosa cittadina di Pontarlier, per un totale di 307.19 euro, equivalenti a 333.58 franchi svizzeri, per spesona, viaggio e pranzo al ristorante.
Un carrello della spesa equivalente in tutto e per tutto a quello da noi acquistato (grazie, cataloghi dei supermercati online!) qui a Losanna ci sarebbe costato 490.40 franchi, senza gita e senza pranzo.

Direi che ne vale la pena, futura me titubante, e lettore incerto, che non ti sai decidere a varcar la frontiera.

In più, durante il viaggio di ritorno, reso panoramico per favorire la siesta di chi doveva fare la siesta, abbiamo pure adocchiato questo posto, felice meta della gita domenicale successiva, e, così a spanne, di molte altre future.
E trovare un laghetto dalle acque caraibiche, corredato da spiaggia, prati, paperette e parco giochi, non troppo affollato neanche in una domenica di giugno, e a meno di un'oretta di auto da casa, beh, questo non ha proprio prezzo, né in euro, né in franchi.
Buona estate a tutti!

Lac de Remoray, foto presa dal sito ufficiale del turismo della zona. Quando ci siamo stati noi era più blu, tutto.

30 marzo 2016

Composizione.

Composizione di foresta e tulipani, per armadio svizzero:


Questo per dire che più o meno qui si è finito di traslocare, si è ricominciato a dormire (grazie principalmente a questo libro che, se anche poi l'autore ha ritrattato alcuni punti, se anche magari bisogna prenderlo con le pinze, se anche si può dire tutto e il contrario di tutto, se anche, il fatto è che con T. ha funzionato dal primo giorno, e siamo tutti più contenti, lui e noi), si stanno concludendo le ultime pratiche burocratiche (era ora, dopo due mesi!), e insomma, qui si è, a tutti gli effetti, arrivati.
Così arrivati che nel week end pasquale, oltre alle canoniche pulizie, e alla canonica gita fuori porta all'Isola-ora-non-isola di Ogoz, si ha pure avuto tempo di attaccare foto, in giro per gli armadi e per le pareti. 
Foto di mare, ovviamente, che qui manca il suo sapore salato, e foto di Venezia, che T. non c'è mai stato, e deve abituarsi a una certa idea di bellezza.
Foto di viaggi, perché fra poco si dovrà ripartire, in tre, e sarà tutto diverso.
Foto di pance, perché c'è stato anche un prima, foto di nuvole, per sognare forme volanti, e foto di sogni, per conciliare la nanna.
 
E foto dell'Isola, di sabbia, di schiuma di onde, di foresta e di tulipani, perché è da lì che siamo partiti, e lì abbiamo lasciato il vento forte, la pioggia, la solitudine e il vuoto, ma tutte le cose belle, le abbiamo portate con noi.