Visualizzazione post con etichetta Primavera. Mostra tutti i post
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11 aprile 2017

Brevettata

Dopo svariate immersioni in piscina, e due in un lago ostico, battuto dal vento e spazzato da onde e correnti (e io con lui), domenica scorsa mi sono immersa nuovamente nello stesso lago, questa volta placido di primavera inoltrata, piatto, cristallino, abbracciato dai monti e coccolato dal sole (e io con lui).
E ne sono uscita brevettata, pronta ad immergermi, alla prossima occasione, autonomamente.  

Emergo, con calma.
Ad accompagnarmi in quest'ultima immersione del corso, il mio grande e sapiente istruttore, S., con il suo controllo, e il suo aleggiare immobile, braccia semiconserte e sorriso dietro la maschera, a 10 centimetri dal fondo fangoso del lago, senza alzare un granello di sabbia.
Un pesce stanco, che dormiva sul fondo, appoggiato a un ciuffo di alghe morbide, cullato dalla leggera corrente, senza un pensiero.
Un banco di pesciolini guizzanti, scintille d'argento a 15 metri di profondità.
Un'aragosta dulciacquicola imponente, ma  quasi indistinguibile dal resto del fondale.
E naturalmente, il mio adorato pubblico.

Che mi son chiesta tutto il pomeriggio se finivano prima i sassi della spiaggia, o la sua voglia di tirarli nel lago. È finito prima il pomeriggio.

24 marzo 2016

Ogni mattina, di Primavera.

Ogni mattina, apro le imposte verdazzurre della cucina. Le apro sulla siepe, sul vialetto, e la cucina si inonda in un attimo di luce, gialla, di sole, azzurra, di cielo. T. guarda la finestra, le sue sottili fessure di luce, che d'un tratto si trasformano in foglie, nuvole, rumori di strada, mondo. 
Sorride stupito, ogni mattina.

E ogni mattina di questa Primavera, per un attimo, ci sembra che nevichi.
Invece è l'albero dei vicini, nuvola di fiorellini bianchi, che si scrolla di dosso la notte, che soffia petali bianchi, fiocchi di Primavera, davanti alla nostra finestra.
Vanno a punteggiare il marciapiede e la strada, a farli più belli, sfumati di bianco, di rosa e di buon umore, per i passanti.




07 maggio 2014

In partenza


Dal ferry, in questi giorni.
E così, dopo due anni, la Primavera è finalmente arrivata anche sull'Isola, si inforcano gli occhiali da sole, si inseguono nel vento i nuvoloni bianchi correre  nel celeste, si tirano fuori le gonne, che anche se non fa caldo, almeno, sembra.
Io, però, fra poco parto.
Non è ancora tempo di vacanze, ma parto per mare, che c'è un oceano  da misurare e i nostri strumenti sono così piccini che son buffi, a confronto.
Questa volta poi, vado così in mezzo al mare che difficilmente son stata così in mezzo. Vado a galleggiare sopra i monti sommersi della dorsale Medio Atlantica, che come suggerisce il nome, sta proprio lì, in mezzo all'Atlantico grande.
Come sarà?
Blu, immagino, principalmente blu, e azzurro.
Per chi è più curioso, cercherò, come è ormai gentile tradizione, di scrivere qui qualche pensiero, tra un turno e l'altro.
Sempre che ci sia l'internet, ogni tanto.
Sempre che ci siano un buon mare, e un buon vento, per non ondeggiare troppo, da non riuscire a guardare uno schermo.
Sempre che il lavoro proceda spedito e senza intoppi, e non mi schiacci.
Sempre che una balena non mi porti via.
Insomma, io un quaderno su cui scrivere lo porto con me, per il resto, vedrà il Mare.

25 marzo 2014

I nuovi vicini

Anche quest'anno, è arrivata la stagione dei nuovi vicini.

I nuovi (e vecchi) vicini attendono la sera.
Così, sulla diga davanti a casa, mi salutano con il loro belare fragile, nascosti dietro le mamme marroni, mentre torno a casa dall'ufficio. 

Un nuovo vicino curioso.
I nuovi vicini cenano in famiglia (alle 18 puntualissimi, da bravi olandesi)

Non fatevi ingannare da questa luce calda di tramonto, caldo qui non è.
Perfortuna anche da così piccini, i miei nuovi vicini sono dotati di un soffice, (ancora) candido, maglioncino.
Son pratici, si sa, questi Nordeuropei.









23 marzo 2014

Son viva e Pan di Stelle

Vorrei scrivervi di questa Primavera che sta arrivando sull'Isola, ma solo a tratti, sprazzi di sole e luce incorniciati da grandine e temperature polari, del vento che non smette mai di soffiare e che spettina la diga, nuovi fiori, nuove erbette e nuovi agnelli compresi.
Vorrei raccontarveli come si deve, ma non posso, perché al momento son intenta a convogliare tutta la forza creativa e intelligente di cui sono capace nella scrittura di una benedetta tesi di dottorato che speravo, dopo quattro anni, si scrivesse da sola, avrà imparato, dico?, invece niente, bisogna passarci sopra i minuti, i giorni, le settimane, tic tic tic, battere tasti di lettere e numeri nella vaga speranza che venga fuori qualcosa di buono.
"Passerà anche questa stazione..." diceva il saggio, e passerà. 
Cercherò almeno di tenermi aggiornata con le microrecensioni, per il resto, ho l'impressione che se scriverò qualcosa, sarà d'argomento mare e onde, che può sembrare poetico, e, a volte, pure lo è, ma non sempre, per chi deve finire un dottorato in Oceanografia.
Nel frattempo, mi preme comunicare qui solo l'essenziale, che si può riassumere con un "sono viva", ma soprattutto "numerose anime buone popolano l'Isola, e si prendono cura di me".
Come infatti descrivere la sorpresa di vedersi recapitare in ufficio, tra pile di libri dall'altezza ormai ridicola, tazze, fogli stampati e scarabocchiati, un sacchetto ancora tiepido pieno di questi? 

Mmmm. Grazie E.!
Una squisita versione casalinga dei qui introvabili, adorati, indispensabili, biscotti, e la giornata può solo continuare con un sorriso!
Ero sicura che l'Isola fosse popolata da magici folletti invisibili, che dipingono i tramonti orizzontali, i campi di fiori in Maggio, gli agnelli di bianco, e la spiaggia d'oro.
Ora non mi resta che cercare un Mulino Bianco, tra quelli che girano qui, le pale contro il vento, appena riparati dalla diga, così posso passare a ringraziarli di persona.



10 giugno 2013

Dieci Giugno

Per dovere d'archivio, registro su questi pixel il primo giorno in cui mi avventuro ad allenarmi nella piscina "estiva" dell'Isola, ovvero, nella piscina all'aperto.
Con gran ritardo rispetto agli anni precedenti, quel giorno è oggi, il dieci giugno.
Di seguito, l'odierna evoluzione della temperatura sull'Isola:


Mi son trovata in acqua dalle 18.30 alle 19.15 circa, calcolate voi l'ammontare di freddo.
Quest'anno, però, non mi son fatta cogliere impreparata. L'allenamento in piscina, da oggi in poi, si fa a qualsiasi temperatura (o quasi).
Grazie alla mutina da nuotatrice provetta che mi son rimediata, non temo infatti più nulla (a parte i gelidi spogliatoi en plein air): basta solo sguazzare gioiosamente in piscina, e poi pedalare velocissima a casa,  per non farsi raggiungere dal vento, e dalla sera.
Tra l'altro, qualcuno ha idea di dove diavolo possa fissare quel laccio lunghissimo per chiudere la zip sulla schiena, che mentre nuoti a rana ti si attorciglia sinuoso sul braccio, come misurata e scura biscia di piscina?


25 maggio 2013

La PrimaFinta e la comunicazione di servizio

Sto riordinando un po' di cose, in questi giorni, qui tra i pixel. 
Scusate per il disagio, i ripostamenti, le cose che non funzionano e saranno messe a posto, etc.
Sarà l'occasione per (ri)dare un'occhiata alle microrecensioni, e una scusa per sbriciare in giro fra i vari link.
Nel mentre, spero di inaugurare un barbeque e far consegnare in tempo una tesi di laurea a un "mio" studente.
Son cose grosse, con la PrimaFinta.

17 maggio 2013

Di tramonti e fiori tardivi.


E' Primavera, quasi Estate, ormai, sull'Isola, eppure non pare.
Pioggia battente, vento tagliente, grigio, freddo. Giacca invernale ancora addosso, guanti in tasca, che non si sa mai.
Unici indizi dell'aver passato Gennaio son la luce, che ci fa cenare alle dieci, e i fiori, dietro casa, che, finalmente, hanno deciso di invadere i prati.

Così, dopo cena, si prende la bici, e in un attimo si è dentro l'Olanda che tutti voi, mie cari lettori, avete sempre segretamente voluto vedere su un blog di chi, come me, tiene un diario olandese.
Eccola, è nordica, tragica, bellissima. 
Fatene buon uso, perché rara e preziosa come le giornate di Sole, quest'anno.

Convergenze.
Fiori.
Fine dei fiori.
Un lago, una casa.
Un tramonto, una baia.


29 aprile 2013

ARRRRoma e qui.



Sono andata ARRRRoma.
Ho mangiato la pizza, le melanzane fritte, i funghi, le tagliatelle fatte in casa; e la provola, i pomodorini, le olive nere e il basilico verde. Il radicchio.
Ho bevuto buon vino, buon caffè, buoni amari, in posti piccini, raccolti, o sull'angolo di una piazzetta trafficata, ad un tavolo solido, in un salotto di casa, o ad un tavolino incerto, traballante sui ciottoli, intarsiato di ruggine.
Ho riempito gli occhi di cose belle, la pelle di Sole, il naso di profumi di fiori, e ho comprato dei libri in librerie poleverose e nascoste, vicino a negozi di paglia, a stradine sottili, a rampicanti fioriti.

 Ho chiacchierato seduta su muretti notturni, tra celebri buchi della serratura, aranceti, e una città che non dorme mai, con le sue chiese,  un nuovo Papa, il Quirinale, Montecitorio, e i poliziotti antisommossa a presidiare il tutto.


Qui sull'Isola, la bella stagione, quest'anno, tarda.
Fa ancora freddo, stare all'aperto non è piacevole; anche le gemme, sui rami, sono timide.
E' anche per questo che sono andata ARRRRoma. Ho raccolto tutte queste cose, i fiori, i ciottoli, i libri, il basilico, le chiacchiere con gli amici, i poliziotti, le sommosse e il caffè, tutte le nuove lentiggini affiorate, e le ho messe in un sacco piccino, da bagaglio a mano, per carità!, per averle qui con me, sull'Isola.
Spero non mi servano ancora a lungo, spero che la Primavera, o l'Estate ormai, arrivi presto anche qui, ma fin che soffia questo vento gelido, io tiro fuori un dettaglio alla volta, e sorrido, e intanto, porto pazienza.


23 marzo 2013

Caffè freddo?

Caffè freddo?
Sembra.
Invece, dato che siamo in Olanda, ed è sì Marzo, sì Primavera, sì fiorellini qui è lì, ma intanto son zero gradi, fuori in giardino, questa è semplicemente birra scura.
'sai scura.


07 maggio 2012

Teoria d'Estate

Lo so, lo so che è ancora inizio Maggio, ma qui il comune dell'Isola ha deciso che sì, dal Primo Maggio ci si può approssimativamente considerare in Estate, o almeno nella parte dell'anno che va sotto il nome di "bella stagione", e sì, l'audace sportivo insulare è pronto per passare dalla piscina coperta, ora dominio esclusivo e privilegiato del turista profumatamente pagante, a quella all'aperto.
Chi, io? No no no, non sono pronta, mi aggiro ancora con sciarpa e cappello di lana, e se me li fossi ricordati, avrei pure i guanti...non è possibile che io nuoti all'aperto!

Ma sulla sentenza del comune non si discute.

Così, oggi, 7 Maggio 2012, ho inaugurato la mia personale stagione estiva di allenamenti in piscina outdoor.

Temperatura dell'aria: 11 gradi Celsius.
Temperatura dell'acqua: 25 gradi Celsius. 
Vento: 4 Bft, 23 km/h.
Risultato: freddo.

Morale: la mia teoria d'Estate è diversa, e migliore, di quella che hanno i messi comunali quassù.

Ed ora vado a prepararmi la borsa dell'acqua calda, tanto per inaugurare quest'anticipo d'Estate.
Salute!


 

14 marzo 2012

Minuscoli drammi quotidiani/5

E' che ieri sono andata per un solo, singolissimo giorno a lavorare a A'dam, ed ecco, improvvisamente, mi son resa conto che la frase "Faccio il dottorato in Olanda" potrebbe avere un suono molto diverso da questo belare di agnellini appena nati, da questo fruscio di fiori che sbocciano, di gemme che si argentano, di vento, di mare, di nebbia e di sabbia. 

Potrebbe suonare come ad A'dam, e allora, tutto questo idillio primaverile dell'Isola, me lo godrei, credo, semplicemente, di più.

Certo, forse è stata solo l'impressione di un singolissimo giorno.
Forse, se stessi dall'altra parte, questo idillio primaverile dell'Isola, mica lo vedrei.
Forse, forse.

27 febbraio 2012

Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi...

Ho sempre pensato di essere una persona nata in città e che dico, in Città, a cui però sarebbe piaciuto nascere circondata dalla saggezza e lentezza della campagna, della Natura, dal nozionismo diffuso nel campo agrario e nel campo e basta.
Ora, da ormai un bel po', vivo in campagna, e che dico, in Campagna.
Torno a casa nella notte in bicicletta, nel fuggi fuggi generale delle lepri.
Compro le uova, le patate, le cipolle i cavoli e i tulipani dai vicini, e le stagioni incidono sul mio quotidiano come mai prima d'ora.

Detto così, sembra bellissimo, vibrazioni positive a go go e riconciliazione con la Terra.
... ma devo ammettere che mi capita spesso, anche di questi giorni di crochi e bucaneve a punteggiare il mio giardino, di pensare che in fondo in fondo, sul lungo termine, io non lo so più se fa per me, questa vita di finta, piatta, sottomarina, campagna olandese.

22 aprile 2011

Goede Vrijdag e i buoni pastori.

Oggi Venerdi' Santo.
E' due settimane che non piove, qui in terra d'Olanda: la gente chiama gia' il miracolo, e ancora non e' Domenica.
Un po' si cerca di continuare a lavorare, anche con i prati coperti di puntolini colorati, di erba verdissima e morbida, di agnellini salterini ancora nel pieno della giovinezza, anche con il mare blu fuori dalla finestra.
Lo scorso sabato poi, ho salvato per la seconda volta la vita ad una pecora (non credo alla stessa, ma va te a distinguerle...).
Si narra che le pecore isolane, pregiatissime per il volume di lana e la stazza notevole, soffrano pero' di una pesante tara genetica. Una volta cadute sulla schiena, non riescono piu' a rigirarsi, e la Morte sopraggiunge, inesorabile, dopo circa due ore, c'e' chi dice per soffocamento, c'e' chi dice per mancato sfiato dei gas dovuti alla complessa digestione del ruminante. Non una bella storia, in ogni caso.
E' per questo che e' dovere di ogni buon passante, sull'Isola, ridrizzare le pecore rovesciate, nel caso se ne incontrassero lungo la via.
Cosi' ho fatto, a buon rendere, e lo racconto non tanto per crogiolarmi sugli allori del mio eroico gesto, ma per mettere nero su bianco che le cose importanti sono, e possono davvero essere, diverse da quelle che ci vorrebbero far credere.
Qui, una cosa importante e' fare caso al paesaggio che scorre veloce quando pedali, prestare attenzione agli aironi che decollano al tuo passaggio, alle lepri spaventate che ti si lanciano addosso, ai narcisi che ti distraggono con il loro profumo dolce, agli agnelli candidi ai quali non interessi, e alle pecore stordite che pur avendo quattro zampe si inciampano e si rovesciano.
E' importante avere occhi, pazienza, e attenzione per tutto questo, per essere protagonisti della nostra vita. Per essere forti, e farci scivolare addosso tutte le schifezze che ci vengono imposte come "importanti", e non lo sono, cosi' forti da decidere da soli, o in compagnia, le nostre priorita', dargli voce, tempo, spazio.
Io vedo che per me non e' sempre cosi' facile e naturale come dovrebbe. Sia questo il mio augurio per tutti, per questa Pasqua di guerre mondiali e di persone addormentate e stanche, per questa Pasqua nella nostra Italia disastrata da chi non riesce a capirne le priorita', per questa Pasqua in Paesi che soffrono ore, giorni, mesi e anni nella prova della fame, della sete, dei terremoti e della radioattivita'.
Ognuno trovi il tempo per le proprie priorita', gli dia dighe d'erba verde sulle quali pascolare e crescere.
Alla fine, passera' pure un Buon Pastore a rimetterci in piedi, speriamo.


12 aprile 2011

Plattoland.

Premessa: post polemico, questo, nato da una conversazione con una Belga (ahilei) e un nativo isolano (ahilui).
Titolo: Contro il tristo e avvilente paesaggio olandese - pamphlet di protesta contro chi giudica la campagna olandese una cosa bella e di cui rallegrarsi.
Svolgimento: L'Olanda, i Paesi Bassi, è terra, si sa, strappata al mare vittorioso dall'opera organizzata ed efficiente ed efficace di un popolo efficiente (ma non sempre efficace) quale capita che sia quello Olandese.
La quasi totalità del paesaggio che vedo scorrere fuori dal finestrino del mio treno è intrigante e brumosa palude insana trasformata in campo ordinato e quadrato, rigo di alberi, campo di un verde leggermente diverso, rigo di fiori amaranto, mulino antico, mulino moderno, fattoria ecofriendly.
Come si può considerare questo susseguirsi infinito di umanità "un bel paesaggio"?
Non mi soffermerò sull'artificialità delle città e cittadine, venendo io dalla città più artificiale del mondo (artificiale sì, ma con molto garbo), ma queste campagne per nulla rilassano la vista, con questo verde coltivato fino all'ultima sfumatura, per nulla danno l'impressione di Natura, non lasciando nulla al caso, non danno quell'idea di bucolicità che ci si aspetterebbe da una landa di così tanto respiro come quella del Noord Holland.
I sostenitori della bellezza di questi paesaggi insistono nell'elencarne i numerosi pregi, il valore di questa visuale sconfinata, di tutto questo spazio vuoto tra una fattoria e l'altra.
Il piatto piattume mi angoscia, anche quello del mare, e lo spazio fra le fattorie è uno spazio pianificato e costruito tra il punto A e il punto B. E' uno spazio pieno di piani del demanio, di canali per starsene all'asciutto, di alberi piantiati in fila a delimitare proprietà e a tenere stretta la sabbia con le loro radici.
Sabbia che altrimenti se ne andrebbe al mare, portandosi dietro una striscia di narcisi altezzosi.
E' uno spazio vuoto, pieno di un sacco di cose che con un "bel paesaggio" non hanno niente a che fare.
Uffa.
Cerco di elencare ai miei avversari quelli che io considero "bei paesaggi".
Un'isola delle Incoronate, un monte, una scogliera qualunque, il mare in generale, la Laguna d'Inverno, una spiaggia di sassi. Per non parlare della Napoleonica, della pampa argentina, del deserto di sabbia fine, dell'Himalaya. Un lago ghiacciato, un tramonto da un monte sulla campagna friulana, una crepa tra le rocce che puoi camminare o una città antica, arabescata di Storia. Il canale fuori dalla finestra di casa mia.
Insomma, non sono di gusti difficili.
E posso trovare un milione di aggettivi per queste file di alberi, di mulini, di fiori, ma "bello", Signori, vuol dire qualcos'altro.
Capisco se quanto esposto ferirà degli animi, ma capita spesso che ciò che penso faccia male a qualcuno. Di solito, a me.
Attendo fiduciosa l'ispirazione per un post dal contenuto contrario.
Olanda, sorprendimi!

25 marzo 2011

Tondo Cielo

C'e' una cosa bella, nelle notti isolane.
C'e' un buio raro, unanime, e se le nuvole si son stancate di soggiornarci sopra, le stelle strabrillano. Si', strabrillano, tanto che non si riescono piu' a riconoscere neppure le costellazioni.
Cose cosi' accadono spesso tra i monti, certo, ma qui sull'Isola non ci sono cime a incorniciare il blu, ne' valli ad offrirne un pezzettino in piu'.
Il cielo, qui, da sopra la diga, e' nero ed e' un tuttotondo, ricamato di tanti lumi quanti i giorni in cui ho sperato di potermene finalmente stare sull'erba ad ascoltare i rumori della notte senza battere i denti.
Festeggio l'arrivo della bella stagione: io, una diga, e questa confusione di stelle.
Come correte veloci, lucine, come giri vorticoso, pianeta!

21 marzo 2010

Prima Primavera: prima!


Il primo Sole si è fatto largo tra i flutti del Mare del Nord...ed ecco il risultato! Pecore già sfinite sotto quella lana spessa sonnecchiano sui prati con i loro agnellini.
Come biasimarle? D'altronde, per non essere da meno, ho deciso prontamente di imitarle (da brava pecora) e godermi un po' il sole, e un buon libro, spaparanzata sulla diga appena fuori casa.
Aaaaah. Era ora!

20 marzo 2010

Giorno di mercato

Oggi, sabato, è giorno di mercato, al di là dell'acqua.
Vivo ormai sull'Isola da quasi sei mesi, e ancora non c'ero mai andata, indaffarata nei week end a riempirmi la testa di cose da fare per impedirmi di stare un po' da sola con me. Oggi invece sono stata da sola: ho preso il traghetto sotto una pioggia fina, ho letto Paul Bowles, ascoltato gli Afterhours.
Il mercato non era ne' grande, ne' fornito come me l'aspettavo, ma le tre o quattro bancarelle di frutta e verdura mi hanno dato la possibiltà di fare una spesa vera, senza plastica a insacchettare le melanzane una ad una, e questa è di per se' una gran gioia.
Mi son comprata anche le caramelle, ad addolcirmi la vita.
E alla fine, come spesso accade dopo alcune ore passate a spulciare tra bancarelle e negozi che non conosci, stavo bene; incredibile come anche in una giornata grigia come questa ci si riesca a distrarre dai propri pensieri.
Domani sarà Primavera.
Da domani, la luce, qui, giocherà fuori fino a tardi.