21 settembre 2011

Minuscoli drammi quotidiani/3

La prospettiva di un viaggio a Cuba prevede un sacco di piccole burocrazie da sbrigare.Volentieri, si capisce.
Fra le tante, vi è l'obbligo, per il turista straniero, di avere con se' ufficiale certificazione di una qualche copertura medica.
Con tutto quel che si paga in questo paese di assicurazione sanitaria, non ho esitato a chiedere, via email, il suddetto certificato, spiegando in dettaglio il motivo della richiesta (il viaggio, il dove, il quando).
L'efficientissima compagnia di assicurazione neerlandese non mi ha fatto aspettare, e tre giorni lavorativi dopo, nella mia cassetta delle lettere, trovo il documento firmato, bollato, e ... in francese!
Ma... come può essere?
Alla mia virtuale richiesta di delucidazioni seguono immediate scuse, e dopo altri tre giorni lavorativi ottengo il mio certificato in spagnolo.
Ora, io non vorrei trarre nessuna morale da questa minuscola storia; io spero in un qui pro quo, in uno sbaglio, in un pressapochismo dell'impiegato/a.
Non voglio avere un'altra conferma di vivere in un Paese totalmente fuori dal Mondo, così impegnato a controllarsi i conti in tasca da non sapere, e da non chiedersi neppure, che lingua si parli in uno dei mondi alternativi al suo capitalismo viziato, al suo piagnucolio d'oro, al suo vivere da ladro di vite e di dignità altrui, mietute e immolate altrove, lontano, sull'altare dell'ultimo modello di un qualche gadget tecnologico e inutile.
Forse però la faccio troppo grande, troppo tragica, troppo.
Ma sì, lasciamola così, questa storia, un minuscolo, e comico, dramma assicurativo, e speriamo niente più.

Nessun commento:

Posta un commento