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20 agosto 2015

Due o tre cose che mi hanno raccontato della Svezia

In questi tempi d'estate e di ferie, amici da tutto il mondo piovono sull'Isola, chi per omaggiare la pancia che cresce, chi per spezzare un viaggio altrimenti troppo lungo, chi per curiosare sull'Isola, e magari trovarci un tesoro.

B&L, Italiani espatriati nel nord della Svezia, sono passati di qui in piena migrazione agostana di rientro in patria.
Così mi sono fatta raccontare un pochino di questa Svezia, in cui non sono mai stata, ma i cui paesaggi di ghiaccio, i boschi, le aurore boreali, e il buio croccante d'Inverno, devo dire, mi affascinano, nonostante a volte io viva già troppo a Nord per i miei gusti.

Dunque, paesaggi invernali eterei e silenzi innevati: confermato.
Freddo di un freddo che non ci si immagina: confermato.
Aurore boreali viste dalla finestra di casa: confermato.

Però.
In Svezia adorano una torta salata, la Smörgåstårta, ornata di gamberetti, che contiene tutto. E quando si dice tutto, è proprio TUTTO, a quanto pare.
Gli Svedesi, poi, annuiscono con un fischio aspirato. Il che perplime parecchio: se l'aria da aspirare è a venti gradi sotto zero, meglio dire di no.
Inoltre, sono ghiotti di mayonese all'aglio (cosa che li accomuna non poco con gli Olandesi), e la mettono ovunque.
A Natale fanno i biscotti con lo zafferano, perché le altre spezie da biscotti le usano tutto il resto dell'anno.
Si nutrono prevalentemente di pane secco, tipo cracker, e il pane fresco è una rarità.
Considerando quel che si paga e quel che si mangia, andare al ristorante in Svezia è una mezza tragedia, sempre (e anche qui vedo dei vertiginosi punti di incontro con l'Olanda).
Uno dei motivi di questa mezza tragedia, è l'esistenza della pizza con pomodoro, mozzarella, BANANE e CURRY.
Ecco io, dopo questa, mi fermerei a riflettere un poco, così, in silenzio, sulla tanto proclamata civiltà dei popoli nordici.

Poi però.
Ci hanno portato un miele, da lassù, così bianco e soffice da sembrare neve, e la neve vera, invece, a quanto pare, nel mezzo dell'inverno, è così leggera che si può, semplicemente, soffiare via, dalla strada, dall'auto, dal manto di un alce di passaggio.

Insomma, la voglia di camminare imbacuccata di lana tra abeti e betulle non me l'hanno fatta passare del tutto, nonostante la pizza banane e curry, anzi.
Mi è venuta una specie di curiosità, che magari quando ci vado, in Svezia, quasi quasi la provo.
Non mancherò di farvi sapere come va.

11 gennaio 2014

L'Undici Gennaio

Del Natale ormai non rimangono
che l'ultima colazione
al Pandoro
e schegge
appiccicose
di dolce mandorlato,
a imbiancar
quel che la neve
quest'anno
ha lasciato,
fin ora,
Autunno.

26 gennaio 2013

Vento da Ovest

Oggi è cambiato il vento e, come Mary Poppins ci ha insegnato, grandi novità sono attese in questi momenti così delicati.
Per ora, l'unico risultato è che la temperatura qui sull'Isola ha guadagnato quei sette o otto gradi, chiudendo nel giro di due ore la mia promettente stagione pattinistica.
Peccato. 
Era cominciata giusto Mercoledì scorso.

Allora celebro così, con qualche immagine invernale, quest'Isola che ancora per poco sarà solo di ghiaccio, di neve, di vento, di mucche delle Highlander, e di pochi, pochissimi umani, intenti a intarsiare i fossi, i laghi, immobili con lame d'acciaio.
Un pezzettino di pista.
Spettatori che non spettano le mie piroette.
Punto di ristoro.
Ghirigoro 1/2: Croce Via.
Ghirigoro 2/2: L'Onda.
Diga, scala, neve, cielo.


16 gennaio 2013

Gennaio, inizi'anno, in giro.

Pare allora sia iniziato anche quest'anno, sull'Isola.
In giro, ci sono: un Sole sfavillante, un cielo blu blu, una Luna sottile, minuscoli fiocchi di neve.
C'è il trambusto di un lavoro che sta per finire (-9 mesi!), e che sto cercando di spremere fino alla fine, approfittando di tutte le buone occasioni che offre; c'è il trambusto di un trasloco imminente, un trasloco passivo, si può dire, che scombussolerà tutti gli spazi, i tempi, tutte le mie tradizioni personali di abitante solitaria, gli scaffali, il ripostiglio, l'anima.

C'è il trambusto di un anno che inizia, con il suo carico di cose belle e nuove da costruire, di cose brutte che non si riescono a buttare via, ma chissà, magari, si sa mai, magari quest'anno, sarà diverso (primo proposito).
C'è poi sempre quel trambusto che son proprio io, con tutte le mie cellule, quell'equilibrio fragile tra il mio corpo, e quello che ci metto dentro, quello con cui lo imbalsamo e lo vesto, quello che ci faccio. 
Dovrei prendermene un pò più cura, ecco (secondo buon proposito).
E ci son poi, in giro, sul tavolo, su internet, sulla carta, quelle mille cose che ho iniziato, e che dovrei pure, in mezzo a tutto questo trambusto e confusione, finire o portare avanti con buon senso (terzo buonissimo proposito). 

Che altro, in giro, a inizi'anno?
Un materasso a due piazze gonfiabile rotto, ereditato da non si sa più ormai quale temporaneo collega, che mi occupava mezza credenza in salotto, che finalmente ho buttato via; la mia bici, scattante e performante come sempre, che morde l'asfalto ghiacciato ogni mattina e, per finire, ci son due nuove, splendide, tazze da tè, bianche come la brina, pronte per essere inaugurate, e per inaugurare l'anno, in due.

Mi pare tutto: ora, son pronta a cominciare.



24 dicembre 2012

Natale 2012 e i miei auguri a tutti

Utrecht, una casa.
Oudegracht, Utrecht, Dicembre, un sabato pomeriggio



Ed eccoci a Natale, di nuovo, senza preavviso, ci piomba addosso con tutte le sue lucine e i suoi rossi e i suoi verdi muschio, il suo bianco candor.

La notte, fanno male i polmoni a respirare, è Dicembre anche sull'Isola.
Isola d'Inverno, spruzzata di neve, dal mio salotto.





Da quando vivo in Olanda, il Natale  è strano. Qui non si festeggia più che tanto: i regali ce li si è già scambiati il 5, in occasione di Sinterklaas, l'Avvento non esiste, famiglie da riunire, non si usa più, dolci tipici, per carità; rimangono solo le decorazioni per le strade e sulle case,  a sbriluciccare nella notte prematura delle quattro e mezza di pomeriggio, e la neve.
Così, non diventa che un'altra occasione per tornare a casa, che poi, appena giunti in patria, si fa presto a ricordarsi il perché: il panettone, la veglia, le cene con stuoli di parenti, l'albero pieno di regali, il Presepio, la frenesia da doni tra calli e  campielli, la cioccolata calda con la panna.
Basta un volo di poco meno di due ore, per ritornare Italiani.
A casa.
A Natale.

Sono contenta che fra poco si parte, che si ritorna al nido, tappezzato di fette di pandoro e crema al mascarpone, ma soprattutto son contenta perché quest'anno, per la prima volta da quando vivo qui, non mi peserà, poi, ripartire.

Auguri allora a tutti, per un Natale sincero, e un duemilatredici pieno di cose belle, di cose da vivere, di cose da fare, e di tutta la voglia per farle!
E se non vi incontro di persona, e se non faccio in tempo ad offrirvi uno spritz natalizio, provate a sentirvi ugualmente un pochino contagiati dal mio entusiasmo per l'anno che viene, credo faccia bene, in generale, ora ve lo comunico...bzzz...ecco!







06 febbraio 2012

Una delle più belle cose d'Olanda

Post fotografico questo, perché non può davvero essere altrimenti.

Questo pomeriggio ho lasciato l'ufficio presto e l'Isola, l'Olanda, invece, mi ha lasciato senza fiato, e non per il freddo pungente, per il cielo azzurrissimo e per il Sole che picchiava nonostante la stagione.

Con un paio di pattini ai piedi, una lingua di ghiaccio mi ha portato tra le dune, dietro la spiaggia dell'Isola. Ed era semplicemente bellissimo, come solo la neve e il ghiaccio sanno dipingere il mondo.

Vorrei essere in grado di ricrearlo per voi a parole, il rumore di questo ghiaccio così scuro, a tratti, che sembra nascondere un abisso. Un abisso centimetrico è certo inoffensivo, ma la sensazione è quella di volare sull'acqua, di scivolarci sopra, e di suonare con le lame questa superficie come fosse uno strumento a percussione.
Rumore del ghiaccio quindi, delle lame, qualche oca scura a sorprendersi del tuo passaggio, la luce rosa di un tramonto lunghissimo, e lo scintillio di una giornata serena come sa esserlo solo qui. 
E' stato un bel pomeriggio, bisogna pur ammetterlo.