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07 settembre 2015
02 marzo 2015
Minuscoli drammi quotidiani/27: Pizza Quattro Stagioni.
Questa foto, scattata al supermercato l'altro giorno, è di per sé un capolavoro di microdrammaticità quotidiana, tanto che pensavo di non aggiungere altro.
Ho poi realizzato, però, che non tutti sono ugualmente familiari con il concetto di "Cup a Soup" (e beati voi!), quindi spiego.
Trattasi di buste monoporzione di zuppa liofilizzata (Soup) da sciogliere in acqua bollente in una tazza (Cup) da tè, come suggerito dalla graziosa immagine sulla confezione.
Una sorta di tisana solubile.
Al gusto "Pizza Quattro Stagioni".
Affrettatevi ad accaparrarvela: è in edizione limitata!
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27 febbraio 2015
28 febbraio 2014
Minuscoli drammi quotidiani/19: Il burrolio.
E' da poco finita, in uno dei supermercati neerlandesi, la settimana della cucina invernale italiana "Di mama" (e qui non commenterò sull'uso delle doppie, che questo non vuol essere un post pignoletto).
Chi fosse interessato a come viene rappresentata l'Italia nelle pubblicità olandesi, si guardi pure questa, agli altri basti sapere che uno è il principale sentimento che il nostro paese suscita: pura venerazione.
Almeno un po' d'orgoglio, su questo fronte, sia lecito.
Così, nella rivista del supermercato troviamo mille e una ricette "d'ispirazione italiana", vien da dire a me, per loro, invece, "italiane, ma proprio originali e autentiche": son le ricette del vero ragù alla bolognese (con i peperoni?), o del tiramisù (con la panna?), ma così è, e non ha senso più meravigliarsene: il vero ragù, o una sempre ottima pasta al sugo, a loro semplicemente non piacerebbero fino in fondo, troppi pochi sapori, troppe poche contaminazioni, troppo poco, insomma. E va bene, per carità, de gustibus eccetera eccetera.
E' tutto lecito.
Tutto, le tagliatelle tacchino-asparagi-piselli-menta-porro, le lasagne zucca e mela, i macaroni (?) con broccoli-formaggio-prosciutto-funghi, tutto lecito.
Ma questo, mi dispiace, no:
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Traduco a braccio dall'olandese: un gustoso mix di burro e olio d'oliva. Perché? E perché dovrei volerlo spalmare sul pane?
Ai posteri, e alla loro sentenza, speriamo questo prodotto non arrivi mai.
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17 febbraio 2014
Ex libris
Vi è ad Amsterdam un grazioso negozietto, proprio in centro, sull'angolo sporgente di una palazzo simil antico, che quando ci si passa non si può far a meno di entrarvi.
Ci si trovan timbri, timbrini, cera lacca e inchiostri di ogni genere, così, dopo quattro anni di visite, a Natale scorso ho ceduto, e ho acquistato un ex libris per il mio coinquilino, che i nostri libri stanno cominciando a conquistare la casa, oltre che gli scaffali, e che almeno si riconosca chi è il padrone di quel disordine (di solito, io).
Ad ogni modo, il regalo, corredato con un inchiostro blu oltremare, è stato apprezzato e ha cominciato a popolare le prime pagine bianche dei suoi ultimi arrivati.
E i miei?
Prevedibilmente, non ho saputo resistere, e alla successiva visita alla capitale, senza alcun motivo ne' giustificazione, mi son fatta regalare un mio personale ex libris, per i miei ultimi arrivati.
Ho optato per un leggerissimo fiore di finocchio, e un inchiostro smeraldo.
Alcuni libri, poi, adesso che si può, han l'onore di entrambe le impressioni, che son libri condivisi, per contenuti, per storie, e per disordine generato.
A volte, si pensa al container dove svuoteremo la casa sull'Isola, al momento di partire. Chissà tutti questi libri, per dove salperanno.
O magari per qualche ragione non potremo portarli con noi, e allora li semineremo in giro: ora che hanno il timbro, sapranno da dove vengono e, se fa troppo freddo o troppo buio dove li abbiamo lasciati, sapranno da chi ritornare.
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19 settembre 2013
Minuscoli drammi quotidiani/12: La cena.
Avvertenza: in questo post riuscirò a lamentarmi di una cosa della quale non è davvero consentito lamentarsi, ovvero una cena offerta in un palazzo d'epoca, in un viaggio (di lavoro) tutto pagato (dal Re di Norvegia).
Eppure ce la farò, a farne un minuscolo dramma. Gli animi sensibili non me l'abbiano a male.
Anzi, forse proprio gli animi sensibili saranno invece quelli che più mi dimostreranno solidarietà, dopo aver qui di seguito listato il menù della pomposa cena offertaci nella prestigiosa Sala della Stufa dell'Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere.
Eppure ce la farò, a farne un minuscolo dramma. Gli animi sensibili non me l'abbiano a male.
Anzi, forse proprio gli animi sensibili saranno invece quelli che più mi dimostreranno solidarietà, dopo aver qui di seguito listato il menù della pomposa cena offertaci nella prestigiosa Sala della Stufa dell'Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere.
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| Interni dell'Accademia, fotocredits: dnva.no. |
Dunque, abbiamo iniziato con numero 5 asparagi verdi appena scottati (= completamente crudi) e insapori annaffiati con una "salsa olandese" la cui unica caratteristica organolettica era il colore giallo, a così simboleggiare con un'allegoria sottile le uova che teoricamente avrebbe dovuto contenere. Questo l'antipasto. Piatto principale: fagiolini verdi appena scottati (= completamente crudi), alcune patatine novelle bollite, dei finferli in umido (per i non vegetariani: pezzettino di carne al forno, pare).
Il tutto non condito né condibile, credo il sale non sia ancora arrivato così a Nord.
La cena, ovviamente senza pane e accompagnata da un bicchiere di succo di mela frizzante, si è poi conclusa in bellezza con un boccone di mousse al cioccolato.
Signori e signori, questo è tutto.
Son già le otto è mezza, prego, liberate il prestigioso tavolo e accomodatevi nella prestigiosa sala adiacente dove verrà tosto servito il caffè (che qui dobbiamo pulire, che è tardi).
Come prevedibile, dopo il magro paninetto con brie e fragola (sì, fragola, e pure singolare) del pranzo, e questa generosa cena a base di verdura, per così dire, croccante, avevo ancora fame, ma non ho potuto far altro che attendere paziente la colazione della mattina successiva, dove, fra il salmone a vari gradi di affumicatura, il formaggio marrone dolciastro, e la papaya dell'Ecuador, luccicava pronta e fumante la macchina per i waffel, ancora di salvezza per noi sudeuropei momentaneamente naufragati nella cultura culinaria Norvegese.
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| Se per pubblicizzare del cibo un popolo disegna un tovagliolo arrotolato in un piatto, a questo popolo è chiaramente sfuggito qualcosa... |
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30 luglio 2013
Minuscoli drammi quotidiani/10: Zucchero
Tornata da un lungo, idialliaco, periodo di vacanza in patria, viziata e straviziata da banchi della frutta e verdura traboccanti di albicocche, melanzane e minuscole, gustosissime, zucchine, pizza, pane croccante e gelato, e cibo, buono e bello in generale, ecco che mi tocca fare giusto due spesucce sull'Isola, che in fondo, dopo tanto girovagare, bisogna pur ricominciare una vita anche qui, il lavoro, una seminormalità qualsiasi.
Ed ecco, repentino, il seme del disappunto nei confronti dell'Olanda, insinuarsi nella mia coscienza sotto forma di banale, appiccicosissimo, zucchero.
Come può essere, mi chiedo, che nell'immagine pubblicitaria sulla confezione del suddetto, ove noi italioti avremmo messo, chessò, una torta chantilly, una tazza fumante di caffè, delle cascate di crema pasticcera adornate con ciottoli di meringa, accompagnati, per carità, dalla scritta "l'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto", oppure "la fotografia è solo un suggerimento su come servire il prodotto", in terra Neerlandese il suggerimento più fotografico che viene loro in mente è: "prendete lo zucchero e adagiatelo su delle fette di pane"?
Lo zucchero? Sul pane? Così a crudo?
Non avete idee migliori?
Che basti una sola immagine pubblicitaria a condannare un intero Paese? Un'intera cultura?
Oggi mi pare di sì. Vedere per credere.
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20 maggio 2013
Week end lungo di Maggio 2: la città e la verità dell'Internet.
Anche nel secondo week end lungo di Novembre, ooops, di Maggio - è che a guardar fuori dalla finestra, proprio non pare - la fuga dall'Isola si è rivelata necessaria per la sopravvivenza.
Il maltempo e il grigiore possono uccidere, qui sulla diga, mentre invece sono solo un contorno indistinto e dimenticabile quando, armata di sacco lenzuolo per la notte, me ne vado in gita in città.
Così sabato si è deciso e improvvisato di concederci una due giorni nella capitale, tanto per non dimenticarla, e per non dimenticare tutta quella serie di attività che sull'Isola non sono possibili: mangiare in un buon ristorante tailandese, andare a sentire un concerto di un gruppo sconosciuto (a me) e rimanerne piacevolmente sorpresi, tanto da acquistare il libro di racconti scritto dal contrabbassista, ed infine concludere la serata con una partita a Carcassonne a casa di amici ospitanti.
Mattinata di semisole a passeggio nel quartiere di Jordaan, fiorito di glicini e bambù.
Mica male, questa capitale.
Mai detto il contrario.
Però insomma, ci son le giornata di piogga fitta pure qui, e il piatto nazionale è e rimane la kroket.
Invece, nella città crocevia di culture e stimoli, ecco che mi è capitato di vedere questo video, che vi propongo, perché trovo particolarmente interessante e degno di nota per diversi motivi.
Prima riflessione: come son bravi questi olandesi a vendersi! Mi han quasi convinto a trasferirmi in questo paese da sogno.
Seconda riflessione: a parte il commento sul cibo, che è fantasia pura, nel video non si è inventato niente. Tutto vero, verissimo: gli zoccoli, l'apertura alle differenze, la bicicletta, i tulipani, l'Inglese osannato e l'Olandese bistrattato.
Questa nel video e la verità dell'Internet sull'Olanda e su Amsterdam.
Ma dove sono le giornate grigie e le kroketten?
Io, che so che esistono, non le vedo, in questa verità.
E su quanti argomenti ho visto e letto solo la verità dell'Internet, e mi son lasciata sfuggire le kroketten, che non sapevo neppure di dover cercare?
Almeno qui è chiaro l'intanto pubblicitario, e cercar la verità forse è di per sé sbagliato.
Ma quante volte non mi rendo conto di star leggendo una pubblicità di un'idea, di un progetto politico o economico, di un modo di vivere o di consumare?
Terza riflessione: il video, una piccola verità, un avvertimento, la mette bene in chiaro. Attenzione, piccola immigrata italiana, che qui sono tutti più biondi, più alti, e più, in generale, grandi di te, e che ai concerti nelle mie città, se non ti scegli con cura il posto, non vedrai nulla, e o rimarrai schiacciata sotto l'entusiasmo di un qualche mio cittadino ballerino.
La verità dell'Internet è quindi ambigua, parziale, e frastornante.
Sta a me, a noi, leggere fra i pixel, coglierne gli avvertimenti preziosi, arrabbiarci per quello che tralascia, e goderci il resto come una favola, assolata e piena di colori, come questo video luccicoso.
E poi, con un click, leggere sullo stesso tema, altrove, altro.
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