05 dicembre 2013

Diario dalla tempesta di Sinterklaas

ore 9 - si va al lavoro a piedi. Vento sostenuto in crescere. Previsioni pessime.
 
ore 14 - passeggiata con colleghi fino al porto del traghetto. Vento misurato all'Istituto forza 8/9 raffiche 10/12. Il traghetto aspetta circa un'ora tra i marosi prima di azzardare la manovra per attraccare sull'Isola. Gli spruzzi salati delle onde sferzano la faccia e fanno male. Si cammina, ma a fatica.
La situazione nel pomeriggio. foto dal giornale dell'Isola.

 ore 14.30 - buio completo causa nube obscura e minacciosa.


ore 14.50 - grandine mista a nevischio lava il vetro della finestra dell'ufficio dal sale che il mare ci ha schiantato tutto il giorno.

ore 15.10 - schiarita, ma il vento non molla.

ore 19 - rientro a piedi dal lavoro. Raffiche pericolose. Mi aggrappo al Subirotamic per raggiungere sani e salvi l'ambita dimora.
Una manciata di minuti di strada, e già non si vede l'ora di arrivare.
Pecore scomparse. Forse volate via? TUTTE?

ore 19.06 - Arrivo a casa. Serrette in giardino scoperchiate. Coperchi a pochi metri. Vetro esterno della finestra (per fortuna a doppio vetro) della cucina completamente rotto. Probabilmente un ramo, o forse, ma sì, forse è stato Sinterklaas, che non trovando il camino ha cercato di entrare per di lì per consegnare i suoi regali, prima di lasciare l'Isola.

ore 22.00 - Speriamo sia riuscito a partire, il Sinterklaas, che il ferry per la terraferma è fermo da un po', causa vento e acqua alta, e già si prevedono problemi anche per domani.
Acqua alta, come in tutte le Isole in cui io abiti. Qui vedete in verde, il livello mareale previsto regolarmente, in blu quello misurato alla stazione del mio Istituto, in rosso la previsione a partire dalle misure. Come vedete, acqua alta.
Ora provo ad andare in camera, a controllare se ci sono dei regali nei calzini. 
Se lo trovo di là poi so già cosa offrirgli, sarà pane, formaggio, mandarini e un bicchiere di vino, che se è sempre andato bene, il menù, alla signora Befana, son sicura andrà bene anche a lui.

Il vento, ad ogni modo, ancora ulula forte.


17 novembre 2013

Il bel giardino inglese

Eccomi di ritorno dal mio penultimo viaggio di questo 2013 pieno di voli, e chilometri, e miglia nautiche, e strada, e Strada, in generale.
L'ultimo sarà fra un mesetto, per tornare a casa, al profumo di Natale.

Londra l'ho camminata solo per trovarci degli amici, per ricoprirla di chiacchiere, per guardarle le luci, da uno dei suoi ponti, la sera.
Ho spiato i dinosauri, un lunedì mattina, ma chissà se loro mi hanno visto, in mezzo a tutta quella confusione.

Poi l'ho lasciata, e risalendo il fiume mi son immersa nella campagna inglese, a cui l' Autunno assolato ha regalato i suoi colori migliori.
Ero lì per lavoro, ma questa è un'altra storia, di politica, di soldi, d'Europa, di mare, e chissà, forse anche di scienza e di futuro. Ve la racconterò con calma un'altra volta, lo prometto, ma oggi è domenica, e quel che voglio raccontarvi son solo quelle sfumature di rosso, quelle colline dolci e quel profumo di terra, che qui, dall'alto di questa diga, non vedo, sarà che non ci sono alberi, sull'Isola, a infrangere il vento, sarà che non ci sono colli, a fermare il mare.

Così, tra una sessione e l'altra di quest'incontro di lavoro, ho preso il caffè all'aperto, nel bel giardino inglese dell'albergo, sotto una pioggia di foglie rubino, circondata da accenti europei diversi, da scienziati, avvocati e politici, e mi son sentita fortunata, di poter dire la mia davanti a chissà chi, e, un attimo dopo, poter sorridere all'oro colato che è il Sole d'Autunno, in Inghilterra, come, spero, anche lì da voi.

Foto rubata qui, ma il castello di Windsor era proprio così, mercoledì scorso.



Microrecensione #66: "Silenzi" di K. Suárez

9/11/2013 - 17/11/2013 "Silenzi" di K. Suárez. Un pezzetto di storia cubana spiato attraverso il buco di una serratura, intimo, personale, ma insieme di grande valore sociale e storico; un racconto fatto di silenzi, appunto, di vuoti e di rifiuti, che, contrapposti a tutto ciò che è chiasso e Miami, saranno indispensabili alla crescita e alla sofferente realizzazione della difficile e dispatica protagonista.
Si legge in un fiato, ma poi, avverto, si ha semplicemente tanta voglia di partire.