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20 agosto 2019

Microrecensione #161: "La vera storia del pirata Long John Silver" di B. Larsson

27/06/2019 - 07/07/2019 "La vera storia del pirata Long John Silver" di B. Larsson.
Credevo, forse ci speravo, ecco, che la mia bimba nascesse mentre leggevo questo libro: un po' per la data di scadenza, che era in giugno, in teoria, un po' per tutto il mare e l'avventura che ci ho trovato dentro. 
Un libro consigliatomi dalla mia mamma, e in effetti da leggere obbligatoriamente se si è rimasti affascinati dall'Isola del Tesoro, se si leggono volentieri le storie di protagonisti complicati, costruiti con cura, solitari, difficili, marinai, se si vuole leggere di pirati, di storie raccontate nelle bettole dei porti inglesi, di un po' di Storia, d'amore, di vita e di morte tra le onde indifferenti.

Invece no, lei, la bimba, ha aspettato che il caldo passasse, e io ho finito il libro con i piedi nell'acqua della piscina, aspettando pure io che il gran caldo passasse, rifinendo le sue manine, i suoi piedini, il suo nasino tondo, e godendomi senza interruzioni le avventure di Long John.

Larsson si è dato un compito davvero arduo, a completare quelle pagine che Stevenson aveva lasciate bianche e a rispondere alle domande che tutti ci siamo fatti quando abbiamo visto il buon vecchio Long John sparire. Credo ne sia stato all'altezza: ha dipinto Silver come un uomo così straordinario da risultare in ultima analisi perfettamente realistico, e mi ha assolutamente convinto che sì, è andata proprio così e in nessun altro modo. Sembra quasi sia riuscito in qualche strano modo a farsi raccontare la storia direttamente da Stevenson, lui che il suo personaggio lo conosceva bene, e a scriverla, a distanza di più di 100 anni, per noi, e per me, che con i piedi a mollo e una pancia smisurata, ho sognato il Caribe e una traversata atlantica a bordo di un vascello pirata. 

 

06 febbraio 2019

Microrecensione #151: "L'Isola del Tesoro" di R. L. Stevenson

21/11/2018 - 12/12/2018 "L'Isola del Tesoro" di R. L. Stevenson. 
Finalmente ho colmato questa lacuna!
Pirati misteriosi, armatori speranzosi e ingenui, tesori, mappe, rotte oceaniche e ammutinamenti, avventure nella giungla, negoziazioni a filo di spada, lotte all'ultima lama su ponti inclinati di navi spiaggiate in paradisi tropicali. Cosa chiedere di più da un libro? 
Pensare poi che questo libro ha ben più di 100 anni è davvero bellissimo (è del 1883). In 100 anni, le esigenze dei lettori, o almeno, di alcuni lettori a me simili, non sono cambiate di una virgola. Quando diciamo che questa o quella nuova tecnologia sta rivoluzionando la lettura, o addirittura l'annienta, e che i lettori non sono più come quelli di una volta, o altre scempiate simili, ecco un bell'esempio di come l'animo umano, in fondo, nonostante gli schermi che può avere davanti, non cambi poi di molto, e che da Ulisse in poi, una bella avventura di mare non la disdegni nessuno. Sono sicura che anche T., non appena potrà leggere Stevenson, non ne rimarrà deluso.

04 maggio 2010

Koninginnedag, e altri colori


"RossoAranciatoGialloVerdeAzzurroIndacoVioletto"
Così me li hanno insegnati e così ricordo i sette colori dell'Arcobaleno. Più l'oro della pentola che ai suoi piedi a volte riusciamo a trovare. Così, alla fine, abbiamo tutto.
Cominciamo dal Rosso.
Di questa stagione l'Olanda non è solo punteggiata di bianco, come il manto degli agnelli che popolano i prati. Da un po' di settimane a questa parte l'Olanda è spennellata di fiori.
Righe orizzontali, precise, senza sfumature, come i contorni di questo Paese.
File di fiori fantasticamente freschi, fingono felicità fremendo per un futuro sì frettoloso, ma fulgido. Fiori fieri di formare una frangia fitta fatalmente flettono sotto un flebile filo di vento. Fragile.
Aranciato è il colore nazionale, il colore della Regina, della festa che si celebra per il suo compleanno. Il 30 aprile tutto si tinge di arancio: parrucche, boa di piume di struzzo, trombe, trombette, maglie, magliette, corone, stellette, barche e barchette.
I canali, insieme ai treni e a tutte le strade, riversano una folla arancione nelle vie di città arancioni. Un'immensa, chiassosa, dis-organizzazione arancione investe il Paese, ancora stordito dall'Inverno appena passsato. Inaspettato!
Giallo. E' e rimarrà sempre il colore del Sole, che in questi giorni si è fatto vedere. Anche se adesso indugia sotto una spessa coltre di nuvole scure, ora so che può baciare anche la rospa Olanda, trasformandola così in uno splendido principe. Manca solo un po' di coraggio. Timido.
Verde. Nicola, il mio basilico, dovrebbe essere di questo tanto amato colore. Ma perchè si lascia tentare così tanto da un'orrenda sfumatura di marrone che sale dalle radici a soffocargli lo slancio? E questa lanugine muffita che ti ricopre gli steli? Questo bianchiccio soffice che ti ovatta? Come fare a debellarlo? Quanti misteri ancora riserva per me l'arcana Arte del Giardinaggio. Cercherò di salvare il salvabile, tra Nicola, la mia pianta Tasmana, e il mio desiderio agricolo di farcela, in qualche modo. Un verde speranzoso, dopo tutto.
Azzurro come il mare che circonda la mia Isola. Che riflette il cielo che la sovrasta. Che sfiora me, che ci sono sopra. Io non circondo, non sovrasto e non sfioro. Nessuno di questi verbi mi rappresenta, al momento. Al momento accolgo, analizzo, apprezzo, ammetto, assetto, aspetto, amo. Ammicco a un azzurro ampio, attendendo altri amici, e un amore antico. Più che altro presto e pretendo attenzione. Al momento, un azzurro accorto.
Indaco. Nessuno ha mai capito cosa diavolo fosse, esattamente, l'indaco. Una domanda come un'altra, come quella che mi ha posto oggi qualcuno: Ma si può sapere quale cazzo è lo scopo di questa cosa? Una bella domanda. Volgare certo, banale, dite? Non credo: presuppone conoscenza del passato, consapevolezza del presente e proiezione al futuro. Cerco di darmi delle risposte a questo tipo di domande, e non credo di essere la sola. Ma la risposta, per ora, è come l'Indaco. Sconosciuta.
Violetto. Come l'auto immaginaria di una donna che conosco. Con i pois gialli. L'auto, non la donna! Lei ha invece addosso un sorriso sincero. Era da un po' che non la vedevo così nuda, senza muri di circostanza eretti per scappare dagli altri e da se stessa, senza paura di ridere, e di baciare. Serena.
Oro. E' il pretesto per un'avventura su una nave di Pirati, per un duello all'ultimo sangue, per una partenza, per un ritorno, per un addio o per una stretta di mani.
E' un pretesto per fingere, e per cercare la verità. Per ammazzare e per costruire.
Perché no, l'oro è un pretesto anche per scrivere. O per pensare.
Dicono che vicino a una pentola piena d'oro cominci l'Arcobaleno. o finisca, di preciso, non si sa.
In ogni caso, io mi metterò a cercare i lingotti, sperando, un giorno, di trovarvi accanto anche gli altri colori.