02 marzo 2014

Microrecensione #73: "Splendore" di M. Mazzantini.

25/02/2014 - 01/03/2014 "Splendore" di M. Mazzantini. La Mazzantini, si sa, inanella drammi su drammi, tragedie piccole e grandi, pagina dopo pagina, e su questo nessuna sorpresa. Lo fa con molto garbo, però. Con la passione di un racconto coinvolgente, con il sangue e la carne della vita, e distilla, qui e lì, qualche goccia di leggerezza, di poesia, pennellate di colori e bellezza. Così la narrazione si confonde con le vicende narrate, fiume in piena di una storia che attraversa due vite sofferte, dalla giovinezza all'età matura, due vite in mezzo ad altre, sofferte anche quelle, due città, due visioni, un solo amore al maschile, altri al femminile, ma a far da contrappeso alla difficoltà e alla grevità di questi due percorsi,  non mancano i piccoli dettagli, i gesti, i momenti, che sanno trasformare la sofferenza di tutti i protagonisti in vite piene, punteggiate di momenti di puro, luminoso, splendore.

Diceva il Maestro:
"per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità"

C'è a chi bastano cinque righe, c'è a chi serve un libro intero: il concetto è quello, ma ad ogni modo, a me, il libro è piaciuto e l'ho letto in fretta, il che è sempre un buon segno.

28 febbraio 2014

Minuscoli drammi quotidiani/19: Il burrolio.

E' da poco finita, in uno dei supermercati neerlandesi, la settimana della cucina invernale italiana "Di mama" (e qui non commenterò sull'uso delle doppie, che questo non vuol essere un post pignoletto).
Chi fosse interessato a come viene rappresentata l'Italia nelle pubblicità olandesi, si guardi pure questa, agli altri basti sapere che uno è il principale sentimento che il nostro paese suscita: pura venerazione.
Almeno un po' d'orgoglio, su questo fronte, sia lecito.
Così, nella rivista del supermercato troviamo mille e una ricette "d'ispirazione italiana", vien da dire a me, per loro, invece, "italiane, ma proprio originali e autentiche": son le ricette del vero ragù alla bolognese (con i peperoni?), o del tiramisù (con la panna?), ma così è, e non ha senso più meravigliarsene: il vero ragù, o una sempre ottima pasta al sugo, a loro semplicemente non piacerebbero fino in fondo, troppi pochi sapori, troppe poche contaminazioni, troppo poco, insomma. E va bene, per carità, de gustibus eccetera eccetera. 
E' tutto lecito. 
Tutto, le tagliatelle tacchino-asparagi-piselli-menta-porro, le lasagne zucca e mela, i macaroni (?) con broccoli-formaggio-prosciutto-funghi, tutto lecito.
Ma questo, mi dispiace, no:


Traduco a braccio dall'olandese: un gustoso mix di burro e olio d'oliva. Perché? E perché dovrei volerlo spalmare sul pane?
Ai posteri, e alla loro sentenza, speriamo questo prodotto non arrivi mai.

17 febbraio 2014

Ex libris

Vi è ad Amsterdam un grazioso negozietto, proprio in centro, sull'angolo sporgente di una palazzo simil antico, che quando ci si passa non si può far a meno di entrarvi.
Ci si trovan timbri, timbrini, cera lacca e inchiostri di ogni genere, così, dopo quattro anni di visite, a Natale scorso ho ceduto, e ho acquistato un ex libris per il mio coinquilino, che i nostri libri stanno cominciando a conquistare la casa, oltre che gli scaffali, e che almeno si riconosca chi è il padrone di quel disordine (di solito, io).
Ad ogni modo, il regalo, corredato con un inchiostro blu oltremare, è stato apprezzato e ha cominciato a popolare le prime pagine bianche dei suoi ultimi arrivati.
E i miei?
Prevedibilmente, non ho saputo resistere, e alla successiva visita alla capitale, senza alcun motivo ne' giustificazione, mi son fatta regalare un mio personale ex libris, per i miei ultimi arrivati.
Ho optato per un leggerissimo fiore di finocchio, e un inchiostro smeraldo.




Alcuni libri, poi, adesso che si può, han l'onore di entrambe le impressioni, che son libri condivisi, per contenuti, per storie, e per disordine generato.


A volte, si pensa al container dove svuoteremo la casa sull'Isola, al momento di partire. Chissà tutti questi libri, per dove salperanno.
O magari per qualche ragione non potremo portarli con noi, e allora li semineremo in giro: ora che hanno il timbro, sapranno da dove vengono e, se fa troppo freddo o troppo buio dove li abbiamo lasciati, sapranno da chi ritornare.