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19 settembre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/39: Al mercato.

È quando meno te lo aspetti, mentre sei lì a pagare il tuo pacchettino di lardo pancettato al mercato, che la vegliarda elvetica in vestitino floreale si avvicina al tuo pupetto diecimesenne, e, con un gran sorriso, gli offre, prendendola dagli assaggi offerti dalla bancherella del mercato, una bella fetta di...salame!
Salame?
Me ne accorgo con la coda dell'occhio..Signora, no, per piacere! 
- Ma è buono! protesta la vegliarda.
- Ho capito signora, ma mio figlio non ha nemmeno un anno, non mangia ancora carne cruda di maiale salata, se permette. [E poi, se permette, deciderò io cosa mangia e cosa non mangia mio figlio, e quando mangia, o il suo abito floreale e la sua bianca permanente violacea le dà il diritto di farlo al posto mio?]
- Ah non ha neanche un anno! È così simpatico!

- ...Già.

P.S. Il dramma in questione è catalogato minuscolo, anzi, un'inezia, visto che, al lettore attento non sarà sfuggito, ora vivo in un paese in cui al mercato si può acquistare senza tanta difficoltà dell'ottimo lardo pancettato o dell'ottimo salame (o pane, frutta, verdura, dolci senza cannella, insomma, una pacchia!). Fare le spese in Svizzera, dopo 6 anni di Olanda, è rigenerante e mette allegria, altro che drammi: la vegliarda sarà presto perdonata, tranquilli.
 

21 maggio 2012

Del piccolo e del grande, del vuoto e del pieno.

Questo fine settimana ho fatto una gita a Berlino. Non c'ero mai stata prima, e ancora non l'ho capita del tutto, come città. Ci tornerò.
Ci son tante cose importanti da vedere, tanto Passato, e tanto Futuro,  però oggi vi scrivo solo di una cosa piccolissima, di un dettaglio che mi ha colpito in particolare.
Per tutto il tempo, a piedi, con i mezzi pubblici, o in bicicletta, non ho fatto altro che meravigliarmi di quanto gli spazi fossero giganti, di quanto tutto fosse lontano, di quanto distassero le fermate della metro l'una dall'altra, le fermate del tram, dei bus, del treno, le une dalle altre, i quartieri, i ponti, i palazzoni e le piazzucole.
Una città immensa, mi è sembrata.


Karl-Max Allee, Berlino.

Poi, nel passeggio assolato del sabato mattina, in una piazza affollata di mercato, ho incontrato una ragazza di Venezia, che conosco dalla mia vita precedente all'Isola.
Robe da matti, le strade che si incrociano, e la sincronia dei vagabondaggi. 
Par di stare a Cannaregio.

In ogni caso lei a Berlino ci vive.
Ma  a Venezia, ci è rimasto qualcuno?

20 marzo 2010

Giorno di mercato

Oggi, sabato, è giorno di mercato, al di là dell'acqua.
Vivo ormai sull'Isola da quasi sei mesi, e ancora non c'ero mai andata, indaffarata nei week end a riempirmi la testa di cose da fare per impedirmi di stare un po' da sola con me. Oggi invece sono stata da sola: ho preso il traghetto sotto una pioggia fina, ho letto Paul Bowles, ascoltato gli Afterhours.
Il mercato non era ne' grande, ne' fornito come me l'aspettavo, ma le tre o quattro bancarelle di frutta e verdura mi hanno dato la possibiltà di fare una spesa vera, senza plastica a insacchettare le melanzane una ad una, e questa è di per se' una gran gioia.
Mi son comprata anche le caramelle, ad addolcirmi la vita.
E alla fine, come spesso accade dopo alcune ore passate a spulciare tra bancarelle e negozi che non conosci, stavo bene; incredibile come anche in una giornata grigia come questa ci si riesca a distrarre dai propri pensieri.
Domani sarà Primavera.
Da domani, la luce, qui, giocherà fuori fino a tardi.