Recuperando una serie di strumenti lasciati a misurare in acqua per più di
un anno, oggi abbiamo pescato anche dell'inaspettato.
Gli strumenti si trovavano a profondità diverse, lungo una cima che teneva
tutto l'insieme più o meno verticale, a coprire circa 3 km di colonna
d'acqua, dai 700 m di profondità fin giù al fondo del mare. Ventimila
leghe o più, insomma.
Bene, per (quasi) tutta la lunghezza dei nostri strumenti, attorcigliata
lungo la cima di recupero, c'era un'altra cimetta di nylon. Sottile,
diciamo mezzo centimetro di diametro, ma lunghisssssssssssima. Cosa ci
faceva lì? Chi ce l'aveva messa? Perchè fluttuava nel mare? Nessuno lo sa,
è il mistero di oggi.
C'è chi dice che sia qualcosa che teneva delle reti da pesca, c'è chi dice
che sono gli italiani che ci spiano (?), c'è chi dice che è una cimetta
magica, e che se la seguivamo dentro l'acqua potevamo finalmente
raggiungere il nostro mondo speculare sottomarino. Beh, questo lo dico io,
ma in fondo, ognuno può dire quel che vuole, in ogni caso, rimane un
mistero.
Fatto sta, che parte di questo mistero si è - termine marinaresco
tecnicissimo - intorcolata su una delle eliche anteriori, e quindi, quando
saremo a Pilos, verrà un sommozzatore a toglierla.
Speriamo che almeno lui sappia seguirla fino al mondo speculare
sottomarino, dove, si sa, i granchi ballano, si chiacchiera con le balene,
ma soprattutto, giocando con le correnti, si arriva a casa in un attimo,
senza bisogno di check-in.
26 gennaio 2011
24 gennaio 2011
giorno 03 - Prima lezione a bordo.
Come allacciarsi le spighette. Anche se principalmente qui si indossano o
stivali di sicurezza o ciabatte, o, ever green, il tanto amato sandalo
tedesco con calzino, la prima lezione del primo vero giorno di crociera,
tenuta da Martin, è stata: "Sull'arte dell'allacciarsi le spighette". Mi
son resa conto infatti di far parte di quel nutrito popolo bue che si
lamenta che le spighette si slacciano spesso, e ci aggiunge sopra un
doppio nodo, senza rendermi conto che, insieme a tutto il resto di questo
popolo, ho sempre fatto il nodo sbagliato.
Infatti, l'istinto naturale dell'allacciatore di lacci per le scarpe è
fondamentalmente sbagliato. Ci porta a fare due nodi (quello iniziale
base, e il secondo sopra con le asole) dalla stessa parte, destri o
mancini che siamo. Il corretto (e duraturo) nodo è fondamentalmente un
nodo piano, in cui il primo nodo e fatto dai lacci semplici, e il secondo
dalle asole, a formare quindi due nodi speculari e indissolvibili da
quelle forze oscure che slacciano usualmente i lacci delle nostre amate
scarpucce.
Ecco svelato il segreto: sinistro sopra il destro, destro sopra il
sinistro, anche con le spighette, e la vita vi sorriderà. Basta poco, in
fondo!
stivali di sicurezza o ciabatte, o, ever green, il tanto amato sandalo
tedesco con calzino, la prima lezione del primo vero giorno di crociera,
tenuta da Martin, è stata: "Sull'arte dell'allacciarsi le spighette". Mi
son resa conto infatti di far parte di quel nutrito popolo bue che si
lamenta che le spighette si slacciano spesso, e ci aggiunge sopra un
doppio nodo, senza rendermi conto che, insieme a tutto il resto di questo
popolo, ho sempre fatto il nodo sbagliato.
Infatti, l'istinto naturale dell'allacciatore di lacci per le scarpe è
fondamentalmente sbagliato. Ci porta a fare due nodi (quello iniziale
base, e il secondo sopra con le asole) dalla stessa parte, destri o
mancini che siamo. Il corretto (e duraturo) nodo è fondamentalmente un
nodo piano, in cui il primo nodo e fatto dai lacci semplici, e il secondo
dalle asole, a formare quindi due nodi speculari e indissolvibili da
quelle forze oscure che slacciano usualmente i lacci delle nostre amate
scarpucce.
Ecco svelato il segreto: sinistro sopra il destro, destro sopra il
sinistro, anche con le spighette, e la vita vi sorriderà. Basta poco, in
fondo!
P.S.ore 20.00: indispensabile rifornimento cocacola in vista del turno CTD
22.00-02.00 local time.
P.P.S.: per il mio amato pubblico di gentili lettori, durante la crociera
ho accesso SOLO al seguente indirizzo email:
########@fs-meteor.de
per cui chi volesse scrivermi, lo faccia pure. Non vedrò l'ora di leggervi
(per cortesia, NO allegati, solo dolci paroline. gracias!).
23 gennaio 2011
giorno 02 - L'imbarco.
Pranzo:11.15-12, cena 17.15-18. e quando la colazione, direte voi, alle
05.15? No, alle 07.15, il che non torna, ma non ci si può certo mettere a
discutere con il capitano di una nave tedesca. Per lo più se te lo dicono
i tuoi colleghi olandesi: "Eh, sì, qui non sanno proprio improvvisare, se
giusto le cose vanno un attimo diversamente da quanto aspettato..apriti
cielo!". Il che, detto da uno di Texel, non fa ben sperare sull'elasticità
dei suddetti germanici.
In ogni caso la mia cabina ha due oblò sul porto color miele di La
Valletta, sul mare color blu del Mediterraneo che ci circonda, sul sole
color luce che ha brillato tutt'oggi. Ora Orione è altissimo come non
ricordavo potesse essere a gennaio, e io, che son qui cotta, un po' dal
sole, un po' dalle novità, cerco di mantenere ancora un po' i contatti con
questo mondo che domani si allontanerà piano piano all'orizzonte, per poi
sparire. Buonanotte, civiltà.
05.15? No, alle 07.15, il che non torna, ma non ci si può certo mettere a
discutere con il capitano di una nave tedesca. Per lo più se te lo dicono
i tuoi colleghi olandesi: "Eh, sì, qui non sanno proprio improvvisare, se
giusto le cose vanno un attimo diversamente da quanto aspettato..apriti
cielo!". Il che, detto da uno di Texel, non fa ben sperare sull'elasticità
dei suddetti germanici.
In ogni caso la mia cabina ha due oblò sul porto color miele di La
Valletta, sul mare color blu del Mediterraneo che ci circonda, sul sole
color luce che ha brillato tutt'oggi. Ora Orione è altissimo come non
ricordavo potesse essere a gennaio, e io, che son qui cotta, un po' dal
sole, un po' dalle novità, cerco di mantenere ancora un po' i contatti con
questo mondo che domani si allontanerà piano piano all'orizzonte, per poi
sparire. Buonanotte, civiltà.
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