17 agosto 2015

Agosto e le sue luci

Come ogni anno, Agosto è la stagione delle luci. 
È da fine Maggio che qui al Nord non le usiamo più, tanto tardi tramonta il Sole, che si è già sotto le coperte, e tanto presto si alza, che il buio lo si vede solo ogni tanto, se si va a fare pipì, tra un sogno e l'altro.
Invece ad Agosto il ritmo ritorna pian piano quello a cui siamo abituati, e la sera, intorno alle undici, ecco, è di nuovo buio. E si accendono le luci. 
Oppure si esce, che non pare vero, questo manto scuro su tutto, che quasi ci eravamo dimenticati, la diga, le pecore, l'erba nera.
E la spiaggia, e il mare. 
Ma ci son luci anche qui. Luci acquatiche, marine, a scintillare dove si rompe l'onda. All'inizio, quasi non ci si fa caso, poi un lampo verdastro si infrange su un molo, poi a riva, e d'improvviso, con la marea che si alza, sono dappertutto.
Sguazzare con i piedi  tra le schegge di luce dà sempre una grande soddisfazione, i piedi avvolti da scarpette di cristallo, che Cenerentola se le sognava.
Niente più buio, al mare, quindi, in queste sere di calma di vento. 
E se, per cercarlo, alzi la testa verso il cielo, sei sopraffatto da una miriade di stelle, luci anche lì, che era tanto che non le si vedeva.
E tante ce ne sono, di stelle, quante ne cadono, ad Agosto.
Con questi cieli nordici a tuttotondo, dove non c'è niente a fermare l'orizzonte, se ne vedono decine e decine, con le loro code morbide e pettinate, precipitarsi verso la Terra per non so quale appuntamento.

Ieri, a contarle, ho addirittura finito i desideri.
Non capita spesso, son sicura sia di buon auspicio.

13 agosto 2015

Di torte, e di altre lievitazioni

L'altro giorno il nostro padrone di casa ci ha regalato un intero scolapasta di ribes: l'orto va bene, pare, quest'estate, con questo misto di tempeste e di giornate innaffiate di sole. 
Così ho fatto una torta, ed è pure venuta bene, assemblando una pasta frolla che in realtà di solito uso per dei biscotti, una crema pasticcera la cui ricetta credo risalga al Giovane (ma fatta con lo zucchero scuro scuro e aromatico), degli amaretti morbidi che qui in Olanda chiamano "bitter koekjes" (biscotti amari, appunto) e i suddetti ribes.
Volevo fare delle foto artistiche a questo piccolo trionfo culinario, ma c'era sempre qualcuno in mezzo...


05 agosto 2015

Minuscoli drammi quotidiani/29: I Calzini, e il sogno europeo.

Un minuscolo dramma, questo, che viene dalla vicina e ridente Germania, segnalatomi da Luca Turpi, amico e collega (cit.), e dallo stesso definita "una manifestazione del sogno europeo": i Calzini.

Grazie per tutto questo, ditta Boboli!
Mi prendo la libertà di interpretarli come calzoni di pizza ripieni di kebab di pollo e una non meglio specificata salsa, che per le loro ridotte dimensioni sono stati ribattezzati, ahimè, calzini.
La chicca, e il sogno europeo, sta nel fatto che questo è un prodotto "italiano", fatto in Olanda (!), e venduto in Germania come cibo da veri e propri gourmet, a fianco, udite udite, dei mitici tortelli Giovanni Rana.
Se vi è venuta l'acquolina in bocca, il supermercato dove si possono trovare si chiama Perfetto.
Che dire: touché.