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10 novembre 2016

Dettagli (e trasloco)

Sono i piccoli dettagli quotidiani che a oggi, dopo un anno passato insieme, ancora mi distraggono dall'inarrestabilità data dallo status di mamma, da quello che sto facendo, mi interrompono, mentre passo per l'entrata tra uno scatolone e l'altro di questo nuovo trasloco, e mi fanno sorridere.
Sono le sue minuscole scarpe sul pavimento, insieme alle mie - buttate in disordine come solo mamma sa fare - che mi riempiono la testa di pensieri felici, il cuore di tutto quello che un cuore può contenere.
Sono solo scarpe, è solo disordine in un'entrata qualsiasi, che a breve, poi, cambierà. 
Ma sono le nostre scarpe, ed è il nostro disordine, ora grazie a lui rinnovato e migliorato. E questo, non cambierà mai.



18 ottobre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/42: Cercar casa IV

Se vi siete stancati di cercare casa in affitto, un noto sito immobiliare svizzero suggerisce invece di comprarla, questa casa, in Svizzera, o all'estero. Benissimo, dove?
Qui le proposte:


E quasi non si legge, con quella scrittina pallida pallida, bianco su Torre di Galata, ma Google Translate non perdona.
Mai.

22 settembre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/40: Cercar casa III

Arriviamo, famigliola al completo, puntualissimi per visitare un appartamento un po' fuori dal centro, ma promettente. Questa volta, eccezionalmente, so pure il campanello da suonare, il piano a cui salire, i dettagli insomma.
Fuori dal portone, una mamma, anche lei pupo-munita (che è risaputo, a cercare casa con dei bambini si sale nella graduatoria arbitraria dell'agenzia immobiliare di turno, e quindi chi ha bambini li porta, chi non li ha, li ruba e li porta, per farsi bello con l'agenzia, e per scoraggiare gli altri aspiranti all'appartamento), ferma in attesa.
Conversazione di circostanza: anche lei qui per la visita? Sì, voilà, ecc ecc.
Silenzio.
Io: Ha suonato il campanello?
Lei: Sì, so che bisogna suonare a Madame Pincopalla, ma vede, ho premuto qui (e indica un grande interruttore bianco con la scritta L sopra) e si è accesa la luce.
Lo ripreme. Si riaccende la luce esterna. Ronzio di elettricità. Silenzio.
Io guardo incredula la ragazza, l'interruttore, poi, 10 centimetri sopra l'interruttore, la fila dei campanelli.
Riguardo la ragazza, che mi indica sconsolata l'interruttore, la luce, e davvero, mi spiega, non c'è modo di poter suonare alla Madame Pincopalla.
Timidamente, allungo il mio ditino quei 10 centimetri più su, scorro la fila dei campanelli, e suono alla signora Pincopalla, che gentilmente ci apre.
Lei si spertica in un: Geniale!
Io entro per prima.
L'appartamento spetta a me di diritto, in caso faccia al caso nostro.

16 settembre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/38: Cercar casa II

La moquette non solo sulle scale condominiali, ma sulle pareti della tromba delle scale condominiali.


È giusto per avere quel senso di freschezza, e leggerezza, ogni volta che torni a casa.
E quell'attacco d'asma.

06 settembre 2016

Minuscoli drammi quotidiani/37: Cercar casa.

Gentile inserzionista,
tu che pubblicizzi online l'annuncio della tua casa in affitto, indicando data e ora in cui aprirai la porta al pubblico per far visitare l'appartamento, tu che sai che avrai almeno 20 o 30 persone come minimo minimo che ti gireranno in casa contemporaneamente in quella suddetta ora, tu, che hai scelto tu quell'ora, fra tutte le 24 possibili di quel giorno che, ancora, hai scelto proprio tu, e l'hai pubblicizzata su internet, sul sito di annunci più popolare della Svizzera, proprio tu: potevi evitare, in quella medesima ora, di avere il tuo compagno che dorme seminudo sul vostro letto, nella vostra stanza, stanza che fai visitare a frotte di gente dicendo che non c'è alcun problema,  "solo, parlate piano, grazie".
Parlate piano? 
E sempre in quell'ora (perché è di un'unica ora che parliamo), potevi evitare, fra il via vai di persone in casa, che ti chiedono della situazione condominiale, di quante lavatrici a settimana si possono fare, e altre simili amenità, di metterti a cucinare del pollo, affumicando tutta la cucina?

Evidentemente no.
O forse sono io, che devo ancora imparare a cercar casa. 
Tranquilli, siamo solo agli inizi...



30 marzo 2016

Composizione.

Composizione di foresta e tulipani, per armadio svizzero:


Questo per dire che più o meno qui si è finito di traslocare, si è ricominciato a dormire (grazie principalmente a questo libro che, se anche poi l'autore ha ritrattato alcuni punti, se anche magari bisogna prenderlo con le pinze, se anche si può dire tutto e il contrario di tutto, se anche, il fatto è che con T. ha funzionato dal primo giorno, e siamo tutti più contenti, lui e noi), si stanno concludendo le ultime pratiche burocratiche (era ora, dopo due mesi!), e insomma, qui si è, a tutti gli effetti, arrivati.
Così arrivati che nel week end pasquale, oltre alle canoniche pulizie, e alla canonica gita fuori porta all'Isola-ora-non-isola di Ogoz, si ha pure avuto tempo di attaccare foto, in giro per gli armadi e per le pareti. 
Foto di mare, ovviamente, che qui manca il suo sapore salato, e foto di Venezia, che T. non c'è mai stato, e deve abituarsi a una certa idea di bellezza.
Foto di viaggi, perché fra poco si dovrà ripartire, in tre, e sarà tutto diverso.
Foto di pance, perché c'è stato anche un prima, foto di nuvole, per sognare forme volanti, e foto di sogni, per conciliare la nanna.
 
E foto dell'Isola, di sabbia, di schiuma di onde, di foresta e di tulipani, perché è da lì che siamo partiti, e lì abbiamo lasciato il vento forte, la pioggia, la solitudine e il vuoto, ma tutte le cose belle, le abbiamo portate con noi.

24 marzo 2016

Ogni mattina, di Primavera.

Ogni mattina, apro le imposte verdazzurre della cucina. Le apro sulla siepe, sul vialetto, e la cucina si inonda in un attimo di luce, gialla, di sole, azzurra, di cielo. T. guarda la finestra, le sue sottili fessure di luce, che d'un tratto si trasformano in foglie, nuvole, rumori di strada, mondo. 
Sorride stupito, ogni mattina.

E ogni mattina di questa Primavera, per un attimo, ci sembra che nevichi.
Invece è l'albero dei vicini, nuvola di fiorellini bianchi, che si scrolla di dosso la notte, che soffia petali bianchi, fiocchi di Primavera, davanti alla nostra finestra.
Vanno a punteggiare il marciapiede e la strada, a farli più belli, sfumati di bianco, di rosa e di buon umore, per i passanti.




14 marzo 2016

Minuscoli drammi quotidiani/34: La ciotola.

Minuscolo dramma è l'oggettistica che si trova negli appartamenti affittati già ammobiliati, così, in generale.
In particolare, questa ciotola-cervello di scimmia triangolare.


Mozzafiato.
A volte mi chiedo se chi è il responsabile di tutto questo, perché c'è sicuramente un responsabile - uno che ha guardato il progetto "Ciotola triangolare arancio e nera" e ha detto: bella, mi piace, mettiamola in produzione! - ecco, se il responsabile, dorma sogni tranquilli.
Non che io gli auguri di non farlo. 
Solo, io mi chiedo se.

12 febbraio 2016

Un nuovo espatrio

Ed ecco che il motivo primo per cui mi trasferii sull'Isola, anni e anni fa, viene meno, così, d'un tratto. Prima dovevo finire un dottorato, poi, l'ho finito.
Non faccio neanche in tempo ad accorgermene, mi fregio del titolo di dottore per pochi minuti, giusto il tempo prima della poppata successiva, giusto il tempo prima di finire lo scatolone successivo.
Che la vita sull'Isola va inscatolata e consegnata alla ditta dei traslochi, che si parte, presto, prestissimo, verso Sud.
Si torna a casa? No, non è ancora il momento. Per adesso gironzoliamo per l'Europa ancora un po'.
E quindi si parte, in auto, con la culla ripiegata nel bagagliaio, il passeggino pure, il mio certificato di dottorato arrotolato fra i calzini, nello zaino, il sale e il pepe e l'olio della casa sull'Isola, che una certa continuità ci vuole, e via, Texel (NL), Echt (NL), Houffalize (BE) e Pont-à-Mousson (FR), e poi Pontalier (FR) e infine, la nostra nuova casa, questa volta sul lago: Losanna.
Ci accoglie al tramonto, dipinta di rosa dalla neve e dall'acqua che l'incoronano.
Niente diga, niente vento.
È una città, con la metro, gli uffici, i bar.
Che ne sarà del Bar Itti?
Ci son salite, discese, montagne, ponti di strade ad attraversare altre strade, scale e ascensori.
E la mia bici?
Le barche ormeggiate a due passi dalla strada, la spiaggia dietro la pineta, una specie di Barcola Alpina.
Ma dove sono le dune sconfinate? La sabbia fina che punge nel vento?
C'è un cielo di città, son sparite le stellate maestose dell'Isola. Sparita la via lattea, sparito il cielo a tuttotondo. 
Soprattutto, sparite le pecore.
Niente belati, solo il cinguettio mattiniero di uccelli cittadini, in sosta tra un albero e un palazzo. Mi mancava, e non me ne ero neppure resa conto, finché non li ho sentiti, dopo tanti anni, con la poppata delle 5.
C'è un lago, qui.
Ma dov'è il mare?

Ci vorrà tempo, pazienza e entusiasmo, per far di questo espatrio nuovo una nuova casa, incastonata fra i monti, sulle rive di un lago grande, o di un mare piccolissimo, se vogliamo.
Ma dall'Isola ormai siamo salpati, e questo è il porto da cui vi scrivo, per il momento.

27 luglio 2013

Lode alla solitudine notturna (temporanea)

A me piace, la notte, tornare a casa sola. 
Che non ci sia nessuno ad aspettarmi, nessuno a preoccuparsi, nessuno a rigirarsi fra le lenzuola. Nessuno.
Così, non devo preoccuparmi neanche io, sono d'un tratto nessuno anch'io, e posso cambiare idea, e allungare la strada, ascoltare un po' di notte che filtra tra le finestre aperte, una doccia che bagna, incontrare qualcuno, che è nessuno anche lui, tant'è buio.
Mi piace perché mi sembra del tempo, quello in cui torno a casa da sola, nella notte, che è solo mio. Ne son padrona e lo spendo bevendo a una fontana, se sono a Venezia, oppure a guardare le lepri correre a nascondersi, se sono su, sull'Isola.
Mi fermo a guardare le stelle, lì al Nord.Perché a volte cadono.
Qui al Sud, si vedono meno, l'altra sera, solo una Luna gigante, che si sfilacciava tra le nuvole argento, e i canali lisci lisci.
E allora qualche minuto in più, o in meno, di sonno, non importa. Posso salire sulla diga a guardare il mare, e poi scivolare giù veloce, con la bici. Io e il rumore dei freni.
Oppure posso prendere quel ponte, camminare ancora un poco,  fino alla laguna dove altri nessuno sono venuti a rubare un po' d'aria alla marea.
Pedalo, e cammino da sola, a volte pensando a chi sarebbe bello m'aspettasse, dietro alla porta di casa. 
Però non stasera, non ora, soltanto temporaneamente, per carità, ma oggi mi godo i miei passi, i miei rumori, i miei tempi, e la mia buonanotte.
 


24 marzo 2013

Oooops.

Credo di aver appena fatto una di quelle cose che, si sa, squarciano il tessuto dello spazio tempo, creando varchi dimensionali fra universi paralleli e non.
Ho ordinato per posta una cassetta della posta.
Non oso pensare al momento in cui il povero postino si troverà in stallo, schiacciato dal paradosso, lì immobile davanti al cancello, a non saper dove imbucare la buca.
Consegna prevista per: Martedì.
Tenetevi pronti ad effetti speciali.
 

21 marzo 2013

Gli amici magi

Ed anche l'inaugurazione ufficiale della casetta sull'Isola, corredata di nuovi e vecchi abitanti, è andata.

Nel Mare del Nord infatti, ho raccolto un po' di tranquillità, di voglia cucinare, e di una generica benevolenza nei confronti della civiltà e degli esseri umani (soprattutto se numerosi e variegati) e così ne abbiamo approfittato.
Quale momento migliore per organizzare quel che si dice "un'allegra bicchierata" per celebrare l'avvento del Subirotamic sull'Isola, il nuovo armadio, la quasi Primavera, il fatto che se si è in due si può cucinare per 20 e non è neanche faticoso, etc etc?

E così, si è organizzato, una cosa piccina, per colleghi e amici isolani, un sabato sera.
Cibo, bevande, e atmosfera, ho avuto l'impressione che sia andata bene. 
Gli ultimi invitati salutati alle 3 e mezza del mattino, mi sembra un buon segno.

A festa finita, è buffo sedersi sul divano e ripensare ai regali ricevuti: dicono molto, moltissimo, di noi, di dove siamo, di come siamo, e da dove veniamo. 
E dei nostri amici magi, che, anche sull'isola, a cercarli con un po' di pazienza, si possono, al fine, trovare.

Ricapitolando:
 
- n° 3 bottiglie di vino rosso
- n° 1 bottiglia di vino bianco
- n° 3 bottiglie di birra da svariate prestigiose birrerie belghe e olandesi
- birra
-  n° 3 mazzi di fiori 


- n° 12 cioccolatini della cioccolateria locale isolana
- un coltello in silicone
- terra e semi per piantare basilico e pomodoro
- n° 20 piadine romagnole appena cotte
- n° 1 bottiglia di olio bbbuono
- n° 1 bottiglia di aceto balsamico bbbuono
- n° 1 vasetto di marmellata di more fatta in casa
- n° 6 uova fresche delle galline del mio capo


- una copia, in italiano, trovata in un mercatino, in olanda, del libro "Il meccanicismo e l'immagine del mondo, dai presocratici a Newton" di E.J. Dijksterhuis (1971)

Per fortuna niente mirra, che non si sa mai cosa farci.
 



22 gennaio 2013

Del trasloco, del nuovo coinquilino e dei doni inaugurali che porta seco.


Grazie!
...e grazie al caro Dr. Pira, che si merita un po' di pubblicità gratuita.
Io intanto scrivo post per non sparecchiare. Cominciamo bene.

24 dicembre 2012

Natale 2012 e i miei auguri a tutti

Utrecht, una casa.
Oudegracht, Utrecht, Dicembre, un sabato pomeriggio



Ed eccoci a Natale, di nuovo, senza preavviso, ci piomba addosso con tutte le sue lucine e i suoi rossi e i suoi verdi muschio, il suo bianco candor.

La notte, fanno male i polmoni a respirare, è Dicembre anche sull'Isola.
Isola d'Inverno, spruzzata di neve, dal mio salotto.





Da quando vivo in Olanda, il Natale  è strano. Qui non si festeggia più che tanto: i regali ce li si è già scambiati il 5, in occasione di Sinterklaas, l'Avvento non esiste, famiglie da riunire, non si usa più, dolci tipici, per carità; rimangono solo le decorazioni per le strade e sulle case,  a sbriluciccare nella notte prematura delle quattro e mezza di pomeriggio, e la neve.
Così, non diventa che un'altra occasione per tornare a casa, che poi, appena giunti in patria, si fa presto a ricordarsi il perché: il panettone, la veglia, le cene con stuoli di parenti, l'albero pieno di regali, il Presepio, la frenesia da doni tra calli e  campielli, la cioccolata calda con la panna.
Basta un volo di poco meno di due ore, per ritornare Italiani.
A casa.
A Natale.

Sono contenta che fra poco si parte, che si ritorna al nido, tappezzato di fette di pandoro e crema al mascarpone, ma soprattutto son contenta perché quest'anno, per la prima volta da quando vivo qui, non mi peserà, poi, ripartire.

Auguri allora a tutti, per un Natale sincero, e un duemilatredici pieno di cose belle, di cose da vivere, di cose da fare, e di tutta la voglia per farle!
E se non vi incontro di persona, e se non faccio in tempo ad offrirvi uno spritz natalizio, provate a sentirvi ugualmente un pochino contagiati dal mio entusiasmo per l'anno che viene, credo faccia bene, in generale, ora ve lo comunico...bzzz...ecco!







11 luglio 2012

Savana stagionale

intorno alle 20.30, intorno alle  22.
C'è un po' di malinconia, sull'Isola. 
Con l'estate qualcuno parte, qualcuno arriva, qualcuno resta. In generale, qui, si migra. Non sempre però con l'eleganza di uno stormo numeroso, anzi, più spesso si migra da soli, con un passo un po' stanco, appesantito da troppi bagagli, verso non si sa bene cosa.

C'è chi questo lo chiama fuga dei cervelli, chi lo chiamo precariato internazionale, chi lo definisce una splendida esperienza di ricerca all'estero.

Io non lo so ancora, come chiamarlo, ma mi son resa conto che a volte, con tutta questa gente in giro, uno finisce per sentirsi un pochino a casa dovunque, in certi periodi, con certe persone, temporaneamente, ecco.

In questi giorni si spezza uno di questi momenti, così, dicevo, c'è un po' di malinconia, sull'Isola.

Cerco di non farla diventare troppa, però.
In fondo, è estate anche qui: tempo di prossime allegre partenze per me, tempo della tranquillità data da giornate lunghissime, da tramonti dorati, aranciati, rosati, tempo della mia savana satagionale, proprio qui, dietro casa.





01 marzo 2012

Global & Colon (izzazioni)

Due fatti.
Primo. Mi giunge dall'amata Cuba un finto documentario, girato dai ragazzi conosciuti a Sancti Spiritus, su una fantomatica colonizzazione italiana dell'isola (visto l'elevatissimo numero di compatrioti che, per un motivo o per l'altro, ultimamente si aggira per questa cittadina). Mezz'ora di sarcasmo cubano condito con pesto e nutella: semplicemente, un capolavoro.
Secondo: una cena fra colleghi, tre olandesi, due italiane e un messicano, dove si è mangiato cosine cosucce cosette in agrodolce autopreparate, e, per finire, banane impastellate e fritte, con cocco spadellato e gelato fiordilatte, tipico dolce olandese di tradizione indonesiana.

Va bene la nostalgia di casa, va bene il ritorno alla terra e alle origini, va bene la semplicità e il chilometro zero, ma io ancora mi faccio travolgere dall'internazionalità, a volte, e non riesco a non sorridere, al pensiero di avere il Mondo in tasca, l'orizzonte aperto davanti a me, e una strada che mi porta dappertutto.

Poi lo so che non è tutto oro quel che entusiasma, ma per l'appunto hanno dato il nome di un pezzo di intestino, a tutte quelle cose brutte che l'accorciare delle distanze porta con sé.
No?

26 febbraio 2012

Rivoluzione personale a costo e a chilometro zero

Disamorati del vostro quotidiano? I colleghi sembrano pupazzi, ai quali è stato assegnato un personaggio da cui non si discostano e non si discosteranno mai? Il vostro lavoro vi appare artificioso e artificiale, allo stesso momento ambizioso, pretenzioso, e del tutto inconcludente? Non riuscite a capire quale sia il vostro ruolo, oggi?
Fate come me: concedetevi una rivoluzione a costo e a chilometro zero. Andate in camera da letto, e ruotate di novanta gradi tutto il mobilio, il letto, il comodino, l'armadio, per chi ha il lusso di averne uno.
La luce vi sveglierà da un lato inaspettato, domani, e avrete la sensazione di essere in un posto nuovo, più vitale e ispirante, fatto tutto di possibilità.
Vi sveglierete una persona nuova, lo assicuro!, e con lei potrete, se siete fortunati, ritornare alla vostra vita con prospettiva rivoluzionata, o meglio, ruotata, di un quarto di giro.
Chissà che da questo lato, non sia tutto più chiaro.