28 gennaio 2011

giorno 06 - Lode e biasimo di chi non impreca davanti a una cima impigliata

Nel titolo c'è già tutto. Questi nostri due giovani tecnici dell'istituto,
"marine technology", recita la targhetta sulla tasca della loro tuta blu
da lavoro... Bravissimi, coordinatissimi, efficientissimi, calano nel
mare, o recuperano, tonnellate di ferro, srotolano chilometri di fune di
acciaio, o di qualsiasi altro materiale, correntometri, strumentaglia
varia, boe, boine, boette, galleggianti multicolori, bandierine e sfere di
vetro. Qualsiasi cosa tu passi loro, te la mettono in acqua, carrucolando
un po' qui e un po' lì, legando, sciogliendo, e stac. La fune rimane
impigliata in uno degli strumenti, che non vuole tuffarsi in questo mare
oggi un tantino agitato. Forse ha freddo, chissà.
In ogni caso, mai paura, il tecnico, con metodo e diligenza, riesce a
liberare la cima, dopo svariati tentativi, qualche suggerimento gridato in
tedesco, qualche onda di troppo.
Fatta.
E in tutto questo, mai un sorriso, mai un'imprecazione. Assoluto silenzio,
controllo della situazione, sfoggio di apparente sicurezza.
"Professionalissimi tecnici uccidono, con perizia da chirurghi, intero
equipaggio al largo della costa greca", potrebbe recitare il giornale
domani, non ci troverei nulla di strano.
E sono anche sicura che l'intero lavoro sarebbe portato a termine a regola
d'arte, giusto in tempo per le 10.00, o per le 15.00, perché...non vorremo
mica saltare la pausa caffè?

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